Epidemia Covid-19: Come proteggersi  

B&B Villa nel Parco - Anguillara Sabazia (RM) - 11 maggio 2020


L'esposizione, fatta da un fisico e non da un virologo, e' diretta ad un pubblico non specialistico di turisti ed intende fornire ai lettori alcune informazioni utili per ridurre i rischi di contagio: siamo infatti convinti che molti contagi avvengono per impreparazione e potrebbero facilmente essere evitati se si fosse un po' piu' informati su come i contagi avvengono.
In genere non e' piacevole leggere per imparare: in questa lettura pero' e' proprio il caso di fare un piccolo sforzo, perche' potrebbe essere in gioco la salute (se non addirittura la pelle!).
Il nostro consiglio al lettore e' di appuntarsi le cose che non sapeva o che ritiene particolarmente utili per farne poi un buon uso personale.
Le informazioni presentate sono state raccolte dall'autore da organi di stampa perche' ritenute utili allo scopo di aiutare a proteggersi dal virus. E' facolta' e responsabilita' del lettore avvalersi o diffondere le indicazioni qui' fornite.



COME SI SVILUPPA UN'EPIDEMIA (piu' la conosci e meglio la eviti)
Un virus non e' un organismo vivente come e' una cellula. Una cellula, il materiale organico elementare della vita, puo' riprodursi autonomamente creando un'altra cellula identica a se stessa mediante un complesso meccanismo biochimico che e' in grado di seguire la "programmazione" indicata nella sequenza di materiale organico (geni) presenti in una particolare macromolecola presente nella cellula, chiamata RNA messaggero, perche' e' creata come una copia del DNA e trasporta cosi' tutte le informazioni genetiche presenti nel DNA.
Se il virus riesce ad introdurre la propria molecola RNA in una cellula vivente questo meccanismo biochimico della cellula infettata entra ugualmente in funzione ma seguendo la "programmazione" contenuta nell'RNA virale invece di quello della cellula, che e' cosi' obbligata a creare non una cellula ma una copia del virus.
E' questo il meccanismo usato dai virus Covid-19 per moltiplicarsi: per "sopravvivere" ha bisogno di essere ospitato da un essere umano, che lui sfrutta per moltiplicarsi; ma ha poco tempo (poche ore o giorni) per riuscire ad entrare nel corpo umano (da naso, bocca o occhi) perche' quando e' nell'ambiente esterno i vari agenti fisici e chimici (temperatura, sostanze chimiche, ecc.) gli procurano molti danni che ne compromettono la capacita' di infettare: e' come se gli si spuntassero gli aculei con cui riesce ad iniettare l'RNA nelle cellule.
Il virus continua cosi' ad esistere perche' gli umani infettati sono delle fabbriche ambulanti dei virus e li spargono nell'ambiente, dove ogni virus rilasciato cerca un altro umano da infettare prima che si esaurisca quel poco tempo in cui rimane attivo nell'ambiente.
Gli umani infettati piu' efficaci per la diffusione dei virus sono gli asintomatici perche' circolano normalmente, senza particolari precauzioni, essendo inconsapevoli di essere dei propagatori dell'infezione. Tra questi "asintomatici" ci potrebbero essere molti giovani, in quanto i giovani, una volta infettati, sembra manifestino sintomi piu' lievi e quindi non pensano di essere malati di Covid-19 ma di avere un normale malanno passeggero e possono anche uscire di casa. Accade cosi' che altre persone si trovano ad essere esposte all'infezione soprattutto se si trovano a frequentare con leggerezza amici in gruppo o in "movide", inconsapevoli di correre rischi cosi' gravi. Per quantificare questo rischio citiamo il caso di un giovane coreano del sud di 29 anni che un una sola serata, girando per i bar, ha infettato ben 50 ignari frequentatori di quei bar.

EPIDEMIA:
Se una persona contagiata ne infetta altre e queste poi a loro volta ne infettano altre ancora, con il passare del tempo il numero dei contagiati cresce con una progressione che puo' risultare esponenziale, se mediamente ogni persona infetta ne contagia piu' di un'altra: e' allora che esplode l'epidemia.
Il livello di contagiosita' si misura con un numero (R0=numero di persone mediamente contagiate da una persona infetta), che dev'essere maggiore di 1 perche' l'epidemia si possa sviluppare. Allora ogni virus che riesce a raggiungere ed infettare una persona produce una distinta catena di contagi che contribuisce a portare il suo contributo esponenziale al totale delle persone infettate. La curva reale del totale delle persone contagiate risulta dalla somma di tutti questi contributi esponenziali ed ha anch'essa un andamento crescente in modo esponenziale.
Se non ci sono limiti alla diffusione del contagio, la curva del totale degli infettati cresce sempre piu' finche' tutta la popolazione risulta infettata (milioni di persone).
Il fattore R0, che misura l'intensita' del contagio, dipende dalle condizioni ambientali. Se queste favoriscono il propagarsi dell'epidemia (affollamento, temperatura bassa gradita al virus, ecc.) R0 puo' raggiungere valori superiori a 1 ed allora il numero degli infettati diverge, cioe' "esplode" l'epidemia.
Altrimenti, se le condizioni ambientali NON favoriscono il propagarsi dell'epidemia (per esempio con il "lockdown" della popolazione), questo non accade e R0 rimane inferiore a 1; cosi' il virus, pur presente nell'ambiente, non si diffonde a sufficienza per alimentare lo sviluppo dell'epidemia con nuovi contagi.
E' un fenomeno che noi conosciamo bene con la malattia influenzale che chiamiamo stagionale perche' d'inverno trova le condizioni ambientali che ne favoriscono la diffusione, raggiungendo cosi' un potere di contagiosita' con R0 superiore a 1: si sviluppa l'epidemia influenzale.
D'estate invece la maggiore temperatura ambientale (che produce danni ai virus mediante le vibrazioni e rotazioni termiche delle molecole) riduce il tempo di permanenza del virus attivo nell'ambiente e quindi il tempo di esposizione della popolazione ai virus: come risultato il fattore R0 scende sotto al valore di 1 (senza bisogno di "lockdown" della popolazione) e l'epidemia influenzale scompare non essendo piu' sufficientemente alimentata dai nuovi contagi (che sono diminuiti).
Pero' questi virus influenzali permangono nell'ambiente anche d'estate, potendosi riprodurre su un minor numero di persone che riescono ad infettare (anche d'estate).
Se i virus nell'ambiente non riuscissero piu' ad infettare nessuno, per esempio perche' tutta la popolazione si e' vaccinata, allora si estinguerebbero (come e' successo per molte malattie ormai scomparse, come il vaiolo). Ci auguriamo che anche il Covid-19 possa fare al piu' presto questa fine!
La pericolosita' del Covid-19 e' molto maggiore di una normale influenza: credo percio' che sia meglio considerata non come un'influenza ma come una polmonite virale, essendo questa la patologia piu' pericolosa e potenzialmente letale che puo' provocare se i virus raggiungono i polmoni. Puo' anche lasciare insufficienza respiratoria perche' le cellule dei polmoni distrutte dal virus non si rigenerano: altro che vantaggio dell'immunita' "di gregge" in tal caso!
A secondo della diversa efficacia del sistema immunitario, alcune persone infettate (quindi contagiose) possono manifestare sintomi cosi' lievi da essere addirittura non percepiti neanche dal soggetto stesso (sono i cosiddetti pazienti "asintomatici"). Sembra che possano essere molto numerosi (i russi hanno trovato un asintomatico per ogni malato con sintomi).
Essendo l'esame diagnostico (il cosiddetto "tampone") piuttosto complesso, perche' riguarda la ricerca in laboratorio della molecola dell' RNA del virus, non e' possibile estenderlo a tutta la popolazione, e quindi e' impossibile arrivare ad identificare tutti i pazienti asintomatici, che rimangono cosi' una mina vagante perche' contagiosi con livello di pericolosita' di contagio non conosciuto.
Il livello costante residuale dei contagi per Covid-19 potra' quantificare a tempi lunghi l'entita' di questa minaccia che terminera' definitivamente, come e' successo per altre epidemie, dopo aver vaccinato tutta la popolazione ma occorreranno crediamo almeno un paio d'anni perche' tutti possano essere vaccinati.



COME LIMITARE I CONTAGI:
Gli accorgimenti qui' raccomandati richiedono buon senso, attenzione costante ed autodisciplina. Il risultato che cosi' si ottiene e' l'addestramento delle persone a vivere e lavorare con un buon livello di sicurezza in un ambiente contaminato dal virus Covid-19.
Per prima cosa si deve capire come puo' accadere che il virus ci infetti.
Alla luce di quanto finora appreso, con buon livello di confidenza, accade questo:

Il virus una volta emesso dal fiato di una persona infetta, resta attivo nell'ambiente solo per un tempo limitato (da qualche ora a pochi giorni). Non e' un organismo vivente che puo' moltiplicarsi se trova le giuste condizioni (come sono germi e batteri) ma e' come un complesso materiale biochimico che ha bisogno di entrare in contatto con le giuste cellule del corpo umano per poterci iniettare il suo RNA (messaggero) e sfruttare cosi' la funzionalita' riproduttiva della nostra cellula per duplicarsi. La cellula umana infettata costruisce cosi' un nuovo virus Covid-19 invece di una cellula umana.
Se tutti noi fossimo capaci di non inalare mai questi virus, lasciandoli sempre nell'ambiente dove sono, in pochi giorni la pandemia si estinguerebbe (ed i virus pure)!
Purtroppo molte persone (tra 20000 e 30000 al giorno oggi in Italia) non riescono ad essere cosi' accorte ma purtroppo si fanno "infettare" inalando il virus e si ammalano con una degenza che e' abbastanza lunga: 3 o 4 settimane a casa o in ospedale (se non peggio).
Vediamo in particolare come puo' avvenire il contagio e perche', se lo si capisce bene, la probabilita' di rimanere contagiati si abbassa molto.
Il virus viene emesso con il fiato di una persona infetta, che puo' anche non avere sintomi e quindi non sapere neanche di essere un propagatore dell'infezione.
Il fiato infetto e' la via di attacco preferita dal virus perche' una volta inalato da una persona sana si puo' insediare nelle cellule del corpo umano che predilige: quelle dell'apparato respiratorio e li' comincia a moltiplicarsi infettando irrimediabilmente l'ospite.
Fortunatamente la pelle umana, se non lesionata, e' una buona corazza che impedisce a questo virus di penetrare all'interno del nostro corpo: gli unici punti di accesso sembrano essere naso, bocca e occhi. Quindi oltre al rischio di infettarsi per inalazione c'e' anche il rischio nel toccarsi il volto con le mani sporche. Questo rischio non e' piccolo perche' i virus emessi con le goccioline di saliva da persone SENZA mascherina (che le puo' trattenere) si depositano sulle varie superfici con cui le vostre mani potrebbero entrare in contatto, anche a distanza di tempo (durante tutto il periodo in cui il virus resta attivo, cioe' da qualche ora a qualche giorno).
E' bene per questo motivo, quando si toccano cose fuori casa, usare guanti di tipo "usa e getta". Siccome puo' capitare di toccare con le mani qualcosa di infetto (banconote, le mani di un'altra persona, qualcosa toccato dalla cassiera del supermercato, pulsanti di un ascensore o di un POS, maniglie di ogni tipo, ecc.) dovete spesso lavarvi molto bene le mani (anche quando avete i guanti) e cercare di non toccarvi mai gli occhi o il naso quando le mani non sono ben pulite.
Convivere con il virus e' una seccatura ma, se avete capito cosa si puo' fare e cosa non si deve fare, non e' poi cosi' tragico.
Potete vivere tranquilli sapendo che se entrate in contatto con pochi virus molto probabilmente non succede niente perche' il vostro sistema immunitario se ne accorgera' e li fara' fuori.
Attenzione pero': un grosso rischio di rimanere infettati si verificherebbe entrando in contatto con un'elevata carica virale, perche' allora i virus sono troppi ed avranno la meglio loro.
Una carica virale elevata e' nelle microgoccioline di saliva ("droplets" in inglese, del diametro >=5 micrometri che arrivano in aria fino ad un metro) contenute nel fiato di una persona infetta: sembra che con uno sternuto possano essere emessi anche centinaia di milioni di virus!
L'importanza della carica virale e' suffragata anche dall'osservazione che le persone infettate e poi guarite non sembrano essere molto contagiose se diventano nuovamente positive: crediamo che questo accada perche' queste persone, avendo molti anticorpi, emettono un fiato che contiene molti meno virus e le goccioline di saliva, che sono i vettori dei virus all'esterno, hanno cosi' una carica virale modesta.
Quando la carica virale e' modesta i virus si fermano nella gola e non arrivano ai polmoni, cosi' i sintomi sono piu' lievi. Quando questi casi diventano molto numerosi si puo' avere l'impressione che il virus sia diventato meno aggressivo ma cosi' non e': questo accade quando con il passare del tempo il numero di persone sieropositive che immettono nell'ambiente microgoccioline di saliva con piccola carica virale e' cresciuto. Sono persone contagiose ma meno di una persona malata, cioe' infetta con sintomi evidenti.
Per questo e' importante che tutti usino le mascherine, che possono trattenere queste goccioline di saliva.
Le microgoccioline di saliva delle persone infette (che possono essere anche dei giovani senza alcun sintomo) sono pericolose perche' non devono essere inalate e non si deve toccare nulla in cui queste goccioline possono essersi depositate (per esempio mascherine, tavoli, mani, maniglie, vestiti, ecc.).

Ecco come si puo' ridurre il rischio dei contagi; l'elenco e' esemplificativo e non esaustivo (per esempio non citiamo l'utilissimo metodo del "contact tracing" con gli smartphone):
  1. Con il distanziamento sociale: Si deve rimanere a distanza da una persona che puo' essere infetta (cioe' da tutti). La distanza e' molto variabile: se camminate avanti ad una persona in fila indiana, e' piccola (a meno che il vento non soffi dalla persona infetta verso di voi). Se invece state fermi e non state sottovento, basta stare a 1.5 metri di distanza. Se pero' state in un locale chiuso la distanza deve aumentare perche' il volume dell'aria infetta tende ad aumentare intorno a voi, soprattutto se si sta parlando.
  2. Balneazione: non si ritiene che questo virus sia in grado di permanere a lungo attivo in acqua per cui il rischio di infezione anche in questo caso e' solo la vicinanza con un'altra persona infetta, che, non potendo avere la mascherina se sta in acqua, immette virus inalabili in aria ed anche in acqua dove i virus a breve termine potrebbero entrare in contatto con gli occhi. Quindi riteniamo che ci si possa bagnare in sicurezza la prossima estate se si resta sempre almeno ad un paio di metri di distanza da tutti gli altri bagnanti, non solo in spiaggia ma anche in acqua (magari con gli occhialini da nuoto se si sta in acqua insieme ad altre persone). Il vento ha un effetto favorevole comportando un continuo ricambio dell'aria che si respira.
  3. Aerazione dei locali: Il ricambio dell'aria e' sempre auspicabile, tanto piu' nei locali piccoli, anche se avete un condizionatore d'aria.
  4. Addestramento: Per abbassare di molto il livello dei contagi e' importantissimo l'ADDESTRAMENTO della popolazione a convivere con il virus (fino al vaccino, che poi lo fara' sparire, come e' successo con il vaiolo). E' facile da ottenere una volta che la gente ha capito come il contagio avviene. Purtroppo ancora non si fa abbastanza e per questo abbiamo scritto questo articolo.
  5. Nessun famigliare infetto deve restare a casa con altri membri della famiglia perche' contribuisce a propagare il contagio. Questi pazienti devono rimanere per circa un mese in un ambiente gestito da personale competente (anche in appositi hotel, per esempio).
  6. Automobile: una conseguenza del punto precedente e' che si puo' andare in automobile da soli o con i famigliari (perche' e' difficilmente evitabile che se in famiglia uno si prende il virus poi non lo passi a tutti gli altri) perche' non si puo' rispettare il limite di distanza. E' quindi sempre possibile e preferibile andare al lavoro in auto o moto ma da soli non con altri colleghi (trasporti individuali, da favorire con ingressi al lavoro scaglionati).
  7. Autobus e treni: Si possono usare solo con distanziamento e se c'e' circolazione naturale di aria dai finestrini (con bel tempo); MAI con finestrini chiusi e con ventilazione da condizionatori con filtri, che accumulano contaminazione senza bloccare i virus. Le maniglie di autobus e treni, come tutti gli altri oggetti toccati da molte persone (ad esempio i tastierini del POS o Bancomat) si possono toccare ma solo con guanti "usa e getta" o con un pezzo di carta o plastica che poi si butta.
  8. Bar, ristoranti ed altri locali pubblici: A nostro avviso possono lavorare all'aperto con tavoli/sedie a distanza in accordo con il punto 1 (quindi tenendo conto anche della direzione di un eventuale vento leggero per l'inalazione).
  9. Posti di lavoro: se si rispettano le condizioni sicure per il trasporto casa-lavoro (vedi punti 2 e 3), senza strette di mano o abbracci, a nostro avviso e' possibile lavorare in sicurezza se tutti gli ambienti sono grandi abbastanza, aerati (non con condizionatori ma con ricambio dell'aria) ed il numero di persone con cui si viene in contatto e' basso (i colleghi devono poter diventare come un'estensione dell'ambiente famigliare) e organizzato in piu' turni di lavoro per evitare assembramenti, anche nei trasporti. Ovviamente datore di lavoro e sindacati devono essere chiamati a monitorare giornalmente, soprattutto all'ingresso, la salute del personale con i vari strumenti praticabili. Qualche raro contagio e' sempre possibile (ed accettabile, come in strada), ma la frequenza deve essere sufficientemente bassa e comunque sotto controllo sicuro e responsabile.
  10. Mascherine: Quelle poco costose (chirurgiche) vanno usate negli ambienti chiusi frequentati da altre persone e in ambienti aperti se affollati (coprendo anche il naso oltre alla bocca). Servono per limitare il numero di virus dispersi nell'ambiente con il fiato da una persona infetta. Possono essere non usate all'aperto in strade poco affollate, tanto piu' se c'e' vento. In queste condizioni si possono non usare perche' la "ricettivita' ambientale" (cioe' la capacita' che ha l'ambiente di diluire le concentrazioni di virus a valori non piu' pericolosi) a nostro avviso lo consente (ricordiamoci sempre che tutti possiamo essere infetti anche senza saperlo).
  11. Pulizia di mascherine e filtri dei condizionatori: Una cosa poco nota e' che attraverso i filtri passa molta aria e loro, facendo il loro mestiere trattengono tutte le impurita', tra cui le particelle con i virus, che vi si accumulano. Quindi nel togliervi la mascherina non toccate il filtro con le mani nude (potrebbe anche essere pericoloso). Dovete prenderla per i tiranti e poi smaltirla richiudendola in una busta di plastica, tanto dopo qualche giorno i virus diventano inoffensivi.
  12. Smaltimento di mascherine e guanti: MAI gettare via mascherine e guanti usati nell'ambiente, a mare o in un fiume se non sono biodegradabili. Chiudetele invece in una buste di plastica che dopo una settimana di riposo puo' essere smaltita nell'indifferenziata. Stesse precauzioni vanno rispettate nella pulizia e ricambio dei filtri dell'aria (per esempio quelli dei condizionatori).
  13. Test sierologici: se si viene in contatto con una carica virale molto modesta questa viene rilevata dal sistema immunitario che da inizio ad una reazione con produzione di anticorpi. Se questa e' adeguatamente vigorosa (varia da persona a persona), puo' anche avere la meglio sui pochi virus che stanno tentando di moltiplicarsi nell'organismo e puo' riuscire ad annientarli tutti. La persona allora rimane sana ed avendo generato gli anticorpi nel sangue ha acquisito un certo grado di immunita' nel senso che ulteriori virus che venissero poi inalati potrebbero non riuscire a moltiplicarsi per questa presenza degli anticorpi, che permangono per un certo tempo nel suo sangue (non sappiamo ancora per quanto tempo). Ovviamente gli anticorpi nel sangue ci sono anche in quelle persone che non essendo riuscite ad avere la meglio sul virus si sono ammalate: in questi casi gli anticorpi gli restano nel sangue anche dopo la guarigione.
    Quindi un test sulla ricerca degli anticorpi nel sangue non e' valido per diagnosticare se una persona e' infetta perche' puo' essere malata per un'infezione in atto (anche senza sintomi) ma puo' anche essere sana (perche' infettata e poi guarita).
    Il test, se valido, attesta la presenza di anticorpi nel sangue e quindi che il soggetto e' venuto in contatto con il virus ottenendo un certo grado di immunita' (ma non sappiamo ancora quanto efficace e quanto a lungo).
INFORMAZIONI UTILI:
Materiali in cui il virus, pur disattivandosi gradualmente, resta attivo in superficie a 22 gradi (ISS):
  • Mascherine (esterno): oltre 7 giorni
  • Acciaio e plastica: 3 giorni
  • Vetro e banconote: 2 giorni
  • Legno, tessuti e cartone: 1 giorno
  • Rame: 4 ore
Disattivazione del virus: Con candeggina, amuchina o alcol al 75%: in 5 minuti.
Con la temperatura, pur disattivandosi gradualmente, il virus resta attivo sulle superfici per:
  1. 5 minuti a 70 gradi centigradi
  2. 30 minuti a 56 gradi
  3. 2 giorni a 37 gradi
  4. 14 giorni a 4 gradi.
Raggi UV: potrebbero funzionare ma e' meglio evitarli perche' sono invisibili e nocivi; poi, a nostro avviso, potrebbero anche favorire mutazioni nel virus.

Infine non ci stancheremo mai di ripetere che il successo nella limitazione dei contagi dipende soprattutto dalla conoscenza che ciascuno di noi deve aver acquisito su come accade che ci si contagi, cioe' da quello che noi abbiamo qui' chiamato l'ADDESTRAMENTO delle persone.
Il contributo alla diffusione di queste conoscenze, cioe' l'addestramento, e' stata la motivazione principale di questo nostro articolo.



REGOLE D'IGIENE IN VIGORE NEL B&B VILLA NEL PARCO (dal 18/5/2020):