Epidemia Covid-19: Cos'e' e cosa fare  

Roberto Biancastelli (ex dirigente di ricerca Istituto Superiore di Sanita') - Anguillara Sabazia (RM) - 11 maggio 2020


Il lavoro e' svolto in forma cronologica e la FRECCIA lampeggiante, nell'indice che segue, indica l'ultimo aggiornamento da leggere.
Siccome la comprensione del fenomeno che si sta studiando e' progredita nel corso dei giorni, le parti che precedono l'ultimo aggiornamento potrebbero contenere idee non piu' valide, perche' superate dalle scoperte successive, che non vengono corrette per conservare la storia di come si e' svolto lo studio.
Quindi il testo non va letto come un libro ma come un diario del lavoro di studio che si sta svolgendo.
L'esposizione e' fatta da un fisico e non da un virologo, e' diretta ad un pubblico maggiorenne, non impressionabile e non specialistico (anche se credo che gli specialisti non disdegnino di leggerlo per i vari argomenti di ricerca trattati sull'epidemia Covid-19) ed intende fornire ai lettori alcune informazioni utili per ridurre i rischi di contagio: siamo infatti convinti che molti contagi avvengono per impreparazione e potrebbero facilmente essere evitati se si fosse un po' piu' informati su come i contagi avvengono.
Il Covid-19 e' una brutta malattia e parlarne puo' creare angoscia e ferire le persone piu' sensibili, per cui ne sconsigliamo la lettura in questi casi.
In genere non e' piacevole leggere per imparare: in questa lettura pero' e' proprio il caso di fare un piccolo sforzo, perche' potrebbe essere in gioco la salute (se non addirittura la pelle!).
Il nostro consiglio al lettore e' di appuntarsi le cose che non sapeva o che ritiene particolarmente utili per farne poi un buon uso personale.
Le informazioni presentate sono state raccolte dall'autore da organi di stampa perche' ritenute utili allo scopo di aiutare a proteggersi dal virus.
Nella lettura tenete presenti le date indicate, perche' i vari brani sono stati pubblicati cronologicamente in giorni successivi, mentre l'epidemia si andava estendendo ed ogni brano riporta i commenti relativi a quel particolare momento dell'evoluzione dell'epidemia.
E' facolta' e responsabilita' del lettore avvalersi o diffondere le indicazioni qui' fornite.

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INDICE CRONOLOGICO: (Clicca per accedere, Indietro per tornare qui')
  1. Come si sviluppa un'epidemia
  2. L'epidemia Covid-19
  3. Come limitare i contagi
  4. Problemi della riapertura (movida)
  5. SITUAZIONE ATTUALE ED IL FUTURO CHE CI ATTENDE (Agosto 2020)
  6. AGGIORNAMENTO (del 30 Agosto 2020)
  7. AGGIORNAMENTO (dell'11 Settembre 2020)
  8. AGGIORNAMENTO (del 5 ottobre 2020)
  9. QUANDO FINIRA' QUESTA PANDEMIA ? (9 ottobre 2020)
  10. LOCKDOWN GENERALE ORA SAREBBE DIVERSO (10 ottobre 2020)
  11. SOLUZIONE FINALE DELL'EPIDEMIA (11 ottobre 2020)
  12. PREVISIONE FATTA PER RISCONTRO DELLO STUDIO (9 ottobre 2020)
  13. RISULTATI SPERIMENTALI E CONFERME (13-16 ottobre 2020)
  14. CONCLUSIONI DELLO STUDIO FATTO (15 ottobre 2020)
  15. SECONDA ONDATA DI COVID-19 (16 ottobre 2020)
  16. LINEE GUIDA PER IL CONTENIMENTO DEI CONTAGI (19 ottobre 2020)
  17. ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19 (al 20 ottobre 2020)
  18. ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19 (al 21 ottobre 2020)
  19. QUANTI TEST CON TAMPONE DEVONO ESSERE FATTI OGNI GIORNO (21 ottobre 2020)
  20. ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19 (al 22 ottobre 2020)
  21. ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19 (al 23 ottobre 2020)
  22. CONCLUSIONE FINALE (al 24 ottobre 2020)
  23. ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19 (al 25 ottobre 2020)
  24. PERCHE' E' SBAGLIATO FARE CHIUSURE LIMITATE DI ALCUNE ATTIVITA' (26 ottobre 2020)
  25. ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19 (al 27 ottobre 2020)
  26. ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19 (al 28 ottobre 2020)
  27. ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19 (al 29/10-5/11 2020)
  28. ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19 (al 6-9 novembre 2020)
  29. ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19 (al 10 novembre 2020)
  30. ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19 (al 11 novembre 2020)
  31. ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19 (al 12 novembre 2020)
  32. ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19 (al 13 novembre 2020)
  33. ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19 (al 14 novembre 2020)
  34. ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19 (al 15 novembre 2020)
  35. ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19 (al 16 novembre 2020)
  36. ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19 (dal 17 al 28 novembre 2020)
  37. ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19 (al 29 novembre 2020)   CLICCA QUI'
  38. IMMUNITA' DI GREGGE (7 novembre 2020)
  39. LE FABBRICHE DI PAZIENTI COVID (12 novembre 2020)
  40. EFFICACIA DELLE CHIUSURE (16 novembre 2020)
  41. Appendice: Come ridurre i rischi di contagio (11 maggio 2020)
  42. Informazioni utili




CHIARIMENTO SUL SIGNIFICATO DEI DATI: (31 ottobre 2020)
Questo lavoro e' basato sui dati forniti dal Ministero della Salute, e denominati come il numero dei nuovi contagi e come tali sono considerati da tutti.
Noi pero' crediamo che questi numeri, se si riferiscono a test fatti su un numero grande di tamponi di persone prese a caso e sparse sul territorio nazionale, non siano dei nuovi contagi ma siano invece una determinazione a campione della quantita' di persone infette esistenti in Italia, per il 96% circa asintomatiche.
Questi dati potrebbero essere considerati in buona approssimazione come dei nuovi contagi, se tutti gli asintomatici infettati guarissero in pochi giorni ma a noi non risulta che sia cosi': abbiamo notizia che il calciatore Ronaldo e' guarito dopo 20 giorni dal contagio. Crediamo anche che ci sia un grande numero di asintomatici cronici che non guariscono in tempi brevi (puo' accadere quando i virus riescano ad insediarsi in aree del corpo poco vascolarizzate, come le terminazioni nervose, per esempio) per restarci a lungo. Crediamo anche che siano tanti (milioni) e che siano proprio questi infettati cronici, che permettono al virus di superare il periodo estivo, ospitato in queste persone asintomatiche, per poi comparire nuovamente in forma patogena in autunno.
In conseguenza di cio' preferiamo considerare i dati forniti dal Ministero della Salute non come nuovi contagi ma come una determinazione a campione del numero totale di infetti esistenti in Italia, per cui se su 100.000 test trovo 10.000 positivi (il 10%) posso ritenere che in quel momento in Italia, sui suoi 60 milioni di abitanti, ci siano 6 milioni di persone infette.
Preferiremo percio' parlare non di "nuovi contagi" (anche se talora non disdegneremo di usare questa dizione fornita dalla fonte dei dati, se non comporta errori), ma di "persone contagiate" o "infette" (che non e' detto che siano "nuovi contagi").
In seguito vedremo che dovremo tenere conto di questa differenza perche' comporta anche delle diversita' nell'analisi dei dati.

INFORMAZIONE: Nell'altro lavoro presente su questo sito abbiamo usato i dati dei decessi perche' piu' affidabili, anche se ritardati di circa un mese rispetto al momento del contagio, e quindi piu' adatti all'oggetto di quella ricerca.
Il lavoro attuale invece punta a valutare l'efficacia dei provvedimenti di contenimento dei contagi e quindi e' molto importante la prontezza della risposta dei dati rispetto al momento in cui il provvedimento e' entrato in vigore.
Questa e' la ragione per cui il presente lavoro utilizza i dati piu' aleatori dei contagi giornalieri, invece di quelli dei ricoveri o dei decessi: e' per avere una risposta poco ritardata (solo 2 o 3 giorni) rispetto al momento del contagio.


COME SI SVILUPPA UN'EPIDEMIA (piu' la conosci e meglio la eviti)
Un virus non e' un organismo vivente come e' una cellula. Una cellula, il materiale organico elementare della vita, puo' riprodursi autonomamente creando un'altra cellula identica a se stessa mediante un complesso meccanismo biochimico che e' in grado di seguire la "programmazione" indicata nella sequenza di materiale organico (geni) presenti in una particolare macromolecola presente nella cellula, chiamata RNA messaggero, perche' e' creata come una copia del DNA e trasporta cosi' tutte le informazioni genetiche presenti nel DNA.
Se il virus riesce ad introdurre la propria molecola RNA in una cellula vivente questo meccanismo biochimico della cellula infettata entra ugualmente in funzione ma seguendo la "programmazione" contenuta nell'RNA virale invece di quello della cellula, che e' cosi' obbligata a creare non una cellula ma una copia del virus.
E' questo il meccanismo usato dai virus Covid-19 per moltiplicarsi: per "sopravvivere" ha bisogno di essere ospitato da un essere umano, che lui sfrutta per moltiplicarsi; ma ha poco tempo (poche ore o giorni) per riuscire ad entrare nel corpo umano (da naso, bocca o occhi) perche' quando e' nell'ambiente esterno i vari agenti fisici e chimici (temperatura, sostanze chimiche, ecc.) gli procurano molti danni che ne compromettono la capacita' di infettare: e' come se gli si spuntassero gli aculei con cui riesce ad iniettare l'RNA nelle cellule.
Il virus continua cosi' ad esistere perche' gli umani infettati sono delle fabbriche ambulanti dei virus e li spargono nell'ambiente, dove ogni virus rilasciato cerca un altro umano da infettare prima che si esaurisca quel poco tempo in cui rimane attivo nell'ambiente.
Gli umani infettati piu' efficaci per la diffusione dei virus sono gli asintomatici perche' circolano normalmente, senza particolari precauzioni, essendo inconsapevoli di essere dei propagatori dell'infezione. Tra questi "asintomatici" ci potrebbero essere molti giovani, in quanto i giovani, una volta infettati, sembra manifestino sintomi piu' lievi e quindi non pensano di essere malati di Covid-19 ma di avere un normale malanno passeggero e possono anche uscire di casa. Accade cosi' che altre persone si trovano ad essere esposte all'infezione soprattutto se si trovano a frequentare con leggerezza amici in gruppo o in "movide", inconsapevoli di correre rischi cosi' gravi. Per quantificare questo rischio citiamo il caso di un giovane coreano del sud di 29 anni che un una sola serata, girando per i bar, ha infettato ben 50 ignari frequentatori di quei bar.

L'EPIDEMIA:
Se una persona contagiata ne infetta altre e queste poi a loro volta ne infettano altre ancora, con il passare del tempo il numero dei contagiati cresce con una progressione che puo' risultare esponenziale, se mediamente ogni persona infetta ne contagia piu' di un'altra: e' allora che esplode l'epidemia.
Il livello di trasmissibilita' si misura con un numero (R0=numero di persone mediamente contagiate da una persona infetta), che dev'essere maggiore di 1 perche' l'epidemia si possa sviluppare. Allora ogni virus che riesce a raggiungere ed infettare una persona produce una distinta catena di contagi che contribuisce a portare il suo contributo esponenziale al totale delle persone infettate. La curva reale del totale delle persone contagiate risulta dalla somma di tutti questi contributi esponenziali ed ha anch'essa un andamento crescente in modo esponenziale.
Se non ci sono limiti alla diffusione del contagio, la curva del totale degli infettati cresce sempre piu' finche' tutta la popolazione risulta infettata (milioni di persone).
Il fattore Rt, che misura l'intensita' del contagio, dipende dalle condizioni ambientali. Se queste favoriscono il propagarsi dell'epidemia (affollamento, temperatura bassa gradita al virus, ecc.) Rt puo' raggiungere valori superiori a 1 ed allora il numero degli infettati diverge, cioe' "esplode" l'epidemia.
Altrimenti, se le condizioni ambientali NON favoriscono il propagarsi dell'epidemia (per esempio con il "lockdown" della popolazione), questo non accade e Rt rimane inferiore a 1; cosi' il virus, pur presente nell'ambiente, non si diffonde a sufficienza per alimentare lo sviluppo dell'epidemia con nuovi contagi.
E' un fenomeno che noi conosciamo bene con la malattia influenzale che chiamiamo stagionale perche' d'inverno trova le condizioni ambientali che ne favoriscono la diffusione, raggiungendo cosi' un potere di contagiosita' con Rt superiore a 1: si sviluppa l'epidemia influenzale.
D'estate invece la maggiore temperatura ambientale (che produce danni ai virus mediante le vibrazioni e rotazioni termiche delle molecole) riduce il tempo di permanenza del virus attivo nell'ambiente e quindi il tempo di esposizione della popolazione ai virus: come risultato il fattore Rt scende sotto al valore di 1 (senza bisogno di "lockdown" della popolazione) e l'epidemia influenzale scompare non essendo piu' sufficientemente alimentata dai nuovi contagi (che sono diminuiti).
Pero' questi virus influenzali permangono nell'ambiente anche d'estate, potendosi riprodurre su un minor numero di persone che riescono ad infettare (anche d'estate).
Se i virus nell'ambiente non riuscissero piu' ad infettare nessuno, per esempio perche' tutta la popolazione si e' vaccinata, allora si estinguerebbero (come e' successo per molte malattie ormai scomparse, come il vaiolo). Ci auguriamo che anche il Covid-19 possa fare al piu' presto questa fine!
La pericolosita' del Covid-19 e' molto maggiore di una normale influenza: credo percio' che sia meglio considerata non come un'influenza ma come una polmonite virale, essendo questa la patologia piu' pericolosa e potenzialmente letale che puo' provocare se i virus raggiungono i polmoni. Puo' anche lasciare insufficienza respiratoria perche' le cellule dei polmoni distrutte dal virus non si rigenerano: altro che vantaggio dell'immunita' "di gregge" in tal caso!
A secondo della diversa efficacia del sistema immunitario, alcune persone infettate (quindi contagiose) possono manifestare sintomi cosi' lievi da essere addirittura non percepiti neanche dal soggetto stesso (sono i cosiddetti pazienti "asintomatici"). Sembra che possano essere molto numerosi (i russi hanno trovato un asintomatico per ogni malato con sintomi).
Essendo l'esame diagnostico (il cosiddetto "tampone") piuttosto complesso, perche' riguarda la ricerca in laboratorio della molecola dell' RNA del virus, non e' possibile estenderlo a tutta la popolazione, e quindi e' impossibile arrivare ad identificare tutti i pazienti asintomatici, che rimangono cosi' una mina vagante perche' contagiosi con livello di pericolosita' di contagio non conosciuto.
Il livello costante residuale dei contagi per Covid-19 potra' quantificare a tempi lunghi l'entita' di questa minaccia che terminera' definitivamente, come e' successo per altre epidemie, dopo aver vaccinato tutta la popolazione ma occorreranno crediamo almeno un paio d'anni perche' tutti possano essere vaccinati.



COME LIMITARE I CONTAGI:
Gli accorgimenti qui' raccomandati richiedono buon senso, attenzione costante ed autodisciplina. Il risultato che cosi' si ottiene e' l'addestramento delle persone a vivere e lavorare con un buon livello di sicurezza in un ambiente contaminato dal virus Covid-19.
Per prima cosa si deve capire come puo' accadere che il virus ci infetti.
Alla luce di quanto finora appreso, con buon livello di confidenza, accade questo:

Il virus una volta emesso dal fiato di una persona infetta, resta attivo nell'ambiente solo per un tempo limitato (da qualche ora a pochi giorni). Non e' un organismo vivente che puo' moltiplicarsi se trova le giuste condizioni (come sono germi e batteri) ma e' come un complesso materiale biochimico che ha bisogno di entrare in contatto con le giuste cellule del corpo umano per poterci iniettare il suo RNA (messaggero) e sfruttare cosi' la funzionalita' riproduttiva della nostra cellula per duplicarsi. La cellula umana infettata costruisce cosi' un nuovo virus Covid-19 invece di una cellula umana.
Se tutti noi fossimo capaci di non inalare mai questi virus, lasciandoli sempre nell'ambiente dove sono, in pochi giorni la pandemia si estinguerebbe (ed i virus pure)!
Purtroppo molte persone (tra 20000 e 30000 al giorno oggi in Italia) non riescono ad essere cosi' accorte ma purtroppo si fanno "infettare" inalando il virus e si ammalano con una degenza che e' abbastanza lunga: 3 o 4 settimane a casa o in ospedale (se non peggio).
Vediamo in particolare come puo' avvenire il contagio e perche', se lo si capisce bene, la probabilita' di rimanere contagiati si abbassa molto.
Il virus viene emesso con il fiato di una persona infetta, che puo' anche non avere sintomi e quindi non sapere neanche di essere un propagatore dell'infezione.
Il fiato infetto e' la via di attacco preferita dal virus perche' una volta inalato da una persona sana si puo' insediare nelle cellule del corpo umano che predilige: quelle dell'apparato respiratorio e li' comincia a moltiplicarsi infettando irrimediabilmente l'ospite.
Fortunatamente la pelle umana, se non lesionata, e' una buona corazza che impedisce a questo virus di penetrare all'interno del nostro corpo: gli unici punti di accesso sembrano essere naso, bocca e occhi. Quindi oltre al rischio di infettarsi per inalazione c'e' anche il rischio nel toccarsi il volto con le mani sporche. Questo rischio non e' piccolo perche' i virus emessi con le goccioline di saliva da persone SENZA mascherina (che le puo' trattenere) si depositano sulle varie superfici con cui le vostre mani potrebbero entrare in contatto, anche a distanza di tempo (durante tutto il periodo in cui il virus resta attivo, cioe' da qualche ora a qualche giorno).
E' bene per questo motivo, quando si toccano cose fuori casa, proteggere la mano con fazzoletto o guanti di tipo "usa e getta". Siccome puo' capitare di toccare con le mani qualcosa di infetto (banconote, le mani di un'altra persona, qualcosa toccato dalla cassiera del supermercato, pulsanti di un ascensore o di un POS, maniglie di ogni tipo, ecc.) dovete spesso lavarvi molto bene le mani (anche quando avete i guanti) e cercare di non toccarvi mai gli occhi o il naso quando le mani non sono ben pulite.
Convivere con il virus e' una seccatura ma, se avete capito cosa si puo' fare e cosa non si deve fare, non e' poi cosi' tragico.
Potete vivere tranquilli sapendo che se entrate in contatto con pochi virus molto probabilmente non succede niente perche' il vostro sistema immunitario se ne accorgera' e li fara' fuori.
Attenzione pero': un grosso rischio di rimanere infettati si verificherebbe entrando in contatto con un'elevata carica virale, perche' allora i virus sono troppi ed avranno la meglio loro.
Una carica virale elevata e' nelle microgoccioline di saliva ("droplets" in inglese, del diametro >=5 micrometri che arrivano in aria fino ad un metro) contenute nel fiato di una persona infetta: sembra che con uno sternuto possano essere emessi anche centinaia di milioni di virus!
L'importanza della carica virale e' suffragata anche dall'osservazione che le persone infettate e poi guarite non sembrano essere molto contagiose se diventano nuovamente positive: crediamo che questo accada perche' queste persone, avendo molti anticorpi, emettono un fiato che contiene molti meno virus e le loro microgoccioline di saliva, che sono i vettori dei virus all'esterno, hanno una carica virale modesta.
Quando la carica virale e' modesta i virus si fermano nella gola e non arrivano ai polmoni, cosi' i sintomi sono piu' lievi. Quando questi casi diventano molto numerosi si puo' avere l'impressione che il virus sia diventato meno aggressivo ma secondo noi cosi' non e': questo accade quando con il passare del tempo il numero di persone sieropositive che immettono nell'ambiente microgoccioline di saliva con piccola carica virale e' cresciuto. Sono persone contagiose ma meno di una persona malata, cioe' infetta con sintomi ben evidenti.
Per questo e' importante che tutti usino le mascherine, che possono trattenere queste microscopiche goccioline di saliva.
Le microgoccioline di saliva delle persone infette, che possono essere anche persone senza alcun sintomo (come ciascuno di noi che possiamo essere entrati in contatto con il virus inconsapevolmente); sono pericolose quindi non devono essere inalate e non si deve toccare nulla in cui queste goccioline possono essersi depositate (per esempio mascherine, tavoli, mani, maniglie, vestiti, ecc.).

IMPORTANTE: Il problema dei giovani (e non solo loro)
Un problema abbastanza serio che si sta verificando attualmente in Italia, al termine del lockdown, e' costituito dalle riunioni serali e notturne dei giovani (cosiddette movida) in cui molti di loro amano intrattenersi molto numerosi e vicini tra loro nello stesso luogo.
Da quanto detto finora e' chiaro che questi eventi costituiscono un luogo ideale per la diffusione del contagio e per la nascita di nuovi focolai di contagio difficili da localizzare e delimitare soprattutto nelle grandi citta'.
Questo accade perche' quei giovani non sono consapevoli dei rischi di contagio e del pericolo che fanno correre a tutta la comunita', che potrebbe vedere vanificati tutti i sacrifici fatti nel lockdown per contenere la pandemia.
Chiariamo cosa dovrebbe essere spiegato a questi giovani, perche' evidentemente loro non lo sanno.
Quando dopo un mese o piu' di lockdown il numero di nuovi contagi e' sceso a tal punto che le Autorita' decidono di interrompere il lockdown, non significa affatto che la pandemia e' superata ma solo che le si e' impedito di esplodere esponenzialmente, limitando il numero dei contagi: cio' perche' la gente non circolava ed i virus avevano piu' difficolta' a trovare un umano da infettare per moltiplicarsi.
Ora con la movida non gli pare vero: di nuovo avranno molta facilita' a incontrare delle vittime a loro vicine per tentare di infettarle.
Ma i giovani non se ne curano perche' sono sicuri che A LORO NON SUCCEDE perche' tutti i loro amici scoppiano di salute e quindi i rischi sono solo teorici, non reali. Inoltre hanno la mascherina che li protegge.
Spieghiamo perche' purtroppo NON e' cosi': la mascherina chirurgica non blocca particelle cosi' piccole come i virus che quindi possono essere inalati anche se si ha la mascherina; e' di aiuto solo se ce l'ha la persona infetta.

SITUAZIONE ATTUALE ED IL FUTURO CHE CI ATTENDE (Agosto 2020)
Nella fase finale del lockdown sia i contagi che i decessi sono meno numerosi e tutti hanno la sensazione che il virus si stia attenuando, stia diventando meno aggressivo. Noi crediamo pero' che non sia cosi': il virus e' sempre lo stesso perche' secondo noi lui non cambia in un mese. Crediamo invece che il numero delle persone con anticorpi (sieropositive) aumenti col tempo e, se infettate, queste persone non sviluppano i sintomi della malattia (asintomatici), perche' hanno gli anticorpi che limitano la proliferazione dei virus nel loro corpo.
Ma anche loro rilasciano con il fiato un numero di virus, magari modesto (cioe' con una carica virale ridotta: non centinaia di milioni di virus ma "solo" pochi milioni), che in molti casi e' pero' capace di infettare un'altra persona a loro vicina. Questa nella maggior parte dei casi risultera' anch'essa asintomatica, essendo stata modesta la carica virale infettante.
Si realizza cosi' una vera e propria EPIDEMIA NASCOSTA delle persone asintomatiche che, ospitando permanentemente nel loro corpo i virus, sono come fabbriche ambulanti, inconsapevoli ed ignote a tutti che permettono al virus di rimanere in forma endemica nascosto indefinitamente tra la popolazione per poter poi riemergere periodicamente come epidemia di Covid-19 al verificarsi di almeno una delle seguenti condizioni:
  1. Aumento dell'esposizione della popolazione al virus, per allentamento delle misure di contenimento del contagio (assembramenti, movida, ecc.) o per aumento del tempo in cui il virus rimane attivo nell'ambiente, per condizioni ambientali e di temperatura (bassa) piu' favorevoli alla diffusione del virus.
  2. Abbassamento delle difese immunitarie tra la popolazione (con il freddo o tra gli anziani).
Spieghiamo perche' il virus diventa piu' aggressivo quando fa freddo (d'inverno ma anche nelle celle frigorifere).
Il virus rimane attivo, cioe' in grado di replicarsi mediante la sintesi pilotata dal suo RNA iniettato nelle cellule umane infettate, per un tempo breve perche' l'agitazione termica delle molecole dell'aria in cui e' immerso gli produce dei danni al meccanismo che usa per iniettare l'RNA nelle cellule umane ed in un tempo che e' tanto piu' breve quanto piu' alta e' la temperatura nell'ambiente che lo circonda perde la capacita' di infettare.
D'estate, quando fa caldo, l'esposizione delle persone ai virus presenti nell'ambiente, perche' emessi dagli asintomatici, si riduce perche' la permanenza dei virus attivi nell'ambiente e' piu' breve.
D'inverno invece i virus permangono piu' a lungo nell'ambiente crescendo di numero per accumulo cosicche' aumenta sia l'esposizione delle persone ai virus attivi che la carica virale a cui si e' esposti. Per questo il rischio di contagio e' maggiore e la vittima invece di diventare asintomatica puo' manifestare la sindrome Covid-19 e contribuire al richio di epidemia, se il fattore di contagiosita' sale oltre soglia.
Questo e' proprio quello che dobbiamo evitare, per cui da ora in poi non si devono diminuire le misure di prevenzione e si deve avere l'accortezza di indossare una maglia di lana in piu' durante la stagione fredda, per evitare il rischio di indebolimento delle proprie difese immunitarie.
La probabilita' di trovare una persona asintomatica ed infetta tra i vostri amici, apparentemente sanissimi ed anche loro sicuri di esserlo, potrebbe essere non cosi' piccola come voi pensate. Nei luoghi dove si e' lasciato circolare il virus (come in Lombardia) gli infettati asintomatici sono addirittura la meta' della popolazione, come e' emerso dalle indagini fatte con i test sierologici.
Purtroppo sembra che non si sia presa ancora coscienza del problema, per cui si lascia diffondere senza ostacoli l'epidemia degli asintomatici che cosi' diventano sempre piu' numerosi.
Sappiate che prendersi questo virus, anche senza sintomi, e' comunque pericoloso perche' ha mostrato di poter attaccare molti organi umani e puo' cosi' comportare danni in grado di manifestarsi anche tardivamente nella persona infettata. Cio' perche' il virus distrugge le cellule umane quando le usa per riprodursi e nel corpo umano solo le cellule del fegato possono rigenerarsi, tutte le altre no: i danni prodotti dal virus sono percio' permanenti. L'associazione dei pneumologi italiani ha dichiarato che il 30% dei pazienti guariti dal Covid-19 riporta danni respiratori cronici cioe' cicatrici permanenti nei polmoni che restano per tutta la vita (fibrosi). A Milano un diciottenne ha dovuto subire addirittura un trapianto di polmoni, distrutti dal virus.
Allora divertirsi, anche con la movida, va benissimo ma se la gente intorno a voi diventa troppa vi consigliamo di cambiare locale o luogo. Meglio non lasciarsi guidare dal "cosi' fan tutti" ma inserire il cervello!

AGGIORNAMENTO al 30 Agosto 2020:
Assistiamo in questi giorni di fine agosto 2020 ad uno spettacolo sconfortante: giornalisti e, cosa piu' grave, amministratori che si preoccupano della "seconda ondata" dell'epidemia da Sars-CoV-2 mentre nessuno ha ancora capito che, con l'incremento della capacita' diagnostica, stanno osservando semplicemente quella che noi abbiamo chiamato "epidemia degli asintomatici".
Cio' e' reso possibile dal fatto che le temperature ancora alte di fine agosto non permettono nella maggior parte dei casi lo sviluppo della sindrome Covid-19 (la malattia) nelle persone infettate, perche' le cariche virali in gioco sono piu' modeste ed i sistemi immunitari sono piu' efficienti che non in inverno.
Avendo lasciato progredire questa epidemia "secondaria", soprattutto con il rilascio delle precauzioni nel periodo vacanziero, e' normale che le persone positive al test siano molto numerose, come nell'epidemia primaria della scorsa primavera, quando la temperatura piu' bassa permetteva piu' spesso lo sviluppo della sindrome Covid-19 e le terapie intensive erano al collasso.
Ora invece la grande maggioranza delle persone positive al test sono asintomatiche, quindi non deve scattare lo stesso allarme di allora (arrivando addirittura ad ipotizzare un secondo lockdown generalizzato, come ha lasciato intendere per esempio il presidente francese).
Poiche' pensiamo che non si sia ben compresa la differenza tra l'epidemia primaria da Sars-CoV-2 e l'epidemia secondaria (quella degli asintomatici) temiamo che gli amministratori rischino di commettere errori catastrofici per l'economia ed anche per la salute.
Assistiamo per esempio a propositi di fare "uno sforzo immane" per estendere in Italia i test con tamponi agli 8 milioni di studenti, non avendo capito che uno studente puo' essere negativo al test ma poi infettarsi gia' il giorno seguente (fuori della scuola). Il test ha senso per chi si imbarca su un aereo ma non per uno studente che entra a scuola (dato che non si puo' ripetere il test sugli 8 milioni di studenti tutti i giorni!).
Per combattere nel modo migliore questa pandemia e' indispensabile capire il fenomeno e come si sviluppa.
Purtroppo noi crediamo che l'arma risolutiva per eliminare il virus Sars-CoV-2 non sara' il vaccino, scarsamente efficace sulla grande moltitudine di persone infette ma asintomatiche, perche' non riuscira' a stimolare il loro sistema immunitario alla produzione di anticorpi, come accade in una persona sana, e probabilmente queste persone continueranno ad ospitare e diffondere i virus presenti nel loro corpo, se non saranno curate in altro modo.
Occorrera' usare i test per individuare tutte le persone asintomatiche, che inconsapevolmente coltivano colonie di virus nel loro corpo, anche per tempi molto lunghi, e guarirle con anticorpi monoclonali prodotti industrialmente o con un farmaco antivirale specifico che non sono pero' ancora disponibili.
Fino ad allora dovremo convivere con il virus Sars-CoV-2, che rimarra' tra noi nascosto in una moltitudine di persone infette ma asintomatiche, perche' il loro sistema immunitario funziona bene e tiene a bada il virus non consentendogli di sviluppare i sintomi e la sindrome Covid-19.
In altre parole le persone, soprattutto i giovani, se vengono in contatto con il virus, soprattutto in estate quando le cariche virali sono piu' piccole Se in agosto con 100.000 test al giorno riveliamo che il numero di persone infette e' diventato elevato non dobbiamo stupirci piu' di tanto perche' stiamo rivelando la popolazione di asintomatici (si potrebbe fare piu' velocemente ed economicamente a livello epidemiologico con i test sierologici).
Le persone infette ma asintomatiche creano pochi problemi perche' la loro salute e' buona. Che siano tante e' cosa nota: una recente indagine sierologica condotta nelle zone calde della Lombardia ha rivelato che addirittura il 50% delle persone sottoposte al test sarebbe risultata positiva, cioe' entrata in contatto con il virus Sars-CoV-2 (valori molto alti si verificano dove si e' lasciata "correre" molto l'epidemia primaria, com'e' accaduto il Lombardia e molto di piu' oggi negli USA ed in Brasile).
I recenti test eseguiti in tutta Italia con tampone trovano poco piu' dell'1% di persone infette con il virus nel corpo, in massima parte asintomatici.
Gli asintomatici sono persone infette ma che in genere, avendo gli anticorpi attivi, rilasciano cariche virali cosi' modeste da non creare problemi gravi a persone con un sistema immunitario efficiente: tutt'al piu' possono creare un altro asintomatico (per questo abbiamo chiamato il fenomeno "epidemia degli asintomatici": ognuno per contagio puo' crearne altri).
Certamente per debellare il virus dovremo ridurre il numero degli asintomatici con i giusti farmaci che verranno. Ma il fatto che si rilevi ora che gli asintomatici sono numerosi o in crescita non deve essere essere confuso con la vera emergenza dell'epidemia primaria, quella della primavera 2020, che era un'epidemia di persone malate della sindrome Covid-19 e non soltanto infettate dal virus Sars-CoV-2, com'e' oggi (che e' ancora estate; d'inverno potrebbe essere diverso anche se noi speriamo proprio di no).
Quindi ci sembrano semplicemente manifestazioni di scarsa comprensione del fenomeno tutte le preoccupazioni che portano alcune persone, anche molto importanti per le decisioni da prendere, a paventare addirittura dei nuovi lockdown generalizzati per combattere la crescita del numero degli infettati, che per ora sono in massima parte solo degli asintomatici.
Oserei dire che i test con tampone sono sprecati se servono a rivelare gli asintomatici, perche' non possiamo curarli senza i giusti mezzi (come per esempio gli anticorpi monoclonali) e per controllarne statisticamente il numero credo che bastino i piu' semplici test sierologici. Quindi il vero problema non e' quello di incrementare i test con tampone ma di investire per produrre il prima possibile i giusti farmaci o anticorpi monoclonali per guarire gli asintomatici, che sono la causa della persistenza del virus nell'ambiente.
Tutti devono intanto continuare a mantenere sempre attive tutte le precauzioni volte a prevenire i contagi per impedire che l'epidemia degli asintomatici possa progredire aumentando il loro numero. Cio' almeno fino all'arrivo dei farmaci antivirali che ci permettano di eliminare i virus dal loro corpo.
Dobbiamo percio' adoperarci a far comprendere alla popolazione la nuova realta' del mondo in cui ci si trova a vivere, anche se non piace loro e preferirebbero ignorare il problema. Mettere la testa nel buco come gli struzzi per non vedere e' sbagliato e porta a far estendere l'epidemia degli asintomatici e quindi il rischio sanitario di epidemia primaria, che ritornera' nel periodo invernale, quando l'esposizione della popolazione al virus sara' maggiore (per la maggiore persistenza dei virus attivi nell'ambiente, con il conseguente accrescimento per accumulo delle cariche virali soprattutto in locali chiusi e poco aerati) e le difese immunitarie saranno minori.
Se la popolazione capisce allora abbiamo piu' speranze di contenere l'espansione dell'epidemia degli asintomatici, che sono persone normali che sembrano star bene ma che in realta' possono talora trasmettere l'infezione.
In attesa che la Ricerca risolva definitivamente il problema dobbiamo tutti adoperarci, con i giusti comportamenti di prevenzione, a contenere al massimo lo sviluppo di questa minaccia subdola e nascosta che e' l'epidemia degli asintomatici.
Un'ultima importante raccomandazione: la temperatura dell'aria si sta abbassando molto in questi giorni di fine estate. Non commettete l'errore di girare con gli indumenti estivi, perche' non solo con le infreddature si abbassano le vostre difese immunitarie ma con il freddo i virus rimangono attivi piu' a lungo e le cariche virali nell'ambiente possono cosi' crescere per accumulo, soprattutto nei locali chiusi, esponendovi ad un maggiore rischio di contagio (anche il Sars-CoV-2 e' un coronavirus, come il raffreddore, quindi e' lecito attendersi che i modi di contagio siano simili: se ti cola il naso vuol dire che probabilmente sei vulnerabile anche al Sars-CoV-2).
Ricordate sempre che il virus e' presente nell'ambiente ed i vostri comportamenti devono impedirgli di espandersi e di nuocere.

AGGIORNAMENTO (al 11 Settembre 2020): crediamo sia necessario spiegare il significato delle misure compiute giornalmente in Italia su circa 100.000 tamponi.
I giornalisti identificano i casi positivi trovati (circa l'1.5%) con il termine "nuovi contagi" che a nostro avviso e' ingannevole. E' di oggi il titolo di Sky TG24: "Contagi in salita" per un piccolo incremento nel numero dei tamponi positivi.
E' errato perche' non c'e' un incremento delle persone contagiate dal virus dell'1.5% al giorno, che comporterebbe una crescita lineare del numero dei contagi. Piu' semplicemente queste misurazioni stanno mettendo in evidenza prevalentemente gli asintomatici, che evidentemente sono attualmente un numero costante, pari all'1.5% della popolazione italiana (cioe' in Italia sono 900.000, se la popolazione su cui si prelevano i tamponi e' di 60 milioni di persone).
Il numero di asintomatici rimane piu' o meno costante, anche se seguitano a creare nuove infezioni, quando il numero dei nuovi infettati eguaglia il numero delle loro guarigioni spontanee, che ci sono. Tutto questo avviene in modo invisibile, all'insaputa delle persone infette ed asintomatiche.
Il numero misurato in condizioni costanti non puo' essere sempre di circa 1500 positivi ogni 100.000 tamponi ma fluttua statisticamente di una o anche due volte la radice quadrata di 1500 (che e' circa 40). Quindi se un giorno si trovano 1460 positivi ed il giorno dopo 1540 non vuol dire che ci sono stati piu' contagi perche' e' normale che le misure fluttuino intorno a 1500, che e' il valor medio del rilevamento di quanti asintomatici abbiamo in Italia.
Invero non varrebbe proprio la pena rimisurarli tutti i giorni con tutto questo impegno solo per determinarne il numero.
Ma allora e' tutta fatica sprecata fare tutti questi tamponi?
Non e' cosi' perche' anche se sembra che tutti abbiano capito che servano a misurare i contagi giornalieri (cosa che non e') in realta' sono molto utili per individuare chi sono gli asintomatici ed avere cosi' la possibilita' di ridurre sostanzialmente la loro capacita' di diffondere l'infezione, tracciandone i contatti al fine di individuare e prevenire eventuali focolai prima che possano estendersi.
Ovviamente tutti speriamo che le Autorita' lo stiano facendo anche se non se ne parla.
Quei 900.000 asintomatici invisibili, che stiamo cercando ed individuando (1500 al giorno, con 100.000 tamponi) costituiscono il principale problema sanitario perche' con l'arrivo della stagione fredda diffonderanno nell'ambiente cariche virali sempre piu' intense (per i motivi gia' spiegati) e produrranno non solo altri asintomatici come fanno ora (e' quella che abbiamo chiamato l'epidemia degli asintomatici) ma anche dei veri malati con la sindrome Covid-19 e con tutti i rischi ed i costi sanitari che questo comporta (epidemia di Covid-19 e non piu' degli asintomatici).
E' importante che loro sappiano di essere stati infettati, perche' certamente prenderanno con maggiore scrupolo tutte le precauzioni per tutelare le persone che hanno intorno. Poi saranno certamente i primi ad essere curati non appena il giusto rimedio antivirale si renda disponibile.

Ma il numero dei tamponi positivi, e quindi la popolazione asintomatica, potrebbe anche crescere significativamente (sta accadendo in altri Paesi come la Francia, dove e' arrivato a 10.000). Allora vorrebbe dire che la moltitudine degli asintomatici sta crescendo e che la relativa epidemia e' in atto in forma espansiva. E' un chiaro segnale di allarme perche' piu' numerosi sono gli asintomatici piu' e' esteso il numero dei virus in circolazione (che loro ospitano e che diffondono nell'ambiente).
In Italia la percentuale di popolazione asintomatica oggi e' minore che in altri Paesi perche' gli italiani sono stati piu' efficienti nel bloccare preventivamente la diffusione dell'epidemia primaria di Covid-19 e della conseguente successiva epidemia degli asintomatici con un lock-down piu' precoce ed esteso di quanto sono riusciti a fare gli altri Paesi.
Per questo, avendo ora in casa una popolazione di asintomatici sotto il milione di persone, gli italiani avranno un'epidemia invernale (prodotta dai virus coltivati e diffusi nell'ambiente dagli asintomatici) meno estesa e quindi meno onerosa, anche in termini di vittime, che non altri Paesi come Francia, Spagna o Gran Bretagna. Questo ripaghera' gli italiani di quei sacrifici, fatti nella primavera 2020, che altri Paesi per incompetenza dei loro esperti e/o degli amministratori politici hanno voluto evitare.

Dev'essere ben chiaro a tutti che il virus Sars-CoV-2 seguita ad esistere solo perche' e' ospitato dalle persone infette ed asintomatiche (che non sono controllate), altrimenti sparirebbe dalla faccia della Terra, perche' le persone infette e sintomatiche sono controllate e quindi non piu' in grado di diffondere l'infezione.
Questo segnale di crescita del numero di asintomatici prelude ad una piu' ampia epidemia di COVID-19 quando con l'arrivo del freddo le cariche virali da loro rilasciate nell'ambiente resteranno attive piu' a lungo, accumulandosi ed aumentando cosi' l'esposizione della popolazione al rischio d'infezione.
La giusta reazione delle Autorita' dev'essere quella di combattere con tutti i mezzi disponibili questa epidemia nascosta, quella degli asintomatici, arrivando a stabilizzare il numero di tamponi positivi rilevati nei test giornalieri.
Finche' non avremo rimedi specifici contro il Sars-CoV-2 la nostra battaglia sara' quella di limitarne la diffusione contenendo al massimo il numero di persone che li ospitano nel loro corpo, che sono gli asintomatici.
Le 100.000 misure svolte giornalmente sui tamponi servono ad individuare gli asintomatici e poter cosi' limitare l'ulteriore diffusione del virus nell'ambiente. In Italia oggi, con 100.000 tamponi al giorno, arriviamo ad individuarne 1500 al giorno dei 900.000 in circolazione.
Riusciamo quindi a monitorare l'evoluzione dell'epidemia degli asintomatici ma non a contenerla con questo piccolo numero di asintomatici individuati.
La vera lotta al fenomeno epidemico non puo' quindi prescindere dai corretti comportamenti delle persone, anche con questa epidemia subdola e nascosta, che non si vede perche' non ci sono sintomi evidenti, neanche febbrili (quindi bisogna continuare sempre con l'uso di mascherine, distanzianento, lavaggio frequente delle mani, ecc.). Sarebbero guai seri se il numero di tamponi positivi giornalieri dovesse iniziare a crescere decisamente.
E' molto meglio combattere prima l'epidemia degli asintomatici che poi quella del Covid-19, con ospedali e sale di rianimazione affollate.


CRESCITA DEL NUMERO DEI CONTAGI RILEVATI (commenti del 5 ottobre 2020):
Francamente ci sembra curioso quello che sta accadendo: tutti si comportano come se i tamponi positivi rilevati giornalmente nei vari Paesi fossero i nuovi contagi che avvengono ogni giorno e su questa base cognitiva gli amministratori prendono le loro decisioni sulle misure di contenimento dell'epidemia. QUESTO NON E' CORRETTO !
I tamponi positivi rilevati giornalmente sono invece una misura della percentuale di asintomatici presenti nella popolazione (dato che in massima parte i tamponi positivi risultano essere di persone che non presentano sintomi).
Se Francesi e spagnoli trovano N volte piu' tamponi positivi di noi italiani e' perche' hanno una popolazione di asintomatici che e' stata lasciata crescere N volte piu' che in Italia (che ha intrapreso in primavera misure di contenimento piu' efficaci di quelle adottate da loro). Questa e' una realta' ormai difficilmente modificabile.
L'evoluzione futura dell'epidemia dipende irrimediabilmente dal numero di asintomatici che ogni Paese ormai ha in casa: circa 900.000 in Italia e forse 4.000.000 in Francia, Spagna e UK: 4 volte di piu' se loro trovano 6.000 tamponi positivi mentre in Italia se ne trovano solo 1.500 a parita' di test (questi numeri sono a titolo di esempio, per spiegare il concetto esposto).
In conseguenza di cio' la loro popolazione sana sarebbe esposta a cariche virali 4 volte piu' numerose che non in Italia, con conseguenze facilmente immaginabili.
L'ipotesi che ormai i contagi siano prevalentemente quelli prodotti dalle persone asintomatiche e' supportata anche dal minor numero di casi con sintomi gravi che si registrano rispetto all'epidemia che abbiamo avuto in primavera (quando gli asintomatici erano pochi): riteniamo che questo sia dovuto alle cariche virali infettanti che ora cominciano ad essere sempre piu' numerose ma mediamente piu' deboli proprio perche' prodotte da persone asintomatiche.
Da questa comprensione del fenomeno epidemico devono discendere le misure di prevenzione e contenimento da adottare nel periodo invernale, che e' quello piu' pericoloso perche' le cariche virali a cui la popolazione sara' esposta sono piu' intense (per i motivi che abbiamo gia' spiegato).
Entro gli errori statistici, le variazioni giornaliere del numero di tamponi positivi indicano le lente variazioni della popolazione degli asintomatici e quindi del rischio di contagio che essi rappresentano.
Ovviamente con l'arrivo della stagione invernale le stesse condizioni ambientali che aumentano l'esposizione della popolazione, favorendo la diffusione delle epidemie, sono in atto anche per l'epidemia degli asintomatici che tenderanno quindi ad aumentare di numero con l'arrivo del freddo.
Questa e' la motivazione del leggero trend all'aumento che si nota in questi giorni nel numero di tamponi positivi rilevati che, ripetiamo, non sono nuovi contagi verificatisi ma nuovo rilevamento di contagi in larga misura avvenuti nel passato (asintomatici).
Sara' molto difficile contenere questa crescita durante l'inverno perche' trattandosi di asintomatici non sappiamo chi sono le persone contagiose e neanche loro sanno di esserlo. Spiegheremo tra poco come in Italia occorreranno non meno di 450 giorni per individuarne e neutralizzarne una buona frazione.
Negli altri Paesi dove l'epidemia degli asintomatici e' stata lasciata correre di piu', questo obiettivo e' piu' lontano.

Per capire quali misure si possono intraprendere per riparare il danno di aver lasciato crescere troppo il numero degli asintomatici bisogna tener conto delle seguenti osservazioni, che elencano i mezzi che abbiamo a disposizione per ridurne il numero: Sicuramente in Cina, dove esiste un tracciamento estremamente invasivo delle persone (anche per altri fini), l'uso degli smartphone sta svolgendo un ruolo essenziale per permettere a quel Paese di controllare, sembra molto bene, l'epidemia di Covid-19.
Certo e' sorprendente che quel Paese, che e' nell'emisfero settentrionale, come l'Italia, sia riuscito a contenere la pandemia cosi' bene come lascia vedere: devono essere riusciti con il tracciamento a neutralizzare anche l'epidemia degli asintomatici altrimenti ne subirebbero le conseguenze come noi oggi in Europa.
Non esistono infatti scorciatoie: la guerra al Sars-CoV-2 puo' essere vinta solo riducendo a zero il numero degli asintomatici (che sono il serbatoio permanente di coltura dei virus, che altrimenti si estinguerebbero: sono proprio gli asintomatici che permettono al virus Sars-CoV-2 di perpetuare la sua esistenza tra noi).
Dobbiamo tutti essere coscienti che la vera epidemia da combattere e' quella degli asintomatici.
Per adesso possiamo solo individuarne il maggior numero possibile (ora in Italia riusciamo ad individuarne 2000 al giorno dei 900.000 esistenti: in 450 giorni quindi si puo' arrivare ad identificarli tutti, sperando di poterli poi neutralizzare e curare).
Percio' potremmo arrivare a risolvere il problema in Italia ma in assenza di ulteriori contagi. Riusciamo ad individuare un asintomatico ogni 50 test che costano tanto lavoro e denaro. Ma, per esempio, un solo assembramento di giovani in un bar notturno puo' generare anche 50 contagi diretti e indiretti in una sola serata. Quindi mentre le persone responsabili si battono per vincere la guerra contro il virus molti remano contro, vanificando buona parte dei risultati raggiunti e riuscendo cosi' a perpetuare la presenza del virus tra noi.
Per questo purtroppo sono necessarie anche misure restrittive, che deprimono l'economia ed impoveriscono la gente per colpa di idioti irresponsabili che inconsapevolmente si adoperano in favore del virus, allungando i tempi della soluzione finale del problema.

Perche' all'estero stanno peggio di noi italiani?
Perche' hanno un numero di asintomatici ben piu' alto di noi, purtroppo per loro. Cio' perche' in primavera, durante l'epidemia primaria, non hanno voluto adottare, per incompetenza o per ragioni economiche, le tempestive misure di contenimento dell'epidemia allora necessarie.
L'effetto di queste misure, adottate in Italia dietro raccomandazione degli organi tecnici, in primis l'Istituto Superiore di Sanita', e' stato quello di arrestare la crescita esponenziale dell'epidemia, limitando il numero di decessi ed il numero di persone infettate dal virus e quindi di bloccare anche la crescita in Italia del numero di persone infette ed asintomatiche.
Nell'altro nostro lavoro sui virus, presente nel sito www.biancastelli.it , c'e' un grafico di dati sui decessi che mostra chiaramente il blocco dell'epidemia prodotto dalle misure di lockdown adottate abbastanza precocemente in Italia e la riduzione del numero di decessi in Italia ottenuta con il lockdown; viene anche discusso un lavoro della Columbia University che ottiene gli stessi risultati calcolando il "pedaggio", molte migliaia di decessi in piu', pagato dagli USA per aver ritardato e ridotto il lockdown.
Altri Stati non hanno voluto seguire la strada indicata dagli italiani e si sono cosi' ritrovati in casa una crescita molto piu' estesa del numero di persone infettate e dei decessi (che sono migliaia e che si sarebbero potuti evitare con misure di contenimento piu' tempestive).
Questa crescita eccessiva delle persone infettate in questi Stati ha comportato conseguentemente la creazione di popolazioni di asintomatici, molto piu' numerose di quella che oggi abbiamo in Italia, con cui oggi i singoli Stati dovranno fare i conti.
Una pessima notizia per loro e' che, se i contagi attuali derivano in maniera importante dalla popolazione infetta ed asintomatica particolarmente numerosa, allora anche lo strumento del lockdown, che in primavera ha bloccato stabilmente la diffusione dei contagi, ora prevedo che possa produrre un blocco solo temporaneo, limitato alla durata del lockdown. Questo perche' NON ritengo che il lockdown possa influire sulla popolazione degli asintomatici che sono nascosti, ignoti a tutti, e che riprenderanno a diffondere il virus come prima alla fine del lockdown.
Spieghiamo meglio questo punto, che e' molto importante. Tutti pensano che oggi un lockdown generale produrrebbe gli stessi risultati visti ad aprile 2020 ma purtroppo abbiamo ragione di ritenere che non sia cosi' per i motivi che ora spieghiamo.
Durante l'epidemia primaria del marzo 2020 NON c'era ancora la numerosa popolazione degli asintomatici che ha iniziato a svilupparsi e a crescere proprio allora. Quindi il lockdown generale ha avuto l'effetto di bloccare la crescita del numero di persone infette e contagiose che alimentavano l'epidemia, producendo cosi' un blocco stabile e permanente del suo sviluppo.
Oggi, inizio autunno, la situazione e' diversa perche' la causa prevalente che alimenta lo sviluppo dell'epidemia in crescita e' un'altra: e' la numerosa popolazione degli asintomatici che allora non c'era. Il suo contributo allo sviluppo dell'epidemia ovviamente s'interromperebbe per la durata del lockdown ma al termine dobbiamo attenderci che l'epidemia riprenda a correre come prima, perche' il lockdown non riuscirebbe oggi a ridurne sensibilmente la causa, che oggi e' in modo prevalente il numero di asintomatici (da noi stimati in circa 900.000 in Italia e molti di piu' all'estero).
Ad aprile 2020 non era cosi' perche' i 900.000 asintomatici ancora non c'erano. Allora erano molti di meno; sono cresciuti poi con il progredire dell'EPIDEMIA DEGLI ASINTOMATICI, che funziona cosi': le persone infette ma asintomatiche, rilasciando cariche virali modeste, hanno infettato altre persone che in massima parte non hanno sviluppato la malattia Covid-19 (perche' sono venute in contatto con piccole cariche virali ed i loro anticorpi hanno prevalso) ma molte di loro hanno mantenuto senza saperlo i virus nascosti in parti del loro corpo poco vascolarizzate, come le terminazioni nervose, e quindi poco irrorate di sangue contenente gli anticorpi. I virus sono cosi' riusciti a trovarsi una casa accogliente dove poter rimanere e riprodursi per tempi molto lunghi. In altre parole ogni asintomatico li sta coltivando nel proprio corpo, permettendo loro di sopravvivere rimanendo attivi per lungo tempo, diffondendosi anche nell'ambiente esterno.
Nel corso dell'evoluzione naturale quelle specie di virus che per le loro proprieta' hanno trovato questa via di esistere si sono estese di piu' sul pianeta Terra perche' hanno trovato un modo di perpetuare la loro presenza in una popolazione ospite che da noi sono gli asintomatici.
Ma che questi virus perpetuino la loro presenza tra noi non ci va assolutamente bene!
Oggi fortunatamente siamo in grado di capire dove si nascondono e come fanno a sopravvivere cioe' a permanere nell'ambiente rimanendo attivi, cioe' in grado di infettarci per riprodursi. Questo ci permettera' di combatterli al meglio una volta trovato il giusto farmaco antivirale.
In conclusione riteniamo di aver capito che ogni asintomatico, infettando le altre persone con cui viene in contatto, puo' generare degli altri asintomatici che cosi' crescono di numero senza che nessuno lo sappia (nemmeno loro). E' il meccanismo che la Natura ha creato per permettere a questi virus di rimanere per sempre sul pianeta Terra e che noi dobbiamo impedire disattivandolo con i giusti farmaci.
E' questo il fenomeno che abbiamo chiamato "epidemia degli asintomatici" e che, in maniera nascosta, ha prodotto quelle 900.000 persone infette e senza sintomi che ad aprile 2020 ancora non c'erano e che ora invece costituiscono il cuore del nostro problema, perche' sono loro il serbatoio del sistema che genera virus in continuazione, difficile da combattere perche' nascosto ed invisibile.
Per questi motivi oggi abbiamo ragione di ritenere che l'oneroso LOCKDOWN GENERALE POTREBBE RISULTARE NON PIU' COSI' EFFICACE COME E' STATO NEL PASSATO perche' e' cambiata la causa prevalente dei contagi.
Vanno bene invece le chiusure locali fatte intorno ai focolai, perche' sono utili per contenere l'espansione dell'infezione in atto.
L'obbligo di usare sempre la mascherina certamente aiuta a ridurre i contagi generati dagli asintomatici: ma e' certo che non vogliamo essere costretti ad usarla per tutta la vita.
Anche per questo, se ho ragione, purtroppo l'unico modo di far regredire oggi i contagi dovrebbe essere quello lungo e difficile di ridurre il numero degli asintomatici, individuandoli e guarendoli con il giusto farmaco antivirale, che purtroppo ancora non esiste.
Infine voglio sperare che il numero di idioti che circolano in Italia ignorando le indispensabili ben note misure preventive di contenimento dei contagi non ci facciano crescere in Italia il numero di persone infette ed asintomatiche al livello degli altri Stati, altrimenti tutti i sacrifici da tutti noi italiani fatti finora andrebbero in fumo e sarebbe un danno enorme, una vera tragedia biblica sanitaria, sociale ed economica per tutta l'Italia.
E' essenziale disporre al piu' presto di un farmaco antivirale specifico per il Sars-CoV-2 per poter guarire questi asintomatici, una volta individuati, se no tutto il lavoro che si fa serve a poco. Per l'epatite C e' stato fatto ma ci sono voluti piu' di 20 anni.
Se e' vero che le cariche virali emesse dagli asintomatici si accumulano maggiormente nell'ambiente quando la temperatura scende verso i 4 gradi centigradi, riteniamo i dati dei contagi odierni (con temperature SOLO autunnali) molto allarmanti perche' secondo noi sono una prova dell'altissimo grado di contagiosita' di questo virus.
Conseguentemente, con il prossimo aumento delle cariche virali a cui la popolazione sara' esposta nel periodo invernale, si dovranno adottare ulteriori protezioni particolarmente piu' efficaci del passato, altrimenti l'infezione si manifestera' sempre piu' spesso in forma non piu' attenuata (in quanto prodotta da asintomatici) ma con la sindrome Covid-19 e gli ospedali si riempiranno sempre di piu', come sta gia' accadendo jn Paesi piu' freddi dell'Italia, ad esempio in Francia.
Compito della Scienza e' quello di comprendere correttamente il fenomeno e prevederne l'evoluzione per consentire ai governanti di predisporre i giusti provvedimenti per tempo.
Ma occorre tenere sempre presente che LOCKDOWN ESTESI E NON LOCALIZZATI OGGI POTREBBERO NON PRODURRE PIU' GLI STESSI EFFETTI DEL PASSATO, perche' oggi la causa dei contagi e' diversa: e' la grande popolazione di asintomatici, che allora non era cosi' estesa, e conseguentemente oggi l'effetto di un lockdown non localizzato produrrebbe un arresto dei contagi NON piu' permanente ma limitato SOLO alla durata dell'oneroso lockdown (che non puo' essere molto lunga).


LOCKDOWN GENERALE ORA SAREBBE DIVERSO (spiegazione aggiunta il 10/10/2020):
Spieghiamo meglio questo punto del lockdown, che e' fondamentale per i costi economici e sociali, perche' sembra che nessuno lo abbia ben capito.
A marzo in Italia di asintomatici ce n'erano molti di meno ed i contagi erano piu' intensi perche' prodotti da persone con la sindrome Covid-19, quindi con cariche virali che erano ben piu' elevate di oggi e per questo gli ospedali allora erano piu' sotto pressione di oggi. Il lockdown fatto a marzo in Italia e' stata la scelta migliore perche' era l'unica che potesse bloccare i contagi, riducendo in modo stabile il numero di persone (sintomatiche) che generavano nuovi contagi e quindi arrestando stabilmente lo sviluppo ulteriore dell'epidemia (e la crescita del numero di asintomatici).
Nell'altro nostro lavoro sul virus, presente su questo stesso sito web, abbiamo anche dimostrato come questo lockdown generale, fatto in Italia in primavera, ha salvato migliaia di vite umane. Questo non e' accaduto invece negli altri Paesi, che hanno preferito non bloccare l'economia, ed hanno cosi' inconsapevolmente dovuto pagare un prezzo molto elevato in vite umane (stimato anche in molte decine di migliaia, non solo da noi ma anche da un lavoro analogo fatto presso la Columbia University).
Cosi' a marzo, una volta terminato il lockdown, in Italia lo sviluppo dell'epidemia si era arrestato in modo PERMANENTE.
Oggi la situazione e' sostanzialmente diversa: chi sta generando la maggior parte dei contagi non sono piu' le persone con sintomi e sindrome Covid-19 (con rilascio di cariche virali intense che manderebbero quasi tutti gli infettati all'ospedale).
Oggi chi genera prevalentemente i contagi sono le numerosissime persone asintomatiche (con rilascio di cariche virali modeste che mandano molte meno persone all'ospedale ma che ne aggiungono molte altre al "club degli asintomatici", aggravando lentamente ed inesorabilmente i problemi creati dagli asintomatici: proprio questo incremento di asintomatici e' responsabile di gran parte della crescita del numero di tamponi positivi che si rileva in questi giorni di ottobre).
Per questo oggi la situazione appare diversa se confrontata con quella di marzo/aprile (il virus e' sempre lo stesso, non e' diventato piu' "buono").
Cosa accadrebbe oggi se si ripetesse un lockdown piu' o meno generale (nazionale o regionale) come quello di aprile?
Potrebbero non aversi piu' benefici permanenti ma solo temporanei, legati alla durata del lockdown: cioe' si potrebbe bloccare lo sviluppo dell'epidemia per la durata del lockdown ma 5 giorni dopo la fine del lockdown l'epidemia non risulterebbe bloccata (come in aprile) ma potrebbe riprendere a crescere come prima del lockdown.
Questa differenza e' dovuta al fatto che oggi la causa che genera i contagi e' la numerosissima popolazione di asintomatici che purtroppo abbiamo in casa (fortunatamente per noi, in Italia ne abbiamo molti meno che in altri Paesi che non hanno voluto fare un lockdown generale, come ha fatto l'Italia in primavera) e questa non viene ridotta dal lockdown ma rimane la stessa e, non appena termina il lockdown, riprende a diffondere i contagi che sono immediatamente poi rilevabili nei test dopo circa 5 giorni di incubazione.
In conclusione le misure di lockdown generali oggi potrebbero NON apportare benefici ma solo danni e per questo potrebbero dover essere escluse quando la causa della diffusione dei contagi e' prevalentemente la popolazione degli asintomatici.
Diverso e' il caso dei lockdown localizzati, anche ad un intero quartiere, che possono essere indispensabili per bloccare la diffusione di un focolaio non piu' circoscrivibile.
Infine vogliamo anche stigmatizzare la notizia di stampa odierna secondo cui vari accademici inglesi, per non deprimere l'economia britannica, consigliano alle loro autorita' di lasciar diffondere i contagi, contando sull'effetto positivo della cosiddetta "immunita' di gregge". Per i motivi esposti, noi riteniamo profondamente errato e dannoso questo suggerimento.



AGGIORNAMENTO (al 25 Settembre 2020): Gli asintomatici rilasciano cariche virali piu' modeste (perche' hanno anticorpi nel loro organismo).
A marzo gli asintomatici erano ancora pochi ed il contagio avveniva da persone con sintomi del Covid-19, che rilascivano cariche virali piu' intense. Per questo il minor numero di malati che si registra a settembre non e' dovuto ad una mutazione del virus che lo ha reso meno aggressivo ma alle cariche virali meno intense.
La prospettiva che abbiamo di fronte pero' e' abbastanza sconfortante perche' le cariche virali presenti nell'ambiente ora iniziano a diventare sempre piu' intense. Cio' a causa della considerevole crescita registratasi negli ultimi mesi del numero di persone infette ed asintomatiche (che oggi risultano essere circa 900.000 in Italia).
Per colpa loro il numero di virus rilasciati ed in circolazione e' cresciuto di molto ed il processo del loro ACCUMULO nell'ambiente, conseguente all'allungamento del periodo di tempo in cui i virus rimangono attivi nell'ambiente (dovuto alle piu' basse temperature autunnali ed invernali) aumentera' le cariche virali a cui la popolazione sana e' esposta.
Quindi il numero di casi di Covid-19 che ci dobbiamo attendere, in assenza di valide contromisure, adeguate all'aumentato rischio di esposizione della popolazione sana, e' destinato purtroppo a crescere, anche di molto.
Cio' in quanto questo fenomeno e' A SOGLIA perche' quando la popolazione e' esposta a cariche virali modeste, come accade d'estate, la reazione del sistema immunitario e' sufficiente nella maggior parte dei casi ad impedire lo sviluppo incontrollato dell'infezione ed il paziente infettato diventa asintomatico e non si ammala di Covid-19.
Ma questa reazione ha successo finche' la carica virale con cui si viene in contatto e' sotto un certo limite. Quando si abbassa la temperatura ambientale, come accade d'inverno o nelle celle frigorifere, le cariche virali crescono d'intensita' oltre questo limite ed allora accade sempre piu' spesso che il paziente infettato si ammala di Covid-19 e sempre piu' pazienti necessitano il ricovero in terapia intensiva.
Questa e' la spiegazione piu' verosimile del fenomeno pandemico: conseguentemente con l'arrivo del freddo e' indispensabile che tutti accentuino in misura adeguata tutte le misure di prevenzione del contagio per impedire lo sviluppo esponenziale dell'infezione e dell'epidemia.


QUANDO FINIRA' QUESTA PANDEMIA ?: (9 ottobre 2020)
Nella nostra comprensione del fenomeno epidemico da Sars-CoV-2 i contagi a medio e lungo termine provengono principalmente dalla popolazione di asintomatici che puo' essere piu' o meno estesa a secondo di come si e' riusciti a contenere lo sviluppo dell'epidemia.
Che questa sia la situazione attuale e' accertato dai risultati dei numerosi tamponi che si stanno misurando giornalmente, in quanto in massima parte i risultati positivi sono di persone asintomatiche.
Questa non e' una buona notizia perche' testimonia che la popolazione di asintomatici inizialmente generatasi (in primavera) e' stata capace di mantenersi, estendendosi fino all'autunno (cioe' per 6 mesi).
Abbiamo gia' spiegato che la sua estensione (che gli permette anche di mantenersi) avviene con quella che abbiamo chiamato "epidemia degli asintomatici"; un asintomatico infatti con l'infezione e' in grado di generare un altro asintomatico (preferenzialmente) piu' che un malato di Covid-19, perche' la carica virale infettante e' generalmente nel suo caso modesta.
Se permane a lungo e numerosa la popolazione degli asintomatici, la durata del rischio di contagio per la popolazione sana e' maggiore ed il rischio risulta direttamente legato alla durata della permanenza media dei virus nell'organismo delle persone che li ospitano (cioe' alla durata della patologia negli asintomatici).
Esistono virus, come l'herpes simplex o zoster, che sono capaci di permanere nell'uomo che li ospita anche per tutta la vita.
Noi ci auguriamo vivamente che questo virus non abbia le stesse caratteristiche, per cui ci aspettiamo che dopo un certo tempo gli asintomatici guariscano spontaneamente in un tempo medio T (grazie all'effetto degli anticorpi che sono in grado di produrre).
Quindi in quella popolazione di asintomatici si realizza un equilibrio dinamico, in cui il numero di asintomatici si azzererebbe dopo un tempo T (estinzione dell'epidemia); ma durante lo stesso tempo T, per contagio, si creano dei nuovi asintomatici che restano tali e contagiosi per un nuovo intervallo temporale T, a partire dalla data del contagio.
E' quindi una situazione analoga a quella di un lavello da cui l'acqua fuoriesce dal tappo aperto ma contemporaneamente entra da un rubinetto lasciato aperto. A secondo delle due portate il lavello puo' svuotarsi (estinzione degli asintomatici e dell'epidemia) o puo' crescere di livello sempre piu' (crescita incontrollata dell'epidemia).

PREVISIONE DELL'AUTORE (scritta qui' in data 9/10/2020):
RIASSUNTO: L'ESTENSIONE DELL'USO DELLE MASCHERINE E' STATO ADOTTATO IL 9/10. IN LINEA CON IL NOSTRO MODELLO DI SVILUPPO DELL'EPIDEMIA, ABBIAMO PREVISTO CHE QUESTO PROVVEDIMENTO AVREBBE DOVUTO RIDURRE LA CRESCITA DEL NUMERO DEI CONTAGI ENTRO POCHI GIORNI E COSI' E' STATO: DAL 12/10 SI E' ARRESTATA LA CRESCITA DELLA PERCENTUALE DEI CONTAGI CHE STAVA DIVENTANDO ESPONENZIALE. CONSIDERIAMO QUESTO RISULTATO UNA PRIMA CONFERMA SPERIMENTALE DELLA CORRETTEZZA DEL MODELLO, CHE RESPONSABILIZZA IN MODO NUOVO I 3 MILIONI DI ASINTOMATICI PRESENTI IN ITALIA, E CHE INDICA COME AFFRONTARE IL PROBLEMA DELLA PANDEMIA.

Vogliamo azzardare una previsione.
Da oggi 9/10 in Italia e' stato introdotto l'obbligo di portare la mascherina praticamente sempre tranne che in famiglia.
Su circa 130.000 test molecolari con tampone fatti giornalmente, si sta registrando un aumento dei test positivi di circa 900 al giorno, che corrisponde all'inizio di un trend di crescita esponenziale.
Come abbiamo spiegato in precedenza queste misure sono una determinazione della numerosita' degli asintomatici in Italia (perche' quasi tutti i positivi risultano essere asintomatici).
Gli asintomatici si sono sempre comportati in tutto come persone sane, quindi con un ridotto impiego della mascherina che percio' nel loro caso non ha potuto ridurre molto la diffusione del contagio. Ora, con questa nuova disciplina, tutti gli asintomatici saranno sempre costretti (salvo che in famiglia) ad usare la mascherina che ridurra' sensibilmente la loro capacita di diffondere virus nell'ambiente e di contagiare cosi' gli altri.
Essendo secondo noi gli asintomatici praticamente la principale origine del contagio (in Lombardia oggi i numeri sono piu' alti perche' li' si sono generati piu' asintomatici in primavera e la relativa epidemia si e' cosi' potuta sviluppare maggiormente), che fa salire il numero dei test positivi, ritengo di poter prevedere quanto segue: Oggi e' il 9/10 e nessuno si espone facendo previsioni sull'andamento di questa pandemia, perche' tutti confessano di non saperne abbastanza essendo del tutto nuova. Noi invece abbiamo voluto fare questa previsione perche', se tra 5 giorni diminuisce l'incremento giornaliero dei test positivi (che chiamano impropriamente "nuovi contagi") allora avremo ottenuto una buona conferma sperimentale delle nostre congetture sull'importanza dell' "EPIDEMIA DEGLI ASINTOMATICI", riguardo al numero di tamponi positivi rilevati in questi giorni.
Staremo a vedere. Arrivederci al 16/10.


ANTEPRIMA DEI RISULTATI: (al 13 ottobre 2020)
Certamente scrivero' l'esito finale della previsione precedente dopo aver acquisito i risultati dei prossimi giorni, ma gia' oggi (13 ottobre) possiamo registrare un'indicazione di un arresto della crescita del numero dei test positivi rispetto ai giorni precedenti da noi previsto, in seguito all'estensione dell'uso delle mascherine anche all'aperto (vedi sopra).

Ecco la tabella con i dati dei tamponi positivi, che continueremo a completare nei prossimi giorni.
Con un click (e poi Back) potete vedere le definizioni dei CONTAGI VERI e dell' ACCUMULO CONTAGI veri.

DATA N.MISURE N.POSITIVI PERCENTUALE CONTAGI VERI ACCUMULO CONTAGI
08/10 G 128.098 4458 3.5 % ? ?
09/10 V 130.000 5372 4.1 % 0.6% 0.6%
10/10 S 133.000 5724 4.3 % 0.2% 0.8%
11/10 D 104.658 5456 5.2 % 0.9% 1.7%
12/10 L 85.442 4619 5.4 % 0.2% 1.9%
13/10 M 112.544 5901 5.2 % -0.2% 1.7%
14/10 M 152.000 7332 4.8 % -0.4% 1.3%
15/10 G 162.932 8804 5.4 % 0.6% 1.9%
16/10 V 150.932 10.377 6.6 % 1.2% 3.1%
17/10 S 165.837 10.925 6.6 % 0.0% 3.1%
18/10 D 146.541 11.705 8.0 % 1.4% 4.5%
19/10 L 99.000 9.338 9.4 % 1.4% 5.9%
20/10 M 144.737 10.874 7.5 % -1.9% 4.0%
21/10 M 177.848 15.199 8.5 % 1.0% 5.0%
22/10 G 170.392 16.079 9.4 % 0.9% 5.9%
23/10 V 182.032 19.143 10.5 % 1.1% 7.0%
24/10 S 177.669 19.644 11.0 % 0.5% 7.5%
25/10 D 161.880 21.273 13.1 % 2.1% 9.6%
26/10 L 124.686 17.012 13.6 % 0.5% 10.1%
27/10 M 174.398 21.994 12.6 % -1.0% 9.1%
28/10 M 198.952 24.991 12.6 % 0.0% 9.1%
29/10 G 201.452 26.831 13.3 % 0.7% 9.8%
30/10 V 215.085 31.084 14.4 % 1.1% 10.9%
31/10 S 215.886 31.758 14.7 % 0.3% 11.2%
01/11 D 183.457 29.907 16.3 % 1.6% 12.8%
02/11 L 135.731 22.253 16.4 % 0.1% 12.9%
03/11 M 182.287 28.244 15.5 % -0.9% 12.0%
04/11 M 211.821 30.550 14.4 % -1.1% 10.9%
05/11 G 220.000 34.505 15.7 % 1.3% 12.2%
06/11 V 234.245 37.809 16.1 % 0.4% 12.6%
07/11 S 231.673 39.811 17.2 % 1.1% 13.7%
08/11 D 191.144 32.616 17.1 % -0.1% 13.6%
09/11 L 147.725 25.271 17.1 % 0.0% 13.6%
10/11 M 217.758 35.098 16.1 % -1.0% 12.6%
11/11 M 225.640 32.961 14.6 % -1.5% 11.1%
12/11 G 234.672 37.978 16.2 % 1.6% 12.7%
13/11 V 254.908 40.902 16.0 % -0.2% 12.5%
14/11 S 227.695 37.255 16.4 % 0.4% 12.9%
15/11 D 195.275 33.979 17.4 % 1.0% 13.9%
16/11 L 152.673 27.354 17.9 % 0.5% 14.4%
17/11 M 208.458 32.191 15.4 % -2.5% 11.9%
18/11 M 234.834 34.282 14.6 % -0.8% 11.1%
19/11 G 250.860 36.176 14.4 % -0.2% 10.9%
20/11 V 238.077 37.242 15.6 % 1.2% 12.1%
21/11 S 237.225 34.767 14.6 % -1.0% 11.1%
22/11 D 188.747 28.337 15.0 % 0.4% 11.5%
23/11 L 148.945 22.930 15.4 % 0.4% 11.9%
24/11 M 188.659 23.232 12.3 % -2.1% 9.8%
25/11 M 230.007 25.853 11.2 % -1.1% 8.7%
26/11 G 232.711 29.003 12.5 % 1.3% 10.0%
27/11 V 222.803 28.352 12.7 % 0.2% 10.2%
28/11 S 225.940 26.323 11.6 % -1.1% 9.1%
29/11 D 176.934 20.648 11.7 % 0.1% 9.2%

Percentuali dei tamponi positivi dal 11/10 al 15/11: si vede l'effetto del provvedimento sulle mascherine
La risalita dopo il 15/10 e' dovuta all'avvio dell'epidemia Covid-19, innescata dal valore 5% troppo alto


Le percentuali dei tamponi positivi dall' 8/10 al 24/10 mostrano l'effetto del provvedimento 'mascherine'
Infatti i dati degli ultimi 5 giorni risultano tutti piu' bassi di almeno 2.5% a partire dal 20/10.


Commenti scritti il 13/10 e 22/10: La preoccupante rapida salita dei contagi rilevati nei primi giorni di ottobre sembra arrestarsi il 12/10 e stabilizzarsi su un valore di poco superiore al 5% (cioe' i tamponi trovati positivi risultano stabilizzarsi intorno al 5% del totale delle misure effettuate).
La significativita' ancora non e' elevata (e' basata solo su 2 misure, quelle del 12 e 13 ottobre) ma, se tra altri 2 giorni da oggi 13/10 questa percentuale restasse fissa al 5% o meno, allora potremo dire che la nostra previsione e' stata confermata e potremo esultare, non solo per aver capito come arrestare l'epidemia degli asintomatici, cioe' di coloro che coltivano e diffondono il virus in Italia ma anche per aver fatto un buon passo avanti nella comprensione del fenomeno pandemico (vedi "Il ruolo degli asintomatici" nel prossimo paragrafo).
Per capire l'importanza di questo risultato, se confermato, bisogna tenere conto che la descrizione del fenomeno epidemico in atto, da noi ipotizzata con argomenti ragionevoli, avrebbe attualmente come causa prevalente dei contagi la numerosa popolazione infetta ed asintomatica.
Questi risultati vanno nella direzione di confermare il nostro modello per la comprensione della pandemia.
Per questo l'imposizione dell'obbligo di indossare le mascherine anche all'esterno dei locali, adottata il 9/10, ha avuto a nostro avviso un grande impatto sulla riduzione della diffusione aerea e quindi nell'ambiente dei virus e quindi del contagio potenziale da parte di cosi' tante persone che circolano, infette e senza sintomi (quindi ignare di poter diffondere il contagio).
Avendo subito rilevato questo beneficio del provvedimento adottato ci siamo spinti a fare la nostra previsione di questa riduzione dei contagi che ora sembra verificarsi davvero con un piccolo ritardo corrispondente al tempo d'incubazione.
Finora sembra che nessuno se ne sia accorto, perche' ovviamente gli altri dati, come ricoveri, decessi, ecc., rimarranno ancora in salita per qualche giorno, in quanto effetto dei contagi in salita dei giorni precedenti. Dovremo attendere qualche giorno perche' questo risultato venga confermato e perche' ne possano prendere coscienza i giornalisti e quindi anche l'opinione pubblica (per questa crescita il 14/10 i giornali parlano ancora di rischio di situazione esplosiva a Milano).
Secondo noi questa riduzione del tasso di crescita dei contagi, se confermata, rappresenterebbe un importante primo riscontro sperimentale a supporto della nostra descrizione del fenomeno epidemico, connesso con l'epidemia degli asintomatici (che ne fa crescere il numero ed il conseguente potenziale di contagiosita', che costituisce oggi la grande minaccia per tutta la popolazione mondiale).
L'epidemia in atto oggi, ad ottobre, secondo noi e' sostanzialmente DIVERSA dall'epidemia primaria di Covid-19 avvenuta in primavera, quando il lockdown adottato in Italia era ancora efficace (ora non piu', come gia' spiegato), perche' allora non c'erano i 3 milioni di asintomatici, che sono in circolazione oggi e che costituiscono da ora in poi, secondo noi, la principale sorgente di diffusione dei virus e dei conseguenti contagi.
E' importante che si prenda coscienza di cio' perche' oggi si sente affermare, anche da persone considerate esperte, che "gli asintomatici non sono un problema per la sanita' pubblica, perche' non vanno in ospedale" oppure che "la pandemia non e' piu' un problema, perche' il tasso di mortalita' e' sceso al 0.3%".
In primavera le infezioni erano prodotte da persone con sintomi e quindi con rilascio di cariche virali molto piu' intense di quelle che oggi rilasciano quei 3 milioni di asintomatici e che secondo noi sono la principale causa d'infezione attuale.
Per questo oggi le persone infettate presentano sintomi piu' lievi, non per una mutazione del virus o per le cure migliori.
La comprensione del fenomeno epidemico attuale e' percio' ESSENZIALE per capire come possiamo combattere piu' efficacemente il virus Sars-CoV-2 (per esempio: lockdown no, mascherine si): noi stiamo cercando qui' di portare il nostro contributo.
Se sara' confermato, questo risultato della nostra previsione fornirebbe un aiuto fondamentale per la limitazione dei contagi anche in tutti gli altri Stati, che hanno popolazioni di asintomatici ben piu' numerose della nostra e che stanno lottando con provvedimenti inadeguati (sottovalutando l'importanza dell'uso generalizzato delle mascherine, che porterebbe a loro benefici ancora maggiori che a noi) contro una crescita dei contagi ben superiore alla nostra.
L'Italia si confermerebbe cosi' ancora una volta ai vertici delle capacita' d'indagine scientifica e come leader mondiale nella lotta alla pandemia.

Commenti scritti il 14/10: I dati del 14/10 fanno sperare nell'inizio di una discesa della percentuale dei positivi su oltre 152.000 tamponi misurati, a meno del 4.8 % (vedi tabella ).
Essendoci sempre una (piccola) frazione dei test che contribuiscono tendenzialmente ad innalzare il numero dei positivi (sono quelli fatti per inseguire il tracking o quelli di controllo della positivita'), pero' quando i tamponi misurati sono tanti, come oggi che sono piu' di 152.000, il dato dei positivi e' piu' realistico (ne risente di meno).
Quindi ci sentiamo di concludere che il dato odierno non indica necessariamente un calo del numero dei positivi ma certamente conferma l'annunciato arresto dell'andamento crescente del numero dei positivi e quindi il BLOCCO della crescita dell'epidemia degli asintomatici che sono quelli che mantengono attivi i virus nell'ambiente e li diffondono, alimentando i contagi delle persone sane.
Il riscontro da noi cercato in realta' non esige nemmeno che la percentuale dei positivi resti costante nel tempo o decresca ma solo che ci sia stato un deciso cambiamento in senso favorevole nell'andamento temporale dei dati (potrebbero anche crescere, ma piu' lentamente).
Confermiamo di attribuire questo successo nel combattere la pandemia all'estensione dell'obbligo di usare le mascherine anche all'aperto, che ha contribuito in modo rilevante a bloccare la diffusione nell'ambiente dei virus da parte di circa 3 milioni di persone infette ed asintomatiche.
Dalla misura del cambiamento dell'andamento temporale delle percentuali dei test positivi si puo' ricavare una valutazione quantitativa dell'efficacia del provvedimento sull'obbligo delle mascherine. Questa efficacia puo' essere migliorata perfezionando il provvedimento (crediamo che in Cina stiano ottenendo risultati anche migliori dei nostri per una maggiore disciplina).
Come gia' annunciato aspettiamo i dati di domani per ESULTARE, traendone poi le giuste ed utilissime conclusioni (la stampa ed i medici, se guardano solo ai ricoveri ed ai decessi, potrebbero accorgersene forse tra qualche giorno per ovvi motivi). In realta' dopo l'inizio dell'epidemia alimentata dalle persone infette con sintomi, ricoveri e decessi cresceranno comunque in misura di quanto questa epidemia dilaga.


SECONDA ONDATA DI COVID-19: Commento scritto il 16/10 (Come annunciato)
Quasi tutto OK, perche' la percentuale di tamponi positivi che mostra 5 GIORNI DI DATI STABILI INTORNO AL 5% DOPO VARI GIORNI SEMPRE IN SALITA, costituisce un'evidenza sperimentale sufficiente per CONFERMARE la nostra previsione e potremmo cosi' esultare per il successo ottenuto.
Ecco allora qui' la nostra ESULTANZA (piccola piccola, in segno di lutto, per i motivi che saranno chiari tra poco):


E U R E K A !

L'obbligo di indossare le mascherine va poi correlato con la contagiosita' del virus, che diminuisce quando fa caldo (ma non nelle celle frigorifere). Quindi le Autorita', monitorando con (poche) misure molecolari il numero di asintomatici, devono regolamentare l'obbligo delle mascherine (certamente si in inverno, probabilmente no in estate).
Credo che i cinesi stiano facendo proprio cosi' e, se abbiamo ragione noi, e' quindi possibile che proprio per questo motivo oggi loro non abbiano alcun contagio.
La questione cinese: Se cio' fosse vero (in Cina, anche se i loro contagi non fossero zero, certamente oggi stanno messi molto meglio di noi) sarebbe un'ULTERIORE CONFERMA SPERIMENTALE che quanto esposto in questo articolo corrisponde al vero. Sarebbe allora un progresso importante ed un passo avanti utilissimo verso la comprensione della fenomenologia di comportamento di questo virus. Cio' potrebbe aiutarci non poco a controllarlo meglio in futuro.
Se volessimo credere alla notizia sorprendente che, mentre tutto il mondo e' invaso massicciamente dal virus, in Cina hanno zero contagi, dobbiamo ammettere che e' anche possibile che i cinesi non possano essere accusati di averci nascosto queste informazioni e di non averci aiutato, perche' come non siamo riusciti noi a capire sollecitamente il problema, cosi' e' possibile ed e' anche un diritto per loro non averlo ancora capito: il buon uso delle mascherine per loro non e' un provvedimento nuovo, come per noi, ma un'abitudine consolidata, con radici storiche.
Se fosse vero, sarebbe anche colpa nostra aver accolto la notizia, che in Cina avevano zero contagi, con arrogante scetticismo e non aver indagato in merito adeguatamente.
Staremo a vedere come va a finire, osservando quali saranno le percentuali di tamponi positivi nei prossimi giorni e, se il 6.6% risultasse un dato corretto, speriamo che non salga troppo di piu' (ogni sollecito provvedimento utile a rallentare o bloccare la crescita dell'epidemia di Covid-19 sara' ovviamente il benvenuto).

COSA STA SUCCEDENDO ORA (18/10) ? Gli infetti con sintomi oggi sono l'1.6% (=6.6%-5%) della popolazione, cioe' non sono ancora molti, perche' l'epidemia di Covid-19 (non quella degli asintomatici che con le mascherine siamo riusciti a bloccare al 5%) si e' innescata ed e' partita solo da pochi giorni.
Pero' se un'epidemia parte vuol dire che il parametro di crescita e' R0>1 ed allora assume rapidamente un andamento di crescita esponenziale. Se si attende ad intervenire con decisione, il problema quindi peggiora rapidamente fino a diventare poi non piu' gestibile.
Occorrono quindi azioni sollecite e decisive. Finche' l'epidemia non si e' ancora estesa molto possono essere sufficienti interventi di chiusura piu' limitati e mirati verso le cause piu' evidenti della diffusione del virus. Altrimenti, se i provvedimenti adottati risultassero insufficienti, resta solo la strada del blocco generalizzato, che in primavera ha mostrato di poter bloccare l'epidemia anche quando e' in fase avanzata (pero' con costi enormi).
All'estero non potevano bloccarla perche' avevano fatto sviluppare troppo la loro popolazione di asintomatici (il 13% della popolazione in Francia) e quindi con l'abbassamento stagionale della temperatura, che aumenta la contagiosita' del virus, era inevitabile la partenza dell'epidemia di Covid-19.
Questa sorprendente efficacia dell'uso esteso delle mascherine per il contenimento dei contagi e per il blocco dell'epidemia Covid-19, non appena confermata, e' un'informazione preziosa che merita la piu' ampia e solerte diffusione a livello mondiale, fatta da chi di dovere.

CONCLUSIONI DELLO STUDIO FATTO FINORA (scritte dopo l'arrivo dei dati del 15/10):
Vedi anche il Commento scritto il 16/10 (importante, e' una pagina prima).
Prendiamo atto del dato del 15/10 (5.4%) che e' compatibile con il blocco della crescita della percentuale di tamponi positivi che ormai consideriamo definitivo (sarebbe stato ben piu' alto se la crescita della percentuale di tamponi positivi non si fosse arrestata ad un valore di poco superiore al 5%) a conferma della correttezza della nostra previsione fatta il 9/10 e delle motivazioni che l'avevano stimolata e che qui' ribadiremo.
Facciamo il punto sulla nostra analisi, che assume sempre piu' importanza perche' in varie parti d'Europa ci si sta preparando agli onerosi lockdown ed anche in Italia alcuni "esperti" raccomandano un lockdown nazionale a Natale quando la curva dei contagi sembra divenuta costante.
Questo argomento viene approfondito al successivo punto 8, perche' ora la situazione e' diversa: i lockdown potrebbero riuscire ad arrestare l'epidemia ma solo per la durata del lockdown e non piu' stabilmente come accadde la scorsa primavera in Italia. Questo perche' la causa che alimenta l'epidemia ora e' cambiata, in quanto ora c'e' anche la popolazione degli asintomatici ad alimentarla, che in primavera non c'era, perche non era cosi' numerosa.
Elenchiamo qui' gli argomenti che ricostruiscono cosa e' accaduto finora in Italia e che meritano una riflessione approfondita da parte di tutte le persone coinvolte a vario titolo nella lotta al virus Sars-CoV-2:
  1. DISINFORMAZIONE: Non e' tollerabile che i giornalisti diano il massimo rilievo alla notizia che numero di test positivi sono in crescita anche se e' in calo la loro percentuale rispetto al numero totale dei test eseguiti (che e' il dato giusto per valutare se l'epidemia si espande o si riduce). Basta vedere i titoli di prima pagina dei giornali del 14/10 che affermavano che l'epidemia e' in crescita ed i dati salgono, quando come si vede anche nella nostra tabella, la percentuale dei positivi era scesa dal 5.2% al 4.8% segnalando la conferma del blocco della crescita del numero di asintomatici in Italia e quindi dell'epidemia associata, cioe' una notizia clamorosa, esattamente contraria a quanto scritto dai giornalisti a caratteri cubitali in prima pagina. Basta! Siccome i nostri giornalisti non possono essere cosi' culturalmente impreparati da non comprendere un problema cosi' elementare, crediamo occorra un intervento di un'autorita' superiore politica o scientifica, altrimenti queste notizie false continuando cosi' potrebbero arrivare a produrre danni enormi, influenzando le autorita' politiche che, non potendo ignorare i sentimenti dell'opinione pubblica, potrebbero prendere provvedimenti sbagliati e dannosi. (P.S. Solo dal 16/10 i dati crescono, ma per 5 giorni fino al 15/10, quando questo commento e' stato scritto, sono stati sempre costanti intorno al 5%).
  2. POPOLAZIONE ASINTOMATICA (e' un dato accertato): Ogni persona asintomatica coltiva inconsapevolmente i virus nel proprio corpo anche per tempi lunghi (nei casi di herpes anche per tutta la vita), permettendo loro di sopravvivere rimanendo attivi per lungo tempo, potendosi diffondere anche nell'ambiente esterno.
    Le persone infette ed asintomatiche in Italia oggi sono poco meno di 3 milioni, perche' i test positivi sono circa il 5% ed il 95% dei test positivi risultano di persone asintomatiche. In primavera invece erano molte di meno perche' non avevano ancora avuto il tempo per crescere molto di numero.
    La distribuzione dei tamponi trovati positivi e' piu' concentrata nelle regioni del nord Italia (Lombardia 6.3% e Liguria 8.4%) mentre nel centro-sud le percentuali sono minori (Lazio 3.7% e Sicilia 5.3%). Questo perche' le regioni del nord, che sono state le piu' colpite dall'epidemia primaria in primavera, sono partite con una popolazione di asintomatici piu' numerosa che, accrescendosi poi con l'epidemia degli asintomatici, e' arrivata in autunno ancora piu' numerosa.
  3. EPIDEMIA DEGLI ASINTOMATICI (ipotesi verosimile): Siccome almeno una parte degli asintomatici e' un po' contagiosa (con cariche virali poco intense) e' verosimile immaginare che possano aumentare di numero contagiando persone sane (le piccole cariche virali favoriscono l'esito asintomatico sulla persona sana infettata). Allora se le condizioni ambientali (temperatura, affollamento, ecc.) favoriscono i contagi, la popolazione degli asintomatici puo' crescere di numero con le stesse regole di una normale epidemia (se Rt>1). E' quello che e' accaduto in Italia fino al 9/10, secondo noi, dato che sono arrivati ad essere 3 milioni.
  4. CONTAGIO DA ASINTOMATICI (e' un dato da misurare): In una popolazione il numero totale di asintomatici esistente stabilisce l'entita' dell'immissione di virus nell'ambiente, che e' la causa iniziale di avvio ed una fonte di alimentazione successiva di una nuova ondata epidemica di Covid-19.
    Quando il numero di asintomatici e' sotto una determinata soglia l'epidemia non decolla perche' sono piu' le guarigioni ed i decessi che i nuovi contagi (e' come in un'epidemia con Rt<1).
    Quando invece il numero di asintomatici e' sopra la soglia, l'epidemia decolla (come nel caso in cui e' Rt>1, perche' sono piu' i nuovi contagi che le guarigioni ed i decessi).
    In Italia a settembre non avevamo epidemia di Covid-19 ma avevamo un'epidemia invisibile di asintomatici che percio' crescevano sempre piu' di numero.
  5. EFFETTO DELLE MASCHERINE (ipotesi molto verosimile): L'aver esteso l'obbligo di uso delle mascherine quasi ovunque ha ridotto la capacita' di contagio degli asintomatici, facendo scendere il valore del parametri di crescita a Rt<1. Questo ha bloccato in Italia lo sviluppo dell'epidemia degli asintomatici, come si e' immediatamente riscontrato nelle analisi dei tamponi (vedi tabella ).
    Il riscontro di cio' e' nella correlazione temporale tra la data del provvedimento che ha introdotto l'obbligo dell'uso esteso delle mascherine e del blocco della crescita dei tamponi positivi.
    Questa era proprio la previsione che noi avevamo scritto in questo articolo il 9/10, tre giorni prima che il blocco apparisse nei dati.
    Un ulteriore riscontro dell'efficacia dell'uso esteso delle mascherine, quando la causa che alimenta l'epidemia e' l'elevato numero di asintomatici in circolazione, si puo' ricavare dai dati cinesi: in quel Paese da sempre e' diffusissimo l'uso delle mascherine, anche prima del Covid-19. Per questo c'e' da aspettarsi che tutti la usino sempre e con disciplina: questo secondo noi potrebbe aver determinato in Cina il contenimento del numero di asintomatici che non sarebbero cosi' riusciti a crescere di numero come da noi, perche' e' stato sempre mantenuto Rt<1 e l'epidemia non si e' potuta sviluppare.
    Se questo fosse vero allora dovremmo incentivare l'uso di mascherine per abbattere il numero di asintomatici, prendendo la Cina come esempio: sarebbe un passo efficace e molto meno costoso dei lockdown!
  6. ZERO CONTAGI IN CINA ? (ipotesi poco verosimile ma possibile): L'ipotesi che in Cina il numero di asintomatici non sia cresciuto come da noi perche' si e' sempre mantenuto Rt<1 grazie all'uso molto scrupoloso delle mascherine, che ha impedito all'epidemia degli asintomatici di svilupparsi, potrebbe fornire una spiegazione possibile al fatto, per alcuni versi sconcertante, che la Cina afferma di essere oggi l'unico Paese al mondo con zero contagi. Finora tutti hanno attribuito a questa affermazione scarsissima credibilita' ma noi non possiamo credere che i cinesi possano mentire cosi' spudoratamente. Forse allora potrebbe anche essere vero ed una spiegazione potrebbe esserci, anche se nessun cinese ce l'ha spiegata, purtroppo, perche' sarebbe stata utilissima (ma forse neanche loro hanno ancora capito appieno come funziona questa epidemia): loro non avrebbero oggi, come causa di contagio, quel grandissimo numero di persone asintomatiche che noi abbiamo fatto crescere in occidente, che ora sta producendo da noi la "seconda ondata del Covid-19" e che poi restera' il nostro grande fardello futuro, perche' in Cina l'uso scrupoloso delle mascherine potrebbe aver impedito lo sviluppo di quell'epidemia di asintomatici (avendo mantenuto sempre Rt<1), che da noi ha fatto nascere la "seconda ondata" della pandemia.
    Bloccando l'espansione dell'epidemia degli asintomatici questa si estingue e, se gli asintomatici guariscono in un tempo definito, allora il numero di infetti asintomatici tende a zero: questo processo potrebbe essere in atto in Cina. Questa sarebbe una strada obbligata anche per noi italiani, che abbiamo cosi' tanti asintomatici in casa, che mantengono e diffondono permanentemente i virus.
    Questo potrebbe essere il potenziale benefico dell'uso scrupoloso ed esteso delle mascherine.
    Sarebbe di grande interesse poter ricavare una conferma di tutto cio' dai dati di test molecolari con tamponi fatti in Cina su persone scelte a caso.
  7. EPIDEMIA DI COVID-19 (cioe' di persone con sintomi, ora in atto nella sua fase iniziale): Se il risultato dell'infezione prodotta dagli asintomatici fosse sempre di produrre degli altri asintomatici, non se ne accorgerebbe nessuno (solo con le misure con i tamponi li evidenzierebbero).
    La nostra conclusione e' che quando la popolazione degli asintomatici e' cresciuta troppo (con l'epidemia degli asintomatici) puo' diventare lei la causa che avvia una nuova epidemia di Covid-19 (perche' i sintomatici che si creano poi cominciano ad infettare le persone sane con cariche virali piu' intense, generando tanti casi di Covid-19 (epidemia primaria di Covid-19).
    Questa epidemia, che e' quella che dobbiamo affrontare ora, e' pero' DIVERSA da quella della primavera scorsa perche' ha due cause e non una che l'alimentano: le persone infette con sintomi (che ancora sono poche) e gli asintomatici (che ORA sono moltissimi mentre in primavera erano pochi).
  8. LOCKDOWN NAZIONALE (pericolo incombente): Presentandosi l'epidemia attuale con delle caratteristiche diverse dal passato, e' giusto chiedersi se un lockdown fatto in Italia a Natale (che qualche esperto ha gia' iniziato a paventare, dicendo che "potrebbe aiutare" e che il Presidente del Consiglio ha dichiarato di non poter escludere) avrebbe gli stessi effetti di blocco dell'epidemia, come si e' avuto in primavera. La differenza con il passato e' che ora abbiamo due cause delle infezioni e non una sola:
    A) gli asintomatici, il cui numero evolve secondo le regole dell'epidemia degli asintomatici,
    B) e le persone infette con sintomi, il cui numero evolve come l'epidemia Covid-19 gia' conosciuta in primavera.
    Per questa seconda causa possiamo aspettarci che il lockdown produca gli stessi effetti visti in primavera.
    Invece per la prima causa, che oggi e' ancora quella dominante, non possiamo essere certi che subisca gli stessi effetti. Siccome gli asintomatici sembrano essere il serbatoio che mantiene i virus attivi nell'ambiente anche per tempi lunghi, la durata del lockdown, che dev'essere necessariamente limitata, potrebbe non produrre effetti apprezzabili sulla riduzione del numero degli asintomatici.
    Se cosi' fosse allora nelle nostre condizioni, in cui la popolazione degli asintomatici sembra essere la causa prevalente che alimenta l'epidemia (perche' ora sono 3 milioni), potrebbe accadere che al termine del lockdown nazionale gli asintomatici siano rimasti sostanzialmente gli stessi e l'epidemia allora riprenderebbe come prima del lockdown, alimentata dai 3 milioni di asintomatici: cioe' l'effetto del lockdown non sarebbe stabile, come e' stato in primavera, ma solo temporaneo (e allora sarebbero stati tutti soldi e sacrifici buttati al vento).
    Il lockdown e' quindi sicuramente efficace quando e' limitato al contenimento di focolai oppure esteso ma in presenza di epidemie alimentate soprattutto da persone infette con sintomi. Nel nostro caso di epidemia, alimentata ancora in modo prevalente da persone infette ma asintomatiche, il risultato del lockdown e' incerto.
    L'uso esteso e scrupoloso delle mascherine potrebbe essere addirittura piu' efficace del lockdown (per non parlare dei costi!) nei casi in cui sono prevalentemente gli asintomatici che alimentano l'epidemia.
    Quindi una piena comprensione del fenomeno epidemico, con i dovuti riscontri nei dati sperimentali e' importantissima.

IL RUOLO DEGLI ASINTOMATICI: (13 ottobre 2020)
Le mie argomentazioni sono tutte frutto di deduzioni logiche che partono dalla conoscenza elementare dei fenomeni descritti, che potrebbero anche assumere valore scientifico se riuscissero a trovare un riscontro nelle osservazioni sperimentali.
Per questo la verifica di questa previsione, che l'uso esteso delle mascherine possa riuscire a ridurre la crescita dei "nuovi contagi" che si rileva attualmente nelle misurazioni quotidiane, avrebbe per noi un'importanza rilevante.
L'ipotesi dell'esistenza di quell'epidemia invisibile che abbiamo chiamato "epidemia degli asintomatici" esige che sia l'epidemia a far crescere il numero di asintomatici. Questo richiede che alcune delle persone asintomatiche rimangano infette (cioe' positive al test molecolare) per un tempo sufficientemente lungo da poter infettare e rendere contagiosa almeno un'altra persona (sana), diffondendo le loro cariche virali (piccole) nell'ambiente.
Se le persone infettate ed asintomatiche guarissero rapidamente, eliminando il virus dal loro organismo, questa epidemia non si potrebbe sviluppare. La rapida guarigione pero' dipende dalla risposta immunitaria che e' un parametro diverso da persona a persona.
Dall'efficacia della risposta immunitaria oltre che dall'intensita' della carica virale infettante dipende l'esito dell'infezione: il paziente puo' guarire se gli anticorpi riescono a prevalere sulla carica virale o puo' ammalarsi sviluppando la sindrome Covid-19 in caso contrario.
Ma c'e' anche un caso intermedio in cui il paziente non riesce ad eliminare i virus dal proprio organismo ma ne limita lo sviluppo, impedendo cosi' che si manifestino i sintomi del Covid-19: e' questo il caso delle persone infettate ma asintomatiche.
E' proprio questo il caso che ci interessa perche' alla luce delle nostre deduzioni potrebbe essere proprio quello che caratterizza l'epidemia di Sars-CoV-2.
Sembrano esserci diversi modi con cui i vari virus riescono a nascondersi nel corpo umano.
  1. Ce ne sono alcuni che riescono a permanerci per troppo poco tempo per poter avviare un'epidemia: e' il caso del precedente virus della Sars, che e' cosi' sparito.
  2. Altri riescono a permanere nel corpo umano per tempi lunghissimi (anche per tutta la vita) ma in numero cosi' modesto da non disperdere cariche virali infettanti nell'ambiente. Solo in rari casi, quando le difese immunitarie dell'ospite si abbassano per qualche motivo, allora crescono di numero e vengono rilasciati nell'ambiente creando un pericolo d'infezione per le persone sane: e' il caso dei virus herpes, ad esempio (entrando in contatto con l'herpes zoster si prende la varicella).
  3. Esiste poi il caso intermedio, in cui il virus puo' permanere nel corpo umano abbastanza a lungo e talora in un numero di virus tale da poter essere diffuso nell'ambiente e poter avviare un'epidemia, infettando le persone sane. Lo sviluppo di questa epidemia sarebbe agevolato nel caso in cui il virus risultasse anche dotato di un'alto grado di contagiosita' (come il Sars-CoV-2).
Lo sviluppo di un'epidemia di asintomatici e' quindi possibile e dipende dalle caratteristiche di questo virus.
Per capirne di piu' al riguardo osserviamo che nei test molecolari il 95% circa delle persone esaminate risulta positiva ma senza i sintomi della sindrome Covid-19, cioe' asintomatica. Su una popolazione italiana di 60 milioni di persone, trovare 5000 asintomatici su 100.000 esami fatti vuol dire che il 5% della popolazione, cioe' 3 milioni di persone in Italia ed in quel giorno, dovrebbero essere infette (positive al test) ed asintomatiche (in realta' un po' meno perche' alcuni test vengono mirati a trovare i positivi seguendo il tracking).
Questo e' un dato sperimentale e non una deduzione logica.
E' possibile che questi 3 milioni di persone siano state infettate tutte pochi giorni prima da persone asintomatiche che rimangono contagiose solo per pochi giorni? La risposta e' affermativa.
Per comprenderlo, supponiamo che un asintomatico smetta di essere tale in N giorni. Se ognuno dei 3 milioni di asintomatici esistenti riesce ad infettare mediamente una sola persona in N giorni allora la popolazione dei 3 milioni di asintomatici si mantiene invariata. Se se ne infettano di piu' si sviluppa l'epidemia ed il numero di asintomatici cresce (in modo prima lento, quasi lineare, e poi esponenziale): e' questa la crescita del numero di contagi che stiamo rilevando in questi giorni.
I parametri che entrano in gioco sono:
  1. Il numero di virus rilasciati nell'ambiente da un asintomatico (carica virale) che puo' essere rilevante nei casi di riduzione delle difese immunitarie della persona asintomatica (in tali casi possono anche manifestarsi alcuni sintomi).
  2. Il numero di giorni in cui la persona asintomatica rimane contagiosa (poi guarisce).
  3. La capacita' infettante della carica virale che dipende non solo dalle proprieta' del virus ma anche da parametri ambientali (d'inverno e' maggiore).
Questi sono parametri che non conosciamo ma quello che ci interessa ora e' il risultato: lo sviluppo dell'epidemia degli asintomatici (invisibile) e' possibile e segue le stesse regole dell'epidemia primaria (visibile).
Secondo noi e' proprio cosi' che gli asintomatici in Italia sono arrivati ad essere 3 milioni (in Francia, Spagna e UK almeno 10 milioni).
Piu' numerosi sono e piu' virus abbiamo in circolazione.
Le cariche virali disperse nell'ambiente con il freddo diventeranno sempre piu' intense (per i motivi spiegati) e le persone sane infettate, anziche' sviluppare nessuno o pochi sintomi, sempre piu' spesso crediamo che svilupperanno purtroppo la sindrome Covid-19 e finiranno in ospedale.


SOLUZIONE FINALE DELL'EPIDEMIA DEGLI ASINTOMATICI: (11 ottobre 2020)
Siccome si stanno vanificando le mie speranze che questo virus Sars-CoV-2 non fosse molto longevo (vedi al riguardo le osservazioni del punto 9 "Quando finira' questa pandemia?"), alla luce dell'andamento dei contagi autunnali, mi sento ancora coinvolto a continuare questo studio e diventa per me sempre piu' importante approfondire il fenomeno dell'epidemia degli asintomatici, che sta mantenendo oggi viva la pandemia.
La differenza piu' rilevante tra l'epidemia di Covid-19 (cioe' quella delle persone sintomatiche) e l'epidemia degli asintomatici risiede nel fatto che la prima e' controllabile con i lockdown, perche' la causa dell'infezione e' un malato che in un mese termina di esserlo (o guarisce o muore); la seconda invece non e' controllabile neanche con i lockdown, che possono bloccarne lo sviluppo ma solo per la durata del lockdown (perche' la causa che alimenta l'epidemia e' diversa: e' l'enorme numero di asintomatici che esistono e sono invisibili).
La differenza con altre epidemie sta proprio nella presenza di questa popolazione di asintomatici che e' cosi' numerosa per l'alto grado di contagiosita' e si autosostiene attraverso un'epidemia nascosta, quella degli asintomatici, che infettando con piccole cariche virali le persone sane, consente alla popolazione degli asintomatici di estendersi sempre di piu', come un'epidemia.
Questo tende a cronicizzare e rendere la pandemia endemica (finche' riuscira' a durare: vedi il punto 9).
Come si puo' affrontare allora questa pandemia?
L'entita' del problema e' direttamente proporzionale al numero di asintomatici presenti nel Paese. Grazie al lockdown fatto in Italia, noi per ora ne abbiamo MOLTI meno di altri Paesi. E' un vantaggio prezioso ma che potrebbe essere effimero e sfumare velocemente se si dovessero allentare le misure di contenimento dell'epidemia.
Si deve percio' individuare quanti piu' asintomatici possibile e neutralizzarne le capacita' di diffondere il contagio con tutti i mezzi disponibili, che saranno poi quelli farmaceutici.
A settembre avevamo stimato in 900.000 il numero di asintomatici presenti in Italia (perche' c'erano 1500 test positivi su 100.000 eseguiti); oggi i test positivi sono il 5% dei test effettuati e questo corrisponde oggi alla presenza di circa 3.000.000 asintomatici in Italia (magari un po' meno per gli esami dei tracking), a riprova che e' proceduta piuttosto velocemente l'epidemia degli asintomatici, in cui ogni persona infetta e asintomatica, diffondendo cariche virali modeste, ha infettato delle persone sane, facendole diventare asintomatiche: e' una vera e propria epidemia invisibile.
Oggi, con le misure di prevenzione dei contagi, tra cui l'obbligo dell'uso delle mascherine anche all'aperto, contiamo di rallentare lo sviluppo di questa epidemia ma la stagione invernale in arrivo certamente ci ostacolera' non poco.
Questa e' l'entita' del problema che abbiamo di fronte in Italia: se individueremo 10.000 asintomatici al giorno, con i test piu' rapidi, in 300 giorni potremo arrivare a ridurre significativamente il loro numero e quindi l'epidemia (all'estero quei Paesi, che non hanno voluto contenere la crescita esponenziale dei contagi in primavera con il lockdown, si trovano ora messi abbastanza peggio di noi, avendo in casa una popolazione di asintomatici di 3 o 4 volte piu' numerosa della nostra).
Un'altra caratteristica importante, ma non gradita, di questa epidemia degli asintomatici consiste nella ragionevole previsione di un'apprezzabile riduzione dell'efficacia del vaccino sulle persone asintomatiche. Cio' in quanto, essendo persone che inconsapevolmente stanno coltivando colonie di virus nel loro organismo, sembra ragionevole aspettarsi, al momento della somministrazione del vaccino, una risposta immunitaria abbastanza limitata del loro sistema immunitario, gia' sollecitato dal virus a produrre degli anticorpi.
Le persone oggi infette ed asintomatiche, non potendo cosi' usufruire appieno della protezione del vaccino, potrebbero rischiare di rimanere esposte ad un rischio di reinfezione al Covid-19 per tempi lunghi, almeno finche' la minaccia del virus continuera' ad esistere.
Una volta vaccinata tutta la popolazione sana, verra' bloccata l'espansione dell'epidemia degli asintomatici che pero', se quanto qui' esposto e' corretto, continueranno ad esistere come tali ed a coltivare il virus Sars-CoV-2 nel loro organismo.
Per questo gli asintomatici potrebbero essere gli unici a rimanere esposti, forse anche per tutta la vita, al rischio della sindrome Covid-19 non appena le loro difese immunitarie dovessero indebolirsi (come accade per altri virus, tra cui il ben noto herpes).
Questo dovrebbe far riflettere meglio quei giovani che oggi, sentendosi poco esposti a rischi gravi, tralasciano di rispettare la doverosa disciplina delle misure di contenimento dell'epidemia: e' inevitabile che prima o poi questi comportamenti rischiano di farli entrare nel "club degli asintomatici".
Se questi giovani venissero informati, molti di loro si potrebbero salvare adottando comportamenti piu' virtuosi.
Con il progresso delle tecniche diagnostiche risultera' sempre meno oneroso arrivare ad identificare TUTTI gli asintomatici ed a guarirli, somministrando loro il giusto farmaco antivirale, che prima o poi sara' disponibile.
Solo allora avremo vinto la guerra al virus, facendolo scomparire definitivamente.
Questo ci sembra essere oggi il percorso inevitabile per sconfiggere questo male, dato che contrariamente a quanto sperato da tutti il vaccino non riuscira' a liberarci dalla popolazione di asintomatici che oggi ci circonda e che mantiene attiva l'epidemia.

COVID-19: L'EPIDEMIA DEI PAZIENTI CON SINTOMI E' IN ATTO: (18 e 19 ottobre 2020)
Gli esperti forniscono in TV informazioni ancora tranquillizzanti, dimostrando di essere poco consapevoli della reale situazione.
Ecco il nostro parere: La percentuale dei positivi e' arrivata oggi 18/10 all'8% ma l'incremento vero NON e' dal 6.6% all'8.0%.
La parte di contagi prodotta dai 3 milioni di asintomatici aumentera' in proporzione al loro numero crescente che e' partito il 10/10 da 3 milioni (numero dedotto dal 5% di tamponi positivi su 60 milioni di persone). Questo numero aumentera' ma piu' lentamente del numero di infettati con sintomi (perche' questi ultimi sono piu' contagiosi).
Per questo motivo mei primi giorni dell'epidemia di Covid-19 consideriamo per semplicita' praticamente costante ed intorno al 5% la parte di contagi prodotta dai 3 milioni di asintomatici. In tal caso il contributo aggiuntivo a questo 5%, prodotto dalle persone infettate e con sintomi (risultato del recente innesco dell'epidemia Covid-19), e' passato dall'1.6% (=6.6% - 5%) al 3% (=8.0% - 5%), cioe' e' quasi RADDOPPIATO in sole 24 ore, con un andamento che potrebbe essere esponenziale (alcuni commentatori dicono che non e' esponenziale perche guardano alla variazione del dato totale che va dal 6.6% ad 8% ma questo potrebbe non essere corretto).
Possiamo cosi' dedurre che approssimativamente le persone infette con sintomi oggi 18/10 sono gia' arrivate ad essere 1/3 degli asintomatici (1.6% rispetto al 5% di asintomatici). E' una crescita molto rapida, se confermata dai dati dei prossimi giorni.
Esaminando anche il dato del 19/10 che e' 9.4% si vede che gli incrementi dei 3 giorni dopo in 15/10 (che e' l'ultimo giorno in "pianerottolo") sono 1.6% , 1.4% ed 1.4% cioe' una crescita meno che lineare, tenendo conto di un inevitabile piccolo incremento del numero di asintomatici (che comporta una leggera crescita oltre il 5% dei contagi dovuti agli asintomatici), dovuto alla partenza dell'epidemia Covid-19.
Questa crescita NON esponenziale, se vera, potrebbe essere un'ottimo indizio dell'efficacia del provvedimento sulle mascherine (oltre che degli altri in atto), che riuscirebbe, oltre a bloccare i contagi dei 3 milioni e piu' di asintomatici (che hanno cariche virali piu' deboli), ma anche i contagi Covid-19 (che hanno cariche virali piu' intense), riducendone la crescita da esponenziale, come dovrebbe essere, a lineare cioe' molto piu' lenta (anche se allarmante perche' su 60 milioni di italiani l'1.5% corrisponde a 900.000 persone contagiate in piu' ogni giorno).
Aspettiamo i dati dei prossimi giorni e speriamo bene.
Le persone infette con sintomi sono piu' contagiose, perche' rilasciano nell'ambiente cariche virali piu' intense di quelle rilasciate dagli asintomatici.
Siccome le temperature si stanno anche abbassando, queste cariche virali rimarranno attive piu' a lungo nell'ambiente, aumentando ancora di piu' il rischio di contagio gia' alto (anche per il fenomeno di accumulo, negli ambienti chiusi).
Il numero di tamponi positivi, che misura il numero di persone contagiate, e' percio' destinato a crescere piu' velocemente e le persone contagiate, in conseguenza delle cariche virali piu' intense a cui sono esposte, presenteranno in numero sempre maggiore i sintomi della sindrome Covid-19.
E questa e' una gran brutta notizia per i nostri ospedali.
Crediamo che vada limitata questa crescita dei contagi in tutti i modi possibili ed al piu' presto (i provvedimenti in atto sono risultati insufficienti, per la scarsa consapevolezza e disciplina della popolazione).

LINEE GUIDA PER IL CONTENIMENTO DEI CONTAGI: (19 ottobre 2020) Si tenga ben presente che, siccome la trasmissione del contagio inizia per via aerea sia nel caso degli asintomatici che nel caso degli infetti con sindrome Covid-19, quell'efficacia che ha bloccato la crescita dei contagi degli asintomatici tra l'11 ed il 15/10 (dimostrata dall'interruzione della crescita della curva nel grafico precedentemente mostrato), dev'essere altrettanto efficace anche nel diminuire i contagi degli infetti Covid-19 (cioe' con sintomi) ma non come e' fatto ora.
Occorrera' pero' un rigore maggiore nell'applicare il provvedimento dell'uso esteso delle mascherine, perche' il potere infettante dei malati di Covid-19 e' molto piu' elevato ovvero le cariche virali rilasciate sono molto piu' intense rispetto a quelle rilasciate dagli asintomatici. Questo effetto dei contagi degli infetti Covid-19 e' misurabile nella curva dei contagi, dove ha ripreso a salire dal 16/10 cioe' dopo l'innesco dell'epidemia di Covid-19.
Pertanto per l'efficacia notevole, dimostrata (entro limiti ragionevoli) in questo lavoro, l'uso esteso delle MASCHERINE puo' essere il primo provvedimento da estendere, perfezionandolo (prima ancora dei lockdown), con un maggiore efficienza per bloccare anche i contagi degli infetti Covid-19 ovvero con un maggior rigore ottenibile con una maggiore severita', anche repressiva, per gli indisciplinati con PROVVEDIMENTI ad esempio come questi: LOCKDOWN: Il lockdown non e' l'arma assoluta ed unica per fermare l'epidemia.
IL LOCKDOWN E' UNA COSTOSISSIMA SCAPPATOIA CHE PERMETTE ALLE AUTORITA' DI OTTENERE QUEI DISTANZIAMENTI CHE NON RIESCE AD OTTENERE ALTRIMENTI (e la gente non lo sa).
Siccome i lockdown costano moltissimo, andrebbero evitati se si possono ottenere risultati simili con altri mezzi, anche autoritari ed oltre i limiti delle leggi esistenti, perche' l'alternativa e' un depauperamento tragico della popolazione ed una crisi sociale difficile poi da governare.
Chiediamoci allora se esistono vie alternative al lockdown.
Il nostro studio ha evidenziato che quando l'epidemia era solo quella prodotta dalle cariche virali disperse dagli asintomatici il semplice provvedimento di aver esteso l'obbligo di usare le mascherine anche all'aperto ha arrestato lo sviluppo dell'epidemia bloccando la crescita dei contagi degli asintomatici.
Abbiamo poi ipotizzato che il provvedimento potrebbe risultare abbastanza efficace anche quando le cariche virali provengono da persone infette con sintomi ovvero da tutte le persone infette e contagiose.
Questa e' solo in parte un'ipotesi, perche' in parte sembra essere un fatto reale: altri scienziati possono esaminare tutti i dati oltre quelli da noi mostrati nel grafico e stabilire se sono sufficienti a fornire l'opportuna evidenza sperimentale da noi annunciata.
Anche se la cosa a prima vista puo' risultare sorprendente, in realta' l'uso esteso ed efficiente delle mascherine agisce bloccando all'origine la fuoriuscita dei virus da una persona contagiosa (che e' l'unica causa che diffonde i contagi).
Quindi il risultato verificato sperimentalmente e' anche verosimile, benche' sorprendente.
Crediamo che contenere piu' efficientemente di quanto si e' fatto finora la fuoriuscita di tutti i virus dalle persone contagiose, unita agli altri provvedimenti atti ad incentivare il distanziamento delle persone, possa ottenere gli stessi risultati di un lockdown generale, che sarebbe percio' un provvedimento sbagliato oltre che costosissimo da adottare.
Aggiungiamo che a differenza di un lockdown i provvedimenti da noi indicati possono continuare la loro funzione per mesi, ben oltre la durata di guarigione o decesso di un paziente con Covid-19.
Quindi, oltre a bloccare i contagi, questi provvedimenti basati sul buon uso delle mascherine possono anche far regredire l'epidemia fino ad ESTINGUERLA (e' Rt<1), cosa che NON puo' fare il lockdown (perche' non puo' durare cosi' tanto).
Una volta estinta l'epidemia di Covid-19 si dovra' tenere sotto controllo il numero di asintomatici, che si puo' fare anche misurando un piccolo numero di tamponi statisticamente significativo. Se il loro numero supera 1 milione (circa 1.5% in percentuale) allora, indossando tutti le mascherine, lo si fa scendere sotto questa soglia. Nel periodo estivo molto probabilmente il numero sara' basso per la riduzione dei contagi e non sara' necessario indossare le mascherine.
Quando anche gli asintomatici si saranno estinti (dipende da proprieta' del virus che ancora non conosciamo), l'incubo sara' finito. In tutto questo i vaccini saranno di grande aiuto per far scomparire prima questo virus.
Uno scenario completamente diverso si aprirebbe per quei Paesi che scegliessero di adottare la via piu' semplice di raggiungere l' immunita' di gregge . Questo significherebbe far crescere senza limiti il numero degli asintomatici che, avendo il virus in corpo, sarebbero sempre soggetti a contrarre la sindrome Covid-19 non appena le loro difese immunitarie dovessero abbassarsi (come appare una vescica sul labbro agli infetti di herpes ma il Covid-19 e' molto peggio di una vescica e lascia danni permanenti).
Quindi quelli qui' indicati sono provvedimenti anche MIGLIORI del lockdown: si tratta di riuscire a farli rispettare da tutti. Se ci sono riusciti i cinesi ci possiamo riuscire anche noi. Non e' accettabile di dover pagare i costi di un lockdown generale e prolungato per questa nostra eventuale incapacita' di farli rispettare.
Questo metodo di affrontare la pandemia meriterebbe di essere considerato seriamente anche solo per l'importanza delle sue promesse di IMPEDIRE la ripartenza delle ondate successive dell'epidemia di Covid-19 e di ottenere gli stessi risultati della Cina (anche se in Italia e' tutto piu' difficile) che dichiara di avere zero contagi ed e' in piena ripresa economica con un PIL al +4.9%
A tutti noi sarebbe piaciuto che l'Italia fosse oggi l'unico Paese in Europa con zero contagi e l'economia in piena ripresa: forse e' quello che avrebbe potuto essere ma non e' stato.
Quest'immagine potrebbe essere un messaggio pubblicitario molto efficace per convincere soprattutto i giovani all'uso piu' consapevole e rigoroso delle mascherine (che e' una buona cosa in ogni caso)!
Sembra un dato di fatto che oggi la CINA si stia tenendo fuori dalla seconda ondata (autunnale) dell'epidemia di Covid-19 avendo attuato proprio questo tipo di provvedimenti che, mantenendo il numero di asintomatici sotto la soglia, hanno impedito l'innesco dell'epidemia SENZA LOCKDOWN GENERALE (loro sono da sempre disciplinati e maestri nel buon uso delle mascherine).
Infatti l'epidemia e' un fenomeno che si avvia solo se si supera quella soglia alla quale il numero dei nuovi infettati arriva ad essere superiore al numero dei guariti e dei decessi (che smettono cosi' di essere infetti). Una volta partita l'epidemia di Covid-19, invece, e' piu' difficile controllarla, perche' le persone con i sintomi sono molto piu' contagiose degli asintomatici. Se non si e' riusciti a bloccarla prima, per tornare poi a farla regredire con R0<1 bisogna attendere l'aiuto della stagione calda.
Purtroppo quando l'epidemia (ancora) non c'e', la gente siccome non teme cio' che non vede, e' restia a sottostare ad una disciplina onerosa: questo rilassamento nella profilassi del contenimento dei contagi e' quello che fa crescere velocemente con l'arrivo del freddo il numero degli asintomatici (che nessuno vede) fino a farli superare la soglia fatidica del Covid-19.
A quanto ne sappiamo in due cose i cinesi sono molto piu' efficienti di noi: nell'uso delle mascherine e nel tracking, che da loro e' fatto in modo anche eccessivamente invasivo. Sono due strumenti preziosi per controllare i contagi e che potrebbero aver fatto la differenza con noi occidentali nell'affrontare il Sars-CoV-2.
Forse loro esagerano per motivi propagandistici quando affermano che hanno zero contagi ma certamente se non avessero l'epidemia sotto controllo si saprebbe, soprattutto in autunno quando i contagi aumentano.
In ogni caso esigere un migliore uso delle mascherine da parte di tutta la popolazione sicuramente produce effetti benefici nel contrasto all'epidemia.
Abbiamo detto che alcuni provvedimenti dovrebbero poter essere presi anche in contrasto con le leggi ordinarie, trovandoci di una situazione di emergenza.
I cinesi sembra che non si facciano scrupoli al riguardo. Anche da noi finche' dura l'emergenza si dovrebbero sospendere certi diritti, come ad esempio quelli sulla privacy, se ostacolano l'efficacia di provvedimenti (come il tracking) diretti alla salvaguardia della sanita' pubblica.
Se l'opinione pubblica capisse che un maggiore rigore nell'uso delle mascherine puo' essere ALTERNATIVO al lockdown ci sarebbe molta piu' collaborazione e disciplina, rendendo piu' probabile il successo dell'operazione, come in Cina.
Bisogna essere molto piu' rigorosi ora, perche' l'inverno, che e' la stagione peggiore, e' alle porte, altrimenti purtroppo ci saranno molti ma molti piu' poveri che andranno certamente poi aiutati tutti.
In Italia si e' ottenuto un risultato di rilievo nel contenimento dei contagi estendendo l'obbligo delle mascherine anche quando si e' all'esterno. Questo significa che anche i virus rilasciati dalle persone infette, quando si trovano all'aperto in strada, contribuiscono in modo significativo ai contagi rilevati poi nei test molecolari, perche' se ne rileva in modo certo l'effetto come un arresto nella crescita dei contagi (vedi grafico precedente).
Questo vuol dire che i virus rilasciati nella strada si accumulano e, risultando volatili, sono facilmente sollevati dal vento ed immessi nell'aria che un passante puo' respirare.
D'estate i virus rimangono attivi per un tempo abbastanza limitato ma in autunno ed inverno, quando la temperatura ambientale si riduce, la loro capacita' di contagio si prolunga nel tempo e questo fatto, unito all'aumento della concentrazione per accumulo temporale, puo' incrementare l'esposizione delle persone ad una carica virale contagiosa.
Per questo motivo riteniamo, quando la temperatura scende sotto i 10 gradi centigradi, rimanendo sempre sopra lo zero (per evitare il pericolo del ghiaccio), sia utile bagnare periodicamente le strade (se non c'e' stata pioggia, brina o neve) con acqua e sale, in modo da fissare i virus nella fanghiglia al fine da ridurne la volatilita'.

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (al 20 ottobre 2020)
La percentuale di tamponi positivi pubblicata oggi 20/10 e' del 7.5% quindi piu' bassa di quella del giorno precedente (8%).
Quindi l'andamento che sembrava di crescita lineare in realta', sembra si sia arrestato se questo dato sara' confermato anche nei prossimi giorni.
Vediamo allora di capire meglio cosa sta succedendo. Queste percentuali si riferiscono a prelievi di 1 o 2 giorni prima e riguardano persone che hanno il virus nel loro corpo evidenziabile con un tampone e credo che la misura richieda un intervallo di tempo dal momento dell'infezione di almeno un'altro giorno.
Quindi stiamo osservando le infezioni avvenute nel passato e fino a 2 o 3 giorni fa (ma per la maggior parte di loro, risultando asintomatici anche molti piu' giorni fa).
Voglio dire che queste misure stanno evidenziando i contagi avvenuti non il giorno prima ma in media vari giorni prima.
Per non fare confusione scriviamo da ora in grassetto le date vere in cui sono accaduti gli eventi e in caratteri normali quelle che fanno riferimento al grafico (che risultano ritardate di circa tre giorni per i motivi spiegati).
Allora questa e' la mia interpretazione: il giorno 9/10 (quando si e' esteso l'obbigo delle mascherine anche all'aperto) l'epidemia primaria di Covid-19 non era ancora partita ed il dato della percentuale rifletteva il contributo dei soli asintomatici che era in lenta crescita come l'epidemia dgli asintomatici.
Il provvedimento delle mascherine ha provocato un blocco dei contagi tra asintomatici, che ne faceva crescere il numero (epidemia degli asintomatici). Questo blocco, iniziato il 9/10, quando e' partito l'uso delle mascherine, e' apparso nelle misure con i tamponi tre giorni dopo quando la curva dei dati e' andata in plateau (o addirittura calava) a partire dal 12/10 (quindi il 9/10 corrisponde al 12/10 nel grafico).
Pero' il dato dell'11/10 indica che gia' prima del 9/10 la percentuale aveva raggiunto la soglia del 5% ed per questo e' partita l'epidemia dei sintomatici, che ha portato un contributo in piu' (prima piccolo, invisibile nel grafico) ai tamponi positivi. Questo contributo iniziato l' 8/10 e crescente prima lentamente e' arrivato a valori visibili nel grafico dal 15/10 come un ritorno alla crescita.
L'effetto delle mascherine risulta molto efficiente sui contagi prodotti da persone asintomatiche (con cariche virali modeste) ed e' quindi in grado di limitarne la percentuale sotto al 5%, soglia d'innesco dell'epidemia di persone con sintomi ed e' pertanto in grado di bloccare l'inizio dell'epidemia di Covid-19.
Invece su questi contagi prodotti da persone con sintomi crediamo che l'effetto delle mascherine sia minore perche' si tratta di bloccare cariche virali piu' intense (con molti piu' virus, che possono sfuggire), percio' la presenza di questo contributo, prima raggiunge un livello ben visibile e crescente nel grafico a partire dal 16/10 (corrispondente in realta' al 13/10 cioe' circa 5 giorni dopo l'inizio dell'epidemia di Covid-19).
L'effetto di questa minore efficacia delle mascherine ci era apparsa nell'andamento precedente della curva che invece di crescere esponenzialmente (come accade nelle epidemie) appariva crescere piu' lentamente, in modo lineare.
Cio' significa che l'uso esteso delle mascherine, se adottato prima che inizi l'epidemia Covid-19, puo' impedirne lo sviluppo (purche' si sia riusciti a mantenere la percentuale di tamponi positivi sotto la soglia d'innesco, credo del 3%) ma una volta che l'epidemia Covid-19 e' partita puo' solo ridurne lo sviluppo, da esponenziale a lineare (che non e' poco!).
In alte parole contro gli infetti con Covid-19 le mascherine, che andavano bene per gli asintomatici, non bastano piu': l'unico modo per bloccare i contagi potrebbe essere quello di isolarli, come fossero in quarantena, ma non a casa bensi' in alberghi attrezzati, dotati di tutta l'assistenza necessaria (tutto a carico del S.S.N.).
La crescita della curva sembra pero' essere durata solo tre giorni, fino al 19/10 (corrispondente in realta' al 16/10) perche' il 20/10 (oggi) anche il contributo dei contagi prodotti da persone con sintomi alla percentuale totale mostra un "crollo" dall'8% al 7.5% in sole 24 ore (ottima notizia!)
Possiamo imputare anche questo calo ad un ulteriore effetto del provvedimento delle mascherine (del 9/10)?
Per ora pensiamo di no, in quanto non capiamo perche' un effetto cosi' vistoso si sarebbe dovuto vedere il 16/10 (7 giorni dopo) e non prima. Per questo ci riserviamo di capire meglio il fenomeno, soprattutto alla luce dei dati dei prossimi giorni, anche per valutare l'eventuale dispersione dei dati.
Non e' da escludere che nei prossimi giorni non possa emergere nella curva dei contagi dovuta a persone con sintomi una salita (perche' e' piu' difficile bloccare cariche virali molto intense) sempre lineare ma con minore ripidita' (cioe' con coefficiente angolare minore).
I dati globali che utilizziamo non sono raccolti con metodologia scientifica ma contengono fattori di dispersione, non statistica ma sistematica, che noi non siamo in grado di valutare, come il peso relativo nell'assemblaggio, giorno per giorno, dei dati di regioni diverse (che dovrebbe essere proporzionale al numero di abitanti ma forse non lo e') con livelli di contagio piuttosto diversi o il contributo dei dati relativi al tracking od alla replica dei test che favoriscono l'esito positivo della misura.

RISPOSTA DELLE AUTORITA' (MISURE DI CONTENIMENTO DEI CONTAGI):
Le misure di contenimento dei contagi sarebbero piu' efficaci se potessero essere prese 1 o 2 settimane prima che gli eventi avvengano. Malgrado cio' gli amministratori si muovomo in funzione del numero di ricoveri e di decessi giornalieri.
Un malato di Covid-19 che sviluppa i sintomi della malattia richiedera' il ricovero non prima di 1 settimana dal contagio e se poi non ce la fa, il decesso avviene circa 1 mese dopo il ricovero.
Pertanto sarebbe sicuramente piu' efficace adottare i provvedimenti basandosi sui dati dei contagi anziche' su quelli dei ricoveri e dei decessi che, entro fluttuazioni aleatorie accettabili, forniscono le stesse informazioni ma in anticipo.
Poter prevedere con almeno 1 o 2 settimane di anticipo gli eventi in certi casi puo' anche consentire di incidere in modo migliore sul loro verificarsi.
Questa capacita' previsionale e' materia abbastanza semplice per gli esperti tecnico-scientifici, i quali devono allora essere deputati a fornire in tempo le giuste informazioni agli amministratori, che non possono non capire l'importanza di lavorare in questo modo, diverso e piu' efficiente.

QUANTI TEST CON TAMPONE DEVONO ESSERE FATTI OGNI GIORNO: (21 ottobre 2020)
Individuando 10.000 positivi al giorno, dopo un anno se ne sono trovati piu' di 3 milioni (da isolare per una settimana circa), e si abbatterebbe in modo decisivo il problema dell'epidemia degli asintomatici, impedendo il ripetersi di ondate successive di Covid-19.
Per fare questo occorrono 3.000.000/50 = 60.000 camere singole che potrebbero essere 50.000 nelle case e 10.000 in residence. Se i resicence possono avere 100 camere doppie allora ne servono 50 in varie parti d'Italia, oltre al personale per i controlli nelle case.
Cioe' il problema di far estinguere stabilmente il virus Sars-CoV-2 ed il Covid-19 in Italia sarebbe risolvibile.
Da informazioni di stampa sembra pero' che gli strumenti messi a disposizione per questo scopo non siano adeguati perche' l'isolamento/tracciamento dei positivi individuati con i test non si riesce a fare "perche' sono troppi".
Chiariamo un aspetto molto importante: per le informazioni statistiche/epidemiologiche sull'andamento dell'epidemia bastano meno di 1/10 dei test con tampone che si fanno oggi, con impegno di cosi' tante risorse umane ed economiche.
La ragione di farne il piu' possibile e' giustificata per riuscire ad identificare gli infetti che possono contagiare, per poi neutralizzarli in qualche modo (ho sempre dato per scontato che si facesse, fino ad oggi).
Se nei test si trovano il 10% di infetti ogni giorno vuol dire che in tutta la popolazione italiana una persona su 10 e' infetta cioe' in Italia sono infette 6 milioni di persone non conosciute e con 100.000 test al giorno riusciamo ad individuarne il 10% di 100.000 cioe' identifichiamo 10.000 infetti al giorno.
Allora i casi sono tre:
  1. o riusciamo a neutralizzare la capacita di infettare delle 10.000 persone al giorno individuate (o isolandole con una quarantena dove vogliono loro, ma non sulla fiducia, od ospitandole in appositi Covid Residence gratuiti attrezzati con tutti i comfort (sono tanti ma questo e' il problema che va risolto);
  2. o, se NON riusciamo a neutralizzarli, come sembra dalle informazioni che ci arrivano, allora possiamo decidere di limitare o dimezzare il numero di tamponi da analizzare, in base al numero massimo di positivi che si riesce ad isolare (che sarebbe comunque un intervento molto utile per abbassare il numero di asintomatici, per mantenerlo sempre sotto la soglia del 3% per impedire l'inizio di una nuova ondata epidemica di Covid-19);
  3. oppure bisogna concludere che e' inutile, oltre che sciocco, identificare cosi' tanti positivi, facendo 150.000 o piu' tamponi al giorno, per poi lasciarli andare liberi di contagiare gli altri (e' di oggi la notizia che, grazie al Ministero della Difesa, se ne aggiungeranno altri 30.000 al giorno).
Per seguire l'andamento dell'epidemia ed avere le informazioni necessarie per poter decidere quali provvedimenti adottare solo 20.000 test al giorno bastano e avanzano (magari eseguendoli meglio, cioe' scegliendoli a caso ma in base alle proporzioni degli abitanti di ogni regione).
Percio', se i positivi individuati poi si lasciano andare perche' sono troppi allora e' una follia fare 150.000 test ogni giorno con grande dispendio di risorse umane ed economiche (impiegabili meglio).
Ma se troviamo il 10% di infetti ogni giorno vuol dire che in tutta la popolazione italiana una persona su 10 e' infetta cioe' in Italia sono infette 6 milioni di persone non conosciute e con 100.000 test al giorno riusciamo ad individuarne il 10% di 100.000 cioe' identifichiamo 10.000 infetti al giorno.
Quando la percentuale dei positivi e' il 5% con 100.000 test ne trovo positivi circa 5000. Se le misure sono fatte bene la fluttuazione statistica di questo dato e' di +-70.
Quando la percentuale dei positivi e' il 5% con 25.000 test ne trovo positivi circa 1250. Se le misure sono fatte bene la fluttuazione statistica di questo dato e' di +-35 (+-3%).
Quando la percentuale dei positivi e' il 5% con 1.000 test per regione ho 20.000 test e ne trovo positivi il 5% cioe' 1000. Se le misure sono fatte bene la fluttuazione statistica di questo dato e' di +-32 (+-3%); e' quindo abbastanza accurato, soprattutto per quello che serve agli amministratori ma pure per la nostra indagine scientifica.
Che vuol dire "misure fatte bene"? Vuol dire misurare persone prese a caso, in numero proporzionale al numero di abitanti di ogni regione o provincia, mantenendo separati i dati cioe' senza assemblarli insieme ad altri. Il loro numero potrebbe essere complessivamente circa 1/10 dei test che vengono eseguiti oggi (con grande risparmio di risorse umane ed economiche).
PERCHE' ALLORA FARE 150.000 TEST, SE NE BASTANO SOLO 20.000 ? N.B. 20.000 circa possono bastare ma solo se accade che i positivi individuati si lasciano andare via, senza impedire loro di diffondere il contagio perche' sono troppi, come si e' sentito dire durante interviste in TV.
Se non si capisce questa semplicissima aritmetica allora siamo messi davvero male. Spero che qualcosa mi sfugga perche' rischio di essere sconcertato, vedendo che tutti vogliono aumentare il numero di test giornalieri perche' all'estero ne fanno piu' di noi.
Aggiungo che aumentare sempre di piu' il numero di test giornalieri risulta anche MOLTO DANNOSO perche' siccome piu' test si fanno piu' positivi si trovano, tutti i giornali, vedendo il numero di positivi di giorno in giorno sempre piu' alto, gridano colpevolmente (perche' e' una notizia FALSA) all'allarme, considerando sempre piu' inevitabile chiudere tutto.
Gli amministratori politici poi finiscono per aderire a questo sentimento comune che si e' formato nell'opinione pubblica (ovviamente con danni enormi per chiusure inutili).
Si puo' anche vedere al riguardo i commenti sulla DISINFORMAZIONE nel paragrafo "CONCLUSIONI DELLO STUDIO FATTO FINORA" (raggiungibile con il link dall'indice iniziale).

Il rischio dell'eventualita' di prendere provvedimenti sbagliati e' esaltato dal fatto che tutti sono fortemente preoccupati perche' ricoveri e decessi sono in aumento.
Ma bisogna tenere presente che questi sono dati che si riferiscono a contagi precedenti ai contagi rilevati nei test di oggi.
Infatti per ricoverare un paziente devono passare un po' di giorni dall'infezione, diciamo 7.
Per il decesso ne devono passare di piu', diciamo 30.
Questi due dati risentiranno mediamente piu' tardi del possibile appiattimento (non ancora avvenuto) della curva dei contagi (cioe' gli infetti individuati oggi non si ricoverano o muoiono domani).
L'effetto eventuale dell'appiattimento della curva dei contagi lo potremmo vedere nelle curve dei ricoveri e decessi nei prossimi 30 giorni.
Quindi un possibile scenario potrebbe essere quello di contagi effettivamente bloccati gia' oggi (senza bisogno di chiusure ulteriori) con ricoveri e decessi che aumenteranno ancora per 1 o 3 settimane per poi smettere di crescere, come risultato del blocco attualmente raggiunto nei contagi.
Quello che voglio evidenziare e' che pilotando i provvedimenti governativi sulla base di ricoveri e decessi (perche' sono dati reali piu' certi ed affidabili) si rischia di fare dei lockdown molto onerosi che sono inutili, perche' dovrebbero servire a bloccare dei contagi che dalle misure fatte risulterebbero gia' bloccati.
PER QUESTO IL LAVORO CHE STIAMO FACENDO E' IMPORTANTE, PERCHE' AIUTA A CAPIRE L'EVOLUZIONE REALE DELL'EPIDEMIA.
In verita' i dati attuali non permettono ancora di affermare con certezza che i contagi stanno andando in plateau (forse tra qualche giorno si) ma e' indispensabile che si abbia ben presente qual'e' l'evoluzione completa del fenomeno, come e' stata qui' descritta, per non commettere tragici errori.


ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (al 21 ottobre 2020)
La percentuale di tamponi positivi pubblicata oggi 21/10 e' salita al valore di 8.5% quindi piu' alta di quella del giorno precedente (7.5%).
Questo sembra confermare quanto avevamo intuito, che probabilmente la percentuale dei contagi e' in crescita meno che esponenziale, abbastanza lineare con piccolo coefficiente (angolare) di crescita.
Ribadisco quindi quanto gia' affermato al punto precedente:
Cio' significa che l'uso esteso delle mascherine, se adottato prima che inizi l'epidemia Covid-19, puo' impedirne lo sviluppo (purche' si sia riusciti a mantenere la percentuale di tamponi positivi sotto la soglia d'innesco, credo del 3%) ma una volta che l'epidemia Covid-19 e' partita puo' solo ridurne lo sviluppo, da esponenziale a lineare (che non e' poco!).
In altre parole contro gli infetti con Covid-19 le mascherine, che andavano bene per gli asintomatici, sembrano non bastare piu' (cioe' quando l'epidemia di Covid-19 si e' avviata: l'unico modo per bloccare i contagi potrebbe essere quello di isolarli, come fossero in quarantena, anche in una casa sotto controllo oppure in residence attrezzati, dotati di tutta l'assistenza necessaria (a carico del S.S.N.).
Se si riesce a fare questo allora occorre fare il numero massimo possibile di test con tamponi.

REGIONI CON PIU' MALATI DI ALTRE: COME ACCADE ? (22 ottobre 2020)
Mentre in Italia il valor medio della percentuale di positivi e' attualmente intorno al 9% in Campania e Lombardia supera il 13%.
Questa differenza e' dovuta al fatto che in quelle regioni si e' permesso all'epidemia degli asintomatici di estendersi molto piu' che nelle altre regioni.
In Lombardia perche' sono partiti da numeri molto alti per l'estensione raggiunta dall'epidemia primaria in primavera.
In Campania probabilmente per non aver curato a sufficienza le misure di contenimento, magari in estate.
Abbiamo spiegato che secondo il nostro modello di evoluzione dell'epidemia, quando la percentuale di asintomatici supera il 5% della popolazione con le temperature autunnali si avvia l'epidemia primaria di Covid-19 (in inverno ancora peggio).
Quindi in Lombardia ed in Campania l'epidemia e' partita prima ed in base alla curva di crescita esponenziale dei contagi ed ora hanno piu' malati delle altre regioni.
Se una regione fosse riuscita a mantenere questa percentuale sotto la soglia d'innesco dell'epidemia di Covid-19, da loro l'epidemia non sarebbe partita affatto.
Quindi d'estate il virus continua ad esistere nei corpi degli asintomatici, come se questi li coltivassero ed il numero cresce con l'epidemia degli asintomatici che infettano persone sane facendole diventare asintomatiche (s'instaura un equilibrio dinamico tra asintomatici che aumentano ed altri che guariscono).
Le misure di contenimento, come le mascherine, funzionerebbero benissimo per far diminuire il numero di asintomatici e cosi' evitare l'epidemia autunnale di Covid-19 ma gli asintomatici sono persone normali che sembrano godere ottima salute e la gente sana rifiuta di indossare la mascherina o di stare a distanza da loro, soprattutto in estate. Cosi' consente loro di diffondere virus e creare altri asintomatici, aumentandone il numero (e cosi' poi in autunno parte l'epidemia di Covid-19 che invece era evitabile).
Ma non e' colpa loro; la colpa e' di chi non glielo ha spiegato (sembra si sappia adesso, non prima, anche se e' una cosa abbastanza ovvia: l'esistenza di asintomatici e' misurabile!).
Quindi si potrebbe, facilmente e con costi bassi, debellare questo virus e farlo scomparire abbassando la percentuale di asintomatici ma la gente non lo sa e lui conta proprio su questo per sopravvivere molto a lungo, accanendosi contro di noi in varie ondate successive di Covid-19 (con chiusure, coprifuoco, ecc.).
Cosi gli asintomatici prosperano ed in autunno poi sono troppo numerosi, cosi' parte l'epidemia di Covid-19.
Questa e' il modo in cui il virus sopravvive e manda in rovina le nostre societa'.
Piu' asintomatici ci sono piu' virus circolano e talora questa circolazione puo' superare la soglia d'innesco dell'epidemia di Covid-19.
E' semplice da capire e non e' vero che gli asintomatici non sono un problema, perche' non hanno bisogno di cure.
Loro sono il problema.


ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (al 22 ottobre 2020)
Pero' un barlume di speranza viene dai 4 dati tra il 18/10 ed il 21/10, che potrebbero anche corrispondere ad un andamento quasi costante della curva , intorno all' 8%
In effetti e' innegabile che l'andamento dei dati intorno al 20/10 con 3 dati consecutivi piu' bassi rispetto all'andamento precedente (20, 21 e 22/10) assomigli sorprendentemente a quello intorno al 14/10 con tre dati consecutivi piu' bassi rispetto all'andamento precedente (13, 14 e 15/10).
Dobbiamo tenere presente che gli infetti rilevati nel test di oggi si sono infettati non ieri ma 1 o 2 settimane prima.
Allora piu' giorni passano piu' i dati risentono dell'effetto dell'uso piu' esteso delle mascherine (perche' diminuisce il contributo delle infezioni precedenti al 9/10, data del provvedimento sulle mascherine).
Allora, se l'uso delle mascherine fosse efficace anche sugli infetti con sintomi, l'andamento in plateau della curva NON AVVERREBBE CON UN CAMBIAMENTO DI PENDENZA REPENTINO, MA -GRADUALE- e la curva si stabilizzerebbe su un valore costante nel giro di circa 1 settimana dal 15/10, giorno d'inizio del plateau del contributo degli asintomatici (rappresentando il ritardo nel tempo di contagio con una distribuzione gaussiana centrata 1 settimana prima).
In questo periodo di transizione e' verosimile che la curva possa presentare un andamento quasi lineare che poi tende a diventare costante.
Questo e' quello che potrebbe accadere nei prossimi 7 giorni, ma gia' abbastanza visibile dopo 3 giorni.
Credo che si potrebbe anche spiegare perche' il contributo degli infettati con sintomi alla curva della percentuale dei positivi non sia andato in plateau dal 15/10, insieme al contributo degli asintomatici, ma tre giorni piu' tardi, il 18/10.
L'infezione da Sars-CoV-2 potrebbe manifestarsi in modo diverso nel caso in cui sviluppa la sindrome Covid-19 (infezione profonda con interessamento delle vie respiratorie profonde). In questi casi il paziente potrebbe non risultare positivo subito al tampone ma tre giorni piu' tardi (quando l'infezione si e' diffusa anche nelle prime vie respiratorie).
Invece una persona che contrae l'infezione in forma asintomatica (piu' leggera) puo' diventare positiva subito perche' l'infezione interessa subito le vie respiratorie alte).
Non essendo io virologo non posso essere certo di cio' ma se questo e' possibile potrebbe essere confermata la mia interpretazione dei dati (fatta da fisico).
Se siamo fortunati nei prossini giorni, quando la situazione sara' piu' chiara, anche il contributo degli infetti con sintomi potrebbe risultare in sostanziale plateau ed allora torneremmo ad ESULTARE perche' vorrebbe dire che indossare sempre le mascherine riesce a bloccare anche i virus emessi dalle persone infette con sintomi, benche' le cariche virali da loro emesse siano molto maggiori (e cosi' comprenderemmo ancora meglio il successo dei cinesi, che finora hanno evitato la seconda ondata di Covid-19).
Se questo fosse vero (ma non lo sappiamo ancora) allora la crescita del numero dei nuovi contagi si starebbe arrestando e quindi NON SAREBBE PIU' NECESSARIO ADOTTARE ALCUN PROVVEDIMENTO DI CHIUSURA (che bloccherebbe i nuovi contagi ma nulla potrebbe sulla malattia delle persone gia' infettate.
Per questo ricoveri e decessi continueranno a crescere inevitabilmente ancora per 2 o 3 settimane, essendo dovuti a contagi gia' avvenuti nel passato (nessuna chiusura potrebbe aiutarci in questo).
Come capite bene si tratta di un'informazione cruciale, di enorme importanza, che acquisiremo sicuramente nei prossimi 3 o 4 giorni.
E' di vitale importanza capire al piu' presto se questa curva delle percentuali di positivi continua a crescere o se resta in plateau. Lo sapremo gia' nei prossimi 2 o 3 giorni (basta solo un po' di pazienza, poca!).

Ecco l'IMPORTANZA (EVENTUALE) DI QUESTO LAVORO:
Nello stesso tempo questi sono i gravi errori che oggi stanno commettendo quasi tutti: I ricoveri e decessi di questi giorni sono relativi ad infezioni avvenute ai primi di ottobre quando la percentuale dei positivi era al 3% che corrisponde a 1.800.000 infetti in Italia (su 60 milioni di abitanti).
Supponiamo che il 3% di loro abbiano sviluppato la sindrome Covid-19 (gli altri, tutti asintomatici, si limitano invece ad ospitare il virus Sars-CoV-2 nel loro organismo, senza saperlo): sono in 60.000.
Se 1 su 3 di loro finisce in ospedale (gli altri vengono curati in casa) sono 20.000 i ricoveri che ci aspettano, ormai sicuri e indipendenti dai provvedimenti di chiusura, che non fanno guarire i malati ma impediscono solo i nuovi contagi.
Le persone gia' contagiate ormai il virus ce l'hanno in corpo e non c'e' chiusura o lockdown che possa aiutarli, quindi i 20.000 pazienti, tra ricoveri e decessi, ormai sono inevitabilmente in carico al S.S.N. oggi e per il mese prossimo. Non c'e' provvedimento governativo che possa ridurli (possono solo evitare che se ne aggiungano altri in inverno).
A ridurli ci avrebbero dovuto pensare di piu' tutti, in estate.
Aspettiamo i dati dei prossimi 3 giorni e speriamo bene, cioe' speriamo che la curva delle percentuali dei contagi vada in plateau altrimenti, cosa possibilissima, decadono tutte le belle cose che abbiamo qui' ipotizzato, perche' ne valeva la pena, in questa ricerca (sacrosanta da fare in questi giorni).

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (al 22 ottobre 2020)
I 5 dati tra il 18/10 ed il 22/10, ci sembrano compatibili con l' andamento da noi atteso, prima lineare (poco ripido) e poi costante tra pochi altri giorni.
Per visualizzare meglio questo andamento abbiamo aggiunto (dietro, dopo la tabella dei dati) anche l'andamento grafico delle percentuali dei positivi.
In base al nostro modello di evoluzione dell'epidemia, tra il 18 ed il 22/10 ci aspettiamo un cambiamento di tendenza della curva che da esponenziale, cioe' sempre piu' crescente, dovrebbe crescere invece sempre meno, diventando prima lineare e poi abbastanza costante (prevediamo presto, dopo il 25/10).
I dati sono ancora troppo pochi per evidenziare chiaramente questi andamenti ma ci sembra gia' di intravedere che dopo il 18/10 qualcosa si stia modificando nell'andamento della curva , che non sembra piu' salire come nei giorni dal 14 al 19/10 ma piu' lentamente: non c'e' dubbio che i dati degli ultimi 3 giorni 20, 21 e 22 ottobre avrebbero dovuto essere molto piu' alti per continuare con l'andamento precedente (esponenziale).
Dobbiamo aspettare anche i dati dei prossimi due giorni, per capirci qualcosa di piu'.

SITUAZIONE ATTUALE: VOGLIAMO FARE UNA SECONDA SCOMMESSA ? (23 ottobre 2020)
In occasione del primo pianerottolo nella curva dei contagi, il giorni stesso di adozione dell'obbligo delle mascherine (9/10) ho azzardato la previsione (vedi punto 12 dell'indice), che poi si e' avverata tre giorni dopo, dell'arresto della crescita della curva dei contagi degli asintomatici dovuto alle mascherine.
Ora ci troviamo in una situazione simile: potrei scommettere che il 25/10 la curva dei contagi smette di salire ma non sarebbe giusto. Infatti in questo caso l'evoluzione reale dell'epidemia e' drogata da due fattori esterni che non c'entrano con il nostro modello descrittivo dell'evoluzione naturale dell'epidemia e che conseguentemente complicano la comprensione dell'evoluzione del fenomeno:
  1. La presenza di grandi focolai nelle citta' provocati dalla grande contagiosita' delle persone infette con sintomi che ancora non sono ospedalizzate (che non e' presente nell'epidemia degli asintomatici) e favorita dal comportamento improprio delle persone che non rispettano le misure di contenimento. Solo Milano contribuisce oggi con 4.000 contagi ai 15.000 che si misurano in tutta Italia, quindi non sono un piccolo contributo ma gran parte della crescita che si osserva proviene da questi grandi focolai, in cui l'epidemia cresce con regole diverse e meno controllabili. Il giorno seguente i contagi a Milano sono saliti da 4000 a ben 5000. Questo significa che nelle citta'-focolaio l'andamento dei contagi ha gia' raggiunto la crescita esponenziale che va contenuta con provvedimenti aggiuntivi specifici per quel territorio.
  2. L'adozione di provvedimenti extra di chiusura di grandi aree urbane per periodi di tempo prolungati, proprio mirati a contenere questi focolai.
Questi due fattori si aggiungono a determinare l'evoluzione dell'epidemia al di la dell'evoluzione naturale dei contagi e dall'azione di blocco della crescita dovuto alle mascherine: il primo nel verso di aumentare il numero dei contagi, il secondo in verso opposto.
L'evoluzione dell'epidemia, che avrebbe avuto l'andamento di appiattimento della curva dei contagi dovuto all'effetto delle mascherine, risentira' quindi anche di questi altri due fattori ed avra' conseguentemente un risultato modificato dalle loro due spinte contrapposte.
Se aumentera' il numero ed il contributo ai nuovi contagi dei focolai, la curva, partendo dal livello di plateau raggiunto il 25/10, salira' finche' i grandi focolai l'alimenteranno nella misura e per il tempo dipendente dallo sviluppo dei focolai.
Questa spinta verso l'alto della curva sembra importante, alla luce dei dati che provengono dalle citta'-focolaio.
Pero' avra' anche una spinta a tornare in plateau dai provvedimenti di chiusura limitata, che e' dipendente dall'estensione nello spazio e nel tempo dei singoli provvedimenti (adottati nelle citta' di Napoli, Milano e Roma).
Questi provvedimenti di chiusura locale si rendono indispensabili in quelle regioni in cui la percentuale dei positivi e' diventata troppo alta con il procedere dell'epidemia (per insufficienza dei mezzi di contenimento): in Italia e' intorno all'8% in Campania e Lombardia e' del 13% o 14% (per questo ora stanno chiudendo).
La situazione attuale e' comunque molto favorita dalla riduzione della crescita esponenziale dei contagi, precedentemente acquisita grazie all'uso delle mascherine, che speriamo possa permettere il contenimento della crescita della curva dovuta a questi maxi-focolai. Questo potrebbe evitare di adottare dei lockdown locali, limitando gli interventi al solo coprifuoco locale (molto meno costoso).
Ovviamente i nostri amministratori devono essere informati per governare bene, sul piano tecnico, non basandosi sul numero di ricoveri e decessi giornalieri, che sono manifestazione di contagi lontani nel tempo ma sulla percentuale giornaliera dei tamponi positivi che fornisce l'andamento attuale dei contagi e la risposta pronta all'adozione dei provvedimenti.
Purtroppo sembra che ora non sia cosi' ed e' responsabilita' dei tecnici correggere questo comportamento errato che puo' essere molto dannoso: potrebbe indurre a decidere un lockdown, quando i contagi si sono gia' arrestati per le altre misure, mentre i ricoveri e decessi giornalieri sono ancora molto numerosi per i tanti contagi di due settimane prima.
Non sono in grado ora di valutare quantitativamente questi due effetti che interferiscono nello svilupo normale dell'epidemia che stavamo seguendo e che sara' comunque condizionata pesantemente dall'arresto della crescita esponenziale che e' gia' oggi indubbiamente visibile , prodotto dall'uso delle mascherine nei contagi sia dalle persone infette asintomatiche che da quelle con sintomi del Covid-19.
Nei prossimi giorni potremo valutare dall'andamento della crescita globale dei contagi se la nostra descrizione e' plausibile.
Ribadiamo che questa comprensione della descrizione del fenomeno non e' solo accademica ma vuole ottenere la conferma sperimentale del fatto che l'uso di un semplice presidio come le mascherine, se adottato estesamente, riesce a contenere in modo significativo gran parte della diffusione dei virus, con effetti che possono essere sufficienti a bloccare e far regredire i contagi, al fine di contenere la crescita del numero di asintomatici, per poterlo cosi' mantenere sempre sotto la soglia d'innesco dell'epidemia di Covid-19.
Questo puo' bastare per raggiungere un risultato clamoroso: con semplici presidi e bassi costi impedire che in futuro si sviluppino nuove ondate epidemiche di Covid-19 (risultato che sembra abbiano gia' acquisito in Cina, almeno per ora).

L'alternativa e' quella di ondate epidemiche successive, tutte peggiori rispetto alla prima, perche' hanno un contributo aggiuntivo ai contagi che nella prima ondata non c'era: quello dei tanti asintomatici che circolano in incognito e possono diffondere virus e contagi. A conferma di cio', e' di oggi la notizia che le Autorita' francesi hanno dichiarato che questa seconda ondata e' peggiore della prima.
Torniamo cosi' ancora ad un punto essenziale, finora trascurato da tutti e che e' alla base del contrasto a queste epidemie cicliche: l'epidemia invisibile degli asintomatici, che va combattuta soprattutto in estate (cosa che nessuno ha fatto finora).
La strategia vincente, alla luce delle prime indicazioni di questo lavoro, e' sicuramente quella dell'uso esteso delle mascherine per tutto il tempo in cui la percentuale dei tamponi positivi (presa anche solo su 20.000 test) e' sopra al 3% (anche d'estate, se occorre). Come dice correttamente il governatore Zaia "meglio la mascherina che i coprifuoco ed i lockdown", ma bisogna farlo capire a tutti!


ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (al 23 ottobre 2020)

Il dato odierno di 10.5% si inserisce nel grafico esattamente allineato con la crescita dei tre giorni precedenti.
Questo ci lascia pensare che il contributo ai dati delle citta'-focolaio, che contribuiscono con circa 4000 contagi ciascuna (le principali sono Milano, Napoli, Genova e Torino) sia diventato dominante e da ora in poi governera' l'andamento della curva.
Le relative regioni (Lombardia, Campania, Liguria, Piemonte) hanno percentuali dal 13% al 16% che portano in alto la nostra curva che contiene i dati di tutta Italia ed e' stata portata in alto fino al 10%.
Questo non vuol dire che i contagi del resto d'Italia non stiano interrompendo la crescita della loro curva, come il nostro modello vorrebbe, ma che dei contributi dominanti si siano sommati impedendo di cogliere il risultato al netto del contributo delle citta'-focolaio.
Il nostro modello di descrizione dell'epidemia non si puo' applicare ai focolai perche' nella maggior parte dei casi dove si e' sviluppato un focolaio troppe persone non rispettano rigorosamente l'obbligo di indossare sempre la mascherina, come richiesto per applicare il nostro modello (se no il focolaio non sarebbe esploso). Per questo il relativo contributo ai dati nel grafico sono di una crescita esponenziale e non lineare.
E' un'analisi facile a farsi per chi ha accesso ai dati separati per regione e ci auguriamo che qualche lettore di queste note voglia farlo perche' noi non possiamo, magari comunicandoci cortesemente poi il risultato.
Come ultima osservazione notiamo che se vogliamo traslare i dati degli ultimi 4 giorni, dal 20 al 23/10, per posizionarli sull'andamento della crescita precedente della curva (fino al 19/10), come prosecuzione in linea retta, bisogna sommare loro almeno il 2.5% alle percentuali degli ultimi 4 giorni.
Questo significa che in data 20/10 la percentuale dei contagi in Italia ha subito veramente un netto calo di almeno il 2.5% e quindi TUTTI I DATI DAL 20/10 IN POI SONO PIU' BASSI DEL 2.5% (che e' ben 1/4 del totale, intorno al 10%), cioe' 1.500.000 (su 60 milioni) di contagiin meno ogni giorno sono dovuti all'uso esteso delle mascherine, che corrispondono a 45.000 positivi sintomatici (3%) ed il resto asintomatici, che avremmo avito in piu' senza questo calo del 2.5%.
Se il 2% dei sintomatici avra' bisogno di ricovero ospedaliero, si sono cosi' risparmiati 900 ricoveri e 25 decessi al giorno (vedi stima piu' avanti), grazie all'uso esteso delle mascherine.
Questo dato e' certo, al di fuori degli errori statistici e sistematici, ed e' di assoluto rilievo perche' corrisponde ad una riduzione di circa 1.500.000 contagi sui 60 milioni di italiani. Quanto troviamo dal 20/10, giorno in cui appare questo calo, CORRISPONDE PROPRIO ALL'EFFETTO CHE CI ASPETTAVAMO DI TROVARE, COME ULTERIORE CONFERMA DELLA VALIDITA' DEL NOSTRO MODELLO DI EVOLUZIONE DELLA PANDEMIA.
L'unico nostro problema e' che purtroppo proprio in quei giorni, in cui cominciava a manifestarsi il calo da noi previsto e la curva stava andando in plateau, sono esplosi i contagi esponenziali delle citta'-focolaio, che hanno portato il loro contributo esponenziale dominante nei dati che rivelano i contagiati e cosi' la curva ha ripreso a salire impedendoci di valutare con cura l'effetto di contenimento dell'epidemia prodotto dall'uso esteso delle mascherine che comunque c'e' e si vede bene, quindi anche per i contagi prodotti dalle persone infette con sintomi.
Inoltre osserviamo che se si tolgono ai 16079 positivi del 22/10 ed ai 19143 positivi del 23/10 quelli delle citta'-focolaio, molto probabilmente risulta costante, se non addirittura in calo, la curva dei contagi rimanente, relativa al resto d'Italia (in quelle 4 regioni mi pare si parli di contagi che vanno dai 2000 ai 5000 ciascuna con 4916 nella sola Lombardia, ben 1/4 del totale, dei 19143 contagi complessivi). E' un esercizio facile a farsi, per controllare, ma io ora non ho i dati a disposizione.
Quindi possiamo affermare che, pur nei limiti dei pochi dati da noi esaminati, ci sembra che per ora abbiamo un RISCONTRO POSITIVO a tutte le conclusioni molto importanti, a cui siamo arrivati in questo lavoro.
Diventa a questo punto molto urgente ripetere questa analisi su dati selezionati con la giusta e rigorosa metodologia scientifica per convalidare le nostre conclusioni.
In questo lavoro abbiamo scoperto, cercando riscontri nei dati sperimentali, il potere sorprendente dell'uso esteso delle mascherine per bloccare l'epidemia Covid-19 (come hanno fatto i cinesi).
Il problema e' che per ora lo sappiamo solo io e coloro che, bonta' loro, hanno letto questo lavoro: quindi potrebbe essere un risultato sconvolgente se si riuscisse a far comportare gli italiami come i cinesi nell'uso delle mascherine. Allora non avremmo piu' ne' la terza ondata ne' quelle successive ed anche l'Italia potrebbe dichiarare "zero contagi".
Merito di questo lavoro e' stato quello di aver acceso una luce su questa possibilita' (da approfondire ulteriormente).

QUAL'E' LA SITUAZIONE E COSA SI DEVE FARE ORA: (al 24 ottobre 2020)
SITUAZIONE: Abbiamo detto che l'andamento della curva dei contagi anticipa quello che accadra' poi negli ospedali: vediamo di quanto.
Ecco la correlazione temporale, con ipotesi ragionevoli:
Le persone a cui viene fatto il tampone non mostrano sintomi, cioe' sono prese tra quelli presunti sani che possono essere: I risultati del test si ottengono 3 giorni dopo il prelievo e vengono comunicati dopo un altro giorno (4 in tutto).
La distanza dal contagio di un risultato positivo al tampone pubblicato e' quindi (mediamente):
- per il 97% asintomatici sono stati infettati: 15 giorni prima del prelievo + 4 giorni = 19 giorni (con distribuzione gaussiana)
- per il 3% sintomatici sono stati infettati: 3 giorni prima del prelievo + 4 giorni = 7 giorni (con distribuzione gaussiana)
I primi (asintomatici) non producono ne' ricoveri ne' decessi.
I secondi (sintomatici) mostrano sintomi dopo circa 5 giorni dal contagio (incubazione) e quindi il 3% dei tamponi positivi, i cui risultati sono noti dopo 7 giorni, vengono ricoverati quasi subito e qualcuno di essi poi muore mediamente dopo 1 mese circa.
Quindi i ricoveri di oggi sono il 2% dei tamponi positivi di oggi, senza alcun ritardo.
Siccome il 3% dei ricoverati muore 1 mese dopo, i decessi di oggi sono 0.6 per mille (=2% del 3%) dei tamponi positivi di 1 mese prima.
In conclusione: COSA SI DEVE FARE ORA:
Bisogna chiudere tutti i maxi-focolai finche' i positivi del posto non si riducono allo stesso livello delle altre regioni, che possono essere salvate dalla chiusura se la loro curva dei contagi risultasse costante o in lenta salita (lineare), cosa secondo noi possibile e che confermerebbe la validita' del nostro modello.
Confessiamo che la cosa ci sorprenderebbe un po', in quanto la gente ancora non e' cosciente dell'importanza da noi asserita del buon uso delle mascherine ma forse le sta usando lo stesso con un certo scrupolo per la paura del contagio.


CONCLUSIONE FINALE: (al 24 ottobre)
Considero quanto appreso in questo lavoro d'importanza notevole perche' abbiamo appreso che basta imporre un uso scrupoloso delle mascherine sempre ed a tutti (perseguendo i furbetti che la indossano con il naso di fuori, perche' cosi' emettono i loro virus nell'ambiente), per RIDURRE in modo sostanziale ALL'ORIGINE le cariche virali che provocano i contagi (cioe' il numero di virus attivi) disperse nell'ambiente e mantenere cosi' il numero di persone infette ma asintomatiche sotto una soglia critica, che ho stimato intorno al 3% della popolazione, oltre la quale s'innesca la crescita esponenziale dell'epidemia Covid-19, che e' un fenomeno a soglia: sotto al 3% sono piu' gli infetti che scompaiono (perche' guarisconol o muoiono) che i nuovi infetti e quindi loro numero non cresce (e' Rt<1 e l'epidemia non parte).
Mantenendo ovunque il numero di persone infette ma asintomatiche sotto il valore di soglia (e bastano le sole mascherine per riuscirci, come hanno mostrato i dati da noi raccolti e presentati nel grafico) l'epidemia Covid-19 NON parte e saremmo allora, come i cinesi, un Paese "con zero contagi" (abbiamo cosi' anche capito come ci sono riusciti i cinesi, che da sempre sono maestri nell'uso delle mascherine).
Tutto cio', se confermato, e' fantastico perche' le mascherine sono solo una scocciatura ma con un costo del tutto accettabile!

Ora pero' siamo in guai grossi, perche' i comportamenti scellerati di troppi italiani hanno permesso agli asintomatici di crescere di numero oltre il valore di soglia per la partenza dell'epidemia Covid-19.
Alla fine di settembre tutti i tamponi positivi erano di asintomatici, perche' l'epidemia Covid-19 non era ancora partita e la percentuale di positivi era sotto al 3%.
Poi ai primi di ottobre la temperatura si e' abbassata, accentuando il fenomeno dell'accumulo dei virus dispersi dagli asintomatici nell'ambiente (perche' si e' allungato il periodo di tempo in cui i virus rimangono attivi) e cosi', essendo aumentata l'esposizione della popolazione sana ai molti virus dispersi nell'ambiente da chi non indossava bene la mascherina, la percentuale di tamponi positivi e quindi di asintomatici e' cresciuta fino a superare intorno al 10 ottobre la percentuale critica del 5%.
L'aumento della contagiosita' e' allora bastato per innescare la partenza esponenziale dell'epidemia Covid-19.
Se i virus dispersi nell'ambiente dagli asintomatici (che purtroppo per loro sono l'allevamento vivente ed inconsapevole delle colonie di virus Sars-CoV-2, che altrimenti si estinguerebbero, perche' questo virus rimane attivo nell'ambiente solo per poco tempo)) fossero stati di meno o per un minor numero di asintomatici o per un migliore uso delle mascherine, allora in Italia la seconda ondata di Covid-19 NON ci sarebbe stata affatto!.
Questo e' il know how che abbiamo acquisito con questo lavoro.
Esso sara' fondamentale per impedire le ondate successive dell'epidemia Covid-19 in ogni Paese del mondo (se confermato).
Per questa volta purtroppo non c'e' piu' nulla da fare: l'epidemia ormai e' in corso.

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (al 24 ottobre 2020)

Il dato odierno di 11.0% si inserisce nel grafico mostrando un leggera diminuzione della crescita rispetto ai dati dei 4 giorni precedenti.
Un primo buon segno ma ancora nulla di clamoroso. Si comincia ad intravedere una leggera riduzione della crescita esponenziale dovuta ai primi provvedimenti di coprifuoco serale che hanno cominciato a ridurre i contagi dovuti agli assembramenti notturni nelle principali citta'-focolaio.
Si spera che ulteriori benefici, attesi nei prossimi giorni, siano sufficienti a scongiurare l'adozione di misure piu' penalizzanti per l'economia.

OSSERVAZIONE:
Ecco una cosa su cui conviene indagare nei prossimi giorni.
Se le mascherine sono cosi' efficaci probabilmente vuol dire che la principale via di contagio e' quella aerea che puo' non essere solo quella diretta da persona a persona ma anche quella indiretta da persona ad ambiente e poi a persona.
L'evento importante che le mascherine eliminano e' la dispersione dei virus nell'ambiente, perche' essendo volatili non solo possono accumularsi nell'ambiente (soprattutto negli ambienti chiusi) ma anche fissarsi su particolati presenti in strada per poi essere sollevati dal vento ed inalati dalle persone sane in quantita' significativa.
Quest'ultimo contributo ai contagi merita di essere indagato maggiormente a mio avviso e forse si puo' fare facilmente, studiando la correlazione eventuale tra la percentuale giornaliera dei contagi, regione per regione, con le precipitazioni atmosferiche piu' intense (cioe' con i giorni in cui e' piovuto molto).
Se si riuscisse a trovare una qualche correlazione allora bisognerebbe organizzare l'irrigazione delle strade nelle aree piu' affollate e nei giorni senza pioggia e con vento.
Bisogna pensarle tutte per ridurre i contagi ed anche questa potrebbe essere una strada da percorrere.

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19 AL 24 OTTOBRE 2020: (25 ottobre 2020)
Aggiungiamo un ulteriore contributo di chiarezza alla descrizione dell'epidemia in corso con il grafico seguente:


EFFETTO MASCHERINE: i fit lineari alle percentuali dei positivi dall' 8/10 al 24/10 mostrano prima l'effetto della riduzione
sugli asintomatici poi quello sui sintomatici (dopo l'inizio epidemia, segnalata dal cambio di pendenza) ed infine l'effetto dei coprifuoco


Per valutare l'entita' delle variazioni, che sono di tutto rilievo, dovete misurare di quanti millimetri dovete spostare in alto un tratto lineare per farlo sovrapporre all'andamento di quello precedente.
Riferendovi alle percentuali indicate nella scala verticale delle ordinate potete sapere di quanto si e' ridotta la percentuale dei contagi dal giorno del cambiamento in poi (-1% sui 60 milioni di italiani significa 600.000 contagi in meno ogni giorno, da quel momento in poi).
Sono variazioni molto importanti.

La prima e' stata l'oggetto della nostra scommessa che, fatta il 9/10, giorno dell'entrata in vigore dell'obbligo di usare le mascherine anche all'aperto, avendone colto l'importanza, ci siamo spinti a prevedere gia' il 9/10 quello che poi sarebbe avvenuto il 12/10: il primo netto calo dei contagi.

Intanto avendo la percentuale di positivi (asintomatici) raggiunto il 5% e' partita l'epidemia Covid-19, quella piu' contagiosa dei sintomatici e la relativa crescita piu' ripida del numero dei contagi si e' resa visibile nel grafico dal 14/10 in poi (i giorni sono visibili sull'asse orizzontale, quello delle ascisse).
Anche questo secondo salto della curva, che inizia il 19/10, e' stato da noi attribuito alla discontinuita' temporale introdotta dal provvedimento delle mascherine del 9/10 sul contenimento dei contagi, anche quelli piu' intensi provenienti dai sintomatici. La successiva pendenza della curva rimane invariata perche' e' quella, esponenziale attenuata dall'effetto delle mascherine, caratteristica dell'epidemia dei sintomatici Covid-19.
La relativa discussione la trovate QUI' e QUI'.
Un primo leggero accenno ad un'ulteriore riduzione della pendenza della curva nel grafico si vede nell'ultimo punto a destra quello del 24/10, secondo noi attribuibile ai primi provvedimenti di coprifuoco presi nelle citta'-focolaio.
Valutando anche in questo caso il calo della curva in verticale con le percentuali indicate sull'asse delle ordinate si puo' prevedere gia' da domani, se il prossimo punto prosegue l'andamento in calo mostrato, un'ulteriore diminuzione dell'1% del numero dei contagi, corrispondente sulla popolazione italiana di 60 milioni di persone a ben 600.000 contagiati in meno e quindi, in base a stime grossolane ma realistiche, a 12.000 malati in meno di Covid-19 (il 2%), 200 ricoveri in meno e 7 morti in meno ogni due giorni, dovuti alle recenti misure di coprifuoco adottate.

SE NON SI FOSSE INTRODOTTO L'OBBLIGO DELLE MASCHERINE NON CI SAREBBERO STATI I DUE SALTI IN BASSO NELLA CURVA, CHE HANNO PRODOTTO OGNUNO CIRCA IL 2% DI CALO STABILE DEI CONTAGI: VUOL DIRE CHE OGGI AVREMMO IL 4% DI CONTAGI IN PIU' CIOE' 2.400.000 CONTAGI IN PIU', CORRISPONDENTI A 800 RICOVERI E 28 DECESSI IN PIU' PER OGNI GIORNO CHE PASSA.

E' questa la situazione che si trovano ad affrontare tutti gli altri Stati che, come noi si trovano una grande moltitudine di asintomatici contagiosi in casa (creatasi dalla precedente epidemia e non combattuta perche' invisibile e ritenuta "non pericolosa", perche' non richiede cure) e NON hanno introdotto l'obbligo delle mascherine.
Per questo ora se la passano peggio di noi, purtroppo per loro.

Ma se l'efficacia delle mascherine e' cosi' grande come mostrano questi dati, perche' non esaltarne l'efficacia con una buona campagna di comunicazione (come quella in corso per Immuni), pubblicando questi risultati ottenuti e confrontandoli VANTAGGIOSAMENTE con quelli che si ottengono con i PIU' ONEROSI provvedimenti di chiusura, che cominciano ora ad intravedersi nel grafico (dall'unico punto a destra in alto)?
Ci sono poi anche i provvedimenti piu' coercitori che, nell'interesse della collettivita', possono colpire gli irriducibili indisciplinati.
Eliminare tutte le irresponsabili cause di diffusione del contagio, come appaiono essere per esempio le movide notturne o le lunghe file di sci-muniti alle funivie, e' quindi un'opera non solo urgente ma anche morale.


ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (25 ottobre 2020)
Aggiungiamo l'ulteriore punto di 13.1% di percentuale di contagi del 25/10 sul grafico seguente:


Purtroppo la nostra speranza di cominciare a vedere una riduzione dell'andamento, conseguente ai primi provvedimenti di coprifuoco, sembrano essere vanificati da questo dato particolarmente elevato che riprende e prosegue la crescita esponenziale dell'epidemia dei sintomatici.
In realta' per vedere l'effetto dei provvedimenti nella curva dei contagi bisogna attendere almeno una settimana (cioe' 4 giorni piu' il tempo d'incubazione).
Quindi speriamo ancora che i dati futuri mostrino un'attenuazione della crescita della curva dei contagi, come effetto dei provvedimenti di contenimento dei contagi, assunti recentemente.
Questo feed-back e' assolutamente necessario visto l'alto costo dei provvedimenti.

L'effetto notevole di contenimento dell'uso esteso delle mascherine e' gia' scontato nella curva dei contagi dal calo del 4% subito nei due gradini che appaiono chiaramente nel grafico.
Se si togliesse l'obbligo dell'uso esteso delle mascherine i dati sulla curva esponenziale e la retta che ci passa sopra nel grafico sarebbero piu' alti di ben il 4%.
Le mascherine quindi hanno fatto e stanno continuando a fare il loro lavoro.

MODI DI CONTRASTARE L'EPIDEMIA (26 ottobre 2020)
I vari provvedimenti che si stanno prendendo per contenere l'epidemia hanno un effetto parziale mella riduzione dei contagi, come quello delle mascherine: possono cioe' ridurre una frazione dei contagi ed abbassare cosi' la curva di una percentuale ma la curva continuera' a crescere lo stess,o perche' l'andamento dominante e' esponenziale (ridurre i contagi non cambia l'andamento).
La curva cresce esponenzialmente perche' il contagio e' un fenomeno con progressione geometrica (esponenziale) e per fermarlo occorre un fenomeno di contrasto con un effetto altrettanto esponenziale (come sarebbe la rimozione di tutti i contagi, magari con un lockdown).
Esiste un fenomeno naturale che produce la rimozione dei contagi ed e' l'innalzamento della temperatura stagionale: se la temperatura si abbassa i contagi aumentano (perche' aumentano le cariche virali, come abbiamo spiegato piu' volte in precedenza) e la curva s'impenna verso l'alto, mentre se la temperatura sale allora i contagi diminuiscono (perche' diminuiscono le cariche virali e quindi l'esposizione della popolazione al virus, per le stesse ragioni) e la curva dei contagi tende cosi' a zero.
Per produrre questo effetto artificialmente occorre prendere come bersaglio le cariche virali che causano i contagi.
Questo si puo' fare in due modi:
  1. MODO 1: Si impedisce alle cariche virali di raggiungere il bersaglio con le mascherine o il distanziamento (lockdown).
    Abbiamo sperimentato la primavera scorsa che il lockdown funziona, perche' la curva dei contagi Covid-19 ha smesso di crescere ed e' andata in plateau per poi estinguersi con l'arrivo del caldo.
    ORA PERO' LA SITUAZIONE E' DIVERSA: allora la stagione calda e' arrivata dopo 2 mesi mentre oggi arrivera' tra 6 mesi.
    Questo significa che la prospettiva ora e' molto PEGGIORE perche' il lockdown nazionale dev'essere piu' lungo o dev'essere addirittura ripetuto piu' volte! E questo non e' assolutamente possibile.
    Chiariamo meglio perche' ora e' diverso: se la percentuale dei contagi e' arrivata al 20% (ora e' al 13%) e faccio il lockdown per 1 mese la percentuale scende, per esempio al 10%; ma appena il lockdown termina l'epidemia e' ancora in atto (sara' inverno e non estate, come la volta scorsa) e non c'e' alcun motivo perche' non debba riprendere subito a salire esponenzialmente.
  2. MODO 2: Si riducono le cariche virali per ridurne la contagiosita', sia per quanto riguarda il numero di virus che contengono, sia per la durata del periodo di attivita' dei virus (e' quello che accade con il caldo d'estate).
Ecco la differenza tra questi due modi:
1) Nel primo modo non si cambia la pendenza della curva dei contagi cioe' la velocita' di crescita della curva.
2) Nel secondo modo invece si riduce la contagiosita' e quindi la pendenza della curva. Questo e' fondamentale per ridurre l'epidemia con lo stesso effetto che appare in estate e che riduce cosi' tanto la pendenza della curva da poter addirittura estinguere l'epidemia.
E' questo del MODO 2 pero' solo un sassolino che lanciamo nello stagno della ricerca, perche' forse e' praticabile ma ancora non si sa come riuscirci.
Quello che vorrebbero le Autorita' e' di riprendere il controllo della curva dei contagi ma questo non si puo' fare con provvedimenti che riducono il numero dei contagi (modo 1). Occorrerebbe ridurre la pendenza della curva, cioe' se un infetto ora contagia 3 persone occorre che poi ne contagi 2 ovvero si deve ridurre la contagiosita' che e' quella che determina la pendenza della curva (modo 2) e questo ora NON sappiamo come farlo.
Se i metodi da noi usabili sono solo del Modo 1 (riducono cioe' solo il numero dei contagi ma non la pendenza della curva ovvero la contagiosita') allora scopriremo tra poco che ci risultera' impossibile riprendere il controllo dell'epidemia, perche' vedremo che, se la pendenza della curva rimane esponenziale, allora questa sua crescita rapida riuscira' sempre a recuperare rapidamente il numero di contagi che siamo riusciti a ridurre ed ogni nostro intervento (di Modo 1) risultera' INUTILE.

FUTURO DELL'EPIDEMIA: L'umanita' si salvera' comunque con l'arrivo dell'estate, quando la curva scendera' verso zero e l'epidemia di Covid-19 si estinguera' (e' gia' accaduto l'estate scorsa) ma ci mancano 6 mesi.
L'epidemia si estinguera' ma i virus non si estingueranno, perche' rimangono ospiti per tutta l'estate in un numero molto grande di persone asintomatiche che li ospitano nel loro corpo inconsapevolmente, ed impediscono cosi' che il Sars-CoV-2 sparisca dalla faccia della Terra.
Il virus seguitera' cosi' ad esistere nei corpi degli asintomatici (che sono quindi IL PROBLEMA), attendendo l'autunno successivo per tentare di ripetere il suo ciclo di epidemia di Covid-19.
Che gli asintomatici siano il problema l'abbiamo toccato com mano in questi giorni: ai primi di ottobre i contagi in crescita erano praticamente solo i loro perche' l'epidemia Covid-19 non era ancora iniziata: hanno fatto crescere i contagi fino al punto da innescarla (con il fenomeno che abbiamo chiamato l'epidemia degli asintomatici). Sono stati i loro contagi ad avviarla.
Voglio sperare pero' che tra 11 mesi gli italiani, opportunamente istruiti, non permettano che la percentuale di asintomatici (che stanno coltivando nel loro corpo milioni di colonie di virus, che diffondono nell'ambiente) raggiunga nella sua crescita la percentuale critica di soglia che permette l'inizio dell'epidemia del Covid-19, com'e' purtroppo accaduto ora.
E cosi' l'anno prossimo potremmo scamparla, come stanno facendo adesso i cinesi, magari anche aiutati da un vaccino che ci potra' aiutare in questa guerra (ma meno di quanto la gente crede, secondo me, per i motivi che ho gia' spiegato).
E' una realta' che sembra calata tra noi da un thriller di fantascienza, ma purtroppo e' tutto vero!

COSA E' MEGLIO FARE ? (26 ottobre 2020)
Confesso di aver provato un grande disagio e mi e' pesato molto trattare questo argomento, perche' presenta scenari duri ad essere metabolizzati, al punto che la loro lettura potrebbe anche non essere adatta ai lettori piu' impressionabili.
So che 100 miei colleghi molto in gamba, che a differenza di me sono anche accademici dei Lincei, hanno chiesto di adottare importanti provvedimenti da prendere con la massima urgenza.
Ecco il mio pensiero in merito.
La crescita dei contagi avviene su scala nazionale. Il metodo di contrasto esponenziale collaudato in grado di fermare questa crescita e' il distanziamento delle persone tramite il lockdown nazionale (blocca la salita della curva dei contagi perche' e' un metodo che con il distanziamento blocca al 100% la causa dei contagi e della relativa crescita esponenziale).
Un lockdown limitato, per esempio regionale, puo' arrestare anche completamente la crescita dell'epidemia in quella regione (che potrebbe essere di grande aiuto per ridurre l'afflusso di pazienti negli ospedali di quella regione), cioe' la nostra curva (nazionale) si puo' abbassare con un ulteriore gradino del 5% (1 regione su 20) ma continua comunque a crescere per il contributo ai contagi delle altre 19 regioni, tutte in crescita esponenziale, chi piu' e chi meno.

MOLTO IMPORTANTE: PERCHE' E' SBAGLIATO FARE CHIUSURE LIMITATE DI ALCUNE ATTIVITA' (26 ottobre 2020)

INTRODUZIONE: La gente non ha coscienza del vero significato matematico di crescita esponenziale.
Le funzioni esponenziali, come i logaritmi, risultano in effetti indigeste a tante persone che preferiscono ignorarle.
Noi mostreremo qui' come la loro conoscenza sconvolgera' la percezione dell'evoluzione dell'epidemia Covid-19.
Secondo il senso comune tutti pensano che, se con un provvedimento si riesce a dimezzare i contagi, hanno fatto un bel passo avanti. A maggior ragione se adotto tanti provvedimenti di chiusura parziale di varie attivita' economiche che ritengo possano favorire gli assembramenti posso ottenere tante riduzioni dei contagi.
Riuscendo a ridurre il 2% qua' ed il 3% la' poi tutte queste riduzioni si sommano e posso mantenere sotto controllo l'epidemia.
Questo secondo il senso comune dell'uomo della strada. La cosa grave e' quando anche gli amministratori si affidano al senso comune invece che alla Scienza, come sarebbe doveroso anche se si parla di esponenziali e logaritmi.
Ebbene il dramma (o meglio tragedia) e' proprio qui', perche' le argomentazioni fatte prima seguendo il senso comune SONO SBAGLIATE e "di brutto"! Preparatevi ad accogliere con la massima serieta' informazioni sosprendenti e a dir poco sconvolgenti, perche' rivoluzionano il modo in cui si deve gestire l'epidemia Covid-19.
Mostreremo ora come il senso comune d'intendere l'evoluzione dell'epidemia, sbagli grossolanamente con il fenomeno dei contagi, proprio perche' questo segue una legge esponenziale.
La non conoscenza di questa semplice nozione matematica puo' avere conseguenze tragiche, se chi manovra le leve del potere segue il proprio intuito anziche' la scienza, perche' sembra ovvio che e' giusto spendere somme anche ingenti per dimezzare i contagi ove possibile. Pensano cosi' perche' seguono l'intuito, invece cio' e' sbagliato ed ora dimostriamo perche'.
Sarebbe giusto con un fenomeno che segue una crescita lineare cioe' rettilinea, che e' l'andamento piu' comune ed intuitivo che siamo abituati a vedere; anche le curve nei nostri grafici sembrano rettilinee, mentre invece sono esponenziali che, nel piccolo, appaiono come rettilinee.
E' una differenza enorme come stiamo per vedere ora.

SPIEGAZIONE: Se la curva e' lineare e perde meta' dei contagi che alimentano la sua crescita, si riduce anche la pendenza della curva da quel momento in poi (cioe' si dimezza il suo coefficiente angolare) ed ho un beneficio durevole.
Ma se invece si dimezzano i contagi su una curva esponenziale, non cambia la pendenza della curva, ma si abbassa solo, mantenendo la stessa pendenza di crescita, che e' quella esponenziale (che riflette la dipendenza dal tempo).
Quindi rapidamente la curva esponenziale recupera il calo subito in verticale (sulle ordinate) ed il risultato finale sara' solo una traslazione in basso, senza cambiamento di pendenza (che e' quella che definisce l'andamento della velocita' di crescita che e' legata alla base dell'esponenziale che rimane invariata), esattamente come si vede nei grafici da noi pubblicati in questo articolo, dove appaiono due salti in basso corrispondenti a riduzioni di contagi ottenute con le mascherine (del 2% ciascuna).
Nel grafico si vede che dopo aver inciso sulla crescita dei contagi provocandone un calo del 2% la pendenza della curva NON diminuisce e la curva si trasla in basso, proseguendo la sua crescita esponenziale e dopo 2 giorni, visibili in ascissa sul grafico, ritorna allo stesso livello di prima e prosegue la sua crescita come se nulla fosse accaduto, soltanto la curva risulta spostata a destra di 2 giorni (come un ritardo).
Quindi anche ogni altro intervento governativo successivo, che riesca ad ottenere un'ulteriore riduzione dei contagi (per esempio le chiusure di attivita' come ristoranti, teatri, ecc.) subirebbe lo stesso destino: la curva continuera' sempre a crescere con la stessa pendenza (che aumentera' pure, con l'arrivo del freddo) e l'unico risultato dei vari provvedimenti sara' solo quello di spostare sempre piu' a destra la curva (di poco perche' e' ripida).
Quindi passati quei pochi giorni di ritardo in tutti i giorni successivi (che sono in ascissa) i contagi non saranno di meno ma saranno gli stessi (in ordinata) e seguiranno la stessa crescita esponenziale, solo spostati in avanti (con pochi giorni di ritardo) come se i provvedimenti governativi non fossero mai esistiti.
La conclusione e' che i costosi provvedimenti governativi, che sono riusciti (finche' duravano) a ridurre i contagi del 2% (e' un esempio uguale a quello nel nostro grafico) in realta' hanno ottenuto solo un risultato effimero, perche' dopo soli 2 giorni e per tutti i giorni seguenti, i contagi sono tornati ad essere esattamente quelli di prima dei provvedimenti e cosi' anche i relativi ricoveri e decessi.
E' tutto come se i costosi provvedimenti non fossero stati mai presi (ma i costi umani ed economici purtroppo restano).
I benefici eventualmente ottenuti anche con vari altri provvedimenti governativi, in termini di riduzione percentuale del numero dei contagi, non producono neanche un effetto cumulativo, che sommerebbe i vari benefici per abbattere sempre piu' la crescita dei contagi, perche' producono invece solo tanti piccoli effetti effimeri di traslazione a destra della curva dei contagi (gli spostamenti orizzontali della curva, questi si, si sommano producendo un ritardo sempre piccolo perche' la curva e' ripida, di pochi giorni nel grafico, ma la curva non subisce altri cambiamenti e prosegue nella sua crescita come se i provvedimenti non fossero esistiti.
Cioe' tutti i provvedimenti di chiusura parziale dell'economia risultano INUTILI, non aiutano a controllare l'epidemia e non salvano vite umane.
Capisco l'incredulita' del lettore, perche' e' un risultato che va contro il comune intuito delle persone: posso lottare tanto contro l'epidemia, ottenere tanti risultati positivi di riduzione dei contagi ma alla fine mi ritrovo solo "un pugno di mosche in mano", perche' poi la curva dei contagi procede e raggiunge lo stesso livello massimo, come se nulla fosse avvenuto.
E'sorprendente ma e' proprio cosi'.
E' questa l'informazione molto importante che vogliamo comunicarvi.
Si sarebbero spese enormi risorse umane ed economiche per ottenere il NULLA e questo sarebbe scandaloso, perche' se queste cose le sappiamo noi, chi amministra non puo' NON saperlo, grazie ai suoi consiglieri.
La crescita della curva durera' fino a raggiungere un valore costante (plateau), quando decessi e guarigioni eguaglieranno il numero dei nuovi contagi, per poi diminuire a fine primavera quando il caldo ridurra' le cariche virali e quindi il numero dei nuovi contagi.
In questo caso della curva esponenziale (che e' quella vera dei contagi) la pendenza non cala ma addirittura aumenta ma per altri motivi (la crescita del secondo tratto, e' piu' ripida perche' corrisponde ai contagi prodotti da persone infette con sintomi, che sono piu' contagiose).

MATEMATICA: Per gli appassionati indichiamo qui' la dimostrazione matematica di questo fatto CLAMOROSO: sono soldi buttati quelli spesi per ridurre i contagi solo in parte (I CONTAGI O SI ELIMINANO TUTTI O NIENTE, PERCHE' E' INUTILE).
Se con un provvedimento azzeccato riesco a ridurre il valore dei contagi (variabile dipendente Y), che e' l'ordinata (nei nostri grafici e' la percentuale dei contagi) del 50% allora:
  • Se la curva e' lineare Y=a*X allora dimezzare Y corrisponde ad avere 1/2*a e quindi la curva viene ad avere un coefficiente angolare dimezzato, che graficamente significa pendenza dimezzata;
  • Se invece la curva e' esponenziale Y=exp(X) allora dimezzare Y corrisponde ad avere un fattore 1/2 davanti a exp(X) ed un fattore davanti ad un esponenziale equivale ad una costante sommata all'esponente (che e' il logaritmo della costante, che graficamente significa stessa pendenza (esponenziale) ma ascissa traslata (di log(1/2) giorni);

Questo significa che con un fenomeno che ha un andamento esponenziale, come quello dei contagi, provvedimenti che producono una riduzione parziale (cioe' frazionaria) della crescita della curva ottengono solo un risultato effimero di una traslazione della curva verso il basso e non quello che invece sarebbe determinante, la riduzione della pendenza della crescita, come avviene invece nei fenomeni LINEARI, che sono quelli impressi nella mente della gente.
La crescita esponenziale, dopo il calo frazionario dei contagi poi rapidamente rimette le cose "a posto", com'erano prima del provvedimento, con l'unico risultato ottenuto di una piccola traslazione orizzontale (ritardo) della curva, proprio come quei due salti che si vedono nei nostri grafici (corrispondenti a riduzioni dei contagi del 2% ciascuno, dovuti all'uso esteso delle mascherine).
QUINDI SE HO FATTO SACRIFICI PER OTTENERE IL CALO DEI CONTAGI HO SBAGLIATO E TUTTI I SACRIFICI FATTI SONO STATI INUTILI.

PIU' SEMPLICEMENTE: Vediamo di farlo capire anche all'uomo della strada, perche' sia un'affermazione di sostanza e non solo frutto di un artificio matematico.
In soldoni vuol dire che, se con un provvedimento riesco a ridurre i contagi, quei contagi che ho evitato con il mio costoso provvedimento, sono persone che non si saranno ammalate ma, siccome la curva dei contagi crescera' ugualmente, pochi giorni dopo saranno altre persone diverse da loro ad ammalarsi ed avro' lo stesso numero di ricoveri e decessi, solo ritardati, pochi giorni dopo.
La spesa sostenuta e' servita solo a spostare un po' in avanti nel tempo i dati dell'epidemia, che rimangono pero' gli stessi (nessun beneficio acquisito e sacrifici sprecati inutilmente).

VERIFICA SPERIMENTALE: Per convincersi che questi fatti sorprendenti da noi descritti, che ci sembra possano mettere in crisi le strategie governative di gestione dell'epidemia, non sono invenzioni teoriche da intellettuali pseudo-matematici ma corrispondono alla realta' vera, basta osservare il nostro grafico, che riporta la curva sperimentale delle percentuali dei contagi, comunicate giornalmente dal Ministero della Salute, dove le due riduzioni di contagi del 2% ciascuna, prodotte da uno specifico provvedimento governativo (quello delle mascherine), appaiono proprio come da noi descritto e come la matematica stabilisce che debbano essere per un fenomeno come quello dei contagi, che segue notoriamente l'andamento esponenziale.
E' la verifica sperimentale di questa caratteristica sorprendente e niente affatto intuitiva, che abbiamo qui' descritto, tipica dei fenomeni con andamento esponenziale: se si emana un provvedimento amministrativo che abbassa di una percentuale (nel nostro grafico e' il 2%) la produzione dei contagi che alimenta la crescita della curva, la pendenza NON diminuisce e la curva si trasla in basso, proseguendo la sua crescita esponenziale e dopo 2 giorni, visibili in ascissa sul grafico, ritorna allo stesso livello di prima e prosegue la sua crescita come se nulla fosse accaduto, soltanto la curva risulta spostata a destra di 2 giorni (come un ritardo).
Anche tutti i sacrifici che si stanno facendo per ottenere quel 2% di riduzione dei contagi stanno producendo questo beneficio effimero, che consiste solo nel ritardo di 2 giorni.
Successivamente alla partenza esponenziale dell'epidemia la mascherina non serve piu' a quella riduzione del 2% ma a tenere la persona nel novero delle persone meno soggette al contagio e di ottenere 2 benefici: la profilassi dal virus ed il contributo alla riduzione del livello di plateau asintotico della curva dei contagi, che spieghiamo qui':

ANDAMENTO A LUNGO TERMINE: Ma la curva esponenziale dei contagi allora e' destinata a crescere inesorabilmente fino all'infinito?
Certo che no, perche' la popolazione soggetta al contagio non e'infinita: e' il suo numero che poi manda in plateau la curva sperimentale dei contagi, quando tutti quelli che potevano essere contagiati lo sono stati.
Il livello del plateau e' destinato poi ad abbassarsi quando, con l'arrivo dell'estate, i malati di Covid-19 diminuiscono e la percentuale dei contagi corrisponde poi alla popolazione asintomatica endemica dell'Italia.
La popolazione soggetta ai contagi non e' la totalita' della popolazione, perche' con le giuste distribuzioni statistiche, vanno sottratti gli asintomatici, le persone piu' istruite e diligenti, che prestano la dovuta attenzione alla profilassi, anche indossando a dovere le mascherine, le persone che hanno sviluppato un'immuno-resistenza al virus (guariti o vaccinati), ecc.
Non sappiamo quanto siamo ancora lontani da questo plateau.
Quando ci saremo arrivati il numero dei nuovi contagi giornalieri restera' costante nel tempo (plateau) il che vuol dire che il numero dei nuovi contagiati sara' uguale al numero dei guariti dal virus e dei decessi (perche' la popolazione infetta non cresce piu').
Poi con l'arrivo del caldo o dell'aumento dell'immunita' acquisita dal popolo o con il miglioramento della profilassi il numero dei nuovi contagi cala e con esso anche il numero totale delle persone infette (perche' allora saranno piu' numerose le guarigioni ed i decessi) e la nostra curva delle percentuali di contagi comincera' a decrescere.
Con la giusta e doverosa istruzione di massa della popolazione (la gente e' ancora troppo vulnerabile, perche' non viene completamente informata sulla profilassi: non basta "distanziamento, lavaggio mani e mascherine") si puo' abbassare di molto il livello massimo del plateau e questo si, sarebbe un vero grande successo, perche' potrebbe ridurre di molto il totale dei ricoveri e decessi dell'epidemia (molto piu' della lotta ai contagi con sciocchi e costosi provvedimenti di contenimento, che altro poi non ottengono che quell'effimero ed inutile ritardo nell'ineluttabile crescita dei contagi.

CHIUSURE: In questi giorni potrebbe accadere che certi provvedimenti amministrativi vengano presi perche' "la priorita' e' salvare vite umane"; allora si potrebbe decidere di spendere 4 miliardi e buttare sul lastrico migliaia di commercianti, per ottenere come risultato, in base ai nostri argomenti, lo stesso numero di ricoveri e decessi ma spostati in avanti di qualche giorno. Sarebbe una follia, come l'inutile battaglia di don Chisciotte contro i mulini a vento.
E se qualcuno pensasse al LOCKDOWN TOTALE, sacrosanto in primavera, ORA sarebbe una follia ancora peggiore!
Essere impreparati nella vita puo' costare molto caro, soprattutto se capita a chi riveste cariche importanti.

Anche la chiusura di alcune attivita', che contribuiscono ad una percentuale dei contagi, produce nella curva un altro abbassamento con un gradino pari a quella percentuale che non sara' mai grande, perche' sono una miriade le cause diverse che producono i contagi, e non ci sara' ne' il blocco dell'epidemia ne' l'appiattimento della curva che resta in crescita esponenziale perche' cosi' crescono le epidemie se non si arrestano.
Anche se si riuscisse a far calare la curva addirittura del 90% con provvedimenti parziali, quel 10% rimanente crescerebbe esponenzialmente (se la percentuale e' oltre il valore di soglia d'inizio dell'epidemia), prima con pendenza piu' bassa e poi sempre piu' alta; cosi', sia pure con un certo ritardo, riporterebbe i contagi in alto e si sarebbe guadagnato solo del tempo.
Quindi mentre i governanti si stanno chiedendo "cosa chiudiamo" la risposta non puo' che essere: O TUTTO O NULLA.
Da quello che sta accadendo nel Paese SEMBRA CHE NESSUNO ABBIA ANCORA CAPITO il fenomeno che abbiamo di fronte e stanno per compiere azioni irreparabili e devastanti.
Quello che sembra rimanere l'unico strumento valido, il lockdown nazionale, non puo' essere sopportato ora dalla popolazione: la gente morirebbe di fame invece che di Covid, soprattutto adesso che il periodo freddo durera' ben 6 mesi e non solo 2 mesi, come nell'epidemia della primavera scorsa. Il lockdown andrebbe pertanto ripetuto piu' volte, in attesa dell'estate, perche' quando viene interrotto l'epidemia, che rimane attiva, tornerebbe a far crescere i contagi.
La vera soluzione indolore sarebbe stata quella di impedire che l'epidemia Covid-19 iniziasse ed in questo articolo abbiamo spiegato come si puo' ottenere. In questo modo l'anno prossimo il problema non esistera' piu' e con calma potremo poi dedicarci a far diminuire il numero di asintomatici fino a far scomparire il virus Sars-CoV-2 e scongiurare per sempre nuove epidemie Covis-19, facendo tornare tutti ad una vita normale.

GESTIONE DELL'EPIDEMIA: Ora pero' l'epidemia e' scoppiata ed i contagiati stanno crescendo in modo esponenziale.
Qual'e' l'alternativa al lockdown (che non si puo' fare soprattutto se dev'essere lungo o ripetuto)?
Gli altri Stati hanno piu' contagi di noi italiani e quindi dovranno precederci di 1 o 2 settimane nei provvedimenti da adottare.
Questo e' un grande vantaggio per noi, in quanto possiamo osservare cosa fanno e ricavare informazioni preziose su quali siano i provvedimenti piu' efficaci: possiamo cosi' scegliere quelli prima di altri (si puo' fare in quanto il virus e' lo stesso).
Abbiamo spiegato sopra perche' provvedimenti di blocco parziale sono solo pannicelli caldi che non fermano la salita esponenziale ma la ritardano solo di pochi giorni.

Potete capire l'evoluzione dell'epidemia guardando i dati riportati nei grafici e tenendo conto che: Conseguentemente e' INUTILE lottare contro la crescita dei contagi che diventa sempre piu' inesorabile, quanto piu' il freddo avanza. E' come lottare contro i mulini a vento.
BISOGNA ACCORGERSENE IN TEMPO, prima di finire in malora, dilapidando l'economia e mettendo in ginocchio la societa' sulla base di convinzioni che sono pure scientificamente errate.
Questo vale anche per gli altri Paesi d'Europa, che potrebbero rischiare di fallire, proprio nel momento in cui hanno deciso, bonta' loro, che la solidarieta' europea puo' anche essere una buona cosa!

ALLORA COSA SI PUO' E SI DEVE FARE?
Molte persone sono intelligenti e si sono doverosamente documentate su come convivere con il virus senza ammalarsi, per cui molto probabilmente arriveranno alla fine di questa epidemia (a maggio 2021, in l'estate) senza ammalarsi, anche in assenza di lockdown, perche' cio' E' POSSIBILE.
Il problema sono tutti gli altri, che sono tanti e che sicuramente si ammalerebbero (senza poter essere curati in ospedale perche' sono troppi).
Cosa si puo' fare?
Un comportamento piu' virtuoso della gente avrebbe un effetto importantissimo, quello di concorrere ad abbassare, insieme ad altri presidi farmacologici (vaccino), il livello limite a cui la curva dei contagi non cresce piu' (vedi l'ANDAMENTO A LUNGO TERMINE gia' discusso in precedenza) e quindi di ridurre il numero totale dei decessi, che sarebbe un risultato non ottenibile altrimenti con un'epidemia impossibile da arrestare.
Assomiglierebbe ad una "cura Trump" all'italiana (la politica non c'entra), con proposta e motivazioni culturali diverse e rispettando l'esigenza per la popolazione di una grande consapevolezza dei rischi, molto piu' di quanto sta accadendo negli U.S.A.
La primavera scorsa e' stato giusto fare il lockdown e cosi' noi in Italia abbiamo salvato migliaia di vite umane a differenza degli U.S.A. Ora pero' il lockdown nazionale non e' piu' possibile farlo sia per le condizioni economiche del Paese che soprattutto perche' il lockdown dovrebbe essere piu' lungo e ripetuto, in quanto in inverno l'epidemia peggiorera'.
Quindi, se non si puo' fare, IL LOCKDOWN NAZIONALE NON E' UN'OPZIONE, in questo caso non esiste proprio.
E' ovvio che a noi italiani questa cura non ci piace ma potrebbe essere proprio questa l'unica via percorribile perche' i danni e le vittime prodotti dal lockdown, integrati nel tempo, potrebbero essere ancora maggiori in un tessuto sociale ed economico distrutto da lockdown prolungati nel tempo.
Certo sarebbe una vita molto diversa e meno gradevole, da percorrere in apnea per la durata dell'epidemia, che poi finira' con l'estate.
Non so se e' tutto chiaro: la cura puo' anche essere indecente ma se non c'e' alternativa, potrebbe essere l'unica strada percorribile per arrivare in qualche modo all'estate.
L'alternativa a questo ci sembra che sia infatti solo un IMPOSSIBILE lockdown nazionale ripetuto, con tutte le conseguenze inaccettabili che comporterebbe.
Se alla fine le cose stessero veramente cosi', c'e' davvero una cosa urgente da fare: bisognerebbe farlo capire a chi di dovere il prima possibile, evitando di impoverire inutilmente il popolo con una sequenza di provvedimenti che si rivelano poi sbagliati perche' non portano alcun beneficio reale ma solo una distruzione inesorabile e progressiva dell'economia.
Credo che solo i Paesi che lo capiranno in tempo riusciranno a sopravvivere a questa crisi.
Proprio ieri il Governo ha adottato costosi provvedimenti per il contenimento dei contagi e se, come pensiamo, tra un paio di settimane si accorgera' che non hanno portato i benefici attesi, giustamente gli amministratori se la prenderanno con i tecnici che avevano il dovere di saper prevedere queste cose.
Ma allora sara' tardi: quel danno ormai sara' stato consumato.
Per completare questo scenario (deprimente) aggiungo anche di ritenere che il ricorso ai vaccini potrebbe NON essere risolutivo, perche' lo ritengo poco efficace su quei milioni di persone che hanno il virus in corpo (gli asintomatici) con il loro sistema immunitario gia' sollecitato da tempo per la presenza del virus, che anche per questo continueranno ad essere il nostro problema principale, perche' li possiamo individuare solo con il tampone e una volta individuati non sappiamo poi come curarli (se il Sars-CoV-2 si comportasse come l'herpes non guarirebbero e potrebbero addirittura rimanere asintomatici a vita o finche' non guariti con un farmaco antivirale che per ora non c'e').
Con loro la prospettiva e' quella di future epidemie di Covid-19 che potrebbero colpire ogni inverno solo milioni di asintomatici, se tutte le altre persone (sane) sono state vaccinate.
Bisognerebbe allora continuare ad usare tutti le mascherine per impedire che in autunno la percentuale di asintomatici (positivi al tampone) raggiunga la soglia d'inizio dell'epidemia di Covid-19. Cioe' continueremmo ancora ad avere il virus in casa, coltivato da alcuni milioni di persone asintomatiche che non sappiamo chi sono.

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (26 ottobre 2020)
Aggiungiamo l'ulteriore punto di 13.6% di percentuale di contagi del 26/10 sul grafico seguente:


L'ultimo dato si pone in linea con quelli precedenti lungo la crescita esponenziale senza mostrare ancora una riduzione della crescita, conseguente ai primi provvedimenti di coprifuoco,

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (27 ottobre 2020)
Aggiungiamo l'ulteriore punto di 12.6% di percentuale di contagi del 27/10 sul grafico seguente:


Nel grafico sono riportate le percentuali dei tamponi positivi a partire dall'8/10 che mostrano l'evoluzione dell'epidemia.

PREMESSA: Il fenomeno rappresentato nella curva che stiamo osservando e cercando di descrivere e' reale, perche' al di fuori degli errori sperimentali.
Potrebbe non essere giusta la nostra interpretazione del fenomeno ma e' sicuramente importante capire cosa determina questo andamento dei dati per meglio combattere la pandemia in Italia e nel mondo.
E' anche di fondamentale importanza imparare quali effetti possono produrre i provvedimenti di chiusura parziale delle attivita' economiche.

La nostra interpretazione dei dati distingue i seguenti 3 periodi:
  1. Nel primo tratto della curva, partendo dall'inizio, a sinistra, si notano i primi 4 punti con una pendenza minore.
    La pendenza della curva rappresenta la velocita' di crescita dei contagi che e' determinato dalla contagiosita' delle cariche virali circolanti.
    In questo primo tratto della curva la contagiosita' era minore perche' l'epidemia di Covid-19 non era ancora scoppiata e quindi il numero di contagi aumentava con le cariche virali diffuse dagli asintomatici (piu' deboli).
  2. Nel secondo tratto della curva la pendenza si accentua perche' la percentuale dei contagi ha superato il limite del 3%, da noi considerato la soglia d'innesco dell'epidemia di Covid-19. Cosi' e' iniziata il 12/10 l'epidemia dei sintomatici (Covid-19) e le cariche virali presenti nell'ambiente dai sintomatici sono diventate piu' intense (cioe' con molti piu' virus). Allora e' aumentata la contagiosita' diffusa e per questo la velocita' di crescita dei contagi e' aumentata e cosi' la pendenza della curva risulta maggiore dal 12/10 in poi.
    La traslazione verso destra del secondo tratto di curva, dal 12/10 al 19/10, e' dovuta al calo del 2% del numero dei contagi prodotti dagli asintomatici per l'obbligo dell'uso esteso delle mascherine introdotto il 9/10.
  3. Anche il terzo tratto di curva, dal 20/10 al 26/10 (ieri), conserva la stessa pendenza (esponenziale) caratteristica del livello di contagiosita' dei sintomatici.
    L'ulteriore traslazione verso destra di questo terzo tratto di curva e' dovuta ad un ulteriore calo del 2% del numero dei contagi, prodotto sui sintomatici dall'obbligo dell'uso esteso delle mascherine introdotto il 9/10. Nell'articolo e' spiegato perche' si manifesta il 20/10 e non prima.
Ora dal 27/10 incontriamo un nuovo calo dei contagi, ancora del 2%, sotto alla retta che indica l'andamento dei dati precedenti (lungo la crescita esponenziale).
Questa nuova riduzione dei contagi dovrebbe essere l'effetto dovuto ai primi provvedimenti di coprifuoco (e' giusto considerare un ritardo di circa 4 giorni tra incubazione del virus e tempi tecnici di acquisizione della misura).
L'entita' della riduzione corrisponde a 1.200.000 contagi, il 96% dei quali asintomatici (il calcolo e' fatto su 60 milioni di italiani): questa riduzione e' ragionevolmente compatibile con il numero di persone interessate dalla chiusura del coprifuoco.
In questo caso si potranno cercare delle conferme di questa interpretazione, indagando sulle localita' da cui provengono le riduzioni dei contagi, perche' a differenza dei due casi precedenti, in cui il contributo alle riduzioni era diffuso in tutto il Paese (era quello dovuto all'uso esteso delle mascherine) ora dovrebbe provenire solo dalle aree dove si e' imposta la chiusura delle attivita' (le citta'-focolaio).
Questa indagine e' importante perche' in genere vengono adottati piu' provvedimenti insieme e l'effetto unico, che poi si vede, non e' riconducibile ad un'unica causa. Qui' dovrebbe essere diverso e questo fornirebbe informazioni preziose per proseguire la lotta al Covid-19.
Il calo del 2% che si osserva (valutando la distanza verticale di questo punto dalla retta che indica l'andamento dei dati precedenti) e' circa 1/6 del numero dei positivi trovati; e' quindi un valore importante gia' al primo giorno, in cui si manifesta questo effetto del provvedimento di chiusura delle citta-focolaio (e' questa la nostra interpretazione).
Se assumiamo che il modello di evoluzione dell'epidemia descritto in questo lavoro poi non venga confermato, allora questo tipo di provvedimenti si presentano molto promettenti per il controllo dei contagi.
Sara' importante vedere per quanti giorni continuera' questa discesa, che introduce nel nostro grafico il terzo gradino.
Spero la riduzione dei contagi che producono questi provvedimenti non si manifesti tutta solo nel primo giorno (ieri) ma sia spalmata su piu' giorni, facendo continuare il calo della curva (cosi' il beneficio risulta maggiore).
Una volta registrato nella curva il totale del numero di contagi ridotti dal provvedimento la curva purtroppo dovrebbe riprendere la sua crescita esponenziale, perche' le restanti persone contagiose al di fuori delle citta'-focolaio stanno continuando a svolgere la loro opera nefasta di spargere il contagio al di fuori delle citta'-focolaio.
Mi aspetto cioe' un aspetto della curva del tutto analogo a quello dei 2 gradini precedenti, con una differenza molto importante pero': dopo i 2 gradini precedenti la curva ha ripreso la sua crescita esponenziale rimanendo stabilmente ad una quota ribassata del 2%, ma perche' la causa della riduzione dei contagi e' rimasta in permanenza (la gente ha continuato ad indossare le mascherine).
Ma cosa pensate che accadrebbe se la gente smettesse di usare le mascherine? Certamente i contagi aumenterebbero e si perderebbe la riduzione del 2% nelle ordinate, cioe' la curva subirebbe un salto in alto con un aumento dei contagi esattamente uguale alla riduzione del 2% guadagnata quando si era iniziato ad usare le mascherine.
Bene, questo mi sembra perfettamente comprensibile e condivisibile da tutti.
Qui' sorge il problema: come le mascherine devono continuare ad essere usate, cosi' anche le chiusure coprifuoco dovranno durare fino all'estate prossima?
Se terminano queste chiusure le persone che erano bloccate riprendono a circolare e se aumenta del 2% la popolazione esposta anche i contagi mi aspetto che aumentino in un tempo abbastanza breve, facendo comparire un nuovo gradino nella curva ma opposto a quello che oggi ci ha permesso di registrare un calo del 2% nei contagi.
Io spero che questa riduzione di contagi del 2% in 1 giorno duri per molti giorni, facendo calare i contagi di molto piu' del 2%. Ovviamente non possiamo esagerare nelle attese, perche' il coprifuoco riguarda solo un paio di citta-focolaio, se ricordiamo bene.
Ma sarebbe un'informazione importante per capire l'efficacia di questi provvedimenti, che spianerebbe la strada ad altrettanto efficaci provvedimenti futuri, di tipo diverso dalle chiusure pero', perche' possano durare nel tempo ed essere compatibili con le esigenze dell'economia (di aziende e famiglie, che devono mangiare).
Rimaniamo percio' impazienti in attesa dei dati dei prossimi due giorni.

Non possiamo tacere pero' che, se il nostro modello descrittivo dell'epidemia venisse confermato, ci dovremmo aspettare anche in questo caso che la discesa continui, probabilmente per un paio di giorni e che poi la curva dei contagi riprenda la sua crescita esponenziale, con la stessa pendenza di prima dei coprifuoco, perche' i provvedimenti adottati sono del "Modo 1" cioe' riducono i contagi ma non la contagiosita' (come fa il caldo estivo).
Se cosi' fosse, la curva recupererebbe in breve tempo poi, con la sua risalita, tutti i contagi ridotti con il coprifuoco.
Se questa previsione risultasse vera il coprifuoco, anche se potesse permanere a lungo, altro non produrrebbe che un ritardo, probabilmente di un paio di giorni o poco piu', nel percorso della curva dei contagi e nei relativi ricoveri e decessi.
Nulla di piu'.
Questo e' quello che suggerisce l'analogia con i due gradini precedenti della curva, ovviamente se l'interpretazione che abbiamo dato delle cause di quei gradini, descritta nel testo, e' corretta.

E' questo un mio secondo azzardo in una scommessa che spero, sinceramente tantissimo di perdere, perche' altrimenti vorrebbe dire che tutti i sacrifici fatti per il coprifuoco saranno stati inutili.
Se cosi' fosse, anche tutti gli eventuali altri provvedimenti futuri di questo "Modo 1" (riduzione dei contagi ma non della contagiosita') sarebbero destinati al fallimento.
Lo sapremo molto presto, credo gia' nei prossimi giorni.
Nel testo e' spiegato abbondantemente questo modello descrittivo del fenomeno epidemico Covid-19 e le sue conseguenze.

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (28 ottobre 2020)
Aggiungiamo l'ulteriore punto di 12.6% di percentuale di contagi del 28/10 sul grafico seguente:


Nel grafico sono riportate le percentuali dei tamponi positivi a partire dall'8/10 che mostrano l'evoluzione dell'epidemia.
L'ultimo punto 15.5% s'inserisce ad un livello piu' basso del precedente, risultando evidentemente una riduzione dovuta ad un ulteriore provvedimento che non so ancora identificare.
E' la buona notizia che i coprifuoco o lockdown locali, in vigore nelle citta'-focolaio, stanno sortendo l'effetto sperato di una discesa dei contagi, che risulta sovrapporsi al precedente andamento esponenziale.
Questo vuol dire che i provvedimenti adottati stanno producendo una decrescita dei contagi, che aumenta in modo esponenziale con il passare dei giorni.
A noi ci sembra interessante questa discesa dei contagi, indicativa che si stanno sommando in modo estremamente pronto anche gli effetti di altri provvedimenti presi ieri.
Ci riserviamo di riflettere e commentare questo andamento dei contagi.

RIFLESSIONI SULL'ANDAMENTO DELLA CURVA DEI CONTAGI: OK, ci ho pensato e sono arrivato a concepire un meccanismo che potrebbe spiegare quello che comincia ad apparirci nel grafico.
I contagi venuti meno per i lockdown parziali non erano tutti dello stesso tipo ma i tempi di comparsa della positivita' al test possono essere rappresentati con una distribuzione gaussiana larga, diciamo 3 giorni (gli infettivologi conoscono meglio di me i diversi tempi d'incubazione possibili).
In conseguenza di cio' quando si sono chiuse tutte le attivita' non sono scomparsi di colpo (ed in meno nel grafico) tutti i positivi insieme ma un po' oggi, un altro po' domani, ecc. cioe' la diminuzione dei contagi ci appare nel grafico distribuita su piu' giorni, secondo la larghezza della gaussiana.
Considero del tutto casuale che l'entita' della diminuzione dei contagi di oggi 28/10 sia stata proprio tale da produrre nel grafico esattamente la stessa percentuale di contagi di ieri.
Quando avremo i dati dei prossimi 3 giorni, facendo giorno per giorno la differenza tra questi dati e quelli sull'estrapolazione della retta che riproduce l'andamento dei dati prima del 26/10, otterremo la somma integrale dei contributi e da essa potremo anche derivare e visualizzare la distribuzione gaussiana delle persone che hanno contribuito alla riduzione dei contagi durante il lockdown parziale.
La somma di queste differenze da la misura dei benefici totali ottenuti con quei provvedimenti. Potrebbero risultare davvero importanti, alla luce dei daati di questi due ultimi giorni.

COSA SUCCEDE DOPO IL LOCKDOWN: Rimane l'incognita dell'entita' della successiva RISALITA prevedibile dei contagi, al termine dei lockdown locali, che a differenza dell'obbligo delle mascherine, non possono durare molto a lungo per ovvi motivi.
Tutte quelle persone torneranno libere ed esposte al rischio di contagio, per cui mi aspetto che il loro contributo alla curva dei contagi iniziera' a salire con una distribuzione temporale di una gaussiana integrata che spingera' in alto la curva esattamente nello stesso modo in cui ora la sta spingendo in basso (per l'effetto legato ai tempi d'incubazione).
Durante la chiusura, senza il loro contributo, la curva dei contagi del resto d'Italia prevedo che proceda piu' in basso ma con una crescita esponenziale, perche' e' sempre un'epidemia, anche se con il 5% di partecipanti in meno.
Mi aspetterei quindi che, dopo la spinta in alto conseguente alla fine dei lockdown, la curva ritorni esattamente a quegli stessi valori a cui si sarebbe trovata se i lockdown non ci fossero stati.
La risalita della curva dovrebbe raggiungere l'equilibrio nello stesso numero di giorni che ora passeranno prima di riveder tornare la salita esponenziale della curva.
Non rimane che aspettare per verificare se questa congettura, che spiega il problema che avevamo, trova riscontro nei dati dei contagi futuri.
Rimane poi da valutare l'entita' dei vantaggi ed il rapporto costi/benefici del provvedimento di lockdown, se poi veramente dovesse accadere che la curva dei contagi ritorna esattamente dove sarebbe stata senza lockdown e non si fosse invece stabilizzata senza crescere, per qualche ragione che a noi ora sfugge, come tutti pero' stanno sperando.

IL LOCKDOWN NAZIONALE: Un'osservazione finale: la nostra congettura non si applica solo ai lockdown parziali ma vale anche per un lockdown nazionale che blocca un intero Paese.
Il lockdown bloccando la contagiosita' con il distanziamento produce sempre un netto calo dei contagi.
Se e' fatto in aprile poi i contagi non risalgono perche' a maggio l'innalzamento della temperatura ambientale produce un netto calo delle cariche virali disperse nell'ambiente a cui la popolazione e' esposta.
Cosi' tutti ritengono che il lockdown ha bloccato l'epidemia (com'e' accaduto in Italia la primavera scorsa).
In realta' al termine del lockdown l'epidemia non e' riuscita a tornare ai livelli di contagi iniziali perche' non c'erano piu' le condizioni ambientali di temperatura adatte (stava arrivando l'estate).
La temperatura e' il solo parametro che conosco in grado di ridurre la contagiosita' del virus ed e' proprio la contagiosita' che determina la pendenza della curva dei contagi.
Per questo se un lockdown finisce a maggio la curva dei contagi non torna ad aumentare; in inverno invece e' molto diverso.
Noi italiani siamo stati molto fortunati.
Proprio domani i francesi (e poi sembra che vogliano farlo anche i tedeschi) iniziano un lockdown nazionale di un mese, che finira' a dicembre cioe' proprio all'INIZIO DELL'INVERNO.
Come capite bene noi ci auguriamo davvero sinceramente che la nostra congettura sia sbagliata e che non corrisponda alla realta' perche' non siamo riusciti a vedere un effetto nascosto che a dicembre fara' restare il numero dei contagi francesi a valori bassi, anche dopo la fine del costosissimo lockdown nazionale.

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (29 ottobre - 5 novembre 2020)
Il grafico seguente mostra la percentuale dei contagi dall' 8/10 al 5/11 mostrati in tabella :


SPIEGAZIONE DEL GRAFICO: Nel grafico sono riportate le percentuali dei tamponi positivi a partire dall'8/10 che mostrano l'evoluzione dell'epidemia. Pur essendo in parte aleatori, restano dati primari importanti nel senso che dal numero dei contagi derivano poi gli andamenti di tutti gli altri (ricoveri e decessi), ritardati nel tempo.
L'ultimo punto a destra (5/11), sembra riprendere l'andamento crescente dei contagi (che dovrebbe essere esponenziale con una pendenza, che pero' potrebbe essere minore, se la contagiosita' fosse diminuita).
I 3 punti precedenti, in discesa, mostrano la presenza di un nuovo gradino di decrescita, dovuta quasi certamente ai provvedimenti del DPCM del 1/11 (chiusura anticipata alle ore 18 dei locali commerciali di ritrovo, bar, ristoranti, ecc.). La riduzione sembra abbastanza importante e indica che si e' centrato abbastanza bene l'obiettivo da neutralizzare, perche' responsabile di una parte significativa dei contagi.
La freccia indica come si deve valutare la riduzione dei contagi prodotta dai 4 gradini (e relativi provvedimenti governativi che li hanno prodotti). Se non ci fossero stati i 4 gradini, la curva avrebbe proseguito la sua salita, come abbiamo indicato con la retta che estrapola l'andamento del secondo tratto di curva. Quindi la riduzione di contagi acquisita si puo' calcolare facendo la differenza tra l'ordinata del punto attuale sulla curva (dov'e' la freccia) ed il punto sulla retta estrapolata.

ANALISI: Per tarare il grafico osserviamo che la curva passa dal 4.3% del 10/10 al 16.3% del 1/11 con un salto del 16.3-4.3=12% (pari a 15 cm nel grafico, per cui la scala verticale e' 1cm=0.8%; la scala orizzontale e' di 1cm=1.7 giorni) in 22 giorni ovvero la pendenza media della curva corrisponde ad un incremento della percentuale dei contagi del 12% in 22 giorni cioe' del 0.55% al giorno.
In questa scala siccome ogni centimetro verticale corrisponde allo 0.8% circa di riduzione dei contagi, quindi dall'8/10 al 5/11 la riduzione totale finora acquisita e' di circa l' 8% (circa 10cm in verticale), non molto invero a fronte dei sacrifici fatti.
Ma soprattutto non sembra che finora si sia riusciti ad incidere sulla contagiosita' e quindi la pendenza della curva e' rimasta nell'ultimo mese sempre troppo ripida.
Il consuntivo, anche se precoce, e' scoraggiante: con questa pendenza della curva vengono vanificate in pochi giorni le riduzioni dei contagi, ottenute da questo tipo di provvedimenti (che lasciano invariata la pendenza): quell' 8% da noi acquisito in 28 giorni con i provvedimenti che hanno prodotto i 4 gradini visibili nel grafico, con questa pendenza, viene riassorbito e vanificato in circa 9 giorni, come si puo' vedere dalla curva (basta traslare orizzontalmente l'ultimo tratto di curva verso sinistra, fino a sovrapporlo alla retta che traccia l'andamento originario, senza l'effetto dei gradini).
Sarebbe un tragico errore non voler vedere dove ci porta questa pendenza inesorabile della curva: mancano ben sei mesi all'arrivo del caldo che potra' abbattere la contagiosita' di questo virus e quindi la pendenza della curva.
Basta estrapolare il grafico per vedere che la crescita attuale del 16.5% al mese (0.55% al giorno) in 6 mesi (molto meno in realta' perche' la curva e' esponenziale e non lineare) ci portera' ad una situazione, in cui tutti i tamponi fatti risultano positivi, cioe' alla completa infezione di tutta la popolazione (sarebbe l' immunita' di gregge ).
I benefici apportati dai provvedimenti finora adottati sono riusciti finora a ritardare solo di 1/3 gli eventi e se non si mettono in atto altre iniziative capaci di ridurre la pendenza della curva il destino sembra segnato.
Se questo fosse giusto allora sarebbe inutile continuare questa lotta, distruggendo la nostra societa' in battaglie perse in partenza. Se si dovesse arrivare comunque, malgrado tutti i nostri sforzi, all'immunita' di gregge, che appiattisce poi naturalmente la curva dei contagi, allora tanto valrebbe non accanirsi, aggiungendo altre sofferenze al popolo in una lotta senza speranza di successo (e' atroce solo pensarlo ma finirebbe proprio come la famigerata "spagnola" del secolo scorso).

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (6-9 novembre 2020)
Il grafico seguente mostra la percentuale dei contagi dall' 8/10 al 9/11 mostrati in tabella :


EVVIVA forse ci siamo: il punto di ieri, che era rimasto costante, non poteva bastare per gioire ma adesso sono diventati 3 i punti in pianerottolo!
Questi ultimi 3 punti, dal 7/11 al 9/11, sembrano mostrare che l'andamento della curva dopo il quarto ed ultimo gradino si stia stabilizzando con una pendenza COSTANTE, che forse potrebbe addirittura diminuire nei prossimi giorni.
Questo risultato, se confermato, potrebbe essere l'inizio della riduzione dei contagi dovuti ai lockdown nelle zone rosse d'Italia.
L'effetto e' VISTOSO, perche' la sua riduzione, nei dati di tutta Italia, si sovrappone alla crescita esponenziale prodotta dalle altre parti d'Italia, che sono state toccate in modo piu' lieve da quel provvedimento.
Se le percentuali di contagi rilevate sono rimaste costanti vuol dire infatti che la riduzione e' stata equivalente alla crescita dei contagi nelle altre parti d'Italia, che era ben ripida. Questo conferma che era vistoso il contributo alla crescita dei contagi di quelle parti d'Italia che sono state chiuse, perche' togliendo il loro contributo (con il lockdown) la crescita si arresta.
Se questo risultato venisse confermato dai dati dei prossimi giorni, vorrebbe dire che applicando le stesse limitazioni in tutta Italia (lockdown generale) si vedrebbe scendere la curva con la stessa pendenza della precedente salita, perche' ci sarebbe solo l'effetto della riduzione dei contagi senza piu' l'effetto compensatorio, che c'e' adesso e che impedisce alla curva di scendere, prodotto dal resto d'Italia fuori della zona rossa.
Per adesso sono solo ipotesi preliminari che andranno confermate dai dati dei prossimi giorni.

ANALOGIA: Quindi e' come un lavello che si riempie d'acqua (che sono gli infettati) da un rubinetto aperto, ma che si svuota dal tappo lasciato aperto. La velocita di svuotamento del lavello e' fissa e dipende dal mese di tempo necessario per far guarire gli infettati.
L'afflusso dell'acqua nel lavello (i nuovi contagi) non e' fissa: se e' alta il lavello si riempie sempre di piu' e trabocca (epidemia in espansione) ma se riduco l'afflusso d'acqua agendo sul rubinetto, c'e' un flusso entrante di soglia al quale tanta acqua arriva quanta ne esce ed il livello dell'acqua rimane costante.
L'EFFETTO DEI GRADINI DELLA CURVA:
Valutiamo ora il beneficio apportato dai provvedimenti che hanno causato i gradini 2, 3 e 4 con l'aiuto del grafico seguente:


Se quei tre gradini non ci fossero stati la curva dei contagi avrebbe proseguito la sua salita lungo la retta disegnata nel grafico arrivando all'8/11 ad una percentuale del 27.5% invece del 17.1% reale. Questo significa che i provvedimenti adottati, che hanno prodotto le variazioni dei contagi registrate nei 3 gradini, hanno prodotto una riduzione dei contagi del 10.4% (la differenza).
Bene allora sembrerebbe che ne e' valsa la pena. Neanche per sogno perche' se la pendenza della curva rimane la stessa, nei prossimi 12 giorni la curva raggiungera' comunque la quota del 27.5% e quindi tutti quei provvedimenti che avevano prodotto le tre riduzioni di contagi corrispondenti ai 3 gradini avranno soltanto spostato in avanti di 12 giorni gli eventi, che comunque accadranno, anche se ritardati di 12 giorni.
Se per anche in ognuno dei prossimi 6 mesi potessimo adottare gli stessi provvedimenti e se l'epidemia seguisse sempre una crescita lineare allora potremmo ottenere una riduzione di contagi del 12/33=36% circa (che non e' molto).
Sarebbe stato diverso se con quei 12 giorni si arrivasse a maggio (come accadde al nostro lockdown della primavera scorsa), perche' allora l'epidemia si fermerebbe per il caldo ed i contagi non riprenderebbero a salire.
Ma ora siamo a novembre e se la curva comunque continuera' questa sua salita per altri 4 mesi arriveremo all' immunita' di gregge , in cui tutti si sono infettati.
Percio' bisogna assolutamente che non si continui ad ottenere come risultato dei vari provvedimenti solo dei gradini discendenti della curva senza alterarne la pendenza, altrimenti si rischia che tutti questi risultati possano essere non solo inutili ma addirittura dannosi .
Nei dati dei prossimi giorni dovrebbe cominciare ad apparire l'effetto dei nuovi lockdown appena istituiti in 4 regioni (quelle rosse).
Ci aspettiamo che questi nuovi dati possano finalmente iniziare a ridurre la pendenza della curva dei contagi, sia pure nel limite della frazione di popolazione interessata.
Cercheremo di presentare anche i dati di una sola delle regioni chiuse in lockdown, senza la contaminazione dei dati del resto d'Italia non soggetto alla chiusura, che ora inquinano la nostra curva. Questo sarebbe per noi un risultato importantissimo, perche' ci fornirebbe un'indicazione preziosa: se quel provvedimento puo' riuscire a ridurre la contagiosita' del virus e quindi la pendenza della curva, che dev'essere in ogni caso il nostro principale obiettivo. Lo sapremo con i dati dei prossimi giorni.

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (10 novembre 2020)
Il grafico seguente mostra la percentuale dei contagi al 10/11 mostrati in tabella :



Pensiamo che stiamo vivendo un momento critico di questa epidemia. Per questo preferiamo da oggi riportare tutti i grafici dei giorni che si succedono per lasciare traccia degli eventi. Dopo i 3 punti in pianerottolo oggi c'e' il primo punto in discesa, come ieri avevamo previsto potesse succedere.
In questo lavoro noi riportiamo fedelmente l'andamento dei contagi con il dato pubblicato nel bollettino quotidiano del Ministero della Salute e cerchiamo di interpretarne l'andamento temporale. Noi non possiamo mai essere certi delle cause che provocano i discostamenti dalla normale crescita esponenziale e cerchiamo di intuirle dalle correlazioni temporali con i provvedimenti adottati per cercare di contenere l'epidemia.
Se venisse confermato che la riduzione dei contagi che oggi osserviamo e' dovuta ai recenti lockdown nelle zone rosse d'Italia, allora pensiamo che questo risultato apra la strada al seguente scenario: la curva scendera' formando un quinto gradino con un comportamento analogo a quanto e' gia' successo con i primi 4 gradini della curva, ma con una differenza importante.
Questa discesa e' dovuta al venir meno dei nuovi contagiati nelle zone rosse (perche' non vi si contagia quasi piu' nessuno); pero' rimangono i contagiati precedenti all'inizio della chiusura, che continuano ad essere infetti finche' non guariscono tutti e durante quel periodo di guarigione vedremo i contagiati diminuire, facendo scendere ancora di piu' la curva nel periodo iniziale, quando sono ancora molti.
Quando saranno guariti tutti, allora la curva riportera' praticamente solo il contributo dei contagiati nel resto d'Italia, che saranno di meno e quindi la curva sara' piu' in basso (perche' al denominatore ci saranno anche i test, tutti negativi, fatti nelle zone rosse) ma crescera' di nuovo esponenzialmente secondo l'andamento naturale dell'epidemia in atto.
Cosi' nasce il quinto gradino nella curva, che me lo aspetto un po' piu' lungo dei precedenti e che verra' poi fatto scendere ancora di piu', quando si aggiungeranno le riduzioni dei contagi delle nuove zone rosse che seguiranno. Staremo a vedere.
Intanto confermiamo l'osservazione, gia' fatta ieri, che l'effetto di questa discesa ci sembra VISTOSO, perche' la riduzione, in questi dati che sono di tutta l'Italia, si sovrappone alla crescita esponenziale prodotta dalle altre parti d'Italia, che sono state toccate in modo piu' lieve dai provvedimenti di chiusura delle attivita'.
Aspettiamo i dati dei prossimi giorni per capire meglio che direzione sta prendendo l'epidemia.

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (11 novembre 2020)
Come promesso 3 giorni fa, riportiamo i dati di una regione chiusa come zona rossa: il Piemonte.
La tabella seguente mostra l'entita' della riduzione (a circa la meta' in 5 giorni) della percentuale dei contagi prodotti dai provvedimenti di chiusura dal 5/11 al 12/11 in Piemonte, che contribuisce con il 20% al grafico dei contagi di tutta Italia.
72
DATA TAMPONI POSITIVI PERCENTUALE
05/11 G 43974 3171 7.2%
06/11 V 47916 4878 10.2%
07/11 S 51489 4437 8.6%
08/11 D 541297 3884 7.2%
09/11 L 56256 2876 5.1%
10/11 M 58835 3659 6.2%
11/11 M 60354 2953 4.9%
12/11 G 63198 4787 7.6%
13/11 V 66654 5258 7.9%
14/11 S 69215 4471 6.4%
15/11 D 71229 3682 5.2%
16/11 L 72940 3476 4.8%
17/11 M 73786 2606 3.5%
18/11 M 75064 3281 4.4%
19/11 G 77237 5349 6.9%
20/11 V 76545 3861 5.0%
21/11 S 76092 2896 3.8%
22/11 D 77012 2641 3.4%
23/11 L 76923 1730 2.2%
24/11 M 77075 2070 2.7%
25/11 M 77921 2878 3.7%
26/11 G 78406 2751 3.5%
27/11 V 77589 3149 4.0%
28/11 S 76072 2157 2.8%
29/11 D 76984 2921 3.8%

Il grafico seguente mostra l'andamento della percentuale in tabella dei contagi nella sola regione Piemonte dal 5/11 al 11/11:

Questo grafico della percentuale dei contagi mostra la vistosa discesa del 50% in 5 giorni dei contagi prodotti dai provvedimenti di chiusura soltanto della regione Piemonte, che contribuisce con il 20% ai tamponi del grafico seguente, relativo ai contagi di tutta l'Italia.
Tutto cio' aiuta a capire meglio cosa sta accadendo nel grafico dei contagi in Italia. Queste informazioni ci sono molto utili per interpretare al meglio questi dati con cui stiamo lavorando, che sono ben lontani purtroppo da essere presi con il rigore scientifico, che sarebbe stato auspicabile.

Il grafico seguente mostra la percentuale dei contagi in tutta Italia dal 5/10 all' 11/11, mostrati nella tabella precedente:


Ottime notizie: la percentuale dei contagi dell'11/11 non solo mostra di continuare l'andamento in discesa ma lo fa praticamente con la stessa pendenza con cui la curva saliva prima dei provvedimenti di chiusura.
Questa in particolare e' una splendida notizia perche':
  1. Significa che le aree chiuse con la zona rossa erano quelle che contribuivano in massima parte alla salita dei contagi, perche' il contributo in salita delle aree non chiuse risulta ora poco influente sul totale; quando la discesa sara' proseguita si comincera' a vedere sempre piu' l'effetto di questo contributo crescente (se non si estendono le chiusure a tutta Italia).
  2. La discesa dovrebbe continuare, seguendo la diminuzione dei contagiati nelle aree rosse, perche' guariscono (in un mese non ci dovrebbero essere piu' persone infette, perche' saranno tutte guarite e la curva sara' vicina a zero): cioe' dobbiamo impedire che si creino nuovi contagi per un mese circa in attesa che guariscano tutti (tenendo tutto chiuso, perche' altrimenti le persone sembra che non possano fare a meno di stare vicine tra loro), finche' coloro che si sono infettati prima della chiusura non siano tutti guariti: cosi' vedremo scendere sempre piu' la curva con la velocita' di queste guarigioni.
  3. Il fatto che la pendenza in discesa sia praticamente la stessa pendenza con cui la curva saliva prima dei provvedimenti di chiusura (vedi grafico) lascia ben sperare per la possibilita' di riuscire ad invertire completamente l'andamento del fenomeno epidemico, ritornando (dopo aver completato l'intervento chiudendo tutto) alle percentuali dei primi di ottobre, quando l'epidemia Covid-19 non era ancora iniziata, quindi con la percentuale dei contagi sotto la soglia del 2%.
  4. Ecco un esempio che mostra come con deduzioni logiche si possa arrivare a fare delle previsioni anche in questo campo (e' il metodo da me adottato ovunque in questo lavoro): il fatto che la pendenza in discesa sia praticamente la stessa pendenza con cui la curva saliva prima dei provvedimenti di chiusura (vedi grafico) in effetti era prevedibile per le seguenti ragioni logiche: un lockdown fatto bene blocca la produzione di tutti i nuovi contagi, ma le persone che si erano contagiate prima (asintomatiche) restano infette e continuano a fornire tamponi positivi, diminuendo pero' di numero man mano che guariscono (perche' poi risultano negative). Quindi la curva dei contagi non ha un crollo a zero ma comincia a scendere gradualmente, con una pendenza che la porta verso zero (ma solo se il lockdown e' TOTALE, altrimenti NON si avvicina a zero) nel tempo di guarigione delle persone infette, che crediamo sia di circa un mese in media. Siccome un mese fa la curva era al 5% invece che al 17% attuale vuol dire che la pendenza di discesa della curva probabilmente sara' molto simile alla pendenza della salita precedente.
Ovviamente per ora questa e' solo la nostra speranza, che dovra' essere confermata dai dati dei prossimi 3 giorni.
Se cosi' fosse allora potremmo RISOLVERE completamente tutti i nostri problemi in un solo mese (prima di Natale!), vista la pendenza annunciata della discesa della curva.
Aspettiamo e speriamo.

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (12 novembre 2020)
Il grafico seguente mostra l'andamento della percentuale nella precedente tabella dei contagi nella sola regione Piemonte dal 5/11 al 12/11:

Questo grafico della percentuale dei contagi mostra la vistosa discesa del 50% in 5 giorni dei contagi prodotti dai provvedimenti di chiusura soltanto della regione Piemonte, che contribuisce con il 20% ai tamponi del grafico seguente, relativo ai contagi di tutta l'Italia.
L'ultimo punto pero' mostra nel solo giorno 12/11 una risalita inattesa che in un solo giorno annulla il 50% di tuttele riduzioni dei contagi conquistate nei 6 giorni precedenti e dovute alla chiusura di 4 regioni, tra cui il Piemonte, in zona rossa.
Attualmente con ne conosciamo la causa e discuteremo questo fatto sorprendente nel seguito.

Il grafico seguente mostra la percentuale dei contagi al 12/11 mostrati in tabella :


Purtroppo la discesa che speravamo continuasse sembra essersi subito interrotta, sia nella curva dei contagi del Piemonte che in questa di tutta Italia.
Noi possiamo vedere come vanno i contagi in Italia solo con questi dati che pero' hanno mostrato di essere un buon feed-back dell'evoluzione dell'epidemia.
Dobbiamo percio' comprendere il significato di questo ultimo punto in salita per rispondere alla domanda "perche' osservo quello che osservo".
Scartiamo subito l'ipotesi di una fluttuazione indebita dovuta a cause logistiche (che pure si sono verificate nel passato, quando dati dimenticati sono stati poi inseriti insieme ai dati di un giorno successivo).
Sembra percio' che dobbiamo pensare di trovarci di fronte ad un nuovo andamento a gradini della curva, ma su questo ci riserviamo di meditare un po' di piu'.
Se cosi' fosse pero', vogliamo rilevare come l'insieme dei dati degli ultimi 10 giorni si stia assestando su un andamento medio, che e' quello che abbiamo segnato nel grafico, con una pendenza nettamente inferiore alla salita di tutto il periodo precedente, cioe' dal 10 ottobre fino al 2 novembre, anche questa mostrata nel grafico.
Pero' questo calo di pendenza media non e' imputabile ad una sola causa e pertanto richiede uno studio piu' dettagliato ed un esame comparato con tutti i provvediemnti adottati in quell'intervallo di tempo per essere compreso in pieno.
Ma attualmente ci deve interessare di piu' la ragione per cui ai provvedimenti della chiusura di piu' zone rosse non corrisponda una decrescita prolungata nel tempo della curva. Tutto ha una spiegazione e quindi dobbiamo lavorarci su, per trovarla.

POSSIBILE SPIEGAZIONE DELLA RISALITA: (12 novembre 2020)
Possiamo rifletterci insieme, se volete. Il nostro fine e' quello di comprendere tutto di questa epidemia, fin dove possiamo. Pensiamo che non sia ne' un'esercizio maniacale ne' un hobby intellettuale ma sia invece il modo migliore per aiutare a capire come si deve combattere l'epidemia, rispondendo alla domanda "perche' osservo quello che osservo".
Quello che sto per scrivere ora credo che non sia opinabile e le ipotesi che faccio sono tutte verosimili.
Infatti i dati sono quelli pubblici, gli asintomatici esistono, hanno tamponi positivi e guariscono pure, diventando negativi, con una distribuzion dei tempi di guarigione gaussiana e centrata intorno ad una durata di circa 1 mese. Che una parte di questi asintomatici possa essere cronica nel senso che non diventa negativa per tempi lunghi e' anche verosimile.
Allora cominciamo: quando si prendono 234.672 persone e si fa il tampone stiamo facendo un'indagine a campione cercando i positivi al test. Se troviamo 37.978 positivi (questi sono i numeri di oggi 12/11), che sappiamo essere quasi tutti asintomatici, vuol dire che abbiamo di fronte una popolazione in cui il 16.2% sono positivi, cioe' se la popolazione sotto indagine sono tutti i 60 milioni di italiani, il 16.2% sono ben 9.720.000 (e non 1 milione, come si va dicendo, che e' soltanto la somma di tutti i tamponi trovati positivi, cioe' un dato poco significativo perche' il numero di tamponi fatti ogni giorno e' variabile in modo arbitrario).
Il telegiornale, quando si trovano 5000 tamponi positivi in piu', dice che ci sono 5000 persone infettate in piu' e questo non e' vero, la crescita dei contagi e' molto maggiore.
Le persone infettate in Italia sono quindi circa 9.720.000 di cui 635.000 (sorgente Gimbe, Nino Cartabellotta in TV il 12/11) sintomatici e il resto asintomatici. Questi 635.000 sono piu' dell'1% della popolazione e quindi secondo l'O.M.S. l'epidemia e' fuori controllo.
Sei giorni fa sono state chiuse 4 regioni come zone rosse. Vediamo ora cosa succede nelle zone rosse dopo la chiusura.
Se in queste aree rosse ci sta il 20% della popolazione (4 regioni su 20), vuol dire che ci stanno 12 milioni di persone di cui il 16.2%, cioe' 1.944.000 infetti (all'inizio della chiusura, il 6/11).
Supponiamo che la chiusura sia molto efficiente e che nessun nuovo contagio avvenga dopo il 6/11.
I tamponi fatti nei giorni successivi trovano questi 1.944.000 infetti che vengono rilevati, ma il loro numero comincia a diminuire sempre di piu' man mano che guariscono. Al limite, diciamo dopo un mese, sono tutti guariti e non si troveranno piu' tamponi positivi all'interno delle aree rosse.
Quindi dopo 1 mese i positivi in Italia che erano 1.944.000 nelle aree rosse e 9.720.000 - 1.944.000 = 7.776.000 fuori delle aree rosse si riduce dai 9.720.000 iniziali (a parte l'incremento per l'evoluzione dell'epidemia) a 7.776.000 cioe' vengono meno tutti i 1.944.000 infetti delle aree rosse (e se tutta l'Italia fosse stata chiusa per 1 mese gli infetti sarebbero scesi a zero).

ASINTOMATICI CRONICI: In realta' il limite inferiore a cui puo' scendere, con un lockdown generale, la percentuale dei contagi non e' zero ma e' stabilito dal numero di asintomatici cronici, che non guariscono in un mese.
Il numero di asintomatici cronici esistenti crediamo dipenda dalla massima estensione raggiunta dall'epidemia che li genera.
Speriamo proprio che in Italia non accada mai: sarebbe veramente una cosa tragica, difficilmente rimediabile, che renderebbe il Sars-CoV-2 endemico. Un Paese con la malattia Covid-19 endemica ha tutti i transiti verso gli altri Stati fortemente penalizzati in permanenza, con impatti sull'economia deleteri e durevoli.
E' un'altra ragione per cui abbiamo detto che si deve sempre scartare l'ipotesi pur comoda di arrivare all'immunita' di gregge.

CONTAGI EXTRA (MISTERIOSI): La nostra curva dei contagi aveva iniziato la discesa in accordo con questa descrizione del fenomeno.
Pero' ora e' intervenuto un altro contributo misterioso ai contagi che ha portato un incremento significativo e dobbiamo capire da cosa deriva.
Non crediamo giusto lavarcene le mani, dicendo che e' meglio assemblare i dati in settimanali per far scomparire le fluttuazioni, perche' dall'andamento di questa curva dei contagi, studiando la sua dispersione dei dati, si arriva a concludere che escursioni di questa entita' non devono essere ignorate perche' sono significative.
Ma cosa puo' essere successo l'altro ieri 12/11 per far aumentare dell'1.6% i contagi d'Italia in un solo giorno (sono circa 1 milione di contagi in piu', cioe' addirittura un italiano su 60, non sono bruscolini).
In un solo giorno s'e' persa la meta' di quanto si era guadagnato nei 4 giorni precedenti con le 4 zone rosse iniziate il 6/11! E' un effetto molto vistoso, ma dovuto a cosa? Non c'e' stato un abbassamento repentino della temperatura in Italia. Cos'altro puo' aver accentuato la contagiosita' del virus fino a questo punto?
Sono sicuro che e' successo qualcosa d'importante che va capito ma non so cos'e' stato.

IPOTESI: Certo i dati dei prossimi giorni ci daranno piu' informazioni ma un'ipotesi mi sento di poterla gia' fare.
La distanza in tempo dall'inizio della chiusura nelle 4 zone rosse (la sera del 6/11) ed il prelievo dei tamponi (circa 9/11) dei dati pubblicati il 12/11, corrisponde piu' o meno al tempo d'incubazione del virus cioe' al numero di giorni necessari perche' i virus, inizialmente entrati nell'organismo (il 6/11), si siano moltiplicati cosi' tanto da poter essere rilevabili con un tampone (il 9/11).
Allora deduco che questo milione di contagiati in piu' che scopriamo oggi si dev'essere originato proprio intorno alla serata di inizio della chiusura delle zone rosse (il 6/11). E questo mi ha fatto accendere la simbolica lampadina in testa!
Vediamo se puo' essere stata la miriade di cretini che, non potendo piu' diffondere il virus durante la chiusura, hanno pensato bene di incontrarsi e fare festini e baldoria l'ultimo giorno prima della chiusura e non perdere cosi' l'occasione di produrre tanti contagi tutti insieme e subito, prima che inizino i divieti.
Certamente sono stati molti nelle 4 regioni ma possono essere riusciti a produrre addirittura un milione di contagi? Vediamo.
Abbiamo detto che la popolazione interessata, nelle 4 regioni e' di circa 12 milioni di persone, quindi se n'e' infettata una su 12. Il problema e' che la contagiosita' dei cretini, cioe' il parametro Rt, e' molto ma molto piu' alta del valore medio di 1.7
Mi spiego meglio: se in queste zone rosse una persona infetta in media ne contagia altre 1.7 le persone infette che fanno baldoria ne possono infettare molte piu' di 1.7 (credo almeno 5 o 10).
Per far capire che cio' e' possibile citiamo il fatto che in Corea e' stato reso noto che in una sola serata un giovane, andando nei bar, e' riuscito ad infettare addirittura 50 persone, creando un focolaio diffuso per il cui controllo non e' stato sufficiente il tracciamento, pure efficiente in Corea, e si e' cosi' dovuto chiudere un intero quartiere in una grande citta' di oltre 20 milioni di abitanti).
Questo fa capire bene l'importanza dei comportamenti individuali e quindi delle responsabilita' personali nella crisi attuale: se comportamenti fortemente inappropriati di cosi' tante persone possono creare in una sola serata catene di contagi che possono arrivare a produrre cosi' presto addirittura un milione di contagi, e' chiaro come possono essere individuate le responsabilita' della necessita' delle chiusure (lockdown) e dei danni conseguenti.
Gli infetti nelle 4 regioni rosse sono il 16.2% di 12 milioni di persone, cioe' 1.944.000 di cui circa 500.000 in eta' di festeggiare. Se 1 su 10 di questi ha festeggiato, sono 50.000 e basterebbe che ognuno di loro si sia dato da fare cosi' tanto da estendere i contagi a 20 persone (meno della meta' del coreano, che ne ha infettate 50) che i conti tornano.
E' quindi un'ipotesi possibile, per l'altissima contagiosita' di questo virus, anche se sembra incredibile.
E' cosi' che funziona questa epidemia, caratterizzata rispetto alle altre da un altissimo grado di contagiosita' e quindi da una crescita molto ripida della curva dei contagi. Dobbiamo imparare a conoscere sempre meglio questa epidemia.
Se la nostra ipotesi fosse vera, sarebbe una manifestazione notevole del potere sconfinato della mancanza di responsabilita' personale (relativamente poche persone che riescono a generare addirittura un milione di contagi!).

PREVISIONE: Se questa descrizione degli eventi che abbiamo fatto finora corrispondesse al vero dovremmo aspettarci la ripresa della discesa della curva, nei prossimi giorni, perche' anche questo milione di persone ignare ed innocenti contagiate comincera' a guarire nei prossimi giorni (non necessariamente domani, perche' il tempo d'incubazione di questi contagi avra' una distribuzione gaussiana che verosimilmente si estendera' su 2 o 3 giorni, per cui la curva potrebbe continuare a crescere ancora per 1 o 2 giorni.
Dalla descrizione del fenomeno che abbiamo fatto risulta chiaro che le chiusure delle zone rosse sono provvedimenti troppo importanti perche' la curva non continui a decrescere ma lentamente pero', perche' i tempi sono quelli delle guarigioni degli asintomatici (che sono il 96% delle persone infette).
Aspettiamo e vediamo cosa succede.

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (13 novembre 2020)
Il grafico seguente mostra l'andamento della percentuale nella precedente tabella dei contagi nella sola regione Piemonte dal 5/11 al 13/11:

Questo grafico della percentuale dei contagi mostra la vistosa discesa del 50% in 5 giorni dei contagi prodotti dai provvedimenti di chiusura soltanto della regione Piemonte, che contribuisce con il 20% ai tamponi del grafico seguente, relativo ai contagi di tutta l'Italia.
Il dato del giorno 12/11 mostra pro' una risalita inattesa che in un solo giorno annulla il 50% di tutte le riduzioni dei contagi conquistate nei 6 giorni precedenti e dovute alla chiusura di 4 regioni, tra cui il Piemonte, in zona rossa.
Una possibile causa, discussa ieri, ci ha permesso di presentare una spiegazione abbastanza verosimile, che ci ha permesso di capire cosa sta accadendo.

Il grafico seguente mostra la percentuale dei contagi al 13/11 mostrati in tabella :


Il comportamento della curva dei contagi sia in quella del Piemonte che in questa di tutta Italia mostra un andamento perfettamente aderente alla nostra interpretazione , ben descritta ieri, secondo la quale la risalita e' dovuta ai contagi provocati da tante feste di "addio alla liberta'" fatte il giorno d'inizio delle chiusura di "zona rossa" nelle varie regioni.
In base alla nostra previsione riteniamo che la curva dei contagi iniziera' a scendere quasi certamente gia' da domani, con il completamento dei tempi d'incubazione dei contagi extra, provocati dai festini gia' discussi, e seguendo una distribuzione gaussiana, in base alla descrizione del fenomeno da noi presentata ieri.
Poi abbiamo previsto che proseguira' ancora la sua discesa per molti altri giorni (al lordo di altri provvedimenti governativi).

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (14 novembre 2020)
Il grafico seguente mostra l'andamento della percentuale nella precedente tabella dei contagi nella sola regione Piemonte dal 5/11 al 14/11:

Questo grafico della percentuale dei contagi mostra, dopo la ripida salita che e' indicata dal primo punto, la vistosa discesa del 50% in 5 giorni dei contagi prodotti dai provvedimenti di chiusura soltanto della regione Piemonte, che contribuisce con il 20% ai tamponi del grafico seguente, relativo ai contagi di tutta l'Italia.
Segue poi la risalita del 12/11 dovuta secondo noi alla spiegazione che abbiamo proposto (dovuta ai numerosi " festini sfrenati " dell'ultimo giorno prima della chiusura) e l'inizio della successiva discesa dal 14/11 in perfetto accordo con la nostra previsione in base alla quale la discesa dovra' continuare anche nei prossimi giorni.
Tutto sembra confermare la correttezza della nostra descrizione dell'evoluzione dell'epidemia come da noi spiegata QUI' .

CHI AIUTA IL VIRUS E QUANTO CI COSTA: Tutto quello che stiamo vedendo conferma anche l'importanza che hanno per la crescita di questa epidemia certi comportamenti irresponsabili, anche di piccoli gruppi di persone, che sembrano non voler rinunciare ai propri riti abituali che li trasformano in superdiffusori di contagi, mentre invece devono obbligatoriamente rinunciarvi, per non provocare i danni gravissimi che noi riteniamo di aver evidenziato nella curva dei contagi (con l' ipotesi del picco "festaiolo", mostrato nel grafico) e di cui nessuno di loro sara' mai in grado di rendersi conto.
A riprova di questo problema, assisto proprio mentre sto scrivendo, alla TV che sta mandando in onda le scene delle vie del centro di Napoli, gremite di gente all'inverosimile nella sera che precede l'inizio della chiusura per la zona rossa. Molti di loro purtroppo faranno anche "festini" di addio alla liberta'.
Attenzione: quando vedete che una strada e' molto affollata, NON ci dovete passare!
Sono pronto a scommettere che anche la curva dei contagi della Campania tra una settimana avra' un picco, che indicheremo con il termine "festaiolo", come quello presente nella curva del Piemonte (se le modalita' di chiusura nelle due regioni sono equivalenti).
Questo picco ritardera' cosi' di sette giorni la riduzione dei contagi: basta guardare il grafico del Piemonte per vedere che lo spostamento a destra della discesa nella curva e' proprio di sette giorni (se la chiusura e' iniziata il 5/11), ritardo imposto dal tempo medio d'incubazione di tutti quei contagi extra.
Partendo da oggi verra' prolungata anche stupidamente di sei giorni la dannosa chiusura della Campania.
Inoltre questo picco corrisponde anche a decine di migliaia di contagi in piu', che si sarebbero potuti risparmiare con comportamenti piu' consapevoli ed intelligenti!
Che non si tratta di fantasiose speculazioni ma di ipotesi sensate e realistiche si potra' verificare se ci sara' veramente il 22/11 la risalita nella curva dei contagi della Campania: affermo oggi, 14 novembre 2020, che anche nel suo grafico dei contagi ci sara' prima l'inizio della discesa dei contagi e poi, dopo sei giorni, comparira' un picco, proprio come quello presente nel grafico del Piemonte, la cui area o altezza dipendera' dal numero dei contagi prodotti in piu' dai "festini" dei superdiffusori di virus campani.
Bisogna convincere tutti a nuove abitudini, imposte dall'altissima contagiosita' e nocivita' del Sars-CoV-2, che per lungo tempo, volenti o nolenti, cambiera' moltissimo il nostro modo di vivere, almeno nelle stagioni fredde.
Come spiraglio di speranza, ci auguriamo che sia possibile anche in Italia riuscire ad estinguere l'epidemia adottando quegli stessi metodi che i cinesi certamente hanno messo in pratica, a mio avviso, per riuscire ad avere "zero contagi" a novembre, malgrado stiano nello stesso emisfero nord dell'Italia ed abbiano a che fare con lo stesso virus Sars-CoV-2.

Il grafico seguente mostra la percentuale dei contagi di tutta Italia al 14/11, mostrati in tabella :



Questi dati risentono solo in parte della diminuzione dei contagi nelle 4 regioni rosse, che si presenta come mostrato nel grafico del Piemonte che precede, perche' ovviamente ci sono i dati di tutto il resto d'Italia, in cui i contagi non diminuiscono altrettanto perche' non sono stati adottati provvedimenti di chiusura efficaci come nelle zone rosse.
Ci aspettiamo comunque di vedere l'inizio della discesa della curva, dovuto alle chiusure avvenute nelle 4 regioni, gia' dai dati di domani.
Essendosi deciso poi di estendere le chiusure di zona rossa anche ad altre 3 regioni, a partire dal 15/11, la discesa della curva dei contagi, che iniziera' domani, si dovra' accentuare nei giorni successivi (come indicato dal tratto nero nel grafico).
Stiamo a vedere e poi commenteremo.

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (15 novembre 2020)
Il grafico seguente mostra l'andamento della percentuale nella precedente tabella dei contagi nella sola regione Piemonte dal 5/11 al 15/11:

Questo grafico della percentuale dei contagi mostra la vistosa discesa del 50% in 5 giorni dei contagi prodotti dai provvedimenti di chiusura soltanto della regione Piemonte, che contribuisce con il 20% ai tamponi del grafico che segue, relativo ai contagi di tutta l'Italia.
L'ultimo punto come previsto sta continuanto la discesa dei contagi perche', essendo il Piemonte chiuso in zona rossa, e' diventato trascurabile l'apporto in salita dei nuovi contagi e rimangono solo quelli che erano gia' positivi all'inizio della chiusura, che pero' pochi per volta guariscono, riducendo il numero delle persone positive, che i test fedelmente riscontrano.
La discesa continuerebbe verso zero se non ci fossero i contagi clandestini che sfuggono ai controlli ed un certo numero (che non so ancora quantificare) di asintomatici cronici, che non guariscono e sono sempre positivi.

Il grafico seguente mostra la percentuale dei contagi di tutta Italia al 15/11, mostrati in tabella :


Rispetto ai dati del Piemonte che sono in discesa ormai stabile (l'inizio del suo lockdown l'abbiamo indicato nel grafico), questo grafico contiene i contagi di tutta l'Italia (solo 4 regioni erano quelle chiuse) e quindi la discesa non appare ancora, anche perche' ci sono altre regioni che si stanno preparando a chiudere ed allora c'e' sicuramente anche un contributo in crescita di coloro che si sono sfogati ad eccedere in quelle attivita' che poi sarebbero state vietate dai provvedimenti di chiusura.
Aspettiamo la discesa della curva che ormai dovrebbe iniziare domani o al piu' dopodomani, per l'altro ulteriore gradino di ampiezza determinata dalla frazione di persone chiuse in casa da questo provvedimento rispetto a tutte le altre non chiuse in casa in tutta Italia.
Questo caratterizza la curva dei contagi di tutta Italia rispetto a quella del solo Piemonte, che invece dovra' andare a zero (o quasi), perche' riferita al solo Piemonte dove sono stati chiusi in casa TUTTI gli abitanti (non c'e' in questo caso il contributo del resto d'Italia a far crescere la curva).

Ripetiamo lo stesso grafico della percentuale dei contagi di tutta Italia al 15/11, mostrati in tabella, evidenziando la pendenza dei vari tratti di curva :

ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (16 novembre 2020)
Il grafico seguente mostra l'andamento della percentuale nella precedente tabella dei contagi nella sola regione Piemonte dal 5/11 al 16/11:

Questo grafico della percentuale dei contagi mostra la vistosa discesa del 50% in 5 giorni dei contagi prodotti dai provvedimenti di chiusura soltanto della regione Piemonte, che contribuisce con il 20% ai tamponi del grafico seguente, relativo ai contagi di tutta l'Italia.
Ricordiamo che questa discesa e' dovuta alle guarigioni dei positivi preesistenti alla chiusura, non reintegrati dai nuovi contagi evitati con la chiusura.
Non puo' che addolorarci la presenza del picco 'festaiolo' da noi identificato con i contagi dovuti agli eccessi trasgressivi dei comportamenti tenuti da cosi' tanta gente la sera prima della chiusura della zona rossa.
Siamo arrivati a questa spiegazione della presenza del picco dal ritardo, rispetto all'inizio della chiusura in zona rossa del Piemonte, che puo' essere corrispondente al tempo d'incubazione (non per la comparsa dei sintomi ma per risultare positivi) di tante persone tutte contagiate proprio il giorno prima dell'inizio della chiusura della zona rossa.
Colpisce l'entita' del picco, che fa capire bene l'importanza delle responsabilita' individuali in questa crisi Covid-19 ed anche perche' purtroppo non si puo' evitare di dover ricorrere al lockdown per ottenere il rispetto anche delle piu' elementari discipline di prevenzione.

L'ultimo punto, come previsto, sta continuanto la discesa dei contagi perche', essendo il Piemonte chiuso in zona rossa, e' diventato trascurabile l'apporto in salita dei nuovi contagi e rimangono solo quelli che erano gia' positivi all'inizio della chiusura e che, pochi per volta, guariscono riducendo il numero delle persone positive, che i test fedelmente riscontrano.
La discesa della curva del Piemonte continuerebbe fino a zero, se non ci fossero i contagi clandestini che sfuggono ai controlli ed un certo numero (che non so ancora quantificare) di asintomatici cronici, che non guariscono e sono sempre positivi.

Il grafico seguente mostra la percentuale dei contagi di tutta Italia al 16/11 mostrati in tabella :


Rispetto ai dati del Piemonte che sembrano in discesa ormai stabile (l'inizio del suo lockdown l'abbiamo indicato nel grafico precedente, in questo abbiamo indicato l'inizio del lockdown della Campania), questo grafico contiene i contagi di tutta l'Italia (solo 4 regioni erano quelle chiuse) e quindi la discesa delle regioni chiuse (rosse) non appare ancora.
Aspettiamo la discesa della curva che ormai penso dovrebbe iniziare domani, per formare l'altro ulteriore gradino di ampiezza determinata dalla frazione di persone chiuse in casa da questo provvedimento rispetto a tutte le altre non chiuse in casa in tutta Italia.
Questo caratterizza la curva dei contagi di tutta Italia rispetto a quella del solo Piemonte, che invece dovra' andare a zero (o quasi) se la chiusura e' rispettata, perche' riferita al solo Piemonte dove sono stati chiusi in casa TUTTI gli abitanti (non c'e' in questo caso il contributo del resto d'Italia a far crescere la curva).


ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19:
I grafici seguenti mostrano l'andamento della percentuale nella precedente tabella dei contagi nella sola regione Piemonte dal 5/11 in poi:


ANDAMENTO DELL'EPIDEMIA COVID-19: (29 novembre 2020)
Il grafico seguente mostra l'andamento della percentuale nella precedente tabella dei contagi nella sola regione Piemonte dal 5/11 al 29/11:

Anche i dati di oggi sono sostanzialmente simili a quelli di ieri, salvo la definizione dell'ultimo picco a destra, da noi atteso (vedi l' osservazione successiva). Non ci permettono percio' per ora di fare ulteriori passi avanti nella nostra comprensione del fenomeno epidemico, che qui' riportiamo.
Nel grafico e' riportato in viola, a sinistra, l'andamento originario della discesa dei contagi, dall'inizio della chiusura del Piemonte in "zona rossa", dovuta alle guarigioni dei tanti asintomatici, che riducono il numero delle persone infette e quindi positive al test con tampone, dopo aver fermato in gran parte la crescita dei contagi con la chiusura (che e' stata fatta proprio per questo). Che gli asintomatici dopo un periodo di tempo, che abbiamo stimato in 6 giorni circa in media, debbano guarire e' certo altrimenti, se restassero tutti cronici, ne dovremmo trovare molti di piu'.
Durante la chiusura, ci sono tre picchi nella curva, dovuti ad un notevole incremento dei contagi, che non avrebbe dovuto esserci (perche' la regione era chiusa). Questi contagi hanno portato in alto e di molto i punti della curva, generando i due picchi che ora stanno diventando tre.
Ognuno di questi tre picchi, che sembrano verificarsi con cadenza settimanale ma non legata al fine settimana, e' conseguenza di una falla nella chiusura della regione Piemonte (ci sono solo i dati di quella regione nel grafico), che ha prodotto gli incrementi di contagi registrati nei picchi.
Se la regione rimane chiusa sono sicuramente eventi transitori, per cui la discesa della curva, che e' dovuta agli infetti che vengono a mancare perche' guariscono, riprendera' come previsto, al termine del picco, come indica la linea viola a destra, che mostra il nuovo andamento previsto.
Questo andamento risultera' spostato a destra nel grafico del numero di giorni, che si possono sapere contando i punti (perche' ce n'e' uno ogni giorno), che e' il tempo perso nella chiusura del Piemonte a causa di questi contagi "clandestini", creati certamente da molti irresponsabili e risultanti nei dati con questi tre picchi.
Questo significa che, dopo le violazioni delle prescrizioni che hanno generato tutti questi contagi documentati dai picchi, il Piemonte dovra' restare chiuso piu' di due settimane, per ottenere gli stessi benefici dalla chiusura in termini di riduzione dei contagi.
Nel seguito discuteremo questa anomalia nei dati, cercando di indagare l'origine di uno di questi picchi, che abbiamo chiamato "festaiolo", per l'importanza dei gravi danni creati (sanitari, economici e sociali), che crediamo possano essere dovuti a qualche evento di festa in Piemonte!
Lo facciamo perche' crediamo che possa essere un esempio utile per far capire l'importanza dei comportamenti individuali, per le conseguenze (NON immediatamente visibili ma certe) sulla crescita dei contagi e dei decessi.

Nel grafico della percentuale dei contagi si vede la vistosa discesa del 50% in soli 3 giorni dei contagi prodotti dai provvedimenti di chiusura soltanto della regione Piemonte, che contribuisce con il 13% ai tamponi del grafico seguente, relativo ai contagi di tutta l'Italia (infatti al picco del 6/11 i contagi erano 4878 in Piemonte e 37809 in Italia ).
Questa decrescita sarebbe continuata come indicato dal tratto viola a sinistra, se non ci fosse stato il contributo "festaiolo" ai contagi che ha provocato il picco ben visibile e corrispondente a moltissimi contagi e danni, che cercheremo tra poco di calcolare dai dati nel grafico.
L'ultimo punto a destra, che e' quello di oggi, mostra assestarsi su un terzo picco di cui non sappiamo la causa.
Comunque la decrescita e' destinata a continuare VERSO ZERO o quasi, come indicato dall'altro tratto rosso a destra.
Il terzo picco che si annuncia, sembra piu' piccolo degli altri due ed ha interrotto la discesa della curva, che e' destinata a riprendere nei prossimi giorni come indica la linea rossa (perche' le guarigioni delle persone infette conteggiate nel grafico continuano).
Ancora non abbiamo identificato cosa abbia provocato questi ultimi due picchi ed i relativi nuovi contagi che comportano e che non avrebbero dovuto esserci se fossero state rispettate tutte le prescrizioni della "zona rossa". Evidentemente non e' stato cosi' ma non sappiamo perche'.
Possiamo pero' spiegare che ci sono due possibili cause:
  1. Hanno fatto una riapertura parziale della zona rossa (evento non transitorio) ed allora la crescita e' quella solita esponenziale caratteristica della contagiosita' del Sars-CoV-2 (in autunno), cioe' la crescita riprende con la stessa pendenza come se la chiusura non ci fosse stata.
  2. C'e' stato un evento transitorio, come gli eccessi che hanno prodotto il picco "festaiolo" e allora nel giro di un paio di giorni la curva riprende a scendere lasciando un altro picco, come quello "festaiolo".
Ricordiamo che la discesa e' dovuta alle guarigioni dei positivi preesistenti alla chiusura, non reintegrati dai nuovi contagi evitati con la chiusura, purche' rispettata con il dovuto scrupolo.
Questa discesa non arrivera' a zero ma si fermera' prima perche' rimarra' il contributo degli asintomatici cronici, che non guariscono (e che non so ancora quanti sono) e dei nuovi asintomatici (circa il 3%, come erano ai primi di ottobre) contagiati dagli stessi asintomatici non ancora guariti.
La pendenza della curva in questa discesa e' determinata quindi dalla velocita' di guarigione degli asintomatici e percio' dovrebbe arrivare vicino a zero con la pendenza di discesa indicata, se la chiusura fosse totale.

STIMA DEL DANNO PRODOTTO DAL PICCO "FESTAIOLO": come si puo' vedere facilmente nel grafico , il picco ha spostato la curva a destra di 7 giorni, dal 10/11 al 17/11 (come si puo' valutare contando i giorni, cioe' i punti che ci sono, uno ogni giorno, all'altezza della freccia viola). Percio' il Piemonte avra' bisogno di sette giorni di chiusura in piu', per ottenere gli stessi risultati, imputabili alla presenza del picco "festaiolo".
Se il picco non ci fosse stato e la curva avesse potuto proseguire la sua discesa dopo il giorno 9/11, come indicato dal tratto di curva disegnato in viola, tutti i danni prodotti dall'epidemia in quei 7 giorni, decessi inclusi, non ci sarebbero stati (anche i decessi prodotti dai contagi dal 10/11 al 16/11 sarebbero coincisi con quelli dal 17/11 in poi e quelli effettivamente subiti dal 10/11 al 16/11 non sarebbero esistiti).
Potremmo allora stimare il numero dei decessi in piu', prodotti dalla presenza del picco "festaiolo", sommando i decessi per Covid-19 in Piemonte prodotti dal contributo aggiunto ai contagi dal picco (che e' la sua area, cioe' la somma delle 7 differenze tra la curva e la retta viola) nei 7 giorni che vanno dal 10/11 al 16/11: non ho pero' il fattore per calcolare i decessi a partire dai contagi ma se per esempio fossero stati 1/20 (1 su 20 regioni) dei 500 decessi al giorno, che si avevano in Italia a novembre, sarebbero circa 25 decessi al giorno in Piemonte che per quei 7 giorni (dal 10/11 al 16/11, che non sarebbero esistiti) porta a 175 decessi (dei 3500 settimanali in tutta Italia) in Piemonte, dovuti alla presenza del picco "festaiolo"!
Questo e' il Covid-19 e questa l'importanza dei comportamenti individuali sull'epidemia: non era proprio il caso di festeggiare l'ultimo giorno prima dell'inizio della zona rossa (o altrettanto dicasi di ogni altra causa umana, che ha provocato i contagi in piu' di quel picco).
Chissa' quanto ci costeranno le prossime feste di Natale, che purtroppo sembra siano irrinunciabili per non affossare l'economia e far sopravvivere tante persone (forse anche piu' di 175 decessi).
Informare bene la gente su come prevenire i contagi potra' salvare molte vite umane: fate vedere il grafico del Piemonte con il picco festaiolo e spiegate bene che una sola serata di festeggiamenti ha causato circa 175 decessi. Comportamenti piu' responsabili da parte di tutti possono ridurre di molto questo fardello.

IL PICCO "FESTAIOLO": Non puo' che addolorarci la presenza di questo picco, da noi identificato con i contagi dovuti agli eccessi trasgressivi dei comportamenti tenuti da cosi' tanta gente la sera prima della chiusura della zona rossa e le sue tragiche conseguenze, tra cui circa 175 decessi.
Siamo arrivati a questa spiegazione della presenza del picco dal ritardo, rispetto all'inizio della chiusura in zona rossa del Piemonte, che e' significativamente corrispondente al tempo d'incubazione (ovvero perche' una persona risulti positiva al tampone) di tante persone tutte contagiate proprio il giorno prima dell'inizio della chiusura della zona rossa.

RESPONSABILITA' INDIVIDUALI: colpisce l'entita' del picco, che fa capire bene l'importanza dei comportamenti individuali in questa crisi Covid-19 ed anche perche' purtroppo non si puo' evitare di dover ricorrere al lockdown per ottenere il rispetto anche delle piu' elementari discipline di prevenzione.
Si dovrebbe anche far sapere alla gente che, se tra i 60 milioni di italiani si trova il 17% di tamponi positivi, vuol dire che ci sono piu' di 10 milioni di persone infette asintomatiche che girano per le strade d'Italia (1 su 6 di quelle che s'incontrano) e che, se queste persone usano male la mascherina (per esempio con il naso di fuori), seminano in continuazione virus nell'ambiente, anche se con cariche virali piccole, che non e' comunque una cosa trascurabile perche' nel corso delle ore successive possono infettarsi varie persone, soprattutto quelle immuno-depresse (per esempio se hanno preso freddo).
Se anche una sola meta' (che non mi sembra una cosa impossibile da ottenersi) delle persone che ora non si comportano bene, imparasse a prevenire i contagi allora i virus avrebbero un po' piu' difficolta' di ora a contagiare le persone e questo avrebbe come conseguenza una riduzione della contagiosita' del virus e quindi si ridurrebbe la pendenza della curva dei contagi, con enormi effetti benefici sia per la salute che per l'economia.


Gli ultimi punti avrebbero dovuto continuare la discesa dei contagi perche', essendo il Piemonte chiuso in zona rossa, dovrebbe essere trascurabile l'apporto alla salita dei nuovi contagi e rimangono solo quelli che erano gia' positivi all'inizio della chiusura e che, pochi per volta, guariscono riducendo il numero delle persone positive, che i test fedelmente devono riscontrare.
La discesa della curva del Piemonte continuerebbe verso zero (come indicato dalla linea rossa), se non ci fossero i contagi clandestini che sfuggono ai controlli ed un certo numero (che non so ancora quantificare) di asintomatici cronici, che non guariscono e sono sempre positivi e qualche asintomatico contagiato dagli altri asintomatici (entro il 3% del totale dei piemontesi).

I grafici seguenti mostrano la percentuale dei contagi di tutta Italia mostrati in tabella :


Il grafico seguente mostra la percentuale dei contagi di tutta Italia al 29/11 mostrati in tabella :

Il dato di oggi e' sostanzialmente simile a quelli degli ultimi 5 giorni.

PREVISIONE: (29 novembre 2020)     N.B. Se avremo successo dovrebbe cambiare tutto per Natale! (lo speriamo).
Lasciatemi spingere oltre a fare le seguenti due previsioni che, se verificate, supporterebbero la correttezza della nostra comprensione del fenomeno che stiamo osservando:
  1. Il dato di domani salira' un po' (perche' domani e' lunedi' e si completera' cosi' il picco settimanale N.8, che avra' gli ultimi sette punti giornalieri piu' bassi del 3.2% rispetto al picco precedente N.7 ma per il resto i punti del picco N.8 saranno esattamente uguali, come una fotocopia, ai precedenti sette punti che avevano formato il picco N.7
  2. Poi prevedo che il punto di martedi' inizi a scendere decisamente (almeno di un altro 3.2%), annunciando cosi' l'arrivo dell'immunita' di gregge, come ora la stiamo per spiegare.
Purtroppo prevedo pure che non tutto andra' cosi' liscio, perche' proprio oggi, domenica 29/11, molte regioni sono state parzialmente riaperte, passando da rosse ad arancioni con la riapertura di decine di migliaia di negozi con molti assembramenti per lo shopping, e questo avra' un vistoso impatto sul numero dei contagi, che potrebbe coprire l'evoluzione da noi prevista, pur presente nei dati, e che forse sara' molto difficile da scorporare.
Pero' al punto in cui siamo, piu' contagi arrivano e piu' si avvicina l'immunita' di gregge che dovrebbe risultare senpre piu' evidente nei dati dei contagi dei prossimi giorni, se siamo nel giusto.
Aspettiamo percio' con impazienza l'arrivo di questi dati dei prossimi 2 giorni, che ci potrebbero permettere di fare questi importanti passi avanti nella nostra comprensione del fenomeno epidemico, perche' se dovessero prendere un deciso andamento discendente, sarebbero a nostro avviso una buona CONFERMA dell' arrivo dell'immunita' di gregge in Italia, con una conseguente minore esigenza di ricorrere ad altri DPCM di chiusura e si potrebbero anche allentare tante restrizioni con grandi benefici per l'economia e la societa' civile.
Cio' perche', in tal caso, l'ulteriore abbassamento del numero dei contagi non sarebbe piu' legato esclusivamente ai provvedimenti governativi di chiusura ma all'accresciuto livello di immunita' ormai raggiunto dalla popolazione.
Se questa immunita' fosse permanente il Covid-19 sarebbe destinato a scomparire, come accadde un secolo fa per la famigerata Spagnola. Purtroppo pero' sembra, da vari indizi, che l'immunita' al Sars-CoV-2 non sia permanente, per cui ora avremmo risolto il problema delle ferie natalizie ma poi dovremmo ricorrere ai vaccini per mantenere un buon livello d'immunita' nel tempo, perche' il virus ormai e' endemico, essendo ospitato da una grande moltitudine di persone infettate in modo asintomatico.

UN'OSSERVAZIONE IMPORTANTE: (27 novembre 2020)
Ci siamo accorti che i dati dei contagi pubblicati dal Ministero della Salute fino ad oggi (vedi tabella ) mostrano una sorprendente periodicita': tutti i 7 picchi, che compaiono nel corso di quasi 2 mesi avvengono sempre di lunedi', come indicato dai caratteri "L" riportati in nero nel grafico.
Un aspetto analogo ma meno significativo, perche' riferito ad un lasso di tempo minore, mostra anche la precedente curva del Piemonte, dove in 3 settimane ci sono 3 picchi, sempre di venerdi'.
Il fenomeno e' cosi' marcato che merita la massima attenzione, perche' potrebbe essere foriero di informazioni importanti sull'epidemia che stiamo studiando.
La prima idea induce a sospettare della correttezza dei dati forniti, che potrebbero essere affetti da errori sistematici/logistico/organizzativi, dato che gli errori statistici sono trascurabili (sempre inferiori all'1%). In effetti la qualita' dei dati e' scarsa, perche' mancano le informazioni necessarie per poterla valutare ed eventualmente correggere ma l'andamento della curva che vediamo e' a nostro avviso la manifestazione di fenomeni che potrebbero essere importanti e che percio' vanno studiati.
Riflettendoci meglio, ci siamo accorti che piu' che picchi sono dei gradini discendenti, nei quali i contagi diminuiscono per due giorni (lunedi' e martedi') nei gradini N.1 e 2, e sempre di tre giorni (lunedi', martedi' e mercoledi') in tutti i gradini successivi, dal N.3 in poi.
Questo fenomeno di incremento e discesa dei contagi, ripetendosi con frequenza settimanale ed in modo stabile, certamente non casuale, dovrebbe essere legato alla maggiore liberta' di circolazione di cui godono le persone durante il fine settimana, in una chiusura non totale ma solo in "zona rossa".
La successiva diminuzione di contagi avviene come se ci fossero delle infezioni, verificatesi nel fine settimana, che sono rilevabili al tampone il lunedi' e che poi guariscono rapidamente, in soli due giorni ad ottobre ed in tre giorni a novembre (discesa del gradino), rendendo negativo il risultato del tampone.
A questo punto dovrebbero venirci in aiuto virologi ed epidemiologi: e' possibile che esistano delle infezioni piu' "leggere", magari subite da chi era gia' stato infettato e poi guarito, che danno risultato positivo al test ma che poi in 2 o 3 giorni si negativizzano, magari perche' si trovano in un organismo che dispone gia' di un certo tasso di anticorpi?
Passando un mese, da ottobre a novembre, potrebbe essere aumentato il numero delle persone che dispongono di anticorpi e cosi' la discesa del gradino potrebbe essere piu' marcata ed estendersi da 2 a 3 giorni.
Guardando il grafico si nota in effetti che il salto verso il basso del gradino diventa sempre piu' accentuato nel tempo.

L'IPOTESI: Sembrerebbe che esista un diverso modo di infettarsi per le persone dotate di anticorpi, perche' gia' infettate e guarite in precedenza.
L'ipotesi e' che queste persone non siano immuni a reinfettarsi, ma che per 2 o 3 giorni dopo il fine settimana, in cui sono entrate in contatto con il virus, risultino positive al test ma, avendo gli anticorpi, che non consentono al virus di insediarsi e moltiplicarsi nel loro organismo, nel giro di 2 o 3 giorni si negativizzano.
I dati inoltre sembrerebbero indicare, con l'aumento dell'area dei picchi, che il numero di queste persone e' aumentato sensibilmente da ottobre a novembre e questa conclusione sarebbe in perfetto accordo con l'altra indicazione, che ci forniscono i dati, di un avvicinamento all'immunita di gregge, che metteremo in evidenza tra poco.
Se questo potesse accadere, sarebbe la spiegazione di tutto quello che vediamo nei dati.
Un tale comportamento di questo virus ne favorirebbe la diffusione invisibile tra una grande moltitudine di asintomatici e puo' quindi accelera il raggiungimento dell' immunita' di gregge .
Piu' che le chiusure con le zone rosse, che hanno avuto il merito di aver limitato la salita della curva (ed i decessi connessi), l'immunita' di gregge potrebbe essere allora la vera causa della discesa del parametro Rt e quindi della diminuzione di pendenza della linea rossa di "crescita raffreddata" nel grafico oltre che dall'ampiezza sempre maggiore dei tratti discendenti dei gradini N.4, 5, 6, e 7 nella curva.
Nella discussione che segue arriveremo ad ipotizzare quella che sarebbe una importante SCOPERTA : l'arrivo dell'immunita' di gregge in Italia.

CONCLUSIONE: Secondo questa spiegazione i gradini che compaiono nella curva potrebbero essere dovuti quindi a supplementi di contagi prodotti nei fine settimana, quando la gente gode di una maggiore liberta': in altre parole i contagi prodotti dalla gente che circola non sono distribuiti uniformemente nel corso della settimana ma si concentrano soprattutto nei fine settimana e risultano poi rivelabili nei test il lunedi', dopo un minimo di incubazione.
Anche in questo caso si potrebbe fare una valutazione degli ingenti danni sanitari ed economici prodotti dalla presenza di questi picchi, imputabili ai comportamenti delle persone che non rispettano le raccomandazioni anticontagio.
Questa produzione di contagi non continua dopo il fine settimana, a causa della minore liberta' di circolazione nei giorni feriali.
Sembra che ci siano pero' un numero lentamente crescente di persone contagiate e positive al test che iniziano poi a diminuire di numero, producendo il gradino discendente nella curva, con un tempo di guarigione di soli 2 o 3 giorni (piu' breve di quello tipico degli asintomatici che e' di 6 giorni circa).
Anche i gradini 1, 2, 3 e 4, di cui finora non avevamo saputo dare una spiegazione, sono certamente di questo tipo.
La curva dei contagi dopo il gradino prosegue la sua salita con la sua pendenza indisturbata, mentre dopo i gradini 5 e 6, che coincidono con le chiusure in zona rossa di Piemonte e Campania, la curva riprendee a salire ma con una pendenza ridotta, fino poi quasi ad appiattirsi come indicato dalla linea rossa "raffreddata" (effetto delle chiusure).
Continueremo lo studio per capire sempre meglio il significato di tutte queste particolarita' dei dati.

DESCRIZIONE DEL GRAFICO: Nel grafico sono riportati in rosso i numeri dei gradini discendenti, che sono descritti QUI' .
A differenza del grafico del Piemonte, in cui compaiono tre picchi ascendenti, dovuti ad incrementi inattesi dei contagi, avvenuti dopo la chiusura in "zona rossa", in questo grafico dei contagi di tutta Italia compaiono sette picchi con relativi gradini discendenti.
Nei gradini 5 e 6 sono indicate le regioni la cui chiusura in zona rossa ha prodotto la discesa dei contagi visibile nel relativo gradino.
Sono poi indicati: Rispetto ai dati del Piemonte, che abbiamo riportato nel grafico precedente, questo grafico contiene i contagi di tutta l'Italia (in cui non tutte le regioni sono chiuse) e quindi la discesa del contributo delle regioni chiuse (zone "rosse") appare ridotta.
Le diminuzioni repentine di contagi finora sono sempre avvenute dopo il fine settimana, quando con la riduzione della circolazione delle persone nei giorni feriali, viene ridotta anche la produzione di nuovi contagi.
Questa diminuzione avviene tutta insieme in forma di gradino perche' tutti i contagi che potevano essere rimossi poi non ci sono piu' e quindi non diminuisce ulteriormente.
Poi la curva riprende a salire per il contributo dei contagi prodotti dal resto d'Italia, come indica la linea blu.

ATTENZIONE: (27 novembre 2020)
Da questi dati stiamo per formulare l'ipotesi dell'arrivo dell'immunita' di gregge in Italia (a sorpresa).
Non ci siamo fatti sfuggire l'occasione di disegnare, in verde, l'andamento da noi ipotizzato della discesa della curva in questo caso, seguendo quanto suggerito dalla curva precedente (del Piemonte).

In attesa del completamento del settimo gradino, vogliamo sottolineare che ci sono ben sette punti precedenti tutti allo stesso livello e, se questo dovesse ripetersi nei prossimi giorni, siamo indotti a pensare a tre cause possibili (che si stanno tutte verificando, anche se probabilmente in misura ancora troppo piccola):
  1. La prima causa che puo' contribuire a ridurre la contagiosita' e quindi ridurre progressivamente la pendenza della curva dei contagi e' l'aumento del numero delle persone immuni con l'avvicinarsi dell' immunita' di gregge .
    STIMA POPOLAZIONE IMMUNE: Quanti sono gli infettati, poi guariti e quindi immunizzati, nell'ultimo mese (cioe' quanto siamo lontani dall'immunita' di gregge)?
    Le persone infette nell'ultimo mese sono state sempre intorno al 15% come si puo' vedere nel grafico o nella tabella .
    Se il tempo medio di guarigione di queste persone infette, che sono quasi tutte asintomatiche, e' di 6 giorni , allora nell'ultimo mese abbiamo avuto il 75% della popolazione infettata, che avrebbe acquisito un certo grado di IMMUNITA' (15% infettati e guariti ogni 6 giorni, per un totale del 75% in un mese, che si va a sommare agli altri immunizzati del passato).
    ROBUSTEZZA DELLA STIMA: Questi immunizzati si devono poter trovare, con i test di rivelazione degli anticorpi, perche' gli infettati ci sono stati (li abbiamo trovati con i tamponi) poi sono guariti in 6 giorni , come ci indica la velocita' di discesa dei contagi nelle curve e gli anticorpi devono restare, almeno per un mese. Se non si trovassero bisognerebbe capire dove sono finiti.

    Questa presenza di cosi' tante persone immunizzate diminuisce la contagiosita' ovvero le occasioni che hanno oggi i virus di infettare le persone che incontrano.
    Conseguentemente la curva dei contagi tenderebbe ad appiattirsi sempre di piu' ed il "raffreddamento" della crescita, indicato dalla linea rossa nel grafico , sarebbe imputabile soprattutto a questa causa.
    Avevamo sempre scritto che il tempo medio di guarigione (finora sconosciuto) di un asintomatico fosse di un mese; cio' in base ai tempi di guarigione appresi dagli ospedali, che si riferivano pero' non a pazienti asintomatici ma a pazienti con sindrome Covid-19 e dai tempi di guarigione dei calciatori comunicati di tanto in tanto dalla stampa.
    Se non conosciamo con esattezza il tempo medio di guarigione degli asintomatici, non possiamo calcolare il tempo di avvicendamento delle persone nel "parco" degli infetti di una regione chiusa e quindi il numero atteso delle persone immuni, che certamente ci sono e che stanno contribuendo all'appiattimento della curva.
    La discesa odierna della curva cosi' in basso, con il gradino N.7, potrebbe essere un indizio che il tempo medio di guarigione delle persone infette ed asintomatiche sia molto meno di un mese e che per questo la diminuzione dei contagi per immunita' ora descritta e' gia' in atto. L' immunita' di gregge allora non sarebbe piu' cosi' lontana.
    Sarebbe un'ottima notizia ed un bel regalo sia per le vacanze di Natale che per salvare la stagione sciistica.
    Questa possibilita' ci e' suggerita da ben DUE indizi sperimentali: la tendenza apparente all'appiattimento della curva dei contagi in Italia (ben visibile confrontando la pendenza delle linea rossa delle "crescita raffreddata" del 28/11 con quelli precedenti) e la ripida discesa della curva dei contagi del Piemonte .
    Merita percio' di essere approfondita al piu' presto.

    CALCOLO DEL TEMPO MEDIO DI GUARIGIONE DI UN ASINTOMATICO: Cominciamo osservando che nella curva dei contagi del solo Piemonte (che non e' inquinata dai dati del resto d'Italia) si nota una pendenza di discesa molto ripida, non compatibile con tempi di guarigione degli asintomatici di 1 mese.
    Se questa discesa secondo noi e' dovuta al venir meno dei contagi degli asintomatici che stanno guarendo (non rimpiazzati da nuovi contagi che non ci sono dopo la chiusura), allora osservo dalla tabella che la curva parte il 6/11 da 10.2% per dimezzarsi il 9/11 a 5.1%, per cui la curva tende ad arrivare a zero in 6 giorni.
    Quindi solo di 6 GIORNI risulta essere il tempo medio di guarigione di un asintomatico (non un mese come abbiamo sempre scritto, basandoci sui tempi di guarigione appresi dagli ospedali per i malati di Covid-19).
    Per noi questa delle guarigioni e' l'unica spiegazione che siamo riusciti a trovare per la discesa della curva dei contagi dopo la chiusura.
    Ragioniamoci un attimo: da quando hanno chiuso il Piemonte (zona rossa) i contagi hanno sempre avuto per oltre due settimane un andamento discendente sempre con la stessa pendenza calcolata sopra (a zero in 6 giorni ).
    C'e' qualcos'altro, che puo' produrre questa riduzione di contagi, oltre alla guarigione dei piemontesi che erano positivi al momento della chiusura? Sappiamo che di asintomatici ce n'erano molti (con una percentuale intorno al 10% al momento della chiusura, se i piemontesi sono 1/20 dei 60 milioni di italiani, vuol dire che sono 3 milioni ed il 10% positivi vuol dire che ci sono 300.000 asintomatici (gli altri sono pochi), che iniziano a guarire smettendo cosi' di essere positivi.
    La rapida diminuzione dei contagi nel Piemonte, che si rileva nei giorni successivi alla chiusura, puo' essere solo la riduzione degli asintomatici positivi (sappiamo che i positivi sono quasi tutti asintomatici): o guariscono nei tempi naturali o emigrano in massa (50.000 al giorno)!
    Non sono virologo e percio' devo essere umile in questo campo ma io altre possibilita' non ne vedo.
    Assumiamo percio' questa ipotesi: che le diminuzioni dei contagi siano ascrivibili alle guarigioni degli asintomatici, che percio' hanno un tempo medio di guarigione di 6 giorni.
    Le conclusioni sull'immunita' di gregge dipendono dalla correttezza di questa ipotesi.
    E' un po' la nostra terza scommessa: le prime due le abbiamo vinte, questa volta sara' piu' dura perche' con tutti i test che si fanno se ne dovrebbero gia' essere accorti, ma vale la pena comunque indagare in questa direzione perche' quella decrescita cosi' rapida dei contagi, che si vede nel grafico, esiste veramente ed accelera guarigioni ed immunizzazioni.

    Questa ipotetica SCOPERTA, appena spiegata, avrebbe notevoli conseguenze sulle nostre previsioni, che andrebbero tutte riviste (si ricordi che stiamo imparando a conoscere le caratteristiche di un fenomeno totalmente nuovo, utilizzando la sola curva dei contagi):
    • La linea blu a destra nel grafico , che indica la crescita tendenziale non avrebbe piu' ragione di esserci, perche' l'andamento tendenziale vero diventerebbe la linea rossa della "crescita raffreddata" o meglio un "best fit" dei dati precedenti.
    • L' immunita' di gregge sarebbe molto piu' vicina di quanto pensavamo, essendoci gia' il 75% di persone immuni, la cui immunita' pero' per molti di loro non sembra possa durare a lungo (solo qualche mese); inoltre sembra che rimangano sempre reinfettabili e risultare positivi, anche se solo per 2 o 3 giorni.
    • Se cosi' fosse, i vaccini servirebbero ma meno di quanto si pensava, perche' molti sarebbero gia' immunizzati e si aprirebbe il problema di valutarne l'efficacia su cosi' tante persone gia' con anticorpi nel loro organismo, essendo asintomatici guariti.
    • L'emanazione dei provvedimenti di chiusura che si stanno per prendere (per la stagione sciistica, per il Natale, per la scuola, ecc.) andrebbero subordinati all'esito della conferma di questa eventuale importante scoperta, che preluderebbe alla riduzione in tempi brevi (grazie al tempo di guarigione di soli 6 giorni invece di 30) di tutti i contagi per l'imminente arrivo dell'immunita' di gregge in Italia (dove piu' del 75% delle persone dovrebbero essere gia' immuni, eccetto coloro che non sono ancora mai entrati in contatto con il virus, tra cui gli ANZIANI).
      La via maestra di CONFERMA e' controllare su un'indagine fatta adesso, a campione e su un numero limitato di test (almeno mille per regione), se e' vero che ci sono cosi' tanti positivi alla ricerca degli anticorpi (e se no, cercheremo di capire dove abbiamo sbagliato).

  2. La seconda causa che potrebbe mantenere costante la curva potrebbe essere dovuta alle diminuzioni dei contagi per le guarigioni dei positivi asintomatici rimasti nelle ormai numerose "zone rosse", che proseguono ancora per un mese e poi finiranno quando saranno tutti guariti (a parte i cronici che non guariscono). Questa diminuzione (temporanea), con le ultime chiusure, potrebbe essere arrivata al punto da compensare esattamente la spinta alla crescita dei contagi delle regioni non chiuse in "zona rossa".
    Questa diminuzione dei contagi, dovuta alle guarigioni nelle zone rosse, dovrebbe durare circa un mese e quindi terminare irrimediabilmente proprio intorno a Natale. Allora dovrebbe rimanere solo la crescita dei contagi prodotta nelle altre regioni, che continua la sua salita se non viene frenata da comportamenti individuali piu' virtuosi, e la curva dovrebbe riprendere purtroppo a salire con la pendenza indicata dalla linea blu.

  3. Nella terza causa che potrebbe mantenere costante la curva e che e' anche un auspicio, vorremmo tanto che la riduzione della crescita, da noi attesa in questi sette giorni, fosse stata ritardata grazie ai comportamenti piu' virtuosi di tante persone. Se fosse vero e se continuassero con questi comportamenti virtuosi, la curva non salirebbe piu', perche' la riduzione di contagiosita' (cioe' la pendenza della curva) da essi prodotta sarebbe andata a neutralizzare l'aumento di contagiosita' prodotto dal freddo invernale.
In effetti una moltitudine di persone sta distruggendo tutto e facendo morire migliaia di persone solo per voler fare quello che gli pare. E' una follia: tutti devono comportarsi come si deve, perche' siamo tutti in guerra contro questo virus !
Ribadiamo che seguire comportamenti piu' virtuosi da parte di molte persone, primo tra tutti un uso corretto delle mascherine che impedisce ai virus di diffondersi nell'ambiente, ha l'effetto di ridurre non solo i contagi ma anche la contagiosita' e quindi la pendenza della curva, riducendo il valore di Rt anche sotto a 1.
Sembra che nel Lazio Rt sia sceso a 0.9, cioe' sotto a 1, che significa una regressione dei contagi e dell'epidemia: quindi sarebbe possibile anche una riapertura, invece di ulteriori chiusure, oltre a meno decessi e ricoveri (ma arrivano anche i pazienti dalla Campania che vanno accettati).
E questo sembra non sia un auspicio ma una realta'. Nel Lazio forse hanno imparato come si fa (speriamo).
I comportamenti delle persone possono veramente bloccare l'epidemia diminuendo la contagiosita', cioe' la facilita' che il virus incontra nel trasmettere il contagio. Comportamenti virtuosi delle persone, in primis l'uso corretto delle mascherine, oltre a salvare la salute, possono anche permettere di ridurre la pendenza della curva e far regredire l'epidemia.
Ripetiamolo: ci troviamo in questi guai perche' l'inverno ha aumentato la contagiosita' del virus ma noi disponiamo di un'arma molto potente che puo' ridurne la contagiosita': i comportamenti responsabili e virtuosi delle persone. Diamoci tutti da fare, perche' per rendere orizzontale la curva dei contagi bisogna essere proprio in tanti!
Se la diminuzione dei contagi dovuta alle guarigioni non fosse ancora cosi' elevata e senza comportamenti virtuosi, a causa dei contagi prodotti nelle regioni d'Italia non chiuse, la curva dei contagi non resterebbe costante ma dovrebbe CONTINUARE A CRESCERE (linea blu) senza soluzione di continuita' e sempre con la stessa pendenza di salita, caratteristica del livello di contagiosita' del virus Sars-CoV-2, che rimane alta per i comportamenti poco prudenti degli Italiani, ma un po' attenuata, solo temporaneamente, dal contributo di decrescita, dovuto alle guarigioni in corso (ancora per un mese) degli asintomatici nelle regioni chiuse (zone rosse).
Prima che cresca troppo pero', possiamo chiudere (zona rossa) un'altra regione e questo fatto, inserendo la decrescita di un nuovo gradino, abbassa la curva annullando la crescita dei 4 giorni precedenti.
La chiusura delle regioni con Rt alto sono piu' convenienti, perche' introducono nella curva un gradino di decrescita piu' alto.
Cosi' facendo possiamo mantenere la curva sulla pendenza "raffreddata" (in rosso sul grafico ) o dire che il fattore Rt si mantiene basso, a 1.18 (e' legato alla pendenza della curva, quando e' orizzontale e' Rt=1) o dire che la curva "si sta appiattendo" ma questo fa vedere che non si e' capita bene l'evoluzione dell'epidemia.
E' chiaro che e' un inganno, perche' non possiamo continuare a chiudere molte altre regioni per aggiungere altre discese a gradino e, non appena terminiamo di fare altre chiusure, non ci saranno piu' altri gradini a frenare la crescita della curva che procedera' senza piu' freni (vedi tratto blu nel grafico).
Vediamo ora cosa accade quando, nel tentativo di contenere la crescita della curva, arriviamo a mettere tutte le regioni d'Italia in "zona rossa": la curva potrebbe allora anche essere scesa un poco (dipende da quanto sono state ravvicinate nel tempo le varie chiusure) ma, non essendo un lockdown generale, ci sono sempre insiemi di persone che rimangono esposte all'infezione, cosicche' questa potra' continuare ad espandersi con la sua solita crescita esponenziale, partendo da percentuali piu' basse, se calcolate rispetto a tutt'Italia.
Anche se le persone sono poche, con la sua crescita esponenziale il virus tenderebbe ad infettare potenzialmente tutta l'Italia, se gli italiani glielo consentissero, lasciando la pendenza della curva cosi' ripida.
Non riuscirebbe a farlo se gli italiani fossero tutti chiusi dentro casa con un lockdown generale, che NON e' la stessa cosa della chiusura dell'Italia con TUTTE "zone rosse": il lockdown generale puo' spegnere completamente l'incendio dell'epidemia, mentre con tutte "zone rosse" rimarrebbero molti focolai che farebbero continuare la propagazione incontrollata e veloce dell'incendio.
Con un lockdown generale la contagiosita' effettiva del virus (cioe' la sua capacita' di espandersi, infettando ogni umano che gli capita a tiro), sarebbe fortemente ridotta e conseguentemente la pendenza di crescita della curva dei contagi sarebbe sempre decrescente fino al limite inferiore, che e' stabilito dal numero di persone infette ed asintomatiche croniche, cioe' che non guariscono spontaneamente entro un mese.
Inoltre si deve tenere in conto che i decrementi, dovuti ai gradini, di abbassamento della curva permangono finche' dura la chiusura della regione ma non appena si riapre (perche' la zona rossa non puo' durare in eterno) si ricreano subito quei nuovi contagi che erano scomparsi al momento della chiusura, perche' le persone, che creavano i nuovi contagi prima della chiusura, ricominceranno a farlo anche dopo la riapertura (perche' la zona rossa non gli avra' insegnato niente).
E cosi' scompaiono i benefici creati dal gradino verso il basso al momento della chiusura, con un gradino verso l'alto di pari ampiezza (stesso numero di nuovi contagi). L'unico beneficio che rimane, ma finche' non si reinfettano, e' il numero di asintomatici guariti durante la chiusura, che alla riapertura non sono piu' positivi (ma lo saranno poi, di nuovo se si reinfettano).
La salita, indicata dal tratto disegnato in blu, e' destinata a continuare finche' ci saranno persone da infettare,
Poi rimarrebbe costante, quando dovesse arrivare al limite dell' IMMUNITA' DI GREGGE .
Con il tasso di crescita attuale ci si potrebbe arrivare abbastanza presto (vedi tratto disegnato in blu). Le alternative possibili sono discusse poco piu' avanti.

PENSIERO DELL'AUTORE: Mi sembra che formalismi teorici statistici ed epidemiologici complessi impediscano, anche a molte persone esperte, di vedere la vera natura, pur elementare, di questo fenomeno (e' nuovo il virus, non il fenomeno). E' un atteggiamento intellettualmente rinunciatario che, di fronte alle apparenti numerose fluttuazioni incomprese della curva, si rifugia nel degrado della risoluzione dei dati, andando ad analizzare le medie settimanali per far sparire quelle fluttuazioni, che invece come dimostra questo lavoro, contengono informazioni preziose da capire.
Cosi' dicono in modo ingannevole che "l'epidemia rallenta" o che "la curva si sta appiattendo" e che "la crescita si e' raffreddata" (perche ragionano in pratica sulla retta rossa nel grafico anziche' sulla curva reale), dando adito a speranze ancora incerte di decrescita imminente e di poter riaprire molte attivita', sia pure con prudenza, per le prossime festivita' natalizie.
Cio' non e' corretto, come ha capito bene ogni attento lettore di questo lavoro. Va bene non spaventare la gente ma cosa si direbbe loro poi se la curva continuasse a salire e l'unica alternativa che resta (avendo gia' chiuso tutto quello che si poteva chiudere) fosse il lockdown totale proprio durante le feste di Natale?
La comprensione completa dell'evoluzione del fenomeno e le capacita' predittive sono prerequisiti essenziali ed indispensabili per poter progettare bene le strategie d'intervento.
Fornire queste conoscenze e' il compito che ci siamo prefissi in questo lavoro.

ECCO LA NOSTRA PREVISIONE (al 23/11): Una volta sottratti nella curva (con la discesa del gradino N.6) tutti i contagi che erano prodotti dalle ultime zone rosse chiuse (Campania, ecc.), l'ulteriore descrescita e' pilotata dalle guarigioni degli asintomatici di queste zone rosse, che procedono per 6 giorni (od un mese?); ma sembra che ancora siano di piu' i nuovi contagi prodotti dalle altre regioni non chiuse del resto d'Italia, per cui la curva ha ripreso a salire completando il gradino N.6 e dovrebbe poi continueare con la solita pendenza della crescita esponenziale (vedi trattino blu nel grafico ), caratteristica della contagiosita' del Sars-CoV-2 nel periodo autunnale (a maggio sara' piu' bassa), eventualmente mitigata da un auspicabile aumento dei comportamenti virtuosi delle persone, che poco per volta dovrebbero imparare.
Quindi la curva dovrebbe continuare a crescere, purtroppo, e non ci dovrebbe essere ne' un picco finale ne' tanto meno la discesa tanto auspicata.
La persistenza del "raffreddamento" della crescita e' ora strettamente legato all'attivazione continua di tante zone rosse che introducono ognuna un nuovo gradino nella curva (ma le regioni sono solo 20, poi non ce ne sono piu').

CURVA PIATTA: Se si sono attivate tante chiusure la crescita "raffreddata" (retta rossa) potrebbe anche diventare temporaneamente orizzontale.
In questo caso la decrescita provocata dai nuovi contagi venuti meno (gradini) con la chiusura e l'altra decrescita dovuta al progredire delle guarigioni degli asintomatici nelle regioni chiuse (che smettono cosi' di essere positivi) eguaglia la crescita dei contagi prodotta dagli italiani non "chiusi" di tutta Italia: tanti nuovi contagi si creano altrettanti vengono meno a causa delle "zone rosse".
Siamo in presenza di queste due spinte contrapposte, una alla crescita della curva e l'altra alla decrescita.
La cosa spiacevole e' che la spinta in discesa delle guarigioni degli asintomatici (che sono tanti) e' destinata a terminare quando saranno tutti guariti (credo ci voglia un mese). Da quel momento in poi rimane solo la spinta alla crescita e la curva purtroppo riprendera' a salire in base alla contagiosita' del Sars-CoV-2, che pero' gli italiani possono diminuire di molto con comportamenti virtuosi e responsabili (se fossero tutti cosi' bravi da non infettarsi mai i virus sarebbero battuti, la contagiosita' (secondo la nostra definizione) sarebbe azzerata, sarebbe Rt=0 e l'epidemia si estinguerebbe SENZA LOCKDOWN e tutti vivrebbero per sempre felici e contenti.
Scherzi a parte, l'importanza dei comportamenti individuali e' cosi' grandee che stiamo facendo morire centinaia di migliaia di persone e distruggendo le economie solo perche' la gente non ha ancora imparato a convivere con questo virus. Basterebbe che imparassero in un buon numero, non tutti, per avere subito risultati significativi.
E' assurdo quello che sta accadendo!

IMPORTANZA DEI COMPORTAMENTI INDIVIDUALI: I comportamenti individuali incidono sulla facilita' che trova il virus ad infettare le persone e quindi sul livello della sua contagiosita', che nello sviluppo dell'epidemia e' un parametro che nella formula sta all'esponente (cioe' altera la pendenza della curva dei contagi).
Questo dovrebbe far capire a tutti che stiamo parlando di un parametro fondamentale dell'epidemia, che puo' alterare in modo significativo la crescita esponenziale dei contagi. Per questo tutti dovrebbero contribuire allo sforzo comune contro questo virus sguendo scrupolosamente tutte le indicazioni di prevenzione anche se costano rinunce e sacrifici personali.
Regioni con molti abitanti, che seguono comportamenti piu' virtuosi, hanno il fattore Rt piu' basso e contribuiscono meno sia ai contagi nazionali che alla pendenza della curva dei contagi e cosi' possono pure restare in "zona gialla" e VIVERE MEGLIO grazie anche allo scrupoloso impegno ed intelligenza dei loro abitanti.
Lasciatemi fare una riflessione: il Lazio e' attualmente zona gialla e bar e ristoranti sono aperti mentre nelle zone rosse no. Se queste attivita' vengono chiuse vuol dire che contribuiscono in modo significativo ai contagi.
Ma ristoratori e baristi lavorano nello stesso modo nelle diverse regioni, allora la colpa della loro chiusura dev'essere degli avventori e questo e' un esempio che fa vedere gli effetti delle responsabilita' individuali delle persone.
Pubblicizzare che quella regione e' ancora in zona gialla e si prepara a riaprire, non perche' e' fortunata ad avere tanti posti negli ospedali, ma perche' ha un fattore Rt molto basso (se e' vero) e questo e' anche merito dei suoi abitanti, che mostrano di essere cosi' intelligenti da capire bene, o meglio di altri, cosa devono fare per evitare i contagi.
Questo potrebbe essere un buon esempio per spingere tutti su percorsi piu' virtuosi, assolutamente necessari in questo momento storico.
Se si riapre una regione (per esempio per il Natale), si reintroduce immediatamente la creazione di tutti i contagi che la chiusura aveva eliminato con il gradino discendente nel grafico, e cosi' compare un nuovo gradino, ma crescente che fa risalire la curva eliminando i benefici acquisiti con la chiusura.
E' triste dirlo ma continuera' cosi' fino a maggio. Non vediamo nessuna ragione, per cui il virus debba cambiare comportamento.
Se si volesse fare il NATALE senza chiusure allora bisognerebbe tenere chiuso il piu' possibile fino al 20/12 poi si dovrebbe aprire per il Natale, sapendo che si ritornera' a percentuali di contagi tra il 20% ed il 25% in una settimana circa.
Non oso fare il calcolo dei decessi in piu' che questa scelta comporterebbe. Mi spiace dire queste cose e spero sinceramente di sbagliarmi ma non e' giusto volerle ignorare (con la tecnica dello struzzo), perche' le conseguenze potrebbero essere molto gravi.

COME EVITARE TUTTE LE CHIUSURE (ED AVERE SOLO ZONE GIALLE): Bisogna pero' gridare forte a tutti che con comportamenti virtuosi di tutte le persone e rispettando tutte le prescrizioni, queste chiusure non sarebbero piu' necessarie (in certi casi necessita' DEVE fare virtu').
E' il comportamento della gente a determinare la facilita' che ha il virus a trovare un umano da infettare e piu' gli risulta difficile trovarlo e piu' diminuisce la pendenza della curva dei contagi (per cui non servirebbero piu' le chiusure e le zone rosse).
Esempio che spiega come comportamenti virtuosi potrebbero far regredire l'epidemia (curva dei contagi in discesa): in un convento, in cui i frati avessero imparato a non farsi contagiare da alcune persone infette ospitate nel convento, ci sarebbe una curva dei contagi decrescente verso lo zero e non appena tutti gli ospiti non risultassero piu' contagiosi (perche' guariti o morti), l'epidemia nel convento non esisterebbe piu' (si sarebbe estinta).
Anche su scala piu' grande l'epidemia e' sempre la stessa e funzionerebbe nello stesso modo.
Quello che ci obbliga a chiudere tutto ed impoverirci per fermare i contagi e' solo l'incapacita' della gente che non ha imparato a non farsi contagiare (come i frati nell'esempio).
E cosi' dovremo andare avanti, di chiusura in chiusura, fino a maggio con le zone rosse, facendo morire decine di migliaia di persone che erano sane e mettendo sul lastrico gran parte degli italiani, chissa' per quanti anni.
E' mai possibile? Sembra proprio di si, anche se e' una colossale follia!
In conclusione ecco le tre alternative che ci puo' riservare il futuro (sta a noi scegliere):
  • Con troppa gente incapace di evitare i contagi (com'e' oggi): vivere quasi sempre in zona rossa, chiusi dentro casa ed impoverire progressivamente sempre di piu', mancando una strategia sostenibile di medio o lungo periodo: tutti sembrano preoccuparsi soprattutto del Natale, ignorando che questa situazione durera' altri 5 mesi e non si puo' restare chiusi in casa fino a maggio (il vaccino non arrivera' prima in quantita' sufficiente)!
  • Con quasi tutti responsabilmente rispettosi dei propri doveri con il massimo scrupolo (come dei bravi soldati in guerra): sempre aperti con zone gialle.
Questa risalita, che abbiamo indicato con il trattino blu nel grafico , caratterizza la curva dei contagi di tutta Italia rispetto a quella del solo Piemonte , che invece avevamo previsto debba andare verso lo zero (o quasi), se la chiusura e' rispettata, perche' riferita al solo Piemonte dove sono stati chiusi in casa TUTTI gli abitanti (non c'e' in questo caso il contributo del resto d'Italia a far crescere la curva).
La curva potrebbe anche decrescere verso lo zero , come indicato dall'altra linea nel grafico , se non ci fosse il contributo importante alla crescita delle zone d'Italia non chiuse (come le zone rosse).
La pendenza di decrescita sarebbe quella imposta dal tempo di guarigione degli asintomatici; non sarebbe come la pendenza della salita, che invece e' stata imposta dal livello di contagiosita' del Sars-CoV-2.
Se tutta Italia fosse chiusa bene (lockdown generale) allora NON ci sarebbe piu' produzione significativa di nuovi contagi e con i tempi necessari per far guarire tutti gli infetti esistenti (principalmente asintomatici) la curva scenderebbe verso zero contagi (salvo quelli degli asintomatici cronici, che continueranno ad essere sempre positivi al tampone, ma non dovrebbero essere molti.

PERCENTUALE MINIMA POSSIBILE DEI CONTAGI: Chiariamo cosa accade quando in una regione "chiusa" la curva dei contagi diminuisce a causa delle guarigioni degli asintomatici presenti in quella regione.
Se la chiusura e' fatta bene, la regione non contribuisce piu' con i suoi nuovi contagi alla curva dei contagi e l'effetto e' lo scalino che compare nel grafico. Cio' perche' le persone sono mantenute sempre distanti in modo che non possano piu' contagiarsi.
Anche gli asintomatici presenti nella regione, che sono positivi, non possono piu' contribuire ai contagi perche' stanno chiusi in casa.
Quindi i tamponi positivi in quella regione diminuiscono sempre piu' con il progredire delle guarigioni (in un mese di tempo) e diventerebbero quasi zero, se la chiusura durasse abbastanza, se fosse trascurabile il numero degli asintomatici cronici (quelli che non guariscono) e se la chiusura non presentasse falle (cosa molto difficile).
In assenza di "chiusura" invece il livello minimo non sarebbe zero, perche' essendo possibili i contagi prodotti dagli asintomatici (pochi), che sono liberi di circolare, verrebbe determinato dall'equilibrio dinamico stabilito nell'epidemia degli asintomatici, in cui tanti guariscono (smettendo di essere infetti), quanti sani vengono infettati dagli asintomatici in circolazione. Questo fenomeno e' ben osservabile quando non c'e' in atto un'epidemia Covid-19 (per esempio in estate).

___________________________ SPIEGAZIONI SUL GRAFICO _____________________________

A) DESCRIZIONE DELLA CURVA: I sei gradini che appaiono nella curva sono le riduzioni dei contagi avvenute ed attribuibili secondo noi, rispettivamente da sinistra verso destra, ai provvedimenti governativi che hanno prescritto:
  1. L'uso delle mascherine anche all'aperto, che hanno bloccato le cariche virali degli asintomatici (prima dell'inizio dell'epidemia di Covid-19).
  2. L'uso delle mascherine anche all'aperto, che hanno bloccato le cariche virali dei contagiati con sintomi di Covid-19.
  3. Chiusura delle cosiddette citta'-focolaio.
  4. Chiusura anticipata alle 18 in tutta Italia dei locali di ritrovo pubblici. Se cosi' fosse si ha un riscontro del contributo ai contagi fornito da questi locali.
  5. Chiusura come zona rossa di 4 regioni (Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta e Calabria)
  6. Chiusura come zona rossa di altre regioni (Campania, Toscana, Alto Adige). Questo gradino per ora e' solo presunto in quanto non e' ancora comparso, perche' le relative chiusure sono appena iniziate.
Nel grafico si distinguono oltre ai 6 gradini anche i 6 tratti di curva immediatamente precedenti, che appaiono rettilinei nei pochi giorni rappresentati ma che in realta' sono tratti esponenziali (quindi di pendenza lentamente crescente).
Abbiamo inserito anche l'estrapolazione del secondo tratto di curva crescente con la pendenza stabilita dal livello di contagiosita' della sindrome Covid-19. Serve per confrontare i livelli di contagi raggiunti dalla curva rispetto a quelli che si sarebbero avuti senza alcun provvedimento di contenimento dell'epidemia (bisogna fare la differenza tra le due ordinate corrispondenti allo stesso giorno, che e'in ascissa).
  • Il primo tratto rettilineo a sinistra ha una pendenza minore dei successivi 3 tratti perche' l'epidemia Covid-19 (quella dei sintomatici) non era ancora iniziata e quindi la crescita dei contagi era alimentata dagli asintomatici che disperdono cariche virali piu' deboli, con un minore livello di contagiosita' rispetto ai malati con sintomi e per questo e' minore la pendenza della curva dei contagi, che dipende direttamente dalla contagiosita' .
  • Il secondo tratto parte dal momento in cui appare un calo dei contagi dovuto all'entrata in vigore dell'obbligo di usare sempre le mascherine (primo gradino) che, bloccando sia pure parzialmente la causa dei contagi (i virus) all'origine, hanno prodotto la riduzione dei contagi corrispondente al primo gradino. Da quel momento, avendo la percentule dei contagi superato il valore di soglia (Rt>1) e' iniziata l'epidemia Covid-19 (dei sintomatici, con cariche virali piu' intense) e questo ha aumentato la pendenza della curva, caratteristiva dell'alta contagiosita' delle cariche virali diffuse dai malati di Covid-19.
  • Anche il terzo tratto parte con la riduzione, per l'uso delle mascherine, dei contagi prodotti dai malati che sviluppano sintomi (il secondo gradino, che ha con un ritardo dovuto al relativo tempo d'incubazione) e procede poi nel modo esponenziale, anche se appare rettilineo, caratteristico dell'epidemia dei sintomatici.
  • Il quarto tratto parte dal terzo gradino, corrispondente alla riduzione dei contagi prodotta dal provvedimento governativo di lockdown delle citta'-focolaio. La pendenza di crescita appare essere ancora quella attesa, caratteristica dell'epidemia dei sintomatici (per il contributo ai contagi del resto d'Italia).
  • Il quinto tratto, una volta scesi i contagi per aver tolto il contributo delle citta'-focolaio, riprende la crescita esponenziale per l'apporto dei contagi del resto d'Italia, fino al picco dove inizia un'ulteriore discesa dovuta alla chiusura delle prime 4 regioni (Piemonte, Lombardia, Valle d'Aosta e Calabria).
  • Il sesto tratto, una volta scesi i contagi per aver tolto il contributo delle prime 4 regioni rosse, riprende la crescita esponenziale per l'apporto dei contagi del resto d'Italia, fino al picco dove sta per iniziare un'ulteriore discesa dovuta alla chiusura di altre 3 regioni (Campania, Toscana, Alto Agige).
B) PENDENZA DELLA CURVA: Se si bloccano, con provvedimenti mirati, in tutta Italia le cause dei contagi (riducendo gli assembramenti, facilitando i distanziamenti, riducendo le cariche virali con igiene, ventilazione, ecc.), alllora si riduce la facilita' che trova il virus a contagiare e ne consegue una riduzione della sua contagiosita' che e' quella che determina la pendenza della curva.
Quando la primavera scorsa con il lockdown generale bloccammo praticamente tutte le cause dei contagi la pendenza della curva si ridusse rapidamente verso zero e poi sarebbe diminuita sempre di piu', con la velocita' di guarigione degli infetti, fino al limite minimo (piatto), corrispondente al numero degli asintomatici cronici esistenti (che non guariscono).
Al termine del lockdown accadde che la curva non riprese a crescere con la pendenza di un mese prima perche' intanto la contagiosita' era diminuita per l'arrivo del caldo.
Se il caldo non arrivasse al termine del lockdown (come accadrebbe adesso) la contagiosita' tornerebbe ad essere quella di prima e se la frequenza dei contagi supera la SOGLIA d'innesco dell'epidemia (Rt>1) allora la curva riprenderebbe a crescere esponenzialmente con la pendenza dipendente dal livello di contagiosita'.
Esiste pero' anche il caso in cui la frequenza dei contagi, che si e' ridotta, risulta essere sotto la soglia d'innesco dell'epidemia (Rt<1 o percentuale <3% ) allora l'epidemia Covid-19 NON riparte.
La curva dei contagi puo' crescere lentamente, per il contributo dei contagi degli asintomatici, ma con pendenza piu' bassa e quindi piu' facilmente controllabile (pensiamo che bastino le sole mascherine per mantenere la percentuale dei contagi SOTTO LA SOGLIA e cosi' l'epidemia rimarrebbe estinta (zero contagi, come in Cina!).

Ora attendiamo di vedere quale sara' l'andamento futuro della curva, in cui al termine del provvedimento DPCM precedente (chiusure light) ci attendiamo un ulteriore gradino ma in risalita, mentre le mascherine continuano invece ad essere usate e quindi il calo dei contagi da loro prodotto risulta permanente a differenza di quello prodotto dai lockdown-light, che poi terminano.
Sara' importante vedere se questa previsione di risalita della curva al termine del lockdown-light si verifichera' veramente, perche' su questa previsione e' basato il nostro giudizio di scarsa utilita' dei lockdown parziali.

C) PERCHE COMPARE UN GRADINO NELLA CURVA QUANDO INIZIA UNA CHIUSURA ? Quando chiudiamo una regione (tutta o anche solo in parte) smette subito di produrre un certo numero di nuovi contagi e quindi dalla curva dei contagi di tutta Italia viene tolto, tutto insieme e subito, questo numero di contagi fisso, che era una parte dell'apporto ai nuovi contagi giornalieri di quella regione.
Nella curva questo produce una diminuzione verticale di una percentuale fissa in tutti i giorni dall'inizio della chiusura in poi, che appare come un gradino.
Se l'effetto fosse solo questo la curva dopo il gradino riprenderebbe a salire con la stessa pendenza di prima.
Ma c'e' un altro effetto della chiusura: il numero delle persone infette di quella regione (cioe' dei tamponi risultati positivi) comincia a diminuire, perche' guariscono sia pur lentamente (in un mese di tempo).
Questo fatto porta un altro contributo alla curva dei contagi di tutta Italia, che e' anch'esso decrescente ma non di colpo, come quello che ha prodotto il gradino, ma un contributo decrescente progressivo nel tempo che ha come effetto un "raffreddamento della crescita" della curva, che dura per un mese circa, finche' in quella regione chiusa non sono tutti guariti.
Se di chiusure ne vengono fatte altre tutti questi contributi decrescenti progressiivi si sommano insieme accentuando il raffreddamento della curva ma sono tutti contributi che terminano quando i relativi asintomatici sono tutti guariti. Poi la curva riprende la sua salita esponenziale con la pendenza caratteristica della contagiosita' del Sars-CoV-2 (almeno finche' ci sono aree non chiuse che producono nuovi contagi e finche' non si e' raggiunto il limite dell'immunita' di gregge).
Quindi il secondo effetto della chiusura di una regione sulla curva dei contagi di tutta Italia e' quello di contribuire ad un raffreddamento (temporaneo, per un mese circa) della sua crescita, che appare chiaramente guardando la curva (quello che abbiamo indicato con una retta viola e' il risultato del cumulo dei contributi di tutti i gradini precedenti).
Si tenga ben presente che questo raffreddamento della crescita della curva e' solo temporaneo, finche' tutti gli asintomatici infetti di tutte le regioni chiuse non sono tutti guariti, dopo di che la curva riprende la sua salita esponenziale con la solita pendenza caratteristica della contagiosita' del Sars-CoV-2, almeno finche' ci sono aree non chiuse che producono nuovi contagi (lockdown parziale, non totale) e finche' non si e' raggiunto il limite dell'immunita' di gregge.

D) E' GIUSTO ASPETTARSI CHE LA CURVA DEI CONTAGI ARRIVI AL PICCO E POI DISCENDA ? Assolutamente no, mi dispiace deludere cosi' tante persone che si lasciano guidare dall'intuito, ma non questo non accadra' mai. Dev'essere ben chiaro a tutti che, come abbiamo spiegato in questo lavoro, senza lockdown generale e senza il caldo dell'estate, la curva dei contagi puo' avere solo delle brevi discese (gradini) conseguenti alle varie chiusure (zone rosse), ma solo temporanee perche' il suo andamento sara' SEMPRE CRESCENTE e per di piu' con la massima pendenza, che e' quella caratteristica del livello di contagiosita' del virus Sars-CoV-2 (potrebbe pero' calare in seguito a comportamenti piu' consapevoli e responsabili delle persone).
Le decrescite ottenute della curva sono strettamente connesse alle chiusure che le hanno determinate e conseguentemente appena viene interrotta la chiusura di una regione il suo apporto alla curva dei contagi riprende subito a salire con la massima pendenza, che e' quella caratteristica del livello di contagiosita' del virus Sars-CoV-2 (la pendenza della risalita potrebbe pero' essere ridotta da comportamenti piu' consapevoli e responsabili delle persone).

E) LE "ONDATE" SUCCESSIVE DEI CONTAGI: Anche qui' mi dispiace deludere cosi' tante persone, ma non ci sono varie "ondate" dell'epidemia: ce n'e' sempre una sola all'anno che inizia ad ottobre e termina a maggio (se l'epidemia non si estingue in seguito ad un lockdown generale).
La curva dei contagi sale sempre, anche se puo' essere rallentata con le chiusura parziali, che fanno apparire dei gradini nella curva (che conseguentemente si "raffredda", come mostra la linea d'interpolazione dei dati che abbiamo disegnato nel grafico).
Puo' anche scendere verso zero , in un mese di tempo, ma solo con un lockdown generale (se rispettato con scrupolo) ma se si termina il lockdown prima che la percentuale dei contagi scenda sotto al 2%, la crescita riprende con la stessa pendenza ripida, tipica del livello di contagiosita' del Covid-19, ed in 20 giorni si torna al punto di partenza (quindi s si vuole restare aperti a Natale non si devono terminare i lockdown parziali prima del 15 dicembre).

Leggendo questo lavoro ci si puo' rendere conto che il fenomeno epidemico e' abbastanza SEMPLICE da capire e da spiegare (anche ai non esperti) ed il fatto che noi siamo quasi sempre in grado di prevederne l'evoluzione lo conferma (non riusciamo a prevedere fenomeni strani come il "picco festaiolo", pure cosi' importante).
Che e' un virus nuovo poco importa. La sua legge di crescita esponenziale e' quella solita di tutte le epidemie e la conosciamo bene.
Questa comprensione cosi' completa del fenomeno dell'epidemia, una volta acquisita, dovrebbe guidare chi combatte questa guerra sul campo a fare le scelte migliori ed a proporre i provvedimenti piu' efficaci.
E' tutto scritto in questo lavoro: basta fare la scelta del provvedimento da adottare e si puo' sapere con ragionevole certezza dove si va a parare.

F) ANDAMENTO COMPLESSIVO DELLA CURVA: Come si capisce dalle descrizioni fornite, l'andamento dei contagi in Italia e' dovuto ai contributi degli abitanti di tutte le varie aree d'Italia. Quando un provvedimento governativo elimina un contributo, la curva scende di un numero di contagi pari al contributo eliminato, ma poi riprende a crescere per tutti i contributi delle altre aree, dove l'epidemia e' attiva e produce nuovi contagi.
Procedendo con ulteriori provvedimenti di chiusura, la frazione d'Italia rimasta aperta si riduce sempre piu' e cosi' il relativo apporto di nuovi contagi, che nella curva sara' rappresentato sempre piu' in basso (percentuali piccole) ma sempre crescenti con la stessa ripida pendenza, stabilita dal livello di contagiosita' della sindrome Covid-19.
Solo per curiosita', chiariamo che questa crescita residua, pur molto ripida, non puo' arrivare a produrre un numero infinito di contagi quando l'area interessata e' piccola per il fenomeno della saturazione: cioe' in quella sola piccola area si raggiungerebbe l'immunita' di gregge, che blocca l'ulteriore espansione dei contagi, bloccando la crescita della curva che diviene allora piatta.

G) LIMITE MASSIMO DELLA CURVA: La curva dei contagi mantiene sempre la sua crescita esponenziale, ma non all'infinito, bensi' fino al raggiungimento di un
livello massimo COSTANTE, quando il numero dei nuovi contagi EGUAGLIA la somma dei guariti e dei decessi
(cioe' tanti s'infettano quanti guariscono ed il numero degli infetti ovvero dei positivi al test rimane costante).
Se con un provvedimento durevole si abbassa il numero dei nuovi contagi in modo da soddisfare la condizione appena enunciata la curva dei contagi puo' arrivare in plateau prima del tempo (con un livello di contagi piu' basso e che non cresce piu', cioe' costante). Si potrebbero cosi' contenere le conseguenze dell'epidemia (numero di decessi, costi, ecc.).
Gli sforzi e le risorse andrebbero concentrati percio' NON su inutili provvedimenti di lockdown (che non funzioneranno come da noi la primavera scorsa, perche' ora siamo in autunno/inverno e credo che per questo raccolgano benefici effimeri, come in una lotta contro i mulini a vento, rappresentati dall'inesorabile crescita esponenziale della curva) ma invece in provvedimenti che possano abbassare il livello di plateau della curva dei contagi (ne abbiamo gia' discusso in precedenza).
Si tenga anche conto che sarebbe un errore tragico, per ovvi motivi, fare un costosissimo lockdown per diminuire i contagi quando si e' vicini al limite massimo (plateau).

ANNOTAZIONE FINALE: queste conclusioni non potevano applicarsi al lockdown fatto in Italia la primavera scorsa. Allora al termine del lockdown la salita esponenziale si e' bloccata per l'arrivo del caldo. Ora arrivera' tra 6 mesi!.

EFFICACIA DELLE CHIUSURE (ZONE ROSSE): (16 novembre 2020)
Il Sars-CoV-2 non ci regala niente: la curva scende solo quel tanto che corrisponde alla frazione di popolazione che abbiamo chiuso in casa (perche' se escono si infettano, non avendo ancora imparato come evitarlo).
La popolazione NON chiusa in casa (per farla andare a lavorare), continuera' ad infettarsi finche' non si saranno infettati tutti ed a quel punto l'epidemia si ferma per il raggungimento dell'immunita' di gregge (magari per abbastanza poche persone, se abbiamo chiuso quasi tutto).
Epidemia ferma non significa che non c'e' piu' ma solo che il numero di contagiati smette di crescere e si stabilizza.
A quel punto s'instaura stabilmente un equilibrio dinamico in cui tanti smettono di essere infetti perche' guariscono, quanti s'infettano nuovamente, anche se gia' guariti, perche' non immuni. Cosi' continuano i ricoveri ospedalieri per quelle persone che subiscono la sindrome Covid-19 perche' immuno-depresse.
Il Sars-CoV-2 resterebbe permanentemente ENDEMICO in quello Stato.

Si puo' continuare, di provvedimento in provvedimento, a chiudere in casa sempre piu' italiani con le ZONE ROSSE per aggiungere tanti altri gradini alla nostra curva, che cosi' si raffreddera' sempre di piu' (come indica il tratto rosso nel grafico), rimanendo pero' sempre attiva la crescita esponenziale dovuta alle aree NON chiuse (il contributo al raffreddamento prodotto da ogni chiusura pero' si estingue entro un mese, quando le guarigioni di tutti i suoi asintomatici sono finite).
E' tutto molto facile da capire: la curva che si vorrebbe far decrescere rappresenta la somma dei contagiati di tutte le regioni italiane. I contagiati di ogni regione crescono se le persone circolano (no se stanno chiuse a casa) e decrescono per le guarigioni che si susseguono. Se chiudiamo una regione, viene a mancare il suo contributo alla crescita ma non quello alla decrescita (perche' gli infetti continuano a guarire anche dopo la chiusura). Quindi ogni regione chiusa contribuisce solo alla decrescita della curva dei contagi in Italia. Ma se le regioni chiuse sono poche, allora sara' prevalente la spinta alla crescita della curva prodotta dalle regioni non chiuse. La curva complessiva puo' decrescere solo se ho cosi' tante regioni chiuse da rendere prevalente la loro spinta alla descrescita rispetto alla spinta alla crescita delle regioni non chiuse.
Si tenga ben presente pero' che la riduzione dei contagi prodotta da una chiusura (zona rossa) e conquistata con tanti sacrifici durera' al massimo un mese (il tempo di guarigione degli asintomatici) e solo finche' si mantiene la chiusura, perche' se si riapre, per esempio per il Natale, non essendo l'epidemia estinta, tutto riprendera' a crescere esponenzialmente ed in pochi giorni (10 o 15, perche' la ricrescita e' con la pendenza piu' ripida del grafico) si ritorna al punto di partenza.
E' molto strano sentire che cosi' tanta gente attende una decrescita imminente della curva dei contagi e che nessuno diffonda informazioni su questo scenario cosi' importante e comprensibile del fenomeno epidemico, perche' questa situazione durera' fino a maggio!
Altri, anche tra i governanti, si aspettano che arrivi il picco dei contagi, che secondo noi non ci sara' mai, e nessuno glielo spiega.
La curva dei contagi puo' solo
  • Rallentare la crescita (creando tanti gradini) se ci sono poche chiusure in atto (potrebbero essere anche chiusure settimanali (per esempio il lunedi') fatte per ridurre il numero di contagi prodotti che continuano a crescere esponenzialmente (se si riducono i contagi poi, una o due settimane dopo, si riducono i ricoveri ospedalieri)
  • Decrescere, anche vicino zero, ma solo temporaneamente, con tante chiusure (se non e' un lockdown generale rimangono sempre persone libere che continuano ad alimentare la ripresa della crescita dei contagi, con Rt>1 )
  • Decrescere, fino quasi a zero e definitivamente, dopo il tempo di guarigione degli asintomatici che possono guarire (i cronici no), ma e' possibile solo con la chiusura di TUTTO (lockdown generale)
  • Attendere che la curva vada in plateau (costante nel tempo): e' possibile ma solo per saturazione, quando si raggiunge l'immunita' di gregge, che ora e' ancora molto lontana ed e' una fregatura (le chiusure con le zone rosse hanno fortunatamente l'effetto di allontanarla nel tempo).
    Dopo che si e' raggiunta l'immunita' di gregge i contagi rimangono costanti invece di decrescere verso zero perche' rimangono attivi per sempre (endemici)
    • sia i contagi degli asintomatici cronici (che dovrebbero essere come gli infetti dall'herpes, che possono rimanere infetti ed anche contagiosi per tutta la vita)
    • che quelli rimanenti dall'epidemia degli asintomatici che raggiunge l'equilibrio quando il numero delle loro guarigioni eguaglia il numero dei nuovo contagi per reinfezione di asintomatici guariti (che non sono immuni).
Bisogna capire che non si puo' uscire da questo dilemma: o si chiude tutto per un mese (o piu' se la chiusura non e' fatta bene) oppure si fa una sequenza di tante chiusure parziali ripetute fino a maggio che, producendo tanti gradini nella curva dei contagi le impediscono di crescere troppo (nell' analogia del fiume sarebbe come continuare a remare contro corrente per sei mesi, per rimanere sempre allo stesso punto e non farsi portare a valle, dove c'e' l'immunita' di gregge).
Ritengo che sia necessario adottare al piu' presto provvedimenti che riducano la contagiosita' e quindi possano ABBASSARE LA PENDENZA della curva dei contagi.
Il metodo piu' conveniente e' strettamente legato ai comportamenti ed alle reponsabilita' individuali delle persone. Piu' avanti ne discutiamo piu' in dettaglio.

L'ARRIVO DEI VACCINI dovrebbe segnare un importante passo avanti nella riduzione della contagiosita', ma non risolutivo per far sparire il Covid-19 a nostro modesto avviso per i seguenti motivi:
  1. Essendo ormai asintomatica una parte cosi' importante della popolazione, potrebbe in molti casi risultare insufficiente lo stimolo del vaccino su un sistema immunitario gia' cosi' tanto sollecitato dall'infezione.
  2. Studi recenti sembrano indicare che gli anticorpi specifici del Sars-CoV-2 vengano eliminati dall'organismo in tempi abbastanza brevi (pochi mesi), riducendo cosi' progressivamente l'immunita' della persone.
  3. Se si dovesse programmare la ripetizione periodica della vaccinazione di cosi' tanti milioni di persone insorgerebbero difficolta' logistiche che andrebbero ad aggiungersi alla non obbligatorieta' della vaccinazione per ridurre le garanzie di copertura totale della popolazione.
Tutto cio' non fa ben sperare in una soluzione definitiva del problema Covid-19 all'arrivo dei vaccini ma rimarra' comunque importantissimo l'effetto di una riduzione della facilita' delle cariche virali a produrre contagi e quindi la corrispondente riduzione di contagiosita', che si manifestera' in una sostanziale riduzione di pendenza della curva dei contagi e di tutti i problemi che essa comporta per noi.

CONTROLLARE L'EPIDEMIA: Diverso e' il caso dei provvedimenti, anche differenziati per ogni regione come quelli del DPCM del 5/11, che valgono in modo uniforme per tutto il territorio nazionale.
Nei lockdown delle citta'-focolaio, l'effetto del provvedimento non si estende al di fuori di quelle citta', per cui permane invariata la crescita esponenziale dell'epidemia per il contributo del resto d'Italia.
Invece se il provedimento riguarda in maniera uniforme tutta l'Italia, come l'ultimo DPCM, allora ovunque i virus trovano piu' difficolta' ad infettare le persone e questo comporta una riduzione della contagiosita'.
Cosi' oltre ad un calo dei contagi (cioe' la comparsa di un gradino nella curva), si dovrebbe ottenere anche una diminuzione della pendenza della curva, che e' proprio l'effetto positivo che serve per far regredire in modo permanente l'evoluzione dell'epidemia (almeno finche' i provvedimenti permangono).
Come si puo' vedere, la curva dei contagi e' molto utile anche per valutare con maggiore "prontezza", non 14 giorni dopo come accade guardando i dati ospedalieri, l'efficacia dei vari provvedimenti di contenimento dell'epidemia, anche in modo quantitativo ed e' cosi' che la stiamo usando in questo lavoro. "Prontezza" in questo caso significa quei pochi giorni che intercorrono tra il prelievo dei tamponi e la data di comunicazione dei risultati (che pensiamo sia di circa 3 giorni).
Dalla visione d'insieme del grafico si capisce l'effetto sui contagi dei vari provvedimenti governativi di contenimento dell'epidemia: ognuno dei provvedimenti adottati finora ha prodotto un abbassanento della curva dei contagi che si e' manifestato con un gradino.
Dal gradino in poi la curva ha continuato a crescere sempre con la stessa pendenza esponenziale (alimentata dai contagi che avvenivano nel resto d'Italia non interessato dal provvedimeto) ma spostata piu' in basso (con il numero dei contagi ridotto del 3% circa ogni volta).
La risposta della curva ai vari provvedimenti e' pronta nel senso che il gradino, che mostra anche quantitativamente l'effetto del provvedimento, appare poco tempo dopo (il tempo tecnico del test).
Quindi, finche' rimane efficace l'effetto di un provvedimento, si ha un abbassamento della curva ed il grafico che stiamo vedendo mostra una riduzione apprezzabile dei contagi in una curva che comunque tende a salire inesorabilmente fino all'arrivo del caldo (cioe' a maggio). Il caldo, abbattendo la contagiosita' , riduce poi la pendenza della curva dei contagi.
Il tratto che vediamo nel grafico riporta l'andamento degli ultimi 25 giorni solamente e purtroppo maggio e' ancora maledettamente lontano!
La situazione e' critica e nel seguito discutiamo le possibili vie di uscita.

EFFETTO DEI PROVVEDIMENTI DI LOCKDOWN nelle citta'-focolaio: (30-31 ottobre 2020)
Come si puo' vedere nel grafico, la riduzione della percentuale dei contagi dopo essere aumentata ora si e' stabilizzata intorno al valore finale di 3.6%
Il dato di 16.4% e' poco distante dal precedente ed il corrispondente numero di contagi veri visibile nella tabella e' di 0.1%. E' meglio se questo dato non salga nei prossimi giorni, altrimenti sarebbe un brutto segnale perche' ci indicherebbe che il limite orizzontale della crescita della curva e' ancora lontano, ma speriamo di no.
Il valore un po' piu' basso del dato del 2/11 apre un filo di speranza che la pendenza della curva stia iniziando a diminuire. Sarebbe un'ottima notizia, se confermata dai dati dei prossimi giorni.
Tutto questo e' il feed-back dei dati reali, senza congetture in mezzo, che ci indica chiaramente gli effetti sull'epidemia degli ultimi provvedimenti di chiusura, perche' sono univocamente attribuibili all'ultimo provvedimento, cosa che non sara' piu' possibile con i prossimi decreti, in cui sembra si adotteranno tanti diversi provvedimenti tutti insieme.
Cosi' possiamo avere una misura diretta dell'efficacia dei singoli provvedimenti di chiusura adottati: il 3.5% che risulta un po' maggiore della riduzione dei contagi ottenuta con il provvedimento delle mascherine, di cui ai due precedenti gradini della curva.
La differenza sostanziale tra i due provvedimenti e' che mentre la riduzione dovuta alle mascherine e' permanente perche' si continuano ad usare, i lockdown dovranno necessariamente terminare ed allora, questa riduzione del 3.5%, nei giorni successivi verra' lentamente riassorbita e vedremo la curva risalire per ritornare come se il lockdown non ci fosse stato.
Cioe' questo beneficio di un calo dei contagi del 3.5% e' effimero perche' permane finche' dura il costoso lockdown ma poi sparira'.
Perche' sparisce? Semplicemente perche' viene meno il distanziamento che aveva impedito i contagi ed inoltre non e' arrivato nel frattempo l'innalzamento stagionale della temperatura ad abbassare la contagiosita' (come accadde la primavera scorsa e come sta accadendo ora in Australia che ha zero contagi perche' per loro l'estate e' ormai vicina), che anzi tendera' ad aumentare con l'arrivo imminente dell'inverno da noi.
Piu' oltre discutiamo piu' estesamente questa inefficacia dei provvedimenti di chiusura parziale ma anche totale, perche' anche in quel caso si applicano gli stessi argomenti; anche se va trattato a parte il lockdown nazionale (vedi discussione ad hoc piu' oltre).
Bisogna sempre tenere presente pero' che un lockdown regionale potrebbe risultare inevitabile per ridurre (ma 15 giorni dopo) l'afflusso dei troppi pazienti Covid negli ospedali di quella regione.
Quindi finora sembra che tutto stia andando come da noi previsto, cioe' si sta stabilizzando il valore totale dei contagi, che il lockdown e' riuscito ad eliminare, il 3.5% (che e' l'integrale della gaussiana che abbiamo gia' discusso, determinata dai diversi tempi d'incubazione; volendo si puo' ricavare anche la stessa gaussiana facendo la derivata).
In conseguenza di queste riduzioni per ora confermiamo la nostra previsione che la curva dei contagi sara' traslata in basso della percentuale totale del 3.5% ma CONTINUERA' LA SUA SALITA ESPONENZIALE PER IL CONTRIBUTO DOVUTO AL RESTO D'ITALIA, NON COINVOLTO DAI LOCKDOWN (che c'e' anche adesso, perche' i lockdown locali non hanno interessato il resto d'Italia).
L'andamento dei dati delle riduzioni risultanti in tabella sembra sia gia' diventato costante e questo significa che la curva nel grafico continuera' poi a salire con la stessa pendenza di prima ma spostata piu' in basso.
Siccome sembra proprio che i dati stiano confermeranno questo, il risultato di aver bloccato i contagi nelle citta'-focolaio sara' solo un modesto ritardo nella produzione dei contagi (con la crescita attuale questo ritardo e' di soli 5-6 giorni, come si puo' valutare dal grafico), che finche' durera' il lockdown continueranno la loro crescita con la stessa pendenza di prima, fino a raggiungere l'asintoto orizzontale, che abbiamo gia' discusso (vedi ANDAMENTO A LUNGO TERMINE) e che pero' ancora non sappiamo quanto sia lontano nel tempo (speriamo poco).
Questo pur modesto risultato che stiamo ottenendo con i lockdown pero' e' destinato a sparire del tutto ed in pochi giorni, quando terminera' il lockdown, perche' la curva dei contagi ovviamente risalira' (i lockdown non possono durare molto a lungo perche' sono molto costosi).
Percio' se questa curva dei contagi confermera', come sembra, la sua crescita esponenziale con la stessa pendenza di prima, come abbiamo gia' previsto tentativamente disegnando la relativa retta nel nostro grafico (e lo dovra' fare per il motivo spiegato prima in maiuscole), vuol dire che non solo questi lockdown ma anche tutti gli altri, compreso quello NAZIONALE che e' appena partito in Francia, possiamo ritenerli provvedimenti inutili e sciocchi, perche' dilapidano la ricchezza nazionale senza produrre risultati apprezzabili e durevoli.
Bisogna sempre tenere presente pero' che un lockdown regionale potrebbe risultare inevitabile per ridurre (ma 15 giorni dopo) l'afflusso dei troppi pazienti Covid negli ospedali di quella regione.
Certe conclusioni, quando derivano direttamente dall'osservazione dei dati reali, mi sembra che debbano essere considerate seriamente e non solo come frutto di congetture.
I francesi hanno dichiarato che chiudono 1 mese per far scendere i contagi da 40.000 a 5.000. Possono pure arrivare a 5.000 ma poi, essendo arrivati a dicembre ci saranno le temperature invernali e non possono pensare che i contagi restino fermi a 5.000 per un qualche intervento divino. Certamente riprenderanno a salire alla fine del lockdown ed a gennaio i contagi saranno verosimilmente di nuovo a 40.000 (si puo' anche calcolare esattamente, perche' le curve di questa crescita esponenziale ormai sono ben note sul suolo francese).
Che faranno allora: ripeteranno il lockdown nazionale a mesi alterni? Costa troppo. Non sembra proprio una strada percorribile anche se ormai l'hanno imboccata, purtroppo per loro.
I francesi stanno sbagliando perche' non hanno tenuto nel debito conto l'incremento stagionale della contagiosita' (da noi abbondantemente discusso in precedenza). Pensano che il lockdown funzionera' come ha funzionato in Italia in aprile, ma ora siamo a novembre e poi verra' l'inverno, non l'estate (che e' lontana di ben 6 mesi). Credo che questo fara' molta differenza e che dopo il lockdown la loro curva dei contagi riprendera' a crescere velocemente. Il rapporto costi/benefici si sarebbe dovuto valutare pubblicamente, alla luce di queste considerazioni, prima e non dopo, perche' poi non si puo' piu' tornare indietro.
Speriamo che i nostri governanti non commettano lo stesso errore, se no bisognera' fermarli prima.

EFFETTO DEL CALDO SULL'EPIDEMIA: E' un fenomeno che noi conosciamo bene con la malattia influenzale che chiamiamo stagionale perche' d'inverno trova le condizioni ambientali che ne favoriscono la diffusione, raggiungendo cosi' un potere di contagiosita' con Rt superiore a 1, che fa sviluppare l'epidemia influenzale.
D'estate invece la maggiore temperatura ambientale produce danni ai virus mediante le vibrazioni e rotazioni termiche delle molecole che li circondano e cosi' riduce il tempo di permanenza del virus attivo nell'ambiente e conseguentemente il tempo di esposizione della popolazione ai virus: come risultato il fattore Rt scende sotto al valore di 1 (senza bisogno di "lockdown" della popolazione) e l'epidemia influenzale prima si attenua e poi scompare non essendo piu' sufficientemente alimentata dai nuovi contagi

E' questo un fenomeno che riduce NON solo il numero di contagi ma la contagiosita' e quindi la pendenza della curva dei contagi.
Per questo, finche' quella temperatura permane, si riduce la propagazione del virus fino ad azzersi (Rt<1) se la temperatura e' sufficientemente alta (d'estate).

PROPRIETA' SORPRENDENTI DEL VIRUS SARS-COV-2: (25 novembre 2020)
Dobbiamo pero' spiegare come mai il Sars-CoV-2 sia riuscito a passare l'estate indenne, senza estinguersi, rimanendo nascosto nei corpi di oltre un milione di italiani, ed arrivare ai primi di ottobre con una densita' di persone infette ed asintomatiche pari al 3% della popolazione, come si puo' vedere nella tabella delle percentuali dei contagiati.
Siccome riteniamo che non potevano essere tutti asintomatici cronici (il 3% di 60 milioni di italiani sono 1.800.000 persone infette) vuol dire che s'era instaurato un equilibrio, in cui il numero di asintomatici che guarivano (dopo 1 mese circa) era uguale al numero di nuove infezioni (un asintomatico infetto, emettendo cariche virali deboli, se infettava una persona sana che era entrata in stretto contatto con lui, questa non mostrava la sindrome Covid-19, perche' la carica virale infettante era debole ma diventava anch'essa asintomatica.
In questo modo durante l'estate gli asintomatici, infettando persone sane, hanno prodotto altri asintomatici (e' quella che in questo lavoro abbiamo chiamato l'epidemia degli asintomatici), per tutta l'estate fino ad ottobre.
Ai primi di ottobre, quando abbiamo iniziato a registrare i dati in questo lavoro, l'epidemia di Covid-19 non era ancora iniziata.
L'inizio e' stato segnalato dal cambiamento di pendenza della curva dei contagi, che e' diventata piu' ripida, perche' sono iniziati i contagi dei malati di Covid-19 (con sintomi), che rilasciavano cariche virali piu' intense e quindi con un livello di contagiosita' maggiore.
Ma in base a quanto detto prima, durante l'estate l'epidemia con Rt<1 avrebbe dovuto estinguersi e cosi' il virus Sars-CoV-2.
Cos'e' successo allora che ha permesso al virus di arrivare cosi' virulento fino ad ottobre?
Il nostro intuito, non la Scienza, ci spinge a pensare che questo virus nuovo ha una discreta capacita' di entrare nel corpo umano, insediandosi in parti poco vascolarizzate (come le terminazioni nervose) e di piu' difficile accesso agli anticorpi.
Credo che sia una proprieta' comune anche ad altri virus, come l'herpes, che riesce a rimanere attivo per molto tempo parassitando l'essere umano che lo ospita.
E' un meccanismo indispensabile al virus perche' credo di aver capito che altrimenti entro pochi giorni si estinguerebbe (cioe' ha sempre bisogno di essere in contatto con cellule umane per potersi replicare in continuazione e gli asintomatici inconsciamente glielo consentono).
Questo credo sia successo durante l'estate scorsa, formando una moltitudine di persone infette ed un po' contagiose, che si e' autoalimentata in quella che abbiamo chiamato l'epidemia degli asintomatici.
Poi il 12/10 si e' avviata l'epidemia di Covid-19. Qual'e' stata la causa scatenante?
Siccome la curva era in crescita, come si puo' vedere nella tabella delle percentuali dei contagiati, la prima idea e' stata che si trattasse di un fenomeno a soglia, funzione della percentuale dei contagiati, che stava aumentando.
Ma l'avvio della curva dei contagi Covid-19 dev'essere legato alla contagiosita' del virus e non al numero di persone infette che contagiano, perche' la contagiosita' non dipende dal loro numero; ma dalla temperatura (autunnale) si.
Dovrebbe essere stata quindi la temperatura piu' bassa ad aver aumentato la contagiosita' del virus, portando ad essere Rt>1 (sopra la soglia).
Ci fermiamo qui, per ora, riservandoci ulteriori commenti man mano che impariamo a conoscere meglio questo virus Sars-CoV-2.

ANALOGIA: Nella lotta al Covid-19 e' come se volessimo remare controcorrente per risalire la corrente di un fiume che ci spinge sempre piu' in basso dove noi non vogliamo andare (perche' i contagi aumenterebbero). Allora spendiamo molte energie e risaliamo la corrente ma come smettiamo di remare inesorabilmente la corrente ci riporta in basso.
D'estate la corrente smette perche' il fiume diventa un lago e non ci spinge piu' verso il basso.
In inverno incontriamo le rapide e dobbiamo spendere molte energie a remare contro corrente, se no veniamo spinti in basso velocemente.
La primavera scorsa l'Italia alla fine del lockdown s'e' trovata nel lago ed ha smesso di scendere senza piu' bisogno di remare al termine del lockdown.
Ora, a novembre, la Francia sta andando incontro alle rapide invernali e remera' per un mese, risalendo la corrente, ma al termine del lockdown crediamo che verra' spinta rapidamente in basso dalla corrente, e tornera' inesorabilmente al punto di partenza.

LOTTA AL VIRUS: (30 ottobre 2020)
  • Riduzione dei contagi: Come fanno i lockdown, ma non funziona perche' fa scendere la curva che pero' resta esponenziale e poi recupera rapidamente tutti i contagi da noi ridotti. Anche il fatto che in Italia siamo stati piu' bravi e cosi' siamo partiti con meno positivi ai test degli altri Paesi, produce come beneficio solo un ritardo nella crescita del virus ma poi anche l'Italia inesorabilmente raggiungera' gli stessi livelli d'infezione degli altri Paesi che sono partiti con piu' contagiati di noi.
  • Riduzione della contagiosita' : Questo funziona perche' diminuisce la velocita' di crescita dei contagi (la pendenza della curva esponenziale). Anche la temperatura agisce in questo modo e d'estate fa estinguere l'epidemia portando Rt<1.
    Come si fa? Bisogna ridurre le cariche virali cioe' diluire i virus o ridurne il numero. Per esempio se d'inverno, quando restano attivi piu' a lungo accadesse che si accumulano in strada, legandosi al particolato volatile esistente potrebbe essere inalato in caso di una giornata ventosa. Allora un'autobotte che annaffi le strade avrebbe un effetto di fissaggio che potrebbe ridurre le cariche virali inalate dai passanti (d'estate non occorre perche' i virus campano poco e non hanno il tempo di accumularsi formando cariche virali contagiose).
    Siccome ormai non si riesce piu' a tracciare i positivi al test (perche' sono troppi) e' del tutto inutile fare cosi' tanti test. Se se ne facessero di meno (poche decine di migliaia in tutta Italia) si potrebbe avere una risposta piu' pronta dei risultati e questo potrebbe permettere di valutare sperimentalmente i vari accorgimenti che si potrebbero adottare per ridurre la contagiosita', come l'esempio delle autobotti che annaffiano le strade: si potrebbero confrontare i dati di un paese in giorni asciutti, senza ne' irrigazione ne' pioggia, con i dati nei giorni bagnati (anche solo dalla pioggia). Se la risposta del numero di contagi arriva il giorno dopo va benissimo e si puo' valutare l'efficacia dell'irrigazione.
    E cosi' si potrebbe fare anche per altri accorgimenti possibili di diluizione delle cariche virali.
    E' questo uno studio specifico che si puo' condurre velocemente, ma che non possiamo trattare in questa sede.
  • Il metodo: Abbassare non la curva dei contagi ma la sua pendenza di crescita, cioe' la contagiosita' (e' quello che fa il caldo dell'estate) produce l'effetto di un valore asintotico costante piu' basso della curva dei contagi. E piu' siamo bravi e piu' questo livello massimo costante si abbassa (e si abbassano cosi' anche i contagi ed i decessi).
    Come abbiamo gia' detto in precedenza un metodo valido a questo fine e' quello di ridurre invece delle cariche virali il numero di persone facilmente contagiabili e questo si puo' ottenere non solo aumentando il livello d'immunita' con un vaccino ma anche addestrando bene le persone a vivere normalmente ma riducendo il proprio grado di esposizione al virus come avviene durante i lockdown.
    Non e' ne' facile ne' rapido da ottenere ma c'e' il tempo perche' purtroppo sembra che con questo virus dovremo conviverci a lungo.

LOCKDOWN NAZIONALE: (attualmente seriamente considerato anche in Italia - 30 ottobre 2020)
Abbiamo spiegato perche' con i lockdown non e' possibile ottenere risultati apprezzabili e durevoli, concludendo che tutti i lockdown sono inutili anzi dannosi, se terminano durante l'inverno, quando la contagiosita' e' al massimo.
Bisogna sempre tenere presente pero' che un lockdown regionale potrebbe risultare inevitabile per ridurre (ma 15 giorni dopo) l'afflusso dei troppi pazienti Covid negli ospedali di quella regione.

CHIARIMENTO NECESSARIO: (31 ottobre 2020) (si puo' saltare se non nutrite simpatia per la natematica)
Come spiegato bene all'inizio di questo lavoro, quello che viene messo in evidenza con i dati del Ministero della Salute non sono i contagi avvenuti un giorno prima cioe' i nuovi contagi) ma contagi che possono anche essere avvenuti molti giorni prima (10, 20 o anche molti di piu' se si tratta di asintomatici cronici che sicuramente esistono e sono tanti, milioni).
Ogni giorno il vero numero dei nuovi contagi, al netto dei guariti, in realta' e' la variazione del numero che viene fornito rispetto a quello del giorno prima, quando questo numero aumenta, perche' in tal caso aumenta il numero di persone infette esistenti in Italia, in seguito ad un contagio avvenuto 1 o 2 giorni prima (sono i nuovi contagi veri), quelli che mediamente intercorrono tra il momento del contagio ed il momento in cui la persona comincia a risultare positiva al test.
Percio' i nuovi contagi giornalieri sono rappresentati da una funzione di cui giorno per giorno misuriamo il cumulo (integrale): la differenza tra due giorni consecutivi (derivata) fornisce il vero numero dei nuovi contagi. Se in due giorni consecutivi ho la stessa misura, anche se il numero e' grande, allora ho zero nuovi contagi (perche' il numero degli infettati in Italia resta costante).
Percio' i dati nella curva che riportiamo nel nostro grafico sono le percentuali dell'integrale dei nuovi contagi veri sul totale dei test effettuati, che varia di giorno in giorno.
L'andamento dei nuovi contagi veri non e' la curva che vedete ma la sua derivata, i cui dati si ottengono per differenza tra due giorni successivi e sono riportati nella tabella.
Ora viene la curiosita' interessante: se una funzione ha un andamento esponenziale nel tempo anche la sua derivata e' esponenziale. Quindi sono curve con andamento esponenziale sia quella che vedete nel grafico (percentuale dell'integrale) che quella derivata (nuovi contagi veri).
Per capire il significato dell'integrale tenete presente che se la curva e' in alto ma e' orizzontale allora i nuovi contagi sono zero. I nuovi contagi veri sono legati alla pendenza della curva e non alla sua altezza.
Quindi se la curva sale ma sempre con la stessa pendenza, come in prima approssimazione appare nel grafico, vuol dire che ogni giorno il numero di nuovi contagi veri e' lo stesso ed il numero totale di nuovi contagiati sale linearmente.
In realta' sappiamo che la curva nel grafico non e' lineare, cioe' non ha sempre la stessa pendenza, perche' sappiamo che l'epidemia ha un andamento esponenziale, ma nei pochi giorni a cui si riferisce il grafico non si vede.
Quindi non e' cosi' semplice come la gente crede comprendere il significato di questi dati.

OSSERVAZIONE SULLA PRESENZA DI DATI NEGATIVI: (1 novembre 2020) Una osservazione particolare meritano quei pochi dati negativi, che significano una riduzione di contagi veri: vedremo qui' che e' normale che ci siano.
Noi ci troviamo di fronte ad un'epidemia che ogni giorno produce un certo numero di nuovi contagi veri, pero' in un giorno particolare per qualche motivo la produzione di contagi veri si riduce considerevolmente, al punto che il numero dei contagi veri del giorno ci appare addirittura negativo.
I test positivi che vengono trovati crescono per i nuovi contagi veri e decrescono per le guarigioni dei tantissimi asintomatici che cosi' riducono il numero dei positivi al test. Quando la curva e' crescente normalmente sono piu' numerosi i contagi che non le guarigioni.
Ma se un provvedimento governativo riduce la produzione di nuovi contagi veri, le guarigioni possono anche avere il sopravvento ed il dato risultante dei nuovi contagi veri al netto delle guarigioni conseguentemente risulterebbe negativo.
Questo accade quando la riduzione dei contagi veri ottenuta e' superiore al numero di guarigioni giornaliero degli asintomatici infetti (che smettono di essere positivi), presenti nella popolazione.
Cosi' e' possibile che i contagi veri rilevati siano diminuiti, diventando addirittura negativi nel giorno di entrata in vigore del lockdown locale.

PREVISIONE SANITARIA: Come si puo' osservare dai dati degli altri giorni la percentuale di contagi veri oscilla intorno allo 1% su 200.000 test in media, e corrisponde a circa 2.000 contagi veri al giorno, dei quali il 4% da ospedalizzare tra un paio di settimane.
Questo dato corrisponderebbe a 80 ricoveri giorno, ma il dato risultante dalla curva e' al netto delle numerose guarigioni degli asintomatici, per cui i nuovi contagi veri al lordo di queste guarigioni sono molti di piu'.
Confrontando il nostro risultato di 80 ricoveri al giorno con quelli effettivi degli ospedali possiamo ricavare una stima del numero di guarigioni giornaliere degli asintomatici esistenti in Italia.
La conoscenza di questo dato insieme alla conoscenza della crescita del numero di asintomatici potrebbe esserci utile per ricavare dai dati della nostra tabella una previsione precoce del carico sugli ospedali dei nuovi contagi veri, corretti per le guarigioni degli asintomatici.
Ma non procediamo oltre, perche' riteniamo che l'approfondimento di questo argomento esula dagli scopi attuali di questo lavoro.

ACCUMULO CONTAGI VERI: Giornalisti e governanti commettono spesso due errori e NON DOVREBBERO (potrebbero esserci gravi conseguenze per stime ERRATE):
1) Trattano il "numero dei contagi", che dipende da quanti tamponi si analizzano, e non la sua percentuale rispetto al totale dei tamponi analizzati (quella da noi riportata nei grafici).
2) Non guardano alla pendenza della curva ma alla sua altezza: ora spieghiamo meglio dov'e' l'errore.
La cosa importante di tutto questo discorso e' che, mentre giornalisti e governanti non guardano alla pendenza della curva ma alla sua altezza e si allarmano, perche' la vedono crescere sempre di piu', pensando che l'altezza della curva che vedono crescere siano i nuovi contagi, mentre in realta' i nuovi contagi, essendo la derivata di quella curva, sono sempre gli stessi ogni giorno che passa, perche' la pendenza della curva non cambia (in prima approssimazione), pero' si accumulano giorno dopo giorno in modo lineare e non esponenziale (sempre in prima approssimazione), facendo aumentare il numero totale dei contagiati al netto delle guarigioni, perche' nelle misure sono comprese anche quelle.
Nella tabella abbiamo riportato anche, nell'ultima colonna a destra, questo "ACCUMULO CONTAGI" veri.
Dai dati in tabella si puo' ricavare che in 26 giorni, dall'8/10 al 2/11, la crescita della curva ha prodotto il 12.9% di nuovi contagi: possiamo allora valutare che la riduzione del 3.5% dei contagi prodotta dall'ultimo provvedimento, e' stata recuperata dalla crescita esponenziale della curva in 12.9/3.5 = 3.7 giorni. E' questo il ritardo nella crescita dei contagi prodotto dal lockdown locale (corrispondente al gradino nella curva).
Questo accumulo (lineare, non esponenziale) fa crescere la popolazione degli infetti e quindi poi i ricoveri ed i decessi.
Essendo l'andamento del fenomeno epidemico esponenziale, siccome la derivata di un esponenziale e' ancora un esponenziale e cosi' pure l'integrale di un esponenziale e' ancora un esponenziale, fare confusione tra i due tipi di dati non cambia gli andamenti e per questo poi le argomentazioni sui comportamenti fatte sulla curva degli integrali (che e' quella nel grafico) portano ugualmente a conclusioni corrette.
Ritengo pero' sia stato necessario fare chiarezza su questo punto di principio.
Seguendo l'abitudine che mi sembra sia molto diffusa, per non creare ambiguita') continueremo a chiamare la nostra curva come "curva dei contagi" che, avendo un andamento rettilineo nel breve intervallo di tempo mostrato nel grafico (anche se in realta' e' esponenziale) bene si presta a rappresentare una crescita lineare per accumulo di un numero praticamente costante di nuovi contagi veri.

EVOLUZIONE FINALE DELL'EPIDEMIA: (31 ottobre 2020)
La nostra curva dei contagi crescera' in modo esponenziale, ma diminuendo poi progressivamente la sua pendenza, per la diminuzione del numero di persone contaggiabili.
Infatti il numero di infetti, soprattutto asintomatici, cresce sempre piu' e quindi nel numero costante di persone esistenti in Italia diminuiscono sempre piu' le persone contagiabili e questo fatto, modifica i parametri di crescita della curva esponenziale, diminuendone progressivamente la pendenza fino a renderla orizzontale.
A quel punto l'epidemia e' ancora in atto ma con un numero stazionario di infetti, perche' per tanti nuovi contagiati ci saranno altrettanti che guariscono o muoiono (pochi).
Tutte le riduzioni di contagi ottenute con i vari provvedimenti (non temporanei ma permanenti) a questo punto pagano, perche' provocano un anticipo del momento in cui la curva dei contagi smette di crescere e non c'e' piu' aumento di persone infette.
A questo anticipo corrisponde anche un livello piu' basso del plateau (e quindi di ricoveri e decessi).
Tutti i lockdown fatti e poi terminati invece non risulteranno aver prodotto alcun effetto su questa evoluzione finale dell'epidemia.
E' questo descritto il momento finale di crescita dell'epidemia, tanto desiderato, che poi, con l'arrivo del caldo, scemera' con un abbassamento graduale e progressivo del suo livello, che rappresenta il numero totale di asintomatici infetti presenti in Italia.

QUANDO LA CURVA DEI CONTAGI ARRIVERA' AL CULMINE? (31 ottobre 2020)
Sarebbe importante riuscire a valutare quanto siamo lontani oggi da questo appiattimento della curva dei contagi, perche' se ci fossimo vicini non converrebbe fare grossi per abbassare la curva dei contagi del 2% o 3%.
Potremmo anche stimare quale sarebbe la ricettivita' ospedaliera necessaria allora.
Per vedere se si puo' fare, cominciamo ad inquadrare il problema.
A quel punto l'epidemia e' ancora in atto ma con un numero stazionario di infetti, perche' per tanti nuovi contagiati, ci saranno altrettanti che guariscono o muoiono. Si tratta di prevedere nell'evoluzione dell'epidemia questo numero stazionario di infetti a partire dall'andamento della curva dei contagi e dalla diminuzione della popolazione ancora contagiabile.
Il livello massimo raggiungibile dalla curva dei contagi e' il valore di plateau, in cui il numero dei nuovi contagiati e' uguale al numero dei guariti e dei decessi e la popolazione infetta non cresce piu'.
Bisogna allora conoscere questi tre numeri:
1) il numero dei nuovi contagiati: lo possiamo ottenere estrapolando i dati dei contagi misurati su tutti i 60 milioni di italiani.
2) il numero dei guariti: possiamo stimarlo, perche' non sono solo quelli ospedalizzati che sono molti pochi, ma anche tutti gli asintomatici guariti (possiamo assumere che guariscano dopo 20 giorni, come e' stato per Ronaldo).
3) il numero dei decessi: ce l'abbiamo (ma sono pochi).
Come spiegato all'inizio di questo articolo, il numero dei nuovi contagiati si ottiene dalla differenza dei numeri di contagi di due giorni successivi, che attualmente e' intorno a circa 1% dei 200.000 test (come si puo' vedere nella tabella in cui abbiamo riportato anche le percentuali dei contagi veri) cioe' 2.000 nuovi contagi veri al giorno, che, essendo preso dalle misure fatte, include anche le guarigioni ed i decessi (il dato risultante dalla curva e' al netto delle numerose guarigioni degli asintomatici, per cui i nuovi contagi veri al lordo di queste guarigioni sono molti di piu').
Finche' la curva ha un andamento esponenziale crescente questi nuovi contagi veri sono destinati a crescere di numero, poi quando il numero di persone contagiabili diminuisce sensiibilmente, diminuira' la pendenza della curva ed anche questo numero di nuovi contagi veri diminuira' (essendo la derivata della curva si abbassera' quando diminuira' la pendenza).
Per valutare quanto siamo lontani dal top della curva dobbiamo monitorare questo numero, difficile da prevedere, che ancora sembra in rapida crescita.
Possiamo pero' osservarne l'andamento, perche' e' da noi appositamente riportato a destra della tabella .
Essendo la derivata della curva e' rappresentato dalla sua pendenza. Quindi diminuira' quando la curva inizia ad appiattirsi per la diminuzion delle persone infettabili. Questo fatto segnalera' l'avvicinamento della curva al suo culmine.
Sara' il segnale che ci stiamo avvicinando all'immunita' di gregge degli asintomatici, che fara' diminuire la pendenza della curva ed i contagi (perche' staranno diminuendo le persone contagiabili).
Al limite questo andamento culmina con una curva dei contagi orizzontale, con zero nuovi contagi netti al giorno.
Questo non vorra' dire che una volta arrivati al top l'epidemia e' finita, ma solo che non cresce piu': continueranno ad esserci contagi ma il totale dei nuovi contagi eguaglia la somma di guarigioni e decessi.

GLI ASINTOMATICI: (1 novembre 2020)
Se troviamo il 10% di test positivi su 200.000 tamponi, vuol dire che oggi il 5% della popolazione italiana (cioe' 3 milioni di persone) e' infetta e sappiamo che sono quasi tutti asintomatici (il 96% circa).
Ritengo che alcuni rimangano positivi a lungo (i cronici), diffondendo inconsapevolmente il virus, ma tutti gli altri guariscono in un tempo medio, diciamo di 1 mese (so che per il calciatore Ronaldo ci sono voluti 20 giorni).
Quindi ogni mese ci sono 3 milioni di guarigioni, cioe' 100.000 al giorno (prontamente rimpiazzate da altrettanti nuovi contagi).
Siccome i nuovi contagi che troviamo con i test (2.000 al giorno) sono quelli che risultano dai nuovi contagi totali (TOT) meno i positivi sottratti dalle guarigioni (100.000), ne consegue che TOT = 102.000 contagi al giorno sono i contagi veri che oggi l'epidemia sta producendo in Italia.
Su questi 102.000 infettati al giorno si puo' calcolare il carico ospedaliero previsto: solo il 4% (per esempio) sviluppano sintomi, cioe' 4.000 persone ed il 20% di queste richiedono cure ospedaliere, cioe' 800 persone al giorno.
Il calcolo puo' essere ripetuto automaticamente con una calcolatrice per ricavare, subito dopo la diffusione del dato da parte del Ministero, una previsione precoce (con circa 15 giorni di anticipo tra incubazione e sviluppo completo dei sintomi) dei ricoveri ospedalieri (fa comodo).
Il dato non dipende tanto dal numero netto dei contagi veri ma dalla percentuale di tutti i contagi che da una misura del numero di tutti gli asintomatici esistenti (che essendo un numero grande ha molta influenza).
ASINTOMATICI CRONICI: La presenza degli asintomatici cronici potrebbe rivestire un'importanza particolare se fossero molti.
Questo potrebbe accadere con un'epidemia numerosa e molto prolungata nel tempo, in cui si susseguono i vari contagi che guariscono quasi tutti ma talora accade che in alcune persone i virus si insediano nell'organismo in posti difficilmente raggiungibili dagli anticorpi e cosi' vi permangono molto a lungo, senza sviluppare la sindrome Covid-19 e creando cosi' un caso di asintomatico cronico, cioe' che non guarisce.

LA CONTAGIOSITA', PARAMETRO FONDAMENTALE DELL'EPIDEMIA: (2 novembre 2020)
Con questo termine noi indichiamo la facilita' che incontra il virus ad entrare nel corpo di una persona e ad infettarlo.
Si capisce allora che dipende non solo dall'entita' ed attivita' delle cariche virali circolanti, che aumentano nella stagione piu' fredda e quando sono emesse da una persona infetta con sintomi del Covid-19 (meno se sono emesse dagli asintomatici).
Ma dipende anche dalle condizioni ambientali e dai COMPORTAMENTI DELLE PERSONE che possono facilitare la trasmissibilita' del virus (quindi se le persone imparassero a comportarsi meglio, oltre a beneficiarne loro e la loro salute, contribuirebbero anche ad abbassare la contagiosita' e quindi la pendenza della curva dei contagi, la velocita' di diffusione dell'epidemia ed i problemi che questa comporta per tutti).
E' incredibile ma vero: basterebbe che ognuno rispettasse seriamente la disciplina imposta dalla profilassi (mascherine con il naso coperto per non diffondere i virus nell'ambiente, distanziamento, ecc.) per evitare di dover subire i lockdown, come dimostra anche il nostro grafico.
Ma sembra non ci sia modo di convincere la maggior parte delle persone a farlo ed allora purtroppo l'unico modo di riuscire a contenere i contagi e' l'obbligo di farle restare chiuse dentro casa con il provvedimento di LOCKDOWN (che altrimenti si potrebbe evitare).
La conseguenza di un aumento della contagiosita' e' l'aumento della pendenza della curva dei contagi, che e' quella che determina la pericolosita' dell'epidemia e la sua velocita' di diffusione.
Abbiamo spiegato in precedenza come provvedimenti parziali che riducono i contagi su scala locale non producono effetti durevoli, perche' la curva nazionale mantiene la stessa pendenza determinata dal resto d'Italia ed al termine del lockdown parziale la curva ritorna alla traiettoria precedente.
Diverso e' il caso quando si riporta nel grafico la curva dei soli contagi interni all'area chiusa (quindi anche di tutta Italia, nel caso di un lockdown nazionale).
Allora la contagiosita' a cui sono esposte le persone e' notevolmente ridotta dal distanziamento imposto dal lockdown e questo abbassa la pendenza della curva dei contagi, come abbiamo potuto riscontrare nel lockdown generale della primavera scorsa (la curva dei contagi si era appiattita, non saliva piu').
Il problema che abbiamo ora e' che un nuovo lockdown nazionale dovrebbe terminare necessariamente all'inizio dell'inverno, quando la temperatura accentua la contagiosita' del virus e quindi incombe al termine del lockdown il rischio concreto della ripartenza dell'inarrestabile crescita esponenziale della curva dei contagi, vanificando tutti gli sforzi fatti durante il lockdown (questo non accadde nel precedente lockdown che termino', per fortuna nostra, all'inizio della stagione calda che ci aiuto' a mantenere bassa la contagiosita' e quindi la pendenza della curva che cosi' non risali' piu').

IMMUNITA' DI GREGGE: (7 novembre 2020)
In questo lavoro definiamo "immunita' di gregge" la situazione di equilibrio che s'instaura dopo che tutta la popolazione si e' infettata (per questo non pensiamo che il raggiungimento dell'immunita' di gregge possa essere una soluzione moralmente accettabile, a meno che non ci si finisca inevitabilmente).
La popolazione puo' essere quella di uno Stato, di una regione o anche di un'isola, basta che si possa controllare ed eventualmente impedire il passaggio delle persone in ingresso nell'area in cui vive la popolazione che stiamo considerando.
Siccome potremmo trovarci noi in questa condizione, se fallissero tutti i nostri tentativi di bloccare l'evoluzione dell'epidemia, e' bene non ignorarne le conseguenze.
Cerchiamo allora di capire cosa potrebbe accadere raggiungendo l'immunita' di gregge in Italia, ed in particolare cerchiamo di stimare il costo in vite umane del raggiungimento di questa condizione.

Decessi all'equilibrio dell'immunita' di gregge: dopo che tutta la popolazione e' stata infettata ed ha cosi' acquisito l'immunita' di gregge, potrebbero anche non esserci piu' ne' malati ne' decessi ma non abbiamo i dati per poter fare una previsione esatta. I virologi certamente hanno studiato il fenomeno dell'immunita' di gregge ma non ancora per il Sars-CoV-2 che e' un virus nuovo.
Due sono i dati importanti per questo:
  1. La velocita' di propagazione dell'infezione, cioe' la contagiosita' del virus, che determina la pendenza di crescita della curva dei contagi. Questa e' influenzata dal tempo di guarigione delle persone infette (in massima parte asintomatiche) perche' se e' breve diminuisce la presenza di persone infette e quindi tende ad appiattire la curva dei contagi facendo crescere piu' velocemente il numero di persone infettate e poi guarite e quindi verosimilmente immuni, almeno per un certo tempo dopo la guarigione.
    Dalla curva dei contagi del solo Piemonte, in cui si nota una discesa molto ripida che dovrebbe essere dovuta al venir meno dei contagi degli asintomatici che stanno guarendo, possiamo ora ricavare il tempo di guarigione: Dai dati si vede che la curva parte il 6/11 da 10.2% per dimezzarsi il 9/11 a 5.1%, per cui la curva tende ad arrivare a zero in 6 giorni.
    Quindi solo di 6 GIORNI risulta essere il tempo medio di guarigione di un asintomatico (non un mese come abbiamo sempre scritto, basandoci sui tempi di guarigione appresi dagli ospedali per i malati di Covid-19).
    Le persone infette nell'ultimo mese in tutta Italia sono state a meta' novembre intorno al 15% come si puo' vedere nel grafico o nella tabella .
    Se il tempo medio di guarigione di queste persone infette, che sono quasi tutte asintomatiche, e' di 6 giorni allora nell'ultimo mese abbiamo almeno il 75% della popolazione infettata, che avrebbe acquisito un certo grado di IMMUNITA' (15% infettati e guariti ogni 6 giorni, per un totale del 75% in un mese, che si va a sommare agli altri immunizzati del passato), e questo diminuirebbe la contagiosita' e la pendenza della curva dei contagi, perche' diminuiscono le opportunita' che hanno oggi i virus di infettare le persone che incontrano.
    Da queste stime fatte sui dati del Piemonte al 25/11 ci risulta un tempo medio di guarigione di soli 6 giorni , che porta a piu' del 75% il numero di persone infettate e poi guarite, quindi portatrici di anticorpi immunizzanti.
  2. Un altro dato importante e' la persistenza dell'immunita' acquisita dalle persone, perche' sembra dalle prime informazioni pubblicate che per il Sars-CoV-2 le persone guarite hanno una certa probabilita' di infettarsi nuovamente, che dovrebbe accadere se gli anticorpi vengono percepiti dal sistema immunitario come corpi estranei e vengono cosi' smaltiti, anche se lentamente, facendo venire meno l'immunita'.
Se questo accadesse, allora durante l'immunita' di gregge i contagiati non sarebbero zero ma una percentuale derivante dall'equilibrio dinamico, in cui tanti si reinfettano quanti guariscono e la percentuale dei contagi rimane costante nel tempo (curva piatta), ad un valore basso, che senza i dati sui livelli d'immunita' raggiunti non sappiamo pero' calcolare.
Questa percentuale di contagi stazionaria comporterebbe anch'essa un costo mensile in vite umane che non sarebbe zero.
Prima di arrivare all'immunita' di gregge una stima dei decessi possiamo invece farla, a titolo esemplificativo e per difetto (dato che la percentuale dei contagi tende ad aumentare), sul numero medio di persone che si infettano in un mese.

Decessi in funzione dei contagi: sappiamo che in Italia questa pandemia in 8 mesi ha causato finora 40.000 decessi e ad oggi ne provoca 450 al giorno (come riferimento, in Italia per l'uso delle automobili si tollerano 3.000 morti all'anno per incidenti stradali che, abolendo le automobili, non ci sarebbero).
Supponiamo che i 450 decessi al giorno di oggi siano di persone infettate circa 1 mese fa, quando la percentuale dei contagi era all' 8%: quindi una percentuale dei contagi dell'8% produce, 1 mese dopo, 450 decessi al giorno (in crescita se l'epidemia si espande).
Assumendo che la maggior parte di questo 8% d'infetti trovati nei test con tampone (che sui 60 milioni di italiani corrisponde a 4.800.000 persone infette, quasi tutte asintomatiche) guarisca in 1 mese, il loro apporto al numero dei decessi e' di 450 x 30 giorni = 13.500 decessi in un mese su 4.800.000 persone contagiate, pari allo 0.28%, che e' cosi' la percentuale dei decessi al mese sul numero di contagiati (in ogni mese, perche' il virus circola ed il mese successivo ci potranno essere altre 4.800.000 diverse persone infettate delle quali un altro 0.28% morira').
Le attuali 4.800.000 persone infette dopo un mese saranno percio' tutte guarite, salvo lo 0.28% che e' deceduto.
Per arrivare all'immunita' di gregge si paga un costo mensile di decessi variabile con la percentuale dei contagi che dall'8% da noi usato varia nei mesi per assestarsi ad un valore costante.

In realta' con il passare dei mesi sia i decessi giornalieri che le persone infette aumentano se l'epidemia si espande ma la percentuale dei decessi dovrebbe rimanere sempre allo 0.28%.
Applicando questo risultato al momento di un'ipotetica immunita' di gregge, le persone infettate saranno tutti i 60 milioni di italiani, ripartiti in tre gruppi:
  1. Persone infettate ma guarite ed immuni (sono la maggior parte);
  2. Persone ancora infette in attesa di guarigione (che tendono a zero);
  3. Persone asintomatiche croniche (infette che non guariscono, almeno in tempi brevi).
Potrebbero contribuire ai decessi in questa fase dell'epidemia solo le persone del secondo gruppo ma non siamo in grado di valutare quanti possano essere e comunque possiamo ignorarle, se tendono a zero all'equilibrio.
Quindi all'equilibrio, se non ci fossero piu' decessi, il costo totale in termini di vite umane si potrebbe ottenere sommando i decessi di tutti i mesi, fino al raggiungimento dell'immunita' di gregge.
Abbiamo visto che oggi abbiamo 450 decessi su 4.800.000 persone infette, con una percentuale di decessi dello 0.28%.
Se assumiamo costante questa percentuale di 0.28% dei decessi sui 60.000.000 di italiani infettati, al raggiungimento dell'immunita' di gregge il numero di decessi dovrebbe essere il 0.28% dei 60 milioni di persone che si sono infettate (una sola volta ed in tempi diversi) e quindi circa 170.000 di decessi dovrebbe essere il costo del raggiungimento dell'immunita' di gregge, in cui per ipotesi non ci sarebbero piu' ne' malati (a parte gli asintomatici cronici) ne' decessi.

IMMUNITA' DI GREGGE CON Sars-CoV-2 ENDEMICO: Quest'ultima ipotesi potrebbe non essere vera.
Cerchiamo allora di capire se ci saranno persone infette ed infettabili dopo il raggiungimento dell'immunita' di gregge (cioe' quando si saranno gia' infettati tutti).
Se facciamo un'altra ipotesi verosimile, che in ogni momento tra i 60 milioni di italiani, infettati e poi guariti, ce ne siano alcuni che sono reinfettabili (l'immunita' al virus non credo sia assoluta per tutti, perche' gli anticorpi potrebbero essere smaltiti sia pur lentamente dall'organismo), allora potrebbe essere un bel guaio perche' potremmo avere moltissimi infetti asintomatici il cui numero si mantiene elevato con quel meccanismo che abbiamo chiamato l'epidemia degli asintomatici, variando l'equilibrio con le stagioni per effetto della temperatura (numero piu' alto d'inverno e piu' basso d'estate).
Questa epidemia di asintomatici potrebbe non arrestarsi ma procedere, raggiungendo uno stato, in cui di mese in mese si rinnova l'insieme delle persone che sono infette (positive), in un'equilibrio dinamico, in cui tanti si reinfettano quanti guariscono e la percentuale dei contagi rimane costante nel tempo (curva piatta), ad un valore basso ma non zero, che non sappiamo calcolare (il virus rimarrebbe endemico per sempre in quella popolazione, almeno finche' non si vaccinano quasi tutti).
Questo valore determinerebbe un ulteriore apporto di decessi permanente nel tempo, che andra' valutato e sommato ai 170.000 decessi necessari per raggiungere l'immunita' di gregge.
Quindi con il Covid-19, nel caso in cui tutti gli italiani si fossero infettati, perche' arrivati all'immunita' di gregge, il costo finale da pagare in vite umane partirebbe dagli attuali 13.500 decessi per ogni mese (un po' decrescente nel corso dei mesi per l'aumentare del numero di persone divenute immuni, perche' infettate, ma anche molto crescente per l'aumento esponenziale del numero dei contagi).
L'andamento della crescita dei decessi mensili poi tendera' verso zero al raggiungimento dell'immunita' di gregge con un costo finale per ora stimato in 170.000 decessi (se la nostra stima e' giusta).
Ogni soluzione che risulti efficace ad abbassare la pendenza della curva dei contagi contribuisce a salvare una parte o tutte queste 170.000 vite umane.
Non va sottovalutata un'informazione secondo la quale la permanenza degli anticorpi specifici del Sars-CoV-2 risulta abbastanza breve (alcuni mesi). Le numerose notizie di reinfezione di persone guarite sembrerebbero confermare questa notizia.
Se cosi' fosse, allora i meccanismi immunitari, che hanno bloccato l'epidemia della famigerata "Spagnola" un secolo fa, potrebbero non essere altrettanto efficaci con il Covid-19.
In questo caso sarebbe estremamente pericoloso se il Covid-19 diventasse endemico, in assenza di idonei specifici rimedi antivirali, perche' molti vaccini potrebbero assicurare una protezione solo temporanea ed il Sars-CoV-2 allora potrebbe non sparire come il virus della Spagnola.

ESTINZIONE DELL'EPIDEMIA: (25 novembre 2020)
Durante il raggiungimento dell'immunita' di gregge il numero di persone immunizzate aumenta e di conseguenza diminuisce il numero di persone infettabili.
Questo fatto riduce la contagiosita' dei virus, come da noi definita, perche' hanno piu' difficolta' a trovate una persona sana da infettare e questo fatto diminuisce la pendenza della curva dei contagi, rallentando progressivamente l'espansione dell'epidemia.
I vaccini possono giocare un ruolo molto importate in questo, riducendo il numero di persone infettabili.
Quindi mentre in un'isola abitata da tutte persone non immuni basta un solo malato di Covid-19 per scatenare l'epidemia (com'e' accaduto nel 2020 in Italia ed in tutti gli altri Paesi), in un'isola con la maggior parte degli abitanti immuni (essendo vicini all'immunita' di gregge) quel malato di Covid-19 avrebbe molta difficolta' ad infettare altre persone e dopo la guarigione potrebbe anche non aver infettato nessuno ed allora l'epidemia si estinguerebbe.
Questo caso estremo ci fa capire che, crescendo la percentuale di popolazione immune (magari anche perche' si e' vaccinata), la pendenza della curva dei contagi si abbassa sempre piu' (e cosi' anche il parametro di trasmissibilita' Rt) e l'epidemia puo' anche estinguersi, quando diventa Rt minore di 1.
Perche' questo avvenga non e' percio' necessario che sia immune il 100% della popolazione (forse basta il 60% o poco piu').
Dipende dal tipo di virus e dalla sua capacita' di infettare (R0) e quindi andra' determinata sperimentalmente.

Un'ultima osservazione:
Nell'ultimo mese, dall' 8/10 al 6/11 (30 giorni), al netto dei benefici dei provvedimenti adottati (che hanno prodotto i 4 gradini nella curva) la percentuale dei contagi e' passata dal 3.5% al 16.1% cioe' e' cresciuta del 12.6%.
Se la pendenza rimanesse costante (mentre invece aumenta perche' la crescita e' esponenziale) allora la percentuale sarebbe:
  • 28.7% al 6 dicembre
  • 41.3% al 5 gennaio
  • 53.9% al 4 febbraio
  • 66.5% al 6 marzo
  • 79.1% al 5 aprile
  • 91.7% al 5 maggio
Se tutti i provvedimenti in atto NON dovessero riuscire nell'intento di ridurre la pendenza della curva dei contagi e questa proseguisse la sua salita esponenziale, solo un piu' in basso, allora si potrebbe stimare un appiattimento della curva, per il raggiungimento dell'immunita' di gregge, che con questa crescita dei contagi pensiamo possa avvenire entro 3 o 4 mesi da ora, cioe' a fine marzo.
Questa in realta' e' solo una stima grossolana, perche' la curva tende a crescere di piu' perche' e' esponenziale e non lineare ed anche perche' in inverno aumenta la contagiosita', ma anche di meno perche', proseguendo l'infezione di massa, diminuisce la contagiosita' in quanto diminuisce il numero delle persone infettabili.
Al limite la curva non cresce piu', si appiattisce naturalmente quando tutti si sono infettati, ma non e' come d'estate quando l'epidemia finisce perche' la contagiosita' scende molto ed anche la percentuale di infetti scende.
Con l'immunita' di gregge ad aprile, la percentuale dei contagi resta molto alta e quindi l'epidemia di Sars-CoV-2 e' ancora in atto, con un equilibrio dinamico tra il numero di infettati (in massima parte asintomatici) che guariscono dopo 1 mese circa ed il numero dei nuovi contagi che prosegue, lasciando pero' il numero totale delle persone infettate costante nel tempo (in equilibrio).
Quando si raggiunge quel limite, la pericolosita' dell'epidemia ed i danni che comporta sarebbero pero' fortemente ridimensionati.
I provvedimenti presi finora, che hanno solo abbassato la curva senza ridurne la pendenza, avendo solo posticipato la sua crescita, potrebbero aver conseguito un risultato controproducente : quello di spostare in avanti l'inizio dell'immunita' di gregge, prolungando la durata dell'epidemia.
In altre parole, siccome stiamo andando incontro a 6 mesi di freddo e quindi di alta contagiosita' del virus, potrebbe anche accadere (speriamo di no) che tutti i nostri tentativi di controllare l'epidemia falliscano.
Allora, se non si e' riusciti a ridurre la pendenza della curva, l'inesorabile crescita esponenziale dei contagi arriverebbe in pochi mesi a farci infettare tutti, per il 96% inconsapevolmente ed in forma asintomatica (che comporta comunque dei danni permanenti). Si configurerebbe allora lo scenario dell' immunita' di gregge .
In tal caso, dopo aver provato in tutti i modi a ridurre la pendenza della curva per poter salvare piu' vite umane possibile, poi potremmo dover accettare inevitabilmente questo scenario nostro malgrado. Se il futuro dovesse riservarci proprio questo allora potremmo pensare che prima accadra' e prima finira' l'epidemia ed i ritardi non sarebbero stati di giovamento.

IL RUOLO DELLA SOGLIA D'INNESCO DELL'EPIDEMIA: (9 novembre 2020)
Spieghiamo bene questo punto perche' la soglia d'innesco dell'epidemia svolge un ruolo essenziale nel metodo da noi descritto per estinguere l'epidemia Covid-19 gia' in atto.
L'esistenza di una percentuale dei contagi che funziona come una soglia d'innesco dell'epidemia e' cosa nota: chi contagia sono le persone infette e piu' ce ne sono (e quindi piu' alta e' la percentuale dei contagi che troviamo nei test) e piu' contagi si trovano perche' e' piu' alto il parametro Rt che innesca l'epidemia (quando Rt supera il valore di 1).
Questo innesco dell'epidemia di Covid-19 siamo riusciti a coglierlo nella curva con cui stiamo descrivendo l'evoluzione dell'epidemia in questo lavoro: l'inserimento dei dati e' partito l' 8/10 quando, secondo la nostra interpretazione, la crescita era ancora alimentata dai contagi prodotti dalle sole persone infette asintomatiche.
Questi contagi erano gia' presenti il mese prima ed andavano a produrre dei nuovi asintomatici che rimpiazzavano quelli che erano guariti (ho assunto che la guarigione, cioe' la negativita' al test, potesse avvenire in circa 1 mese).
Questo processo e' quello che in questo lavoro abbiamo chiamato l'epidemia degli asintomatici, che e' caratterizzata dal fatto che, essendo piu' piccole le cariche virali diffuse dagli asintomatici, infettando una persona sana producono con maggiore probabilita' un asintomatico (cioe' la piccola carica virale riesce ad essere contenuta dalla risposta immunitaria della persona infettata e non sviluppa la sindrome Covid-19 con i relativi sintomi). Cioe' un asintomatico infettando gli altri produce degli altri asintomatici e per questo abbiamo usato il nome di "epidemia degli asintomatici".
Questa era la situazione ai primi di ottobre e la percentuale dei contagi, che a settembre era stabile sotto al 2%, e' iniziata a salire perche' l'arrivo di temperature piu' basse ha iniziato ad aumentare la contagiosita' del virus e quindi la velocita' della produzione di nuovi contagi (cioe' la pendenza della curva).
Siamo cosi'arrivati all' 8/10, giorno in cui abbiamo iniziato a registrare i dati nel grafico.
L'aumento della crescita dei contagi e' ben visibile nei primi cinque punti della curva, che sono le percentuali dei contagi dall' 8/10 al 12/10, quando la percentuale dei contagi andava dal 3.5% al 5.4% come si puo' vedere nella tabella Un aumento brusco della pendenza appare dopo il 12/10.
La pendenza e' associata al livello di contagiosita' del virus e siccome in quei giorni non c'e' stato un crollo repentino della temperatura, ci e' sembrato naturale attribuire questo incremento di pendenza della curva e quindi di contagiosita ambientale alla presenza di nuove cariche virali piu' intense quali quelle prodotte da persone con sindrome Covid-19, che prima non c'erano.
Questo fatto ci ha permesso di datare l'inizio dell'epidemia Covid-19, distinta da quella preesistente degli asintomatici, al 12/10 (in realta' la curva riporta i risultati delle misure su campioni prelevati pochi giorni prima ma questo ritardo e' ininfluente per la comprensione degli eventi: noi continueremo per semplicita' di comprensione a riferirci sempre alla date indicate nel grafico, anche se sappiamo che c'e' questo piccolo ritardo temporale, dovuto al tempo di positivita' e di esecuzione delle misure).
In base a questa interpretazione dei dati, il cambiamento di pendenza della curva al primo gradino costituisce la prova dell'esistenza della soglia d'innesco dell'epidemia Covid-19. ed anche una sua misura, sia pure grossolana, al 3% circa (con temperatura ambientale autunnale, intorno ai 18 gradi).
Questa evidenza sperimentale ci autorizza a ritenere che se riuscissimo ad INVERTIRE IL PROCESSO, facendo diminuire la percentuale dei contagi con un intervento umano (lockdown), fino a riportarlo sotto a questo valore di soglia percentuale del 3%, l'epidemia Covid-19 possa arrestarsi, tornando il parametro Rt ad essere minore di 1.
E' chiaro che piu' tempo si aspetta ad applicare questa cura sanificante del territorio, piu' la percentuale dei contagi e' divenuta alta e piu' deve durare il lockdown per far regredire lo sviluppo dell'epidemia in stato avanzato. Piu' tardi si fa e peggio e'.
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RIMOZIONE DI UN ERRORE:
Ci dobbiamo scusare con i nostri lettori per un grave errore qui' commesso: la soglia d'innesco dell'epidemia Covid-19 dai dati graficati si nota nel cambio di pendenza, che corrisponde ad un aumento di contagiosita', nella curva al 12/10. Ci era venuto spontaneo attribuirla alla crescita del numero di contagi, individuando cosi' una soglia d'innesco dell'epidemia in corrispondenza della percentuale di contagi del 3% (come si vede nel grafico).
Riconosciamo che questa e' stata una leggerezza che ha provocato un deprecabile errore.
Abbiamo seguito l'intuito ma abbiamo sbagliato: la soglia d'innesco dell'epidemia Covid-19 non dipende dalla percentuale dei contagi ma riteniamo che debba dipendere solo dalla contagiosita' che a sua volta dipende dalle condizioni ambientali (temperatura e comportamenti delle persone bersaglio).
Mi spiego meglio: se in un'isola del Pacifico hanno zero contagi e vi sbarca a gennaio un solo malato di Covid-19, infetta tutti anche se la percentuale dei contagi in quell'isola era zero! E' semplice, bastava pensarci.
L'inizio della nostra epidemia al 12/10 riteniamo sia stato provocato dalla graduale diminuzione della temperatura autunnale che ha aumentato la contagiosita' del virus.
Questo lavoro non rispetta la prassi dei lavori scientifici; e' come una sequenza di post giornalieri, messi in rete prontamente, non appena vengono pubblicati i dati del bollettino giornaliero del Ministero della Salute, per venire incontro all'urgenza degli argomenti trattati.
Era prevedibile che prendessi almeno una cantonata in un mese e mezzo di lavoro, essendomi avventurato in un campo che non e' il mio.
Il mio massimo cruccio e' che questo errore fa saltare l'argomento che mi affascinava di piu': la possibilita' di estinguere l'epidemia, diminuendo la percentuale dei contagi con un lockdown. Ne devo prendere atto.
E' ovviamente iniziata la rimozione dal testo degli argomenti, la cui validita' e' stata inficiata da questo errore.
Scusate.

LE FABBRICHE DI PAZIENTI COVID: (12 novembre 2020)
Si vedono in TV scene sconcertanti di Pronti Soccorso con numerosi pazienti in attesa in ampie sale, non idonee per ospitare pazienti potenzialmente portatori di un virus altamente contagioso come il Sars-CoV-2, dove sostano per molto tempo in attesa dei risultati dei tamponi, per poter essere poi smistati in reparti Covid o Non Covid.
Anche se verrebbero subito i giornalisti con le telecamere a riprendere la scena, sarebbe sicuramente preferibile per la prevenzione dei contagi far attendere i pazienti nelle loro auto private con tutto il supporto medico necessario.
Invece quello che accade nelle condizioni descritte e' che non solo si contagiano dei pazienti arrivati per altre patologie, ma questi risultando negativi al test con il tampone pur essendosi ormai infettati, vengono inseriti in percorsi puliti (non Covid) ed hanno piu' giorni di tempo per infettare tante altre persone sane, sia famigliari (propri e di altri pazienti) che altri pazienti dell'ospedale, molti dei quali immuno-depressi.
E' un'assurdita': gli stessi Pronto Soccorso di questi ospedali diventano efficientissime fabbriche di pazienti Covid-19, favorendo la diffusione nascosta ed inconsapevole del virus tra una moltitudine di persone.




APPENDICE: COME RIDURRE IL RISCHIO DEI CONTAGI: (11 maggio 2020)

L'elenco seguente e' esemplificativo e non esaustivo (per esempio non citiamo l'utilissimo metodo del "contact tracing" con gli smartphone).
  1. Con il distanziamento sociale: Si deve rimanere a distanza da una persona che puo' essere infetta (cioe' da tutti). La distanza e' molto variabile: se camminate avanti ad una persona in fila indiana, e' piccola (a meno che il vento non soffi dalla persona infetta verso di voi). Se invece state fermi e non state sottovento, basta stare a 1.5 metri di distanza. Se pero' state in un locale chiuso la distanza deve aumentare perche' il volume dell'aria infetta tende ad aumentare intorno a voi, soprattutto se si sta parlando.
  2. Balneazione: non si ritiene che questo virus sia in grado di permanere a lungo attivo in acqua per cui il rischio di infezione anche in questo caso e' solo la vicinanza con un'altra persona infetta, che, non potendo avere la mascherina se sta in acqua, immette virus inalabili in aria ed anche in acqua dove i virus a breve termine potrebbero entrare in contatto con gli occhi. Quindi riteniamo che ci si possa bagnare in sicurezza la prossima estate se si resta sempre almeno ad un paio di metri di distanza da tutti gli altri bagnanti, non solo in spiaggia ma anche in acqua (magari con gli occhialini da nuoto se si sta in acqua insieme ad altre persone). Il vento ha un effetto favorevole comportando un continuo ricambio dell'aria che si respira.
  3. Aerazione dei locali: Il ricambio dell'aria e' sempre auspicabile, tanto piu' nei locali piccoli, anche se avete un condizionatore d'aria.
  4. Addestramento: Per abbassare di molto il livello dei contagi e' importantissimo l'ADDESTRAMENTO della popolazione a convivere con il virus (fino al vaccino, che poi lo fara' sparire, come e' successo con il vaiolo). E' facile da ottenere una volta che la gente ha capito come il contagio avviene. Purtroppo ancora non si fa abbastanza e per questo abbiamo scritto questo articolo.
  5. Nessun famigliare infetto deve restare a casa con altri membri della famiglia perche' contribuisce a propagare il contagio. Questi pazienti devono rimanere per circa un mese in un ambiente gestito da personale competente (anche in appositi hotel, per esempio).
  6. Automobile: una conseguenza del punto precedente e' che si puo' andare in automobile da soli o con i famigliari (perche' e' difficilmente evitabile che se in famiglia uno si prende il virus poi non lo passi a tutti gli altri) perche' non si puo' rispettare il limite di distanza. E' quindi sempre possibile e preferibile andare al lavoro in auto o moto ma da soli non con altri colleghi (trasporti individuali, da favorire con ingressi al lavoro scaglionati).
  7. Autobus e treni: Si possono usare solo con distanziamento e se c'e' circolazione naturale di aria dai finestrini (con bel tempo); MAI con finestrini chiusi e con ventilazione da condizionatori con filtri, che accumulano contaminazione senza bloccare i virus. Le maniglie di autobus e treni, come tutti gli altri oggetti toccati da molte persone (ad esempio i tastierini del POS o Bancomat) meglio toccarli, con guanti "usa e getta" se avete la mano lesionata, o con un pezzo di carta o plastica che poi si butta.
  8. Bar, ristoranti ed altri locali pubblici: A nostro avviso possono lavorare all'aperto con tavoli/sedie a distanza in accordo con il punto 1 (quindi tenendo conto anche della direzione di un eventuale vento leggero per l'inalazione).
  9. Posti di lavoro: se si rispettano le condizioni sicure per il trasporto casa-lavoro (vedi punti 2 e 3), senza strette di mano o abbracci, a nostro avviso e' possibile lavorare in sicurezza se tutti gli ambienti sono grandi abbastanza, aerati (non con condizionatori ma con ricambio dell'aria) ed il numero di persone con cui si viene in contatto e' basso (i colleghi devono poter diventare come un'estensione dell'ambiente famigliare) e organizzato in piu' turni di lavoro per evitare assembramenti, anche nei trasporti. Ovviamente datore di lavoro e sindacati devono essere chiamati a monitorare giornalmente, soprattutto all'ingresso, la salute del personale con i vari strumenti praticabili. Qualche raro contagio e' sempre possibile (ed accettabile, come in strada), ma la frequenza deve essere sufficientemente bassa e comunque sotto controllo sicuro e responsabile.
  10. Mascherine: Quelle poco costose (chirurgiche) vanno usate negli ambienti chiusi frequentati da altre persone e in ambienti aperti se affollati (coprendo anche il naso oltre alla bocca). Servono per limitare il numero di virus dispersi nell'ambiente con il fiato da una persona infetta. Possono essere non usate all'aperto in strade poco affollate, tanto piu' se c'e' vento. In queste condizioni si possono non usare perche' la "ricettivita' ambientale" (cioe' la capacita' che ha l'ambiente di diluire le concentrazioni di virus a valori non piu' pericolosi) a nostro avviso lo consente (ricordiamoci sempre che tutti possiamo essere infetti anche senza saperlo).
  11. Pulizia di mascherine e filtri dei condizionatori: Una cosa poco nota e' che attraverso i filtri passa molta aria e loro, facendo il loro mestiere trattengono tutte le impurita', tra cui le particelle con i virus, che vi si accumulano. Quindi nel togliervi la mascherina non toccate il filtro con le mani nude (potrebbe anche essere pericoloso). Dovete prenderla per i tiranti e poi smaltirla richiudendola in una busta di plastica, tanto dopo qualche giorno i virus diventano inoffensivi.
  12. Smaltimento di mascherine e guanti: MAI gettare via mascherine e guanti usati nell'ambiente, a mare o in un fiume se non sono biodegradabili. Chiudetele invece in una buste di plastica che dopo una settimana di riposo puo' essere smaltita nell'indifferenziata. Stesse precauzioni vanno rispettate nella pulizia e ricambio dei filtri dell'aria (per esempio quelli dei condizionatori).
  13. Test sierologici: se si viene in contatto con una carica virale molto modesta questa viene rilevata dal sistema immunitario che da inizio ad una reazione con produzione di anticorpi. Se questa e' adeguatamente vigorosa (varia da persona a persona), puo' anche avere la meglio sui pochi virus che stanno tentando di moltiplicarsi nell'organismo e puo' riuscire ad annientarli tutti. La persona allora rimane sana ed avendo generato gli anticorpi nel sangue ha acquisito un certo grado di immunita' nel senso che ulteriori virus che venissero poi inalati potrebbero non riuscire a moltiplicarsi per questa presenza degli anticorpi, che permangono per un certo tempo nel suo sangue (non sappiamo ancora per quanto tempo). Ovviamente gli anticorpi nel sangue ci sono anche in quelle persone che non essendo riuscite ad avere la meglio sul virus si sono ammalate: in questi casi gli anticorpi gli restano nel sangue anche dopo la guarigione.
    Quindi un test sulla ricerca degli anticorpi nel sangue non e' valido per diagnosticare se una persona e' infetta perche' puo' essere malata per un'infezione in atto (anche senza sintomi) ma puo' anche essere sana (perche' infettata e poi guarita).
    Il test, se valido, attesta la presenza di anticorpi nel sangue e quindi che il soggetto e' venuto in contatto con il virus ottenendo un certo grado di immunita' (ma non sappiamo ancora quanto efficace e quanto a lungo).
INFORMAZIONI UTILI:
Materiali in cui il virus, pur disattivandosi gradualmente, resta attivo in superficie a 22 gradi (ISS):
  • Mascherine (esterno): oltre 7 giorni
  • Acciaio e plastica: 3 giorni
  • Vetro e banconote: 2 giorni
  • Legno, tessuti e cartone: 1 giorno
  • Rame: 4 ore
Disattivazione del virus: Con candeggina, amuchina o alcol al 75%: in 5 minuti.
Con la temperatura, pur disattivandosi gradualmente, il virus resta attivo sulle superfici per:
  1. 5 minuti a 70 gradi centigradi
  2. 30 minuti a 56 gradi
  3. 2 giorni a 37 gradi
  4. 14 giorni a 4 gradi.
Raggi UV: sembra che funzionino ma sono pericolosi perche' sono invisibili e nocivi.

Infine non ci stancheremo mai di ripetere che il successo nella limitazione dei contagi dipende soprattutto dalla conoscenza che ciascuno di noi deve aver acquisito su come accade che ci si contagi, cioe' da quello che noi abbiamo qui' chiamato l'ADDESTRAMENTO delle persone.
Il contributo alla diffusione di queste conoscenze, cioe' l'addestramento, e' stata la motivazione principale di questo nostro contributo.